Venerdì 25 maggio ore 20:45Varese, Via Sacco, Salone…


Venerdì 25 maggio ore 20:45
Varese, Via Sacco, Salone Estense
convegno
 I Passi alpini. Strade di genti e culture tra Insubria e Europa

Un’antica leggenda tramandata dalle popolazioni Walser che vivono a ridosso del Monte Rosa narra che in un’epoca remota, là dove oggi brilla il ghiacciaio del Lyskamm, c’era una meravigliosa città di nome Felik che era allora un’importante via di comunicazione tra i due versanti della montagna. Una sera d’autunno un viandante lacero ed infreddolito, che vi aveva chiesto ospitalità, fu rifiutato dagli abitanti di Felik. Questi, che altri non era se non un demone delle rocce, attirò allora una maledizione sull’opulenta ma egoista cittadina, sì che da quel momento la neve cominciò a cadere per giorni e giorni, finché la città scomparve con i suoi abitanti, formando quello che ancora oggi si chiama ghiacciaio di Felik. La tradizione aggiunge che alcuni pastori, dotati forse di una vista meravigliosa, riuscirono a vedere, durante un’estate di terribile siccità, un campanile della mitica città emergere da una fessura di ghiaccio. Si racconta anzi che uno di loro, precipitato in un profondo crepaccio, fosse riuscito a visitare la città e ad uscirne miracolosamente indenne. La fiaba, che riecheggia il mito ancestrale dell’Età dell’Oro, ebbe lunga vita nella valle del Lys, se è vero che proprio l’impulso alla ricerca della Valle Perduta indusse nel 1778, in piena epoca dei Lumi, sette cacciatori di camosci di Gressoney su per il versante meridionale del Rosa, nella convinzione che al di là delle creste più alte esistesse una sorta di Paradiso Terrestre popolato di animali e cosparso di rigogliosi frutteti, antica patria dei loro antenati. Giuliano l’Apostata ammoniva che nell’accostarsi ai miti non bisogna fermarsi alla nuda parola, ma ricercare la verità che vi è riposta, poiché essa custodisce una scintilla di rivelazione. La montagna ci si rivela allora per simboli ed enigmi, le alte vette lucenti, con le loro forme nitide e scolpite, determinano i contorni di quel mondo iperuranio al quale desideriamo solo ritornare. La montagna è anche potenza di visione e d’illuminazione: lotta contro i fantasmi interiori, vittoria sulla solitudine, sul silenzio, sul vuoto, capacità di risveglio del divino che è nell’umano, forza di trascendenza che ci permette di ascendere vittoriosi alla vetta dell’Io. Accostarsi alla montagna, assaltarne la cima, diventa quindi palestra fisica di rudimento interiore, con le inevitabili vittime ed i rari vincitori, non ci si può accostare ad essa impreparati, necessitando di un lungo tirocinio: la montagna infatti non ama i compromessi e non perdona ai vili e agli inetti…solo così l’ascesa diventa ascesi.

insubria terra d'europa 2012

Insubria terra d'Europa 2012; Terra Insubre; Giuseppe Prezzolini; Alberto Longatti; Romano Bracalini; Paolo Mathlouthi

fonte: http://www.insubriaterradeuropa.net/2012/convegni.html

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Andrea Mascetti; Luigi Zanzi

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23158845768 http://25.media.tumblr.com/tumblr_m441e6VuIO1rugh1so1_500.png May 16, 2012 at 12:06PM

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