Metti un’operaia al Sinpa: chi è la possibile erede di Rosi Mauro

Metti un’operaia al Sinpa: chi è la possibile erede di Rosi Mauro:


Emanuela Munerato.

Emanuela Munerato.

Il new deal maroniano potrebbe portare presto un cambio di guardia ai vertici delSinpa, il sindacato padano feudo di Rosi Mauro. Il leader barbaro lo aveva annunciato già nella notte dell’Orgoglio padano di Bergamo. Brandendo la ramazza, Bobo aveva invitato la cerchista a farsi da parte. «Se non si dimetterà ci penserà la Lega a farla dimettere. Così la Padania potrà avere un vero sindacato per i suoi lavoratori». La replica della vicepresidente del Senato Rosi Mauro non si pèrò fatta attendere: «Maroni è un secondo e un secondo resterà». 
UNA POLTRONA PER EMANUELA. Ora sembra arrivato il momento di mantenere quella promessa. Secondo voci di corridoio, infatti, la poltrona potrebbe andare a Emanuela Munerato, l’onorevole del Carroccio che il 16 dicembre si presentò alla Camera con divisa arancione e cuffia da operaia per espirmere la sfiducia alla manovra economica del governo Monti.
UNA VITA TRA FABBRICA E LEGA. «Ho sentito anch’io di questa ipotesi», dice aLettera43.it la deputata 46enne. «Ho trascorso tanti anni in fabbrica come operaia e tanti anni nella Lega Nord quindi so di cosa parliamo. Ma per il momento dopo il mio intervento dello scorso dicembre ho avuto solo contatti da parte di militanti e simpatizzanti che, evidentemente, hanno visto in me una persona che poteva capirli».
«EREDE» DELLA MAURO. Vero è che lei, leghista da sempre, è considerata da più parti l’«erede» di Rosi Mauro alla guida del sindacato del Carroccio. «Lo deciderà la Lega», si limita ad affermare. «Se c’è bisogno non mi tiro indietro ma non ho nessuna ambizione in questo senso. Penso che una carica al Sinpa debba essere riservata a chi conosce bene la realtà operaia. Ma sono tanti nella Lega a venire come me dal mondo della fabbrica».
Finora, però, la nomina dell’onorevole operaia ai vertici del sindacato sembra essere la migliore delle scelte per il partito.

La candidatura nel 2008 per aumentare «le quote rosa»

Emanuela Munerato, deputata della Lega dal 2008, durante il suo intervento alla Camera del 16 dicembre 2011.

Emanuela Munerato, deputata della Lega dal 2008, durante il suo intervento alla Camera del 16 dicembre 2011.

Ma chi è Emanuela Munerato? Sicuramente non rispecchia l’identikit del parlamentare. Prima di tutto chiede che le venga dato del «tu», è ancora operaia in aspettativa e continua a fare il consigliere comunale nel suo paese d’origine, Lendinara, in provincia di Rovigo.
AL LAVORO A 15 ANNI. Anche il suo curriculum vitae è ben lontano da quello del politico di professione. «Dopo la morte di mio padre ho dovuto lasciare la scuola, ragioneria, per andare a lavorare», ricorda. «Era il 4 maggio 1981, avevo 15 anni».
L’ESPERIENZA DELLA CASSA INTEGRAZIONE. Il primo impiego è stato alla Sasatex, un’azienda tessile di Lendinara. «Nel dicembre del 1986 però mi sono licenziata», racconta, «perché essendo in cassa integrazione straordinaria non potevo permettermi di stare senza stipendio regolare. Così ho fatto tre anni la cassiera al supermercato Base sempre a Lendinara».
Successivamente Munerato ha aperto con il marito un negozio di frutta e verdura. Ma è stata ancora sfortunata. «Se fosse andato così bene non l’avremmo chiuso».
SINDACALISTA DELLA CGIL. Poi, nel 2003, è entrata in Contifil. O, meglio, è rientrata perché si trattava della stessa azienda tessile in cui aveva lavorato in passato e che nel frattempo aveva cambiato nome. In quegli anni è diventata rappresentante sindacale per la Cgil.
La vera svolta per Munerato arrivò però nel 2008. Il marito, Matteo Ferrai, dirigente della Lega Nord di Lendinara, era dell’idea che «servissero  più donne candidate». E la presentò alle elezioni politiche.
Da allora è deputata alla Camera. Da allora denuncia 96 mila euro l’anno, a fronte dei 25 mila di quando era solo operaia.

Venerdì, 18 Maggio 2012 di Riccardo Bastianello

fonte: http://www.lettera43.it/politica/il-sinpa-e-l-onorevole-operaia_4367551284.htm

tags: Lega Nord; Sindacato Padano; SINPA; Emanuela Munerato; Rosi Mauro; Rosy Mauro; Roberto Maroni; lettera43.it

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