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Intervista a Marco Peruzzi presidente di Terra Insubre E’…

Intervista a Marco Peruzzi presidente di Terra Insubre

E’ stata presentata ieri, 11 maggio, a Palazzo Estense, dal Sindaco di Varese Attilio Fontana e dal presidente di Terra Insubre Marco Peruzzi, la quinta edizione del festival “Insubria, terra d’Europa”, interamente dedicata al Risorgimento e alla riflessione sull’Italia unita. Si svolgerà nella Città Giardino dal 13 al 15 maggio e l’apertura avverrà con la proiezione del film di Luchino Visconti “Il Gattopardo”, presso la Sala Montanari- ex Cinema Rivoli- alle 21.00h. Sabato 14 e domenica 15 proseguirà alle Ville Ponti, con il grande convegno “Ripensare il Risorgimento a 150 anni dall’Unità d’Italia”. Saranno allestite anche la mostra storica “Felix Austria, la Lombardia austriaca prima dell’Unità d’Italia” e la mostra fotografica “Ducale, bandiera d’Insubria”. 

tags: Insubria Terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Marco Peruzzi

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 23, 2012 at 10:17PM

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TERRITORIO/Fondazione comunitaria del varesotto: si è insediato il nuovo Cda

TERRITORIO/Fondazione comunitaria del varesotto: si è insediato il nuovo Cda :


Il presidenteVarese – Con l’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, nominato dal Comitato di Nomina composto dal Presidente della Provincia di Varese, dal Vicario Episcopale della Zona di Varese, da un Rappresentante della Fondazione Cariplo e da un Rappresentante del Comitato di gestione del Fondo Griffini – Miglierina, quale rappresentante delle fondazioni presenti sul territorio, si è avviata ufficialmente l’attività per il quinquennio 2012/2016.

Fanno parte del nuovo Consiglio di Amministrazione i Membri confermati Luca Galli (Presidente), Marzia Miglierina (Vice Presidente), Giorgio Papa, Andrea Gambini, Daniele Pietro Giudici, Maurizio Ampollini, Michele Graglia, Giuseppe Redaelli e Giorgio Gaspari (Membro della Commissione Centrale di Beneficenza della Fondazione Cariplo)

I nuovi consiglieri sono Francesco Aletti Montano, Dario Galli, Giuseppe Luigi Gibilisco, Paolo Orrigoni e Giovanna Scienza, tutti professionisti e imprenditori molto noti sul territorio.

Segretario generale è Carlo Massironi.

Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da Luisa Marzoli (Presidente), Marco Porrini e Laura Antonini, Componenti effettivi e da Giovanni Golemme e Marco Petrillo, Componenti supplenti.

Costituiscono lo Staff di Segreteria Generale Graziella Ambruzzi, Elisa Moranduzzo e Olga Mykytyuk.

Il Presidente Luca Galli, dopo aver sintetizzato i positivi e importanti risultati ottenuti finora dalla Fondazione, ha tracciato le linee guida e fissato gli obiettivi per i prossimi anni con particolare riferimento all’attività di erogazione, di raccolta fondi e di investimento patrimonio.

La Fondazione Comunitaria nei suoi primi undici anni di attività ha costituito un patrimonio di circa 17 milioni di euro e ha svolto attività di beneficenza, sempre con il sostegno finanziario della Fondazione Cariplo, che ha consentito la distribuzione di circa 32 milioni di euro per numerosi progetti realizzati e riferiti all’intera Comunità di Varese e Provincia promovendo il miglioramento della qualità della vita della Comunità di riferimento e stimolandone lo sviluppo civile, culturale, ambientale ed economico e la coesione sociale.

Il Consiglio di Amministrazione ha preso atto del grande successo dei 5 Bandi, per l’importo complessivo di 1.621.000 euro con fondi territoriali assegnati dalla Fondazione Cariplo, scaduti al 30 aprile u.s. che hanno visto la presentazione di oltre 300 domande di contributo per un importo pari a circa quattro volte le disponibilità.

Dopo un approfondito esame tecnico e di merito delle domande presentate, verranno resi noti i risultati dei progetti selezionati, pervenuti nell’ambito di tutte le finalità dei Bandi e da tutte le aree territoriali della Provincia.

fonte: http://www.assesempione.info/evidenza/20972-territoriofondazione-comunitaria-del-varesotto-si-e-insediato-il-nuovo-cda.html

tags: Fondazione comunitaria del varesotto, Varese, Luca Galli, Marzia Miglierina, Giorgio Papa, Andrea Gambini, Daniele Pietro Giudici, Maurizio Ampollini, Michele Graglia, Giuseppe Redaelli, Giorgio Gaspari, Francesco Aletti Montano, Dario Galli, Giuseppe Luigi Gibilisco, Paolo Orrigoni, Giovanna Scienza, assesempione.info

http://www.assesempione.info/images/stories/1001miglia/maggio2012/Presidente.jpg May 23, 2012 at 09:58PM

Per amor di chiarezza sugli accordi con l’Italia – Gabriele Pinoja

Per amor di chiarezza sugli accordi con l’Italia – Gabriele Pinoja:

Negli scorsi giorni il presidente dell’UDC Gabriele Pinoja è stato oggetto di uno spiacevole malinteso, che ha causato reazioni comprensibilmente poco favorevoli da parte di alcuni.

Dall’articolo apparso su Ticinonline, sembrava che lo stesso fosse favorevole a condizioni a dir poco capestro per un accordo di doppia imposizione con l’Italia nell’ambito del Modello Rubik. A dire il vero le cose non stanno proprio cosi, anzi non stanno proprio per nulla così.

L’UDC Ticino è cosciente che la liberatoria che si potrebbe strappare in cambio del mantenimento del segreto bancario svizzero non deve in ogni caso superare il 12 %. Ma il punto non è nemmeno questo, a dire la verità. Il nostro scetticismo è legato in particolare sulla reale possibilità di evoluzione delle negoziazioni con le autorità della vicina Penisola.
Recentemente l’Italia ha detto a chiare lettere che il suo unico obbiettivo è quello di raggiungere lo scambio automatico di informazioni con la Confederazione. A questa stregua è evidente che qualsiasi discussione è destinata al fallimento: se gli scenari non cambiano e non scendono su piani almeno simili, non è possibile non solo immaginare un accordo, ma addirittura intavolare delle trattative sul suo raggiungimento.

Il vero problema, e questo è noto, è l’altissimo tasso di evasione fiscale in Italia, pari secondo le stime ad un terzo delle entrate totali dell’erario. Le autorità del Belpaese accusano il nostro Paese, e di riflesso purtroppo la piazza finanziaria ticinese, di essere il terminale ultimo di tutte le malefatte in questo campo.
Ma non è colpa di certo della Svizzera se il sommerso in Italia ha dimensioni immani. Come dire: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”.
Oltre frontiera poi, c’è chi vorrebbe mettere tutto in un calderone, anche la vicenda del blocco dei ristorni o delle black list. Occorre assolutamente insistere perché ogni argomento venga tenuto in compartimenti stagni e se così non fosse non bisognerebbe nemmeno entrare in discussione.
La strada verso un accordo sarà molto complicata: e non di certo lastricata di buone intenzioni da parte dei nostri interlocutori.

Per l’UDC Ticino
Il Presidente Gabriele Pinoja

fonte: http://www.ticinolive.ch/democrazia-attiva/per-amor-di-chiarezza-sugli-accordi-con-l’italia-gabriele-pinoja-37926.html

tags: UDC Ticino; Gabriele Pinoja; bilaterali italia; ticinolive.ch

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 23, 2012 at 08:49PM

Roberta Pantani – Accordi internazionale, decida il popolo

Roberta Pantani – Accordi internazionale, decida il popolo:


Foto CdT

Sull’iniziativa “Accordi internazionali: decida il popolo” in programma il 17 giugno regna sovrana la confusione. Ai partiti – fatta eccezione per la Lega dei Ticinesi e l’Udc- piace infatti far credere che i cittadini saranno chiamati a esprimersi, quasi esclusivamente, su complesse questioni di politica internazionale, per affrontare le quali bisognerebbe avere un grado di preparazione pari a quello di uno statista. Sbagliato. Se l’iniziativa dovesse essere approvata, gli svizzeri avrebbero in realtà la possibilità di esprimersi su argomenti molto terra a terra e che toccano la quotidianità di ciascuno di noi. Ad esempio, potrebbero dire la loro sui miliardi che sono stati – e sono tuttora – costretti sborsare in favore del Fondo monetario internazionale per il salvataggio dell’euro, sui milioni versati al fondo di coesione in favore dei Paesi dell’Est, sul contributo di base annuo che comporta l’adesione del nostro Paese all’Onu e sugli accordi che la Svizzera ha recentemente concluso con gli Stati Uniti e che definire un’umiliazione, per chi ha a cuore gli interessi nazionali, è un eufemismo.   

Quelle citate sono questioni su cui non si capisce bene perché mai i cittadini è meglio non si esprimano mai. A meno che non si ammetta apertamente – ma lo vogliamo sentire durante la prossima campagna elettorale – che la gente, di queste cose, è bene non si occupi e lasci fare a chi ne sa sempre di più e finanzia, ad esempio, organizzazioni come l’Onu. Ovvero entità che acconsentono al bombardamento di Paesi indipendenti e sovrani in nome di guerre, ovviamente umanitarie.

L’iniziativa appoggiata da Lega e Udc chiede semplicemente che gli svizzeri si esprimano quando sono in gioco accordi che rischiano di minare gli interessi elvetici. Interessi che il Consiglio federale e parte del Parlamento non sembrano disposti a perseguire, in nome di un internazionalismo diffuso che sta minando la nostra sovranità.  

Cosa c’è di meno democratico che impedire a un cittadino di esprimersi su un argomento? Dove sarebbe scritto che la democrazia popolare si applica solo su certi argomenti, mentre su altri è bene che il volgo, ignorante e incompetente a ritmi alterni, si astenga? 

L’iniziativa permetterebbe anche di opporsi a vere e proprie aberrazioni giuridiche come il recepimento automatico del diritto europeo – che Bruxelles vuole farci accettare a tutti i costi – il riconoscimento dei giudici e dei tribunali stranieri, e accordi sulla fiscalità del risparmio a tutto vantaggio dei Paesi dell’Unione europea. 

Se proprio si vuole fare affidamento solo sugli esperti, forse varrebbe la pena riflettere sulle parole del diplomatico e politologo Johannes Kunz che in “Der letzte Souverän und das Ende der Freiheit” (casa editrice NZZ) scrive senza tanti giri di parole: “non sono presenti spiegazioni convincenti sul perché un organo sovrano democratico (il popolo e i Cantoni ai sensi della Costituzione svizzera) non sia in grado di decidere le regole del suo coinvolgimento nell’ambito del sistema internazionale. L’arroganza delle élite di ritenersi le sole a poterlo fare non solo riduce il benessere delle persone, ma rappresenta innanzitutto uno scardinamento del sovrano, costituendo quindi un grande pericolo per la libertà”.

In fondo, si tratta solo di ristabilire la gerarchia dei poteri che ha reso la Svizzera quello che è: in cima il popolo, poi l’Assemblea federale e, infine, il Consiglio federale. Nulla di più, nulla di meno.

Roberta Pantani
Consigliera Nazionale 
Lega dei Ticinesi 


fonte: http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=263429&rubrica=21

tags: Lega dei Ticinesi; Roberta Pantani; referendum 17 giugno; ticinonews.ch

http://www.ticinonews.ch/multimedia/images/20110519-153116469875_rettverticale.jpg May 23, 2012 at 08:27PM

Lega: Maroni, su alleanze future decide il congresso

Lega: Maroni, su alleanze future decide il congresso:

(AGI) – Milano, 21 mag. – Le future alleanze della Lega Nord saranno decise dal congresso federale di fine giugno. Lo ribadisce Roberto Maroni che, rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa dopo i risultati dei ballottaggi, afferma: “noi non siamo ne’ di destra ne’ di sinistra. La Lega e’ del nord, padana, e noi siamo disponibili a fare alleanze con chi rappresenta la societa’ del nord”. Sull’eventuale riedizione dell’asse con il Pdl poi, replica: “stiamo a vedere quello che succedera’. Alfano ha detto che dopo le elezioni annuncera’ una rivoluzione nella politica italiana; sono ancora in attesa di sapere cos’e’”.

fonte: http://www.agi.it/politica/notizie/201205211814-pol-rt10312-lega_maroni_su_alleanze_future_decide_il_congresso

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; elezioni; congresso federale; agi.it

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 23, 2012 at 08:11PM

Mafia: Maroni, Falcone ha ispirato mio lavoro al Viminale

Mafia: Maroni, Falcone ha ispirato mio lavoro al Viminale:

Roma, 23 mag. (Adnkronos) – “A 20 anni dalla strage di Capaci voglio ricordare Giovanni Falcome con un pensiero commosso. Alle sue idee mi ero ispirato nella definizione delle nuove misure da me introdotte per aggredire i patrimoni mafiosi: oltre 25 miliardi di euro sottratti alla criminalita’ organizzata nei 3 anni e mezzo del mio mandato da ministro dell’Interno. L’antimafia dei fatti, il miglior modo per onorare un grande Servitore della Giustizia e della Legalita’”. Lo scrive Roberto Maroni sulla sua bacheca Facebook.

ultimo aggiornamento: 23 maggio, ore 15:47

fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Mafia-Maroni-Falcone-ha-ispirato-mio-lavoro-al-Viminale_313333564597.html

tags: Roberto Maroni; strage di Capaci; Giovanni Falcone; Ministero degli Interni; Adnkronos

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 23, 2012 at 06:23PM

LA LEGA 2.0 VUOL MOLLARE ROMA, MA DENTRO E’ UNA POLVERIERA

LA LEGA 2.0 VUOL MOLLARE ROMA, MA DENTRO E’ UNA POLVERIERA:


Lega il giorno dopo, tempo di leccarsi le ferite e guardare avanti. Disertare le politiche e liberarsi definitivamente delle «zavorre». Romane ed interne. Roberto Maroni è tentato dall’idea di giocare il tutto per tutto per rilanciare la Lega Nord e ricompattare il movimento. Un’idea, più che un piano, di cui nel movimento si parla da tempo. Il crollo alle comunali, però, potrebbe aver anticipato i tempi. La fase due, infatti, può passare attraverso la scelta drastica e sofferta di non presentarsi al Parlamento di Roma per concentrarsi sul Nord. In ogni caso, si tratta di una operazione che ovviamente deve prima ottenere il via libera del congresso. Matteo Salvini, maroniano di ferro, l’ha descritta come una ipotesi realistica. Nella notte Maroni su facebook è sembrato accennarlo. «Le sconfitte – ha scritto – sono lezioni da imparare per correggere gli errori ed eliminare le zavorre». Ma quali zavorre? Forse, una interna riferita ai protagonisti degli scandali sui fondi di partito; ed una esterna: il governo di Roma che per i leghisti impedisce al Nord di decollare. Sarebbe comunque un tentativo per recuperare «tanti voti e tanto consenso tra chi è rimasto deluso».

Al congresso, ha detto ancora Maroni,  «faremo una valutazione delle prossime battaglie che la Lega farà. Negli ultimi dieci anni – ha spiegato Maroni ai giornalisti, lasciando l’Aula di Montecitorio – abbiamo tentato di portare il federalismo stando dentro il Parlamento e soprattutto stando dentro il governo. Nei cinque anni precedenti, ovvero dal ’95 al 2000, abbiano tentato la via dell’autoderminazione e della secessione per arrivare allo stesso risultato e non abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ora il congresso valuterà se c’è una terza via, che può anche significare strade diverse rispetto da quelle percorse finora. Il congresso – ha concluso – si sta attrezzando per discutere di questi temi, e io la trovo una cosa molto positiva».

Riflettendo invece sulla botta subita dalla Lega, l’ex ministro ha risposto con una battuta ai giornalisti che lo incalzavano sulla debacle: «Ma quale scomparsa?» e ha richiamato la vittoria di Flavio Tosi: «A noi – ha chiosato lasciando l’Aula di Montecitorio – piace vincere al primo turno, non ai ballottaggi». Per il candidato alla segreteria federale dei ‘lumbard’ in queste elezioni «ci sono state due anomalie», da un lato «le tonnellate di fango che ci hanno colpito e danneggiato, ma alle politiche – ha preannunciato – sarà un’altra musica»; dall’altro «il calo dell’affluenza alle urne» che ha visto tra gli artefici «molti leghisti che non sono andati a votare perchè delusi dalle notizie» sul Carroccio. Ma per Maroni «non solo c’è lo spazio per recuperare, ma anche per aggiungere altri voti».

Ma l’ex ministro deve fare i conti anche e soprattutto con le divisioni interne, più marcate dopo la debacle ai ballottaggi. Dentro la pancia del movimento si fa sempre più profonda la spaccatura fra le due anime. E ne è venuta testimonianza in una polemica fra il sindaco di Verona Tosi e un gruppo di senatori di fede bossiana.

«Fosse confermato che ha autorizzato personalmente le spese dei figli, difficile pensare che Umberto Bossi possa fare il presidente della Lega o a qualsiasi ruolo all’interno del movimento»: ha detto  Tosi alla Zanzara su Radio 24. «Se la storia delle paghette – ha aggiunto, riguardo alle vicende che coinvolgono Renzo Bossi – fosse confermata mi vergognerei come leghista. Io personalmente quando ero ragazzo, alla stessa età, prendevo qualche migliaia di lire, non euro. Renzo dovrebbe essere espulso e ci sono le condizioni per un’azione penale e una richiesta di risarcimento danni. Se fosse tutto confermato, ovvio». Sul rinvio del raduno di Pontida Tosi ha fatto un richiamo anche alle condizioni meteorologiche: «Adesso c’è una stagione di congressi, e arriviamo alla fine di giugno. Pontida è come la nuvola di Fantozzi, o piove che Dio la manda o c’è un caldo infernale. Vedremo all’inizio di luglio com’è la situazione, se c’è troppo caldo meglio non farla». «Io sono leghista al cento per cento, però – ha concluso Tosi – sono democristiano quando amministro, per il modo di far politica. La Dc quella buona dei bei tempi che stava in mezzo alla gente, che ascoltava».

Le valutazioni tosiane sul ruolo di Bossi hanno scatenato la reazione di un gruppo di senatori:«Non è ammissibile che un qualunque esponente della Lega Nord si permetta di fare processi sommari al padre fondatore del nostro movimento. Ricordiamo che tutti noi, a partire da Tosi, senza Bossi saremmo a fare tutt’altro». Lo hanno detto in una nota i senatori  Luciano Cagnin, Roberto Castelli, Cesarino Monti, Giuseppe Leoni e Armando Valli che parlano di «un’abitudine tutta italiota, non certo leghista, di accanirsi contro chi, in un particolare momento storico, può apparire debole».

E che la frattura sia pesante lo ha confermato anche il governatore veneto Luca Zaia parlando di una possibile candidatura unica al congresso federale:  «Sono il primo a condividerla, ma mi sembra che la spaccatura tra le due anime del partito sia troppo profonda per presentarsi uniti al congresso». «Io comunque – ha proseguito – mi preoccuperei soprattutto di quel che fanno gli amministratori della Lega: con tutti problemi che ci sono, mi sembra di essere arrivato alle ‘figurine Paninì, di cui anch’io sono stato da bambino appassionato collezionista, ma che in questo contesto sono fuori luogo. Non dobbiamo mettere il futuro italiano in mano alle cordate per le segreterie politiche, altrimenti Grillo continuerà a fare en-plein. Almeno finchè anche lui non avrà problemi di segreterie politiche».

Sul suo nome come possibile vicesegretario vicario Zaia ha osservato che la partita del vice segretario non è risolutiva «per la rappresentanza dei Veneti all’interno della Lega Nord»; la vera questione è che ci vuole «un segretario forte, e auspico che si tratti di Maroni, e una segreteria politica forte, sintesi del bagaglio e delle proposte portate dai territori».

Al congresso federale di fine giugno manca meno di un mese e mezzo, ma di acqua sotto i ponti leghisti deve ancora passarne parecchia e si annuncia turbolenta.

di GIANMARCO LUCCHI

fonte: http://www.lindipendenza.com/la-lega-si-lecca-le-ferite-ma-dentro-e-una-polveriera/

tags: Lega Nord; Lega 2.0; Roberto Maroni; Flavio Tosi; Matteo Salvini; Luca Zaia; Gianmarco Lucchi; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/gli_sgommati_maroni_dimissioni_bossi-300×187.jpg May 23, 2012 at 02:46PM

Alla presentazione di “Terra Insubre” non si parla di Lega

Alla presentazione di “Terra Insubre” non si parla di Lega:

La presentazione del festival in Comune

Varese – A Palazzo Estense non si è parlato di Lega, neppure un cenno alle vicende del Carroccio, neppure un vago riferimento politico, ma solo la presentazione della sesta edizione del festival Insubria Terra d’Europa, punto e a capo. Titolo della kermesse targata assaociazione ”Terra Insubre” è quest’anno “Tra Lombardia, Piemonte e Svizzera. L’Insubria senza confine”, in programma, in diversi luoghi di Varese, dal 24 al 27 maggio. Un’edizione in tono minore, senza grande concerto d’apertura e senza tensostruttura con gli stand delle associazioni e delle istituzioni. Un  programma con dibattiti, un paio di mostre, un concerto finale di corni alpini, una pellicola doppiata in “lingua lombarda occidentale” (mah).

Se per il sindaco Attilio Fontana l’Insubria “è una realtà guardata dalla gente con sempre maggiore interesse”, per uno dei fondatori di “Terra Insubre”, Andrea Mascetti, “è un laboratorio politico-culturale”. Secondo Mascetti, iniziative come quella del referendum sulla voglia di unirsi  alla Svizzera, benché sia un gioco, tuttavia “è il segnale che tempi nuovi si stanno avvicinando”. Al presidente dell’associazione, Marco Peruzzi, il compito di illustrare il breve programma.

Si parte giovedì 24 maggio, alle 20.45, presso la Sala Montanari, con un dibattito su Giuseppe Prezzolini, che Paolo Mathlouthi di “Terra Insubre” definisce un vero esempio di “anti-italiano”, venerdì 25 maggio, alle 20.45, al salone Estense, si parla di passi alpini con l’intervento di Luigi Zanzi. Sabato 26, ore 9.30, in salone Estense, ancora un confronto su “Le Alpi che uniscono”. Sempre sabato, alle ore 21, in Sala Montanari, “Duu testimoni scomod”, traduzione in dialetto per il capolavoro di Wilder “A qualcuno piace caldo”, proposto in conferenza stampa dall’attore Yor Milano.

Politico il confronto in programma per domenica 27 maggio, alle ore 15, in Salone Estense, dove interverranno il presidente Galli, il sindaco Fontana, Norman Gobbi Vais (Consigliere di Stato ticinese), l’immancabile Roberto Maroni. Chiusura con il concerto di corni alpini alle 18, in piazza Podestà, con degustazione di Merlot del Ticino e prodotti tipici.

18 maggio 2012

fonte: http://www.varesereport.it/2012/05/18/alla-presentazione-di-terra-insubre-non-si-parla-di-lega/

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Andrea Mascetti; Varese; Attilio Fontana; Dario Galli; Roberto Maroni; Norman Gobbi Vais; Marco Peruzzi; Yor Milano; varesereport.it

http://www.varesereport.it/vr/wp-content/uploads/2012/05/P5170619-300×154.jpg May 23, 2012 at 01:38PM

Il Piffer magico del Cav e i canederli di Bobo

Il Piffer magico del Cav e i canederli di Bobo:

Dal piano di Berlusconi per il Pdl al modello Südtiroler Volkspartei che tenta la Lega di Maroni e Tosi.

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MARONI VOLKSPARTEI
L’idea frulla nella testa di Roberto Maroni da tempo, Flavio Tosi fa un esempio concreto del modello che hanno in mente: «La Lega Nord deve fare come la Südtiroler Volkspartei: contrattare con il governo i vantaggi per il territorio. A livello nazionale gli ultimi anni sono stati disastrosi, i nostri militanti ci dicevano: “Ma a Roma che cosa avete fatto?”. Ed era difficile dare un risposta». Maroni sta studiando da leader indipendentista, e già che c’è domenica 27 maggio interverrà a un convegno di Terra Insubre (l’associazione culturale varesina detestata da Umberto Bossi), insieme con il consigliere di Finmeccanica Dario Galli e al politico ticinese Norman Gobbi, per discutere sull’idea della Lombardia come nuovo Cantone svizzero». (Il Giornale).

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di Nico Arse

Mercoledì, 23 Maggio 2012 

fonte: http://www.lettera43.it/attualita/il-piffer-magico-del-cav-e-i-canederli-di-bobo_4367551795.htm

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Flavio Tosi; Dario Galli; Terra Insubre; Insubria terra d’Europa 2012; lettera43.it

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 23, 2012 at 01:27PM

Lega 2.0 per cento? Almeno i maroniani hanno il 2 davanti allo zero bossiano

Lega 2.0 per cento? Almeno i maroniani hanno il 2 davanti allo zero bossiano:

La cosa più divertente del popolo leghista, di un certo popolo leghista, è quello di difendere posizioni indifendibili.
Di negare quello che è lampante attraverso una sorta di “rimozione mentale” degna dei peggiori secoli bui. Ovvero, che se il Carroccio, nei ballottaggi di domenica e lunedì, ha perso, è stato per colpa del nuovo leader del movimento Roberto Maroni.

Hanno detto proprio così. Che se Umberto Bossi fosse stato alla guida del movimento i risultati sarebbero stati differenti. Hanno anche coniato un termine di spregio verso i maroniani: Lega 2.0 per cento, facendo il verso ha quanto dichiarato recentemente da Maroni, che con il congresso federale sarebbe nata la Lega 2.0. Beh, sicuramente la risalita elettorale sarà difficile. Ma non certo a causa di quei militanti che ancora credono nel movimento e che, dopo avere buttato giù per anni bocconi amari, hanno deciso di resistere.

La Lega 2.0, fosse anche un termine in percentuale, è qualcosa da cui ripartire. La Lega bossiana invece, temo, dovrebbe togliere il 2 e anche il punto per scoprire la percentuale che vale oggi, dopo che i panni sporchi sono stati lavati in piazza, tra la gente.

di Marco Tavazzi

fonte: http://marcotavazzi.wordpress.com/2012/05/22/lega-2-0-per-cento-almeno-i-barbari-sognanti-hanno-il-2-davanti/

tags: Marco Tavazzi; Lega Nord; Lega 2.0; barbari sognanti; Roberto Maroni; marcotavazzi.wordpress.com

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 23, 2012 at 10:59AM