Max Ferrari: intervista a Jean-Marie Le Pen del novembre 2005 su La Padania

Max Ferrari: intervista a Jean-Marie Le Pen del novembre 2005 su La Padania:

LE PEN: «E’ la prova generale per qualcosa di ancora più grave»

Max Ferrari

«Il coprifuoco? Mi fa ridere», dice uno scatenato Jean-Marie Le Pen nella sua casa fortilizio sulla collina di Saint-Cloud. «A cosa serve il coprifuoco se poi la polizia ha avuto l’ordine di ritirarsi da molte banlieue lasciate in mano ai boss stranieri? Chi lo fa rispettare?»

«Altra presa in giro – aggiunge il leader del Fronte Nazionale – è la proposta fintamente dura di Sarkozy di espellere i violenti anche se hanno il permesso di soggiorno. Tutti sanno che costoro sono pochissimi perché la maggioranza dei teppisti ormai ha piena cittadinanza francese con connesso diritto di voto e di ricatto. Se veramente si volesse stroncare la rivolta, che poi è solo un test per cose più grosse in futuro, occorrerebbe modificare la legge sulla cittadinanza che oggi si basa sul diritto di suolo e viene regalata a chiunque nasca in Francia o vi risieda per un breve periodo».

Lei sa che in Italia sinistra e centrodestra esclusa la Lega vorrebbero invece fare l’inverso e passare dal diritto di sangue, oggi vigente, al diritto di suolo?

«E’ una follia, perché è una strada senza ritorno e mette il paese sotto il ricatto di stranieri spesso etero-diretti che poi non si riesce più ad allontanare. No: la soluzione per raddrizzare la situazione è in primis il blocco militare delle frontiere esterne alla Ue, il ripristino delle frontiere interne, l’espulsione dei clandestini e dei regolari senza un vero lavoro e, appunto, la revoca della nazionalità a chi ha dimostrato di non meritarsela».

Le pare possibile? Haider in Austria è finito sotto sanzioni internazionali per molto meno.

«L’Unione europea è una gabbia costruita da altri per distruggere l’Europa. Il Fronte nazionale, per esempio, non gode di quei diritti di libertà di espressione di cui godono boss immigrati e imam radicali. Tutte le leggi sono fatte per metterci il bavaglio giudiziario e il sistema politico è concepito in modo da lasciarci fuori dal Parlamento pur avendo il 15% dei consensi. Per non parlare poi dei nostri candidati e simpatizzanti nelle banlieue che vengono messi all’indice dalla sinistra e lasciati alla mercè  dei teppisti stranieri che fanno di tutto per intimorirli».

Perché i francesi esausti non votano in massa il Fronte?

«Perché noi siamo demonizzati e perché la destra moderata, in campagna elettorale, promette misure drastiche e pugno di ferro, ma una volta al governo si inchina di fronte alle lobby pro-immigrazione e mondialiste. Guardate Sarkozy: ha promesso tolleranza zero, ma non riesce a fare nulla e si limita alle dichiarazioni in Tv».

La situazione però sembra calmarsi. Chirac ha promesso nuovi aiuti alle periferie..

«Ancora una volta comprano, a carissimo prezzo, la pace sociale. Ancora una volta cedono al ricatto dei boss. Nelle periferie sono stati gettati miliardi di euro in opere che sono state subito vandalizzate e vasta parte di quei soldi sono finiti in mano ad associazioni ambigue che tutto fanno tranne che lavorare per la convivenza. Regalare altri soldi significa arrendersi alla violenza, rafforzare il potere dei trafficanti e degli islamisti e dimostrare di avere paura. Il governo e i francesi non faranno la figura dei generosi, ma dei codardi arrendevoli e questo non farà altro che scatenare nuove pretese. Quest’ondata di violenze è stata solo una prova generale: la prossima sarà molto più dura e organizzata, anche grazie ai nostri finanziamenti».

E’ pessimista?

«La situazione è tragica e i dati demografici fanno paura, ma noi lavoriamo per tornare padroni a casa nostra. Oggi lo Stato vede i francesi onesti come delle pecore da tosare con tasse che servono far vivere nel lusso gli immigrati. E’ ora di ribellarsi. La libertà e la dignità non si comprano coi soldi, anche perché, grazie alla Ue, la nostra economia è in crisi, milioni di francesi sono alla canna del gas e quando i soldi finiranno, gli immigrati si ribelleranno lo stesso e in maniera ancor più violenta. Noi dobbiamo ribellarci prima.»

Max Ferrari (pag. 7 La Padania 16-11-2005)

fonte: http://maxferrari.net/2012/05/25/mia-intervista-a-jean-marie-le-pen-del-novembre-2005-su-la-padania/

tags: Max Ferrari; La Padania; Jean-Marie Le Pen; maxferrari.net

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 26, 2012 at 04:33AM

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