Lega, l’affondo di Giorgetti «Non Facebook ma la gente»

Lega, l’affondo di Giorgetti «Non Facebook ma la gente»:

BERGAMO – Stoccata di Giancarlo Giorgetti (Foto by Genuardi / Varese Press)

VARESE Il saluto di Giancarlo Giorgetti al vertice della Lega Lombarda è una difesa di Umberto Bossi e un rimprovero ai militanti, in particolare varesini. Perché proprio a Varese sono iniziate le contestazioni che hanno portato alla rivoluzione interna. 
«I dieci anni di governo non hanno prodotto i risultati che ci aspettavamo – ha detto il segretario nazionale lombardo uscente ieri sera da Bergamo, in occasione del congresso – Purtroppo, l’unico risultato è stato quello di cambiare i leghisti. Roma ci ha ridotto a vedere i nemici al nostro interno, anziché all’esterno». E poi spezza una lancia a favore del Senatur: «È solo grazie alla rendita politica che ci ha lasciato che siamo riusciti a resistere in questi anni. Spero che questo congresso e il federale siano occasione di discussione».
«Il nodo centrale – ha aggiunto – è la sopravvivenza della democrazia contro la dittatura finanziaria, contro il centralismo europeo. Se sapremo prima degli altri dare una risposta a questo, potremo ancora governare la Lombardia. Ascolterò gli interventi con questo pregiudizio: chi parlerà del futuro, lo guarderò in modo positivo. Chi recriminerà sul passato, in modo negativo». 
E poi aggiunge, riprendendo il discorso sul “militante ignoto” che fece alla sua rielezione cinque anni fa: «È militante ignoto colui che la sera con il cuore ferito non va al bar o su Facebook a parlare male degli altri, ma che va tra la gente a tenere alta la bandiera. Solo lui ha il cuore impavido». 
Insomma, una bella stoccata ai varesini. «Un discorso che resterà stampato nei cuori dei militanti» commenta il segretario cittadino varesino Marco Pinti. «È stato super partes e ha invitato a guardare al futuro, ha riassunto il suo pensiero» aggiunge il segretario della quinta circoscrizione leghista Andrea Cassani. Ma, seppure la conciliazione sia ben accetta, la Lega deve cambiare.
Questo il fulcro del discorso del delegato varesino e segretario della prima circoscrizione Stefano Cavallin: «Crediamo ancora nelle idee che hanno reso grande il nostro movimento, ma il momento è delicato: molti militanti sono disorientati per ciò che è successo al nostro interno e per aver scoperto che troppi dirigenti hanno tradito gli ideali in cui tutti noi crediamo. All’interno del movimento non devono avere più nessuno spazio». Pinti, dal canto suo, è stato protagonista di un siparietto prima dell’inizio del congresso. 
Al bar del teatro, mentre prendeva un caffè si è avvicinato Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione Lombardia e presidente del congresso varesino dove scoppiò la contestazione.
Pinti ha tirato fuori il tesserino da delegato dell’assemblea dove venne eletto Maurilio Canton, e lo ha mostrato a Gibelli. «Lo tengo ancora» gli ha detto ironico. E Gibelli: «Ce l’ho anch’io, mi ricordo bene di quel congresso».

fonte: http://www.laprovinciadilecco.it/stories/Cronaca/657792/

tags: Giancarlo Giorgetti; Lega Nord; Lega Lombarda; congresso regionale; congresso Bergamo; la provincia di Lecco

http://lightstorage.laprovinciadilecco.it/media/2012/06/362958_5804829_ptv0000907_17715691_medium.jpg June 02, 2012 at 03:08PM

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