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Lega, l’affondo di Giorgetti «Non Facebook ma la gente»

Lega, l’affondo di Giorgetti «Non Facebook ma la gente»:

BERGAMO – Stoccata di Giancarlo Giorgetti (Foto by Genuardi / Varese Press)

VARESE Il saluto di Giancarlo Giorgetti al vertice della Lega Lombarda è una difesa di Umberto Bossi e un rimprovero ai militanti, in particolare varesini. Perché proprio a Varese sono iniziate le contestazioni che hanno portato alla rivoluzione interna. 
«I dieci anni di governo non hanno prodotto i risultati che ci aspettavamo – ha detto il segretario nazionale lombardo uscente ieri sera da Bergamo, in occasione del congresso – Purtroppo, l’unico risultato è stato quello di cambiare i leghisti. Roma ci ha ridotto a vedere i nemici al nostro interno, anziché all’esterno». E poi spezza una lancia a favore del Senatur: «È solo grazie alla rendita politica che ci ha lasciato che siamo riusciti a resistere in questi anni. Spero che questo congresso e il federale siano occasione di discussione».
«Il nodo centrale – ha aggiunto – è la sopravvivenza della democrazia contro la dittatura finanziaria, contro il centralismo europeo. Se sapremo prima degli altri dare una risposta a questo, potremo ancora governare la Lombardia. Ascolterò gli interventi con questo pregiudizio: chi parlerà del futuro, lo guarderò in modo positivo. Chi recriminerà sul passato, in modo negativo». 
E poi aggiunge, riprendendo il discorso sul “militante ignoto” che fece alla sua rielezione cinque anni fa: «È militante ignoto colui che la sera con il cuore ferito non va al bar o su Facebook a parlare male degli altri, ma che va tra la gente a tenere alta la bandiera. Solo lui ha il cuore impavido». 
Insomma, una bella stoccata ai varesini. «Un discorso che resterà stampato nei cuori dei militanti» commenta il segretario cittadino varesino Marco Pinti. «È stato super partes e ha invitato a guardare al futuro, ha riassunto il suo pensiero» aggiunge il segretario della quinta circoscrizione leghista Andrea Cassani. Ma, seppure la conciliazione sia ben accetta, la Lega deve cambiare.
Questo il fulcro del discorso del delegato varesino e segretario della prima circoscrizione Stefano Cavallin: «Crediamo ancora nelle idee che hanno reso grande il nostro movimento, ma il momento è delicato: molti militanti sono disorientati per ciò che è successo al nostro interno e per aver scoperto che troppi dirigenti hanno tradito gli ideali in cui tutti noi crediamo. All’interno del movimento non devono avere più nessuno spazio». Pinti, dal canto suo, è stato protagonista di un siparietto prima dell’inizio del congresso. 
Al bar del teatro, mentre prendeva un caffè si è avvicinato Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione Lombardia e presidente del congresso varesino dove scoppiò la contestazione.
Pinti ha tirato fuori il tesserino da delegato dell’assemblea dove venne eletto Maurilio Canton, e lo ha mostrato a Gibelli. «Lo tengo ancora» gli ha detto ironico. E Gibelli: «Ce l’ho anch’io, mi ricordo bene di quel congresso».

fonte: http://www.laprovinciadilecco.it/stories/Cronaca/657792/

tags: Giancarlo Giorgetti; Lega Nord; Lega Lombarda; congresso regionale; congresso Bergamo; la provincia di Lecco

http://lightstorage.laprovinciadilecco.it/media/2012/06/362958_5804829_ptv0000907_17715691_medium.jpg June 02, 2012 at 03:08PM

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Maroni contro Grillo: “Si tenga i suoi boy scout incompetenti”

Maroni contro Grillo: “Si tenga i suoi boy scout incompetenti”:

MILANO, 2 GIU – ”Grillo si tenga i suoi boy scout incompetenti. Noi abbiamo i nostri sindaci guerrieri”: cosi Roberto Maroni ha liquidato il Movimento 5 stelle nel suo intervento al congresso della Lega lombarda.

”I militanti – ha spiegato – sono i nostri veri diamanti. Rispetto a chi scimmiotta la Lega, abbiamo il vantaggio dei nostri sindaci guerrieri”.

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/maroni-contro-grillo-boy-scout-1255254/

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega Lombarda; congresso Bergamo; congresso regionale; Beppe Grillo; Movimento 5 stelle; Blitzquotidiano.it

http://ifttt.com/images/no_image_card.png June 02, 2012 at 02:35PM

Maroni al congresso: o la Lega e’ unita oppure e’ finita

Maroni al congresso: o la Lega e’ unita oppure e’ finita:

‘Chiedo a tutti di mettere da parte divisioni e rancori personali’

02 giugno, 12:28

Maroni al congresso: o la Lega e' unita oppure e' finita

Roberto Maroni al congresso della Lega Nord

Roberto Maroni al congresso della Lega Nord

 ”O la Lega e’ unita oppure e’ finita, io sono a disposizione a questa condizione, ma chiedo a tutti di fare un passo avanti” e ”mettere da parte divisioni e rancori personali”. Lo ha detto Roberto Maroni al Congresso della Lega Lombarda a Bergamo. Nella Lega è arrivato il tempo “di elaborare il lutto, basta piangerci addosso, dobbiamo decidere che cosa fare da qui in avanti per vincere la battaglia storica iniziata tanti tanti anni fa”, ha aggiunto Maroni. Anche in gesto di solidarietà l’ex ministro dell’Interno ha detto che “siamo stati terremotati” nel Carroccio dopo i recenti scandali, “ma noi siamo abituati a ripartire e a ricostruire dalle macerie”.

Umberto Bossi è salito sul palco del PalaCreberg di Bergamo, dove si svolge il congresso della Lega lombarda, mentre inizia a parlare Roberto Maroni. E Maroni, senza scomporsi, ha scherzato. “E’ venuto a suggerire” ha detto mentre il senatur si è seduto al tavolo dei relatori. In Lega è “vietato andare in pensione per chi ha dimostrato capacità: così starò qui io, a lavorare”. Lo ha detto Umberto Bossi dal palco del Congresso della Lega Lombarda rivolgendosi al segretario uscente Giancarlo Giorgetti. Umberto Bossi, parlando al Congresso della Lega Lombarda, ha ribadito la sua convinzione che le inchieste giudiziarie sui conti del Carroccio siano state organizzate. “Tutto organizzato? Bene – ha spiegato -, noi ci mobilitiamo contro gli organizzatori delle malefatte”. E il presidente della Lega ha usato questo motto: “Padania, guarda avanti, non ci fermeranno”.

Nella Lega non è il momento della resa dei conti ma “un punto di ripartenza”: così ha detto Roberto Calderoli arrivando al Palacreberg di Bergamo per la giornata conclusiva del congresso della Lega Lombarda. “Si sta concludendo la stagione dei congressi – ha spiegato -. A fine mese ci sarà quello federale e per me è un punto di ripartenza: ora programma politico, analisi e proposte”. Calderoli, che è uno dei triumviri che guida la segreteria della Lega in attesa del congresso federale, ha detto che avrebbe preferito candidature unitarie “però da noi si vota – ha aggiunto – è democrazia. Vinca il migliore”.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/06/02/MARONI-LEGA-UNITA-FINITA_6972166.html

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega Lombarda; congresso Bergamo; congresso regionale; ansa

http://www.ansa.it/webimages/medium/2012/6/2/6e91de40a2ee36757ba3a5d7b4f469d3.jpg June 02, 2012 at 02:14PM

Congresso Lega Lombarda: Giorgetti saluta e Bossi divide

Congresso Lega Lombarda: Giorgetti saluta e Bossi divide:

Salvini verso la segreteria

Congresso Lega Lombarda: Giorgetti saluta e Bossi divide
Il Palacreberg

Il segretario uscente della Lega Lombarda ha dichiarato “esaurita la rendita di Bossi”. Militanti divisi all’arrivo del Senatùr: applausi, ma anche molti fischi

Un discorso diretto compresa qualche sottolineatura polemica sulle divisioni interne al Carroccio. 
Giancarlo Giorgetti fa trapelarepiù di un dubbio sulla rivoluzione avvenuta all’interno del partito negli ultimi tempi e la sua appare la posizione di chi non la considera come un passaggio doloroso ma necessario verso una nuova fase, verso un futuro da ricostruire su basi nuove per portare al popolo del Nord quei risultati concreti che non sono arrivati dopo tanti anni di Governo.
Il suo intervento nella prima serata di congresso della Lega Lombarda al Teatro Creberg di Bergamo – dove al termine della 2 giorni si deciderà il suo successore -, è sembrato a molti più una difesa di Umberto Bossi e un rimprovero ai militanti che hanno seguito l’onda del cambiamento innalzata Roberto Maroni e che non hanno lesinato critiche alla vecchia “nomenklatura” leghista e alla famiglia del Senatùr alla luce degli scandali emersi.
Di certo, una netta disapprovazione nei confronti di quella base “radicale” che ha chiesto pulizia, o peggio, che continuerà a chiederla anche adesso “guardando al passato”.
“I dieci anni di governo non hanno prodotto i risultati che ci aspettavamo – ha detto Giorgetti – Purtroppo, l’unico risultato è stato quello di cambiare i leghisti. Roma ci ha ridotto a vedere i nemici al nostro interno, anziché all’esterno”. Divisioni interne dovute quindi unicamente alla frequentazione di Roma

Poi ha ringraziato Umberto Bossi:”È solo grazie alla rendita politica che ci ha lasciato che siamo riusciti a resistere in questi anni. E ora abbiamo esaurito questa riserva – ha detto -. Mi auguro che questo congresso e quello federale sia occasione di discussione. Il nodo centrale è la sopravvivenza della democrazia contro la dittatura finanziaria, contro il centralismo europeo. Se sapremo prima degli altri dare una risposta a questo, potremo ancora governare la Lombardia. Ascolterò gli interventi con questo pregiudizio: chi parlerà del futuro, lo guarderò in modo positivo. Chi recriminerà sul passato, in modo negativo” 
Poi ha ripreso il discorso sul “militante ignoto”, che fece alla sua rielezione cinque anni fa, e che venne trasformato in un manifesto. “Oggi aggiungo: è militante ignoto colui che la sera con il cuore ferito non va al bar di Laveno (dove spesso trascorre la sera Umberto Bossi, n.d.r.) o su Facebook (qulacuno l’ha interpretato come un riferimento a Maroni, n.d.r.) a parlare male degli altri, ma che va tra la gente a tenere alta la bandiera. Solo lui ha il cuore impavido”.

A metà serata il triumviro Roberto Calderoli ha anticipato il suo intervento (che doveva essere sabato mattina) facendo emergere tutta la sua cobtrarietà: “Sono rimasto molto deluso dal movimento in questo momento – ha detto -, mi sembra impossibile che non si capisca che è in essere un attacco nei nostri confronti”. 
Poi: “Nelle scorse settimane stati fatti fuori in tanti, oggi gli sciacalli stanno già aspettando la seconda ondata per saltare addosso ad altri, tra cui anche il sottoscritto. Non c’è stata una risposta compatta, da movimento unito e purtroppo i congressi che stiamo facendo non stanno andando in questa direzione”.

Poi, all’arrivo di Bossi, il cambiamento nel Carroccio si tocca con mano ed emerge quasi un sottile malumore. 
In particolare, l’ala più radicale lo fischia, perché nemmeno più gli riconosce il ruolo di padre nobile. 
Gli stessi che hanno arricciato il naso di fronte alle parole di Giorgetti e avere protestato per la scaletta del programma che sabato lascia lo spazio d’intervento maggiore a Umberto Bossi.

di Marco Tavazzi

fonte: http://www.ininsubria.it/congresso-lega-lombarda-giorgetti-saluta-e-bossi-divide~A9030

tags: Giancarlo Giorgetti; Lega Lombarda; Lega Nord; congresso Bergamo; Umberto Bossi; Marco Tavazzi; ininsubria

http://www.ininsubria.it/thb.aspx?filename=Upload%2FArticoli%2F2012%2F9030%2FCover%2Fpala%2Ejpg&width=466&height=250 June 02, 2012 at 11:44AM

2 giugno, Maroni contro la parata: “Soldi buttati nel cesso”

2 giugno, Maroni contro la parata: “Soldi buttati nel cesso”:

BERGAMO, 2 GIU – Roberto Maroni e’ tornato a ripetere la contrarieta’ della Lega alle celebrazioni del 2 giugno, visto il terremoto che ha colpito l’Emilia e parte della Lombardia.

maroni

Roberto Maroni (LaPresse)

2 giugno 2012 10:42

”Non partecipiamo alle celebrazioni – ha spiegato – perche’ queste feste, questi buffet, dovevano essere tutti cancellati per dare un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal terremoto”. Maroni ha definito ”inopportuno festeggiare un evento mentre c’e’ gente che soffre, gente che e’ morta, gente che ha perso tutto e l’aiuto dello Stato poteva essere e deve essere molto piu’ concreto che celebrare una festa facendo buffet e buttando soldi nel cesso”.

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/2-giugno-maroni-parata-cesso-1255026/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; Lega Lombarda; 2 giugno;  congresso regionale; congresso Bergamo; blitzquotidiano.it

http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2012/06/maroni_roberto-300×199.jpg June 02, 2012 at 11:28AM

MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA

MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA:

«Se si voterà in Lombardia prima del 2013, il governatore sarà della Lega»: lo ha detto Roberto Maroni, a margine di un convegno a Sarmede, in provincia di Treviso. Con questa dichiarazione il candidato alla segreteria federale del Carroccio finirà così per alimentare le voci che lo vorrebbero più interessato a sostituire Roberto Formigoni alla guida della Regioen Lombardia che Umberto Bossi a quella della Lega.

Maroni ha poi smentito le voci che dirigenti del movimento, a Treviso e a Brescia, abbiano chiesto l’espulsione di Roberto Calderoli. «Il problema per la Lega non sono le espulsioni – ha precisato -. Il problema è recuperare visibilità e azione politica, subito dopo i congressi che decideranno i nuovi gruppi dirigenti e sottolineo gruppi, a guidare i quali non è un ministero. Mi auguro che in Lombardia sia Matteo Salvini e in Veneto Flavio Tosi. In Lombardia non sarò io, mandiamo avanti i giovani».

«L’importante è il risultato del congresso». Questa è l’opinione di Roberto Maroni in relazione alla critica mossagli da Massimo Bitonci sulla sua presenza a Treviso per sostenere il sindaco di Verona Flavio Tosi alla segreteria regionale del movimento. «Tosi me l’ha chiesto. Bitonci no, altrimenti – ha concluso – sarei andato anche da lui».

«Il prossimo congresso federale dovrà discutere, perchè porrò io la questione, in che ordine di importanza sia la presenza della Lega a Roma rispetto alla presenza più interessante della Lega sul territorio nelle nostre regioni, nel Lombrado-Veneto sul modello della Csu bavarese, che penso sia un modello da valutare. Così Roberto Maroni precisa la sua ‘propostà di decidere per una eventuale non ricandidatura dei parlamentari della Lega alle prossime elezioni politiche. Nel corso di un incontro nel Trevigiano Maroni spiega che “è un dibattito da fare: io dico che è più importante avere governatori qui, a fare le nostre battaglie che non a Roma, lì ci sarà l’eco delle nostre battaglie, ma il fronte si sposta da Roma a qui. Che cosa comporterà questo, se non ripresentarsi alle elezioni, o presentarsi da soli, non lo so. Deciderà il congresso federale”.

«Alleanze? Che lingua è questa? Noi parliamo la lingua del rilancio, della riorganizzazione della Lega, dei contenuti. E in questi congressi, ma soprattutto al congresso federale parleremo di contenuti, di che cosa vogliamo fare, quali sono le nuove parole d’ordine, i cavalli di battaglia, le nostre strategie: le alleanze vengono dopo, forse, ne parleremo». Così il triumviro Roberto Maroni rinvia al mittente, ovvero al segretario del Pdl Angelino Alfano, la possibilità di una nuova alleanza tra Pdl e Lega in vista delle prossime elezioni politiche. Secondo Maroni questa «è una lingua che non riesco a capire». E il triumviro del carroccio non si dice assolutamente preoccupato di un eventuale isolamento della Lega: «isolato da chi? Dal Pdl e dai partiti romani? Meglio. Esattamente quello che vogliamo». «Noi dobbiamo tornare a recuperare e ad aumentare il rapporto di fiducia con i cittadini, con gli elettori, con la gente, con quelli che lavorano, con quelli che hanno visto per tanti anni nella Lega l’unico difensore dei loro diritti. Immagine che ora è un pò appannata. Noi dobbiamo ‘spannarlà, e dobbiamo tornare sul territorio». E per Maroni infatti «Roma è la seconda trincea. La trincea vera è questa: il territorio, le regioni del Nord, i nostri valorosi sindaci-guerrieri. Qui dobbiamo tornare a investire, e a far sentire la nostra voce».

«Al congresso di domenica prossima della Lega Nord-Liga Veneta, ci sarà una sfida tra cambiamento e continuità». Lo ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi candidato a segretario del Carroccio veneto e concorrente dell’altro candidato Massimo Bitonci. Tosi che oggi è stato sostenuto da Roberto Maroni nel corso di un incontro a Sarmede nel Trevigiano ha quindi detto che «da un lato c’è chi ha sempre dimostrato di non subire passivamente certe decisioni interne al partito come Roberto Maroni e dall’altro c’è chi ha fatto diversamente». E sulla presenza oggi di Maroni, che ha scatenato le polemiche e l’attacco dell’altro candidato al vertice del Carroccio veneto Massimo Bitonci, il sindaco di Verona ha risposto: «Sia il sottoscritto che Massimo abbiamo avuto al fianco parlamentari, amministratori regionali, e quindi trovo normale anche l’appoggio di Maroni. E poi, il fatto che ci sia la presenza di Maroni oggi qui non vuol dire che sarà lui a decidere chi è il futuro segretario del Veneto, ma saranno i delegati al congresso di domenica a decidere». «In ogni caso -ha concluso Tosi- sia il sottoscritto che Massimo Bitonci abbiamo assicurato che un minuto dopo il congresso continueremo a lavorare per la Lega Nord».

fonte: http://www.lindipendenza.com/maroni-se-si-vota-nel-2013-la-regione-lombardia-sara-nostra/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; elezioni; Flavio Tosi; Massimo Bitonci; Matteo Salvini; congresso regionale; congresso Bergamo; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/maroni-221-300×167.jpg May 31, 2012 at 10:07PM

Congresso nazionale Lega a Bergamo, Salvini verso guida partito in Lombardia

Congresso nazionale Lega a Bergamo, Salvini verso guida partito in Lombardia:

Doppio appuntamento per il Carroccio a partire da domani. Al via l’ottavo congresso nazionale durante il quale verrà eletto il successore di Giancarlo Giorgetti, alla guida regionale del partito dal 2002. Tutto in attesa del consiglio federale fissato per il prossimo 30 giugno

matteo salvini 2 interna

Inizia venerdì 1 giugno l’attesa stagione congressuale della Lega Nord con il doppio appuntamento in Lombardia e in Veneto aspettando il congresso federale del 30 giugno e 1 luglio. Roberto Maroni, ormai lanciato verso la guida del partito, cerca l’en plein, ma non è tutto scontato come potrebbe sembrare.

I delegati lombardi sono stati convocati per venerdì sera al Palacreberg di Bergamo per celebrare l’ottavo congresso nazionale durante il quale verrà eletto il successore di Giancarlo Giorgetti, alla guida regionale del partito dal 2002. I candidati in lizza sono due: l’eurodeputato Matteo Salvini(maronianissimo) e il senatore Cesarino Monti. Sulla carta non dovrebbe esserci partita, tanto che Salvini viene già dato per incoronato, grazie soprattutto all’intervento del super sponsor Roberto Maroni, che ha gestito le mire dell’altro maroniano pretendente al trono lombardo, Giacomo Stucchi. Non è un mistero che il deputato bergamasco tenesse particolarmente al ruolo di segretario nazionale, soprattutto dopo la rinuncia a cui era stato chiamato nei mesi scorsi quando, in seguito alla detronizzazione di Marco Reguzzoni, veniva dato in pole position per la guida del gruppo della Lega Nord alla Camera (poi andata a Gianpaolo Dozzo). In cambio della doppia rinuncia all’ on. Stucchi dovrebbe andare la carica di vice segretario federale, sempre che Roberto Maroni riesca effettivamente a prendersi il partito al congresso di fine giugno, quello più atteso, che dovrebbe sancire la fine del regno bossiano (e secondo qualcuno anche la fine della Lega).

Venerdì sera si inizia tra le 19 e le 20 con il discorso del segretario uscente Giancarlo Giorgetti e del presidente nazionale Roberto Castelli. Sul palco parleranno poi il commissario nazionale del movimento giovani padani Eugenio Zoffili, il vicepresidente della Regione Lombardia Andrea Gibelli e il presidente del gruppo regionale della Lega Nord Stefano Galli. I lavori riprenderanno il mattino del sabato, alle 9.30, con gli interventi dei triumviri Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago. Il congresso lombardo verrà chiuso dall’intervento del presidente federaleUmberto Bossi, a cui seguirà solo quello del segretario nazionale che sarà eletto dall’assemblea dei delegati. 

La partita sembra molto più complicata in Veneto, dove il congresso nazionale della Liga molto probabilmente non avrà un percorso facile e lineare come quello lombardo. Alle ormai note divisioni tra bossiani e maroniani si aggiungono quelle ataviche tra la Liga di Verona e quella di Treviso, con antipatie e tensioni incrociate che rendono le trame di partito complicate e imprevedibili. A contendersi la guida del partito sono Flavio Tosi e Massimo Bitonci, personaggi di primo piano che rispondono a logiche contrapposte. Le speranze di Roberto Maroni ricadono ovviamente tutte sul sindaco di Verona, stella polare della Lega 2.0 in Veneto. Il segretario uscente Gianpaolo Gobbo (che comanda il partito dal 1998) e tutta l’ala bossiana spingono invece per l’ex sindaco di Cittadella Bitonci. Alla vigilia del congresso veneto è proprio lui a parlare in una nota ufficiale della necessità di superare le divisioni interne al partito per il bene della Lega, tirando le orecchie a Maroni. La causa scatenante è una cena di sostenitori di Flavio Tosi organizzata nel trevigiano a cui è stata annunciata la presenza di Roberto Maroni.

Bitonci punta il dito contro l’ex ministro che da un lato “ha parlato di dare la parola ai militanti, stigmatizzando le imposizioni di candidature piovute dall’alto” e dall’altro “sponsorizza apertamente il candidato Tosi, con tanto di manifesti, inviti e pullman organizzati ad hoc”. Poi Massimo Bitonci conclude: “Mi spiace che per una semplice competizione elettorale si debbano etichettare i candidati dividendoli in bossiani e maroniani quando il sottoscritto non ha mai fatto parte di cerchi magici, non ha interessi di parte, mentre alcuni che ora si definiscono maroniani erano tra i più accaniti sostenitori di Bossi. Ricordiamoci che siamo tutti leghisti”. 

fonte:

tags: Lega Nord; Lega Lombarda; congresso Bergamo; congresso regionale; Flavio Tosi; Roberto Maroni; Giancarlo Giorgetti; Cesarino Monti; il fatto quotidiano

http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/matteo-salvini-2-interna.jpg?47e3a5 May 31, 2012 at 05:19PM

Maroni: “Ecco la Lega 2.0 Deciderà la base”

Maroni: “Ecco la Lega 2.0 Deciderà la base”:

Ma difende Bossi dalle inchieste giudiziarie

Il triumviro del Carroccio: “Non si saranno candidature paracadutate dall’alto, né ai congressi nazionali né a quello federale. Chiunque vuole potrà candidarsi”

Lega: Roberto Maroni (Ansa)

Lega: Roberto Maroni (Ansa)

Tradate, 18 maggio 2012 – Niente decisioni imposte dall’alto nella Lega 2.0 di Roberto Maroni. Il triumviro del Carroccio, e segretario in pectore, comincia a dettare le nuove regole: la prima è che “non si saranno candidature paracadutate dall’alto, né ai congressi nazionali né a quello federale”.

Chiunque vorrà candidarsi al congresso nazionale lo potrà fare, chiunque può candidarsi al congresso federale lo potrà fare – ha detto Maroni da Tradate, dove si trovava per un icnontro elettorale -. E poi vincerà chi i delegati decideranno essere la persona giusta. Mi auguro che sia un giovane. Che sia un ragazzo di grande energia”.

Una netta presa di posizione rispetto al vecchio corso di Umberto Bossi, che però l’ex ministro dell’Interno hadifeso dalle inchieste giudiziarie”Non parlo di complotto, ma di fango su Bossi sì”, ha detto Maroni, sottolineando che ”ci sono molte cose da chiarire”. “Abbiamo fiducia nella magistratura purché faccia in fretta”, ha proseguito chiedendo però di evitare ”fughe di notizie che alimentano solo i gossip”.

Maroni ha tuttavia sostenuto che “a seguito di queste inchieste, la Lega si rinnova e riparte”. “Largo ai giovani – ha detto – da questa crisi, da questo male nascere un bene: la nuova Lega, la Lega 2.0”.

Incalzato dai giornalisti Maroni non ha, però, voluto svelare chi vorrebbe come prossimi segretari nazionali (ovvero regionali), soprattutto in Lombardia. “Non appoggio nessuno – ha detto -. Ho le mie conoscenze, le mie preferenze, le mie amicizie: ho sentito nomi di persone che stimo, ma da parte mia non ci sara’ alcuna indicazione perché dovrà essere la base a decidere”.

fonte: http://qn.quotidiano.net/politica/2012/05/18/714494-maroni-lega-bossi-candidature-base.shtml

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega 2.0; congresso Bergamo; quotidiano.net

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Lega, corsa per la segreteria Giorgetti lascia: scatta la sfida Castelli-Salvini

Lega, corsa per la segreteria Giorgetti lascia: scatta la sfida Castelli-Salvini:

Lega, corsa per la segreteria Giorgetti lascia: scatta la sfida Castelli-Salvini

Una riunione tra Umberto Bossi e Roberto Maroni per fare il punto della situazione in vista dei ballottaggi. Ma quello che ora preoccupa di più il Carroccio è la tornata di congressi che lo attende
Umberto Bossi e Giancarlo Giorgetti
Umberto Bossi e Giancarlo Giorgetti

Milano, 12 maggio 2012 – L’annuncio ieri sera in via Bellerio alla conclusione del Consiglio nazionale. Giancarlo Giorgetti, uomo chiave del Carroccio, segretario nazionale della Lega Lombarda dal 2002, non si ricandiderà. L’atteso congresso nazionale che designerà il leghista destinato a guidare la Lega Lombarda nei prossimi anni, che si terrà l’1 e il 2 giugno a Bergamo, vedrà probabilmente la sfida tra vecchio e nuovo. Restano infatti in lizza Roberto Castelli, «anziano» vicino a Bossi da sempre, anche se non cerchista, e Matteo Salvini, maroniano a oltranza, giovane e amatissimo dalla base, meno dal capo.

E di questo hanno parlato ieri mattina, nella roccaforte del Carroccio, Umberto Bossi e Roberto Maroni. Un incontro teso. Perché ormai la linea che quasi tutti sposano all’interno del movimento è quella di convincere il capo che ha fatto un passo indietro, a non rifarne uno avanti. Questo era il primo incontro fra Bossi e Maroni dopo l’esito delle amministrative. La riunione è servita anche a fare il punto in vista dei ballottaggi. Ma quello che ora preoccupa di più la Lega è la tornata di congressi che la attende.

In particolare, ieri mattina si sarebbe parlato di un’intesa in vista del Congresso federale di fine giugno. Bossi infatti due settimane fa aveva finalmente investito Maroni come nuovo segretario, salvo poi ripensarci e lanciare la propria ricandidatura al Lega unita day del primo maggio. Anche per questo Giorgetti ha preferito dare il buon esempio, e fare un passo indietro, lasciando campo libero al quotato Salvini oppure al giovane Giacomo Stucchi. Ma entrambi sono dotati di ramazza verde, mentre i calderoliani potrebbero appoggiare il più neutro Castelli, anche per riequilibrare quello che per molti è uno strapotere di Maroni all’interno del movimento.

Certo l’appeal del triumviro con gli occhiali rossi è forte, valica anche i confini regionali. Ma in Veneto sono già partite le manovre anti-Tosi. La vittoria del sindaco di Verona, e il Maroni che si era definito tosiano alla vigilia del voto, hanno scatenato una marea di critiche e invidie all’interno del già logorato movimento. Una doppia elezione di segretari maroniani sia in Lombardia che in Veneto segnerebbe una vera svolta epocale, e proprio per questo potrebbe essere ostacolata al massimo. Al Consiglio federale di lunedì altri confronti per definire le strategie. Allo studio anche la modifica allo Statuto della Lega, perché la gestione del partito sia più funzionale al nuovo corso. A Giancarlo Giorgetti sarebbe destinata la poltrona di presidente dei lumbard, ma con un peso politico di rilievo.

di Rossella Minotti

rossella.minotti@ilgiorno.net 

fonte: http://www.ilgiorno.it/milano/politica/2012/05/12/711462-milano-lega-giorgetti-segreteria.shtml

tags: Lega Nord; Lega Lombarda; Giancarlo Giorgetti; congresso Bergamo; Roberto Maroni; Matteo Salvini; Roberto Castelli; Umberto Bossi; Il Giorno;

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