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Lega, l’affondo di Giorgetti «Non Facebook ma la gente»

Lega, l’affondo di Giorgetti «Non Facebook ma la gente»:

BERGAMO – Stoccata di Giancarlo Giorgetti (Foto by Genuardi / Varese Press)

VARESE Il saluto di Giancarlo Giorgetti al vertice della Lega Lombarda è una difesa di Umberto Bossi e un rimprovero ai militanti, in particolare varesini. Perché proprio a Varese sono iniziate le contestazioni che hanno portato alla rivoluzione interna. 
«I dieci anni di governo non hanno prodotto i risultati che ci aspettavamo – ha detto il segretario nazionale lombardo uscente ieri sera da Bergamo, in occasione del congresso – Purtroppo, l’unico risultato è stato quello di cambiare i leghisti. Roma ci ha ridotto a vedere i nemici al nostro interno, anziché all’esterno». E poi spezza una lancia a favore del Senatur: «È solo grazie alla rendita politica che ci ha lasciato che siamo riusciti a resistere in questi anni. Spero che questo congresso e il federale siano occasione di discussione».
«Il nodo centrale – ha aggiunto – è la sopravvivenza della democrazia contro la dittatura finanziaria, contro il centralismo europeo. Se sapremo prima degli altri dare una risposta a questo, potremo ancora governare la Lombardia. Ascolterò gli interventi con questo pregiudizio: chi parlerà del futuro, lo guarderò in modo positivo. Chi recriminerà sul passato, in modo negativo». 
E poi aggiunge, riprendendo il discorso sul “militante ignoto” che fece alla sua rielezione cinque anni fa: «È militante ignoto colui che la sera con il cuore ferito non va al bar o su Facebook a parlare male degli altri, ma che va tra la gente a tenere alta la bandiera. Solo lui ha il cuore impavido». 
Insomma, una bella stoccata ai varesini. «Un discorso che resterà stampato nei cuori dei militanti» commenta il segretario cittadino varesino Marco Pinti. «È stato super partes e ha invitato a guardare al futuro, ha riassunto il suo pensiero» aggiunge il segretario della quinta circoscrizione leghista Andrea Cassani. Ma, seppure la conciliazione sia ben accetta, la Lega deve cambiare.
Questo il fulcro del discorso del delegato varesino e segretario della prima circoscrizione Stefano Cavallin: «Crediamo ancora nelle idee che hanno reso grande il nostro movimento, ma il momento è delicato: molti militanti sono disorientati per ciò che è successo al nostro interno e per aver scoperto che troppi dirigenti hanno tradito gli ideali in cui tutti noi crediamo. All’interno del movimento non devono avere più nessuno spazio». Pinti, dal canto suo, è stato protagonista di un siparietto prima dell’inizio del congresso. 
Al bar del teatro, mentre prendeva un caffè si è avvicinato Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione Lombardia e presidente del congresso varesino dove scoppiò la contestazione.
Pinti ha tirato fuori il tesserino da delegato dell’assemblea dove venne eletto Maurilio Canton, e lo ha mostrato a Gibelli. «Lo tengo ancora» gli ha detto ironico. E Gibelli: «Ce l’ho anch’io, mi ricordo bene di quel congresso».

fonte: http://www.laprovinciadilecco.it/stories/Cronaca/657792/

tags: Giancarlo Giorgetti; Lega Nord; Lega Lombarda; congresso regionale; congresso Bergamo; la provincia di Lecco

http://lightstorage.laprovinciadilecco.it/media/2012/06/362958_5804829_ptv0000907_17715691_medium.jpg June 02, 2012 at 03:08PM

Maroni contro Grillo: “Si tenga i suoi boy scout incompetenti”

Maroni contro Grillo: “Si tenga i suoi boy scout incompetenti”:

MILANO, 2 GIU – ”Grillo si tenga i suoi boy scout incompetenti. Noi abbiamo i nostri sindaci guerrieri”: cosi Roberto Maroni ha liquidato il Movimento 5 stelle nel suo intervento al congresso della Lega lombarda.

”I militanti – ha spiegato – sono i nostri veri diamanti. Rispetto a chi scimmiotta la Lega, abbiamo il vantaggio dei nostri sindaci guerrieri”.

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/maroni-contro-grillo-boy-scout-1255254/

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega Lombarda; congresso Bergamo; congresso regionale; Beppe Grillo; Movimento 5 stelle; Blitzquotidiano.it

http://ifttt.com/images/no_image_card.png June 02, 2012 at 02:35PM

Maroni al congresso: o la Lega e’ unita oppure e’ finita

Maroni al congresso: o la Lega e’ unita oppure e’ finita:

‘Chiedo a tutti di mettere da parte divisioni e rancori personali’

02 giugno, 12:28

Maroni al congresso: o la Lega e' unita oppure e' finita

Roberto Maroni al congresso della Lega Nord

Roberto Maroni al congresso della Lega Nord

 ”O la Lega e’ unita oppure e’ finita, io sono a disposizione a questa condizione, ma chiedo a tutti di fare un passo avanti” e ”mettere da parte divisioni e rancori personali”. Lo ha detto Roberto Maroni al Congresso della Lega Lombarda a Bergamo. Nella Lega è arrivato il tempo “di elaborare il lutto, basta piangerci addosso, dobbiamo decidere che cosa fare da qui in avanti per vincere la battaglia storica iniziata tanti tanti anni fa”, ha aggiunto Maroni. Anche in gesto di solidarietà l’ex ministro dell’Interno ha detto che “siamo stati terremotati” nel Carroccio dopo i recenti scandali, “ma noi siamo abituati a ripartire e a ricostruire dalle macerie”.

Umberto Bossi è salito sul palco del PalaCreberg di Bergamo, dove si svolge il congresso della Lega lombarda, mentre inizia a parlare Roberto Maroni. E Maroni, senza scomporsi, ha scherzato. “E’ venuto a suggerire” ha detto mentre il senatur si è seduto al tavolo dei relatori. In Lega è “vietato andare in pensione per chi ha dimostrato capacità: così starò qui io, a lavorare”. Lo ha detto Umberto Bossi dal palco del Congresso della Lega Lombarda rivolgendosi al segretario uscente Giancarlo Giorgetti. Umberto Bossi, parlando al Congresso della Lega Lombarda, ha ribadito la sua convinzione che le inchieste giudiziarie sui conti del Carroccio siano state organizzate. “Tutto organizzato? Bene – ha spiegato -, noi ci mobilitiamo contro gli organizzatori delle malefatte”. E il presidente della Lega ha usato questo motto: “Padania, guarda avanti, non ci fermeranno”.

Nella Lega non è il momento della resa dei conti ma “un punto di ripartenza”: così ha detto Roberto Calderoli arrivando al Palacreberg di Bergamo per la giornata conclusiva del congresso della Lega Lombarda. “Si sta concludendo la stagione dei congressi – ha spiegato -. A fine mese ci sarà quello federale e per me è un punto di ripartenza: ora programma politico, analisi e proposte”. Calderoli, che è uno dei triumviri che guida la segreteria della Lega in attesa del congresso federale, ha detto che avrebbe preferito candidature unitarie “però da noi si vota – ha aggiunto – è democrazia. Vinca il migliore”.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/06/02/MARONI-LEGA-UNITA-FINITA_6972166.html

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega Lombarda; congresso Bergamo; congresso regionale; ansa

http://www.ansa.it/webimages/medium/2012/6/2/6e91de40a2ee36757ba3a5d7b4f469d3.jpg June 02, 2012 at 02:14PM

Congresso Lega Lombarda: Giorgetti saluta e Bossi divide

Congresso Lega Lombarda: Giorgetti saluta e Bossi divide:

Salvini verso la segreteria

Congresso Lega Lombarda: Giorgetti saluta e Bossi divide
Il Palacreberg

Il segretario uscente della Lega Lombarda ha dichiarato “esaurita la rendita di Bossi”. Militanti divisi all’arrivo del Senatùr: applausi, ma anche molti fischi

Un discorso diretto compresa qualche sottolineatura polemica sulle divisioni interne al Carroccio. 
Giancarlo Giorgetti fa trapelarepiù di un dubbio sulla rivoluzione avvenuta all’interno del partito negli ultimi tempi e la sua appare la posizione di chi non la considera come un passaggio doloroso ma necessario verso una nuova fase, verso un futuro da ricostruire su basi nuove per portare al popolo del Nord quei risultati concreti che non sono arrivati dopo tanti anni di Governo.
Il suo intervento nella prima serata di congresso della Lega Lombarda al Teatro Creberg di Bergamo – dove al termine della 2 giorni si deciderà il suo successore -, è sembrato a molti più una difesa di Umberto Bossi e un rimprovero ai militanti che hanno seguito l’onda del cambiamento innalzata Roberto Maroni e che non hanno lesinato critiche alla vecchia “nomenklatura” leghista e alla famiglia del Senatùr alla luce degli scandali emersi.
Di certo, una netta disapprovazione nei confronti di quella base “radicale” che ha chiesto pulizia, o peggio, che continuerà a chiederla anche adesso “guardando al passato”.
“I dieci anni di governo non hanno prodotto i risultati che ci aspettavamo – ha detto Giorgetti – Purtroppo, l’unico risultato è stato quello di cambiare i leghisti. Roma ci ha ridotto a vedere i nemici al nostro interno, anziché all’esterno”. Divisioni interne dovute quindi unicamente alla frequentazione di Roma

Poi ha ringraziato Umberto Bossi:”È solo grazie alla rendita politica che ci ha lasciato che siamo riusciti a resistere in questi anni. E ora abbiamo esaurito questa riserva – ha detto -. Mi auguro che questo congresso e quello federale sia occasione di discussione. Il nodo centrale è la sopravvivenza della democrazia contro la dittatura finanziaria, contro il centralismo europeo. Se sapremo prima degli altri dare una risposta a questo, potremo ancora governare la Lombardia. Ascolterò gli interventi con questo pregiudizio: chi parlerà del futuro, lo guarderò in modo positivo. Chi recriminerà sul passato, in modo negativo” 
Poi ha ripreso il discorso sul “militante ignoto”, che fece alla sua rielezione cinque anni fa, e che venne trasformato in un manifesto. “Oggi aggiungo: è militante ignoto colui che la sera con il cuore ferito non va al bar di Laveno (dove spesso trascorre la sera Umberto Bossi, n.d.r.) o su Facebook (qulacuno l’ha interpretato come un riferimento a Maroni, n.d.r.) a parlare male degli altri, ma che va tra la gente a tenere alta la bandiera. Solo lui ha il cuore impavido”.

A metà serata il triumviro Roberto Calderoli ha anticipato il suo intervento (che doveva essere sabato mattina) facendo emergere tutta la sua cobtrarietà: “Sono rimasto molto deluso dal movimento in questo momento – ha detto -, mi sembra impossibile che non si capisca che è in essere un attacco nei nostri confronti”. 
Poi: “Nelle scorse settimane stati fatti fuori in tanti, oggi gli sciacalli stanno già aspettando la seconda ondata per saltare addosso ad altri, tra cui anche il sottoscritto. Non c’è stata una risposta compatta, da movimento unito e purtroppo i congressi che stiamo facendo non stanno andando in questa direzione”.

Poi, all’arrivo di Bossi, il cambiamento nel Carroccio si tocca con mano ed emerge quasi un sottile malumore. 
In particolare, l’ala più radicale lo fischia, perché nemmeno più gli riconosce il ruolo di padre nobile. 
Gli stessi che hanno arricciato il naso di fronte alle parole di Giorgetti e avere protestato per la scaletta del programma che sabato lascia lo spazio d’intervento maggiore a Umberto Bossi.

di Marco Tavazzi

fonte: http://www.ininsubria.it/congresso-lega-lombarda-giorgetti-saluta-e-bossi-divide~A9030

tags: Giancarlo Giorgetti; Lega Lombarda; Lega Nord; congresso Bergamo; Umberto Bossi; Marco Tavazzi; ininsubria

http://www.ininsubria.it/thb.aspx?filename=Upload%2FArticoli%2F2012%2F9030%2FCover%2Fpala%2Ejpg&width=466&height=250 June 02, 2012 at 11:44AM

2 giugno, Maroni contro la parata: “Soldi buttati nel cesso”

2 giugno, Maroni contro la parata: “Soldi buttati nel cesso”:

BERGAMO, 2 GIU – Roberto Maroni e’ tornato a ripetere la contrarieta’ della Lega alle celebrazioni del 2 giugno, visto il terremoto che ha colpito l’Emilia e parte della Lombardia.

maroni

Roberto Maroni (LaPresse)

2 giugno 2012 10:42

”Non partecipiamo alle celebrazioni – ha spiegato – perche’ queste feste, questi buffet, dovevano essere tutti cancellati per dare un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal terremoto”. Maroni ha definito ”inopportuno festeggiare un evento mentre c’e’ gente che soffre, gente che e’ morta, gente che ha perso tutto e l’aiuto dello Stato poteva essere e deve essere molto piu’ concreto che celebrare una festa facendo buffet e buttando soldi nel cesso”.

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/2-giugno-maroni-parata-cesso-1255026/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; Lega Lombarda; 2 giugno;  congresso regionale; congresso Bergamo; blitzquotidiano.it

http://www.blitzquotidiano.it/wp/wp/wp-content/uploads/2012/06/maroni_roberto-300×199.jpg June 02, 2012 at 11:28AM

Maroni incorona il suo delfino «Tosi, sarai segretario»

Maroni incorona il suo delfino «Tosi, sarai segretario» :

Sul partito: da lunedì basta con le polemiche. E chiama i sindaci alla ribellione anti-Patto. Oltre 700 militanti a Portobuffolè per la cena «Bitonci? Se mi avesse invitato sarei andato»

PORTOBUFFOLÈ (Treviso) – Faceva bene a preoccuparsi Massimo Bitonci, l’alfiere dei lealisti bossiani. La cena organizzata giovedì sera dai colonnelli di Flavio Tosi, ospite d’onore Roberto Maroni, a tre giorni dal congresso per la segreteria nazionale, s’è infatti tramutata ben presto in un galà d’investitura, dove l’ex ministro ha posato la sua mano sulla spalla del delfino battezzandolo: «Sarai segretario». Di più, tra le 723 persone che sono riuscite a entrare a Villa Giustinian (e si pagava: 25 euro, buffet incluso) c’era già chi brindava alla vittoria, quasi si trattasse della festa del lunedì. Maroni, dal canto suo, non si è scomposto più di tanto di fronte alle accuse di inopportunità partite dai bossiani nei giorni scorsi: «Tosi mi ha invitato – ha detto appena arrivato in Veneto, all’aperitivo allestito a Sarmede un paio d’ora prima della cena – Bitonci no. Altrimenti sarei andato anche da lui». Poi alza il calice: «Evviva Tosi!». La folla acclama il nuovo leader della Lega, mentre sullo schermo scorre la scritta «i militanti sono i nostri diamanti» e qualcuno agita la ramazza verde.

Lui avverte a margine: «Se rimaniamo spaccati in due, andiamo tutti a casa. Mi ha fatto piacere sentire Flavio dire chiaramente che se sarà eletto non ci saranno epurazioni». Poi, però, avverte: «Da lunedì, basta con le polemiche. Chi ci sta, ci sta, gli altri fuori dalle balle. Ci sono tanti partiti là fuori dove la polemica è bene accetta». Il che, a voler essere maliziosi, non sembra esattamente un ramoscello d’ulivo da porgere all’ala bossiana. La spaccatura? «Io non so più come dirlo – sbotta Maroni – prima, col candidato unico, non c’era democrazia. Adesso, con due candidati, siamo spaccati. Io dico che finalmente decidono i militanti e tutti sono chiamati a fare squadra attorno al segretario, per avviare finalmente la terza fase della Lega». Maroni si stizzisce quando gli si fa presente che in Veneto c’è chi chiede una rappresentanza più forte in seno al movimento («Voglio nomi e cognomi»), poi precisa: «Nel consiglio federale le nazioni saranno rappresentate in base ai voti che prenderanno al congresso ferale, al Veneto ho detto che avrà un vicesegretario vicario, può già contare sul capogruppo al Senato, quello alla Camera, sul tesoriere federale, che tiene i cordoni della borsa di tutto il partito. Questo è davvero l’ultimo dei problemi».

Il problema, per Maroni, è semmai se «la Lega oggi è ancora in grado di combattere e vincere la sfida di Grillo e dell’antipolitica». La fase 3, quella che viene dopo la secessione e la fase riformatrice, deve ripartire dai sindaci, dal territorio, «il nostro vero valore aggiunto», perché a Maroni «interessa poco chi va a Roma, e anzi, i segretari nazionali non ci devono andare proprio». E a proposito di sindaci, Maroni ha indicato la nuova missione, dopo il «boicottaggio» dell’Imu: «Tutti i sindaci leghisti si ribellino al patto di stabilità. Se lo fanno due o tre soltanto vengono puniti, ma se lo fanno tutti li devon ascoltare». Quanto alla maggior autonomia chiesta dallo stesso segretario nathional uscente Gian Paolo Gobbo nella futura scelta della linea politica e perfino delle alleanze, Maroni è lapidario: «Esiste giá, quanto a me, io sono per il massimo dell’autonomia, sono per le confederazioni. Si sta insieme fintanto che si vuole stare insieme, finché ci sono obiettivi comuni. Sennò, addio». E la Padania? «La Padania è l’obiettivo e se uno non ci crede non è leghista. Ma per raggiungerla ci sono tante strade, che vanno da Roma a Bruxelles, passando per i Comuni. E Tosi rientra appieno in questo disegno. Le altre sono chiacchiere».

Marco Bonet
01 giugno 2012

fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2012/1-giugno-2012/maroni-incorona-suo-delfinotosi-sarai-segretario-201427487653.shtml

tags: Roberto Maroni; Flavio Tosi; Corriere della Sera; congresso regionale; Massimo Bitonci; Gian Paolo Gobbo; Marco Bonet

http://ifttt.com/images/no_image_card.png June 01, 2012 at 12:13PM

MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA

MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA:

«Se si voterà in Lombardia prima del 2013, il governatore sarà della Lega»: lo ha detto Roberto Maroni, a margine di un convegno a Sarmede, in provincia di Treviso. Con questa dichiarazione il candidato alla segreteria federale del Carroccio finirà così per alimentare le voci che lo vorrebbero più interessato a sostituire Roberto Formigoni alla guida della Regioen Lombardia che Umberto Bossi a quella della Lega.

Maroni ha poi smentito le voci che dirigenti del movimento, a Treviso e a Brescia, abbiano chiesto l’espulsione di Roberto Calderoli. «Il problema per la Lega non sono le espulsioni – ha precisato -. Il problema è recuperare visibilità e azione politica, subito dopo i congressi che decideranno i nuovi gruppi dirigenti e sottolineo gruppi, a guidare i quali non è un ministero. Mi auguro che in Lombardia sia Matteo Salvini e in Veneto Flavio Tosi. In Lombardia non sarò io, mandiamo avanti i giovani».

«L’importante è il risultato del congresso». Questa è l’opinione di Roberto Maroni in relazione alla critica mossagli da Massimo Bitonci sulla sua presenza a Treviso per sostenere il sindaco di Verona Flavio Tosi alla segreteria regionale del movimento. «Tosi me l’ha chiesto. Bitonci no, altrimenti – ha concluso – sarei andato anche da lui».

«Il prossimo congresso federale dovrà discutere, perchè porrò io la questione, in che ordine di importanza sia la presenza della Lega a Roma rispetto alla presenza più interessante della Lega sul territorio nelle nostre regioni, nel Lombrado-Veneto sul modello della Csu bavarese, che penso sia un modello da valutare. Così Roberto Maroni precisa la sua ‘propostà di decidere per una eventuale non ricandidatura dei parlamentari della Lega alle prossime elezioni politiche. Nel corso di un incontro nel Trevigiano Maroni spiega che “è un dibattito da fare: io dico che è più importante avere governatori qui, a fare le nostre battaglie che non a Roma, lì ci sarà l’eco delle nostre battaglie, ma il fronte si sposta da Roma a qui. Che cosa comporterà questo, se non ripresentarsi alle elezioni, o presentarsi da soli, non lo so. Deciderà il congresso federale”.

«Alleanze? Che lingua è questa? Noi parliamo la lingua del rilancio, della riorganizzazione della Lega, dei contenuti. E in questi congressi, ma soprattutto al congresso federale parleremo di contenuti, di che cosa vogliamo fare, quali sono le nuove parole d’ordine, i cavalli di battaglia, le nostre strategie: le alleanze vengono dopo, forse, ne parleremo». Così il triumviro Roberto Maroni rinvia al mittente, ovvero al segretario del Pdl Angelino Alfano, la possibilità di una nuova alleanza tra Pdl e Lega in vista delle prossime elezioni politiche. Secondo Maroni questa «è una lingua che non riesco a capire». E il triumviro del carroccio non si dice assolutamente preoccupato di un eventuale isolamento della Lega: «isolato da chi? Dal Pdl e dai partiti romani? Meglio. Esattamente quello che vogliamo». «Noi dobbiamo tornare a recuperare e ad aumentare il rapporto di fiducia con i cittadini, con gli elettori, con la gente, con quelli che lavorano, con quelli che hanno visto per tanti anni nella Lega l’unico difensore dei loro diritti. Immagine che ora è un pò appannata. Noi dobbiamo ‘spannarlà, e dobbiamo tornare sul territorio». E per Maroni infatti «Roma è la seconda trincea. La trincea vera è questa: il territorio, le regioni del Nord, i nostri valorosi sindaci-guerrieri. Qui dobbiamo tornare a investire, e a far sentire la nostra voce».

«Al congresso di domenica prossima della Lega Nord-Liga Veneta, ci sarà una sfida tra cambiamento e continuità». Lo ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi candidato a segretario del Carroccio veneto e concorrente dell’altro candidato Massimo Bitonci. Tosi che oggi è stato sostenuto da Roberto Maroni nel corso di un incontro a Sarmede nel Trevigiano ha quindi detto che «da un lato c’è chi ha sempre dimostrato di non subire passivamente certe decisioni interne al partito come Roberto Maroni e dall’altro c’è chi ha fatto diversamente». E sulla presenza oggi di Maroni, che ha scatenato le polemiche e l’attacco dell’altro candidato al vertice del Carroccio veneto Massimo Bitonci, il sindaco di Verona ha risposto: «Sia il sottoscritto che Massimo abbiamo avuto al fianco parlamentari, amministratori regionali, e quindi trovo normale anche l’appoggio di Maroni. E poi, il fatto che ci sia la presenza di Maroni oggi qui non vuol dire che sarà lui a decidere chi è il futuro segretario del Veneto, ma saranno i delegati al congresso di domenica a decidere». «In ogni caso -ha concluso Tosi- sia il sottoscritto che Massimo Bitonci abbiamo assicurato che un minuto dopo il congresso continueremo a lavorare per la Lega Nord».

fonte: http://www.lindipendenza.com/maroni-se-si-vota-nel-2013-la-regione-lombardia-sara-nostra/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; elezioni; Flavio Tosi; Massimo Bitonci; Matteo Salvini; congresso regionale; congresso Bergamo; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/maroni-221-300×167.jpg May 31, 2012 at 10:07PM

Congresso nazionale Lega a Bergamo, Salvini verso guida partito in Lombardia

Congresso nazionale Lega a Bergamo, Salvini verso guida partito in Lombardia:

Doppio appuntamento per il Carroccio a partire da domani. Al via l’ottavo congresso nazionale durante il quale verrà eletto il successore di Giancarlo Giorgetti, alla guida regionale del partito dal 2002. Tutto in attesa del consiglio federale fissato per il prossimo 30 giugno

matteo salvini 2 interna

Inizia venerdì 1 giugno l’attesa stagione congressuale della Lega Nord con il doppio appuntamento in Lombardia e in Veneto aspettando il congresso federale del 30 giugno e 1 luglio. Roberto Maroni, ormai lanciato verso la guida del partito, cerca l’en plein, ma non è tutto scontato come potrebbe sembrare.

I delegati lombardi sono stati convocati per venerdì sera al Palacreberg di Bergamo per celebrare l’ottavo congresso nazionale durante il quale verrà eletto il successore di Giancarlo Giorgetti, alla guida regionale del partito dal 2002. I candidati in lizza sono due: l’eurodeputato Matteo Salvini(maronianissimo) e il senatore Cesarino Monti. Sulla carta non dovrebbe esserci partita, tanto che Salvini viene già dato per incoronato, grazie soprattutto all’intervento del super sponsor Roberto Maroni, che ha gestito le mire dell’altro maroniano pretendente al trono lombardo, Giacomo Stucchi. Non è un mistero che il deputato bergamasco tenesse particolarmente al ruolo di segretario nazionale, soprattutto dopo la rinuncia a cui era stato chiamato nei mesi scorsi quando, in seguito alla detronizzazione di Marco Reguzzoni, veniva dato in pole position per la guida del gruppo della Lega Nord alla Camera (poi andata a Gianpaolo Dozzo). In cambio della doppia rinuncia all’ on. Stucchi dovrebbe andare la carica di vice segretario federale, sempre che Roberto Maroni riesca effettivamente a prendersi il partito al congresso di fine giugno, quello più atteso, che dovrebbe sancire la fine del regno bossiano (e secondo qualcuno anche la fine della Lega).

Venerdì sera si inizia tra le 19 e le 20 con il discorso del segretario uscente Giancarlo Giorgetti e del presidente nazionale Roberto Castelli. Sul palco parleranno poi il commissario nazionale del movimento giovani padani Eugenio Zoffili, il vicepresidente della Regione Lombardia Andrea Gibelli e il presidente del gruppo regionale della Lega Nord Stefano Galli. I lavori riprenderanno il mattino del sabato, alle 9.30, con gli interventi dei triumviri Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago. Il congresso lombardo verrà chiuso dall’intervento del presidente federaleUmberto Bossi, a cui seguirà solo quello del segretario nazionale che sarà eletto dall’assemblea dei delegati. 

La partita sembra molto più complicata in Veneto, dove il congresso nazionale della Liga molto probabilmente non avrà un percorso facile e lineare come quello lombardo. Alle ormai note divisioni tra bossiani e maroniani si aggiungono quelle ataviche tra la Liga di Verona e quella di Treviso, con antipatie e tensioni incrociate che rendono le trame di partito complicate e imprevedibili. A contendersi la guida del partito sono Flavio Tosi e Massimo Bitonci, personaggi di primo piano che rispondono a logiche contrapposte. Le speranze di Roberto Maroni ricadono ovviamente tutte sul sindaco di Verona, stella polare della Lega 2.0 in Veneto. Il segretario uscente Gianpaolo Gobbo (che comanda il partito dal 1998) e tutta l’ala bossiana spingono invece per l’ex sindaco di Cittadella Bitonci. Alla vigilia del congresso veneto è proprio lui a parlare in una nota ufficiale della necessità di superare le divisioni interne al partito per il bene della Lega, tirando le orecchie a Maroni. La causa scatenante è una cena di sostenitori di Flavio Tosi organizzata nel trevigiano a cui è stata annunciata la presenza di Roberto Maroni.

Bitonci punta il dito contro l’ex ministro che da un lato “ha parlato di dare la parola ai militanti, stigmatizzando le imposizioni di candidature piovute dall’alto” e dall’altro “sponsorizza apertamente il candidato Tosi, con tanto di manifesti, inviti e pullman organizzati ad hoc”. Poi Massimo Bitonci conclude: “Mi spiace che per una semplice competizione elettorale si debbano etichettare i candidati dividendoli in bossiani e maroniani quando il sottoscritto non ha mai fatto parte di cerchi magici, non ha interessi di parte, mentre alcuni che ora si definiscono maroniani erano tra i più accaniti sostenitori di Bossi. Ricordiamoci che siamo tutti leghisti”. 

fonte:

tags: Lega Nord; Lega Lombarda; congresso Bergamo; congresso regionale; Flavio Tosi; Roberto Maroni; Giancarlo Giorgetti; Cesarino Monti; il fatto quotidiano

http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/matteo-salvini-2-interna.jpg?47e3a5 May 31, 2012 at 05:19PM

Norman Gobbi:”Male per la Lega se Bossi si ricandida”

Norman Gobbi:”Male per la Lega se Bossi si ricandida”:

Norman Gobbi:"Male per la Lega se Bossi si ricandida"
Norman Gobbi e Roberto maroni domenica a Varese

Il Consigliere di Stato ticinese:”Il partito deve scegliere una strada diversa”. Al congresso della Lega Lombarda Cesarino Monti sfida Salvini ed emerge il malcontento dei delegati per gli interventi

Ha svicolato le domande sulla possibilità che Umberto Bossi scelga di ricandidarsi e non affronta il tema del congresso nazionale della Lega Lombarda del prossimo fine settimana, “vedremo”, dice.
Roberto Maroni a Palazzo Estense per il convegno di Terra Insubre che ha allargato gli orizzonti guardando alla possibilità di una microregione insubrica, non scarta l’ipotesi che per il Carroccio una strategia possa essere quella di non presentarsi al parlamento
“E’ una delle ipotesi che tratteremo al congresso federale – ha detto l’ex ministro dell’Interno -. In questo momento dobbiamo concentrarci sul Nord. Occuparci del territorio e diventare il partito egemone. Se riusciremo a imporre la nostra egemonia sul territorio, possiamo anticipare il ‘modello tedesco’ già alle prossime elezioni, e farci rappresentare dagli alleati”.

Il Congresso della Lega Lombarda
Prima del federale, tuttavia, sarà il nazionale della Lombardia di venerdì e sabato che detterà le strategie. Soprattutto perché sarà a spaccatura: Matteo Salvini, candidato ufficiale dei maroniani, contro Cesarino Monti, che di fatto proviene dalle file bossiane.
Inutile dire che se Salvini non vincesse con un ampio margine, questo potrebbe rinvigorire Bossi nell’ipotesi di candidarsia al federale contro Maroni.

La Lega dei Ticinesi guarda con interesse
L’ipotesi naturalmente crea interesse. Anche dall’altra parte del confine. “Si tratta di una situazione negativa per la Lega Nord – dice l’esponente della Lega dei ticinesi Norman Gobbi, anche lui a Varese per il convegno di Terra Insubre – Anche i risultati elettorali dell’ultima tornata amministrativa dimostra che il partito deve scegliere una strada diversa. Abbiamo già detto che secondo noi è Maroni il futuro”. 
E se, come qualcuno dice, Bossi avesse intenzione di ricandidarsi? “Saranno i militanti a decidere – conclude Gobbi -. Certo sarebbe un passo indietro rispetto al cambiamento che si è iniziato e di cui la Lega ha bisogno”.

Malcontento prima del Congresso
Intanto, in vista del congresso nazionale lombardo scoppia il malcontento dei militanti sulla possibilità che gli interventi dei delegati siano limitati alla sola serata di venerdì
E quindi non a sabato, giornata clou. In realtà, il presidente dell’assemblea Massimo Garavaglia ha garantito ufficialmente che gliinterventi ci saranno anche sabato. Ma sembra che a lavorare per impedirlo si siani messi all’opera, in questi giorni, il segretario uscente Giancarlo Giorgetti e l’ex ministro Roberto Calderoli
Per qualcuno i rappresentanti della frangia anticambiamento.

fonte: http://www.ininsubria.it/norman-gobbi-male-per-la-lega-se-bossi-si-ricandida~A8993

tags: Roberto Maroni, Insubria terra d’Europa 2012; terra insubre; palazzo estense; Norman Gobbi Vais; Lega Lombarda; congresso regionale; Matteo Salvini; Cesarino Monti; ininsubria

http://www.ininsubria.it/thb.aspx?filename=Upload%2FArticoli%2F2012%2F8993%2FCover%2FImmagine+534%2Ejpg&width=466&height=250 May 28, 2012 at 04:32PM

LA LEGA 2.0 RISCHIA DI ARENARSI AL CONGRESSO LOMBARDO

LA LEGA 2.0 RISCHIA DI ARENARSI AL CONGRESSO LOMBARDO:

La Lega 2.0 potrebbe arenarsi già questo fine settimana. Se non riuscisse a superare l’ostacolo del congresso nazionale. Per non
parlare della grande incognita di fine giugno. Dove l’ipotesi di una ricandidatura di Umberto Bossi al federale non è ancora esclusa. Ad ammetterne la possibilità è un parlamentare leghista che sottolinea chiaramente come “sarà tutto deciso sulla base del risultati del congresso nazionale della Lombardia”. Dove correranno sia Matteo Salvini, candidato ufficiale dei maroniani, che Cesarino Monti, che di fatto proviene dalle file bossiane, sebbene abbia detto che la sua posizione non è antitetica a Maroni. Inutile dire che se Salvini non vincesse con un ampio margine, questo potrebbe rinvigorire Bossi nell’ipotesi di candidarsia al federale contro Maroni. E c’è chi dice che “la vittoria di Salvini non è nemmeno scontata. Pavia, Lodi e  Cremona sono con Monti. E Bergamno stessa è spaccata”.
Che attorno al congresso ci sia tensione (senza dimenticare che anche il congresso della Liga veneta appare tutt’altro che pacifico), lo si vede anche dalla reticenza di Roberto Maroni, ospite domenica pomeriggio al convegno di chiusura del festival “Insubria Terra d’Europa” a Varese. Svicola le domande sulla possibilità che Umberto Bossi scelga di ricandidarsi, e non affronta il tema del congresso nazionale di questo fine settimana. “Vedremo” dice. Parla solo del governo Monti “il governo delle tasse che deve andare a casa”. E lancia un messaggio di positività sulla situazione della Lega Nord “ne
usciremo”. È tutto quello che dice riguardo alla politica interna del partito. “Al congresso federale parleremo soprattutto di contenuti e non di alleanze con altri partiti, che adesso sono molto difficili” sostiene Maroni.
Ma dall’altra parte del confine l’ipotesi di un Bossi bis crea scompiglio. “Si tratta di una situazione negativa per la Lega – dice l’esponente della Lega dei Ticinesi Norman Gobbi – anche i risultati elettorali dell’ultima tornata amministrativa dimostrano che il partito deve scegliere una strada diversa. Abbiamo già detto che secondo noi è Maroni il futuro”. E se, come si sta dicendo, Bossi si ricandidasse? “Saranno i militanti a decidere. Certo sarebbe un passo indietro rispetto al cambiamento che si è iniziato e di cui la Lega ha bisogno”.

Intanto, in vista del nazionale lombardo scoppia il malcontento dei militanti sulla possibilità che gli interventi dei delegati siano limitati alla sola serata di venerdì. E quindi non a sabato, giornata clou. In realtà, il presidente dell’assemblea Massimo Garavaglia ha garantito ufficialmente che gli interventi ci saranno anche sabato. Ma sembra che a lavorare per impedirlo si siano messi all’opera, in questi giorni, il segretario uscente Giancarlo Giorgetti e l’ex ministro Roberto Calderoli. Si vedrà nei prossimi giorni.

FABIO RANIERI NUOVO SEGRETARIO DELLA LEGA NORD EMILIA

Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della Lega Nord e segretario della commissione agricoltura di Montecitorio, maroniano, è il nuovo segretario nazionale della Lega Nord Emilia. A eleggere Rainieri alla guida del Carroccio emiliano – si legge in una nota – è stato il congresso nazionale riunito al Classic Hotel di Reggio Emilia sotto la presidenza di Manuela Dal Lago, uno dei triunviri chiamati a guidare la Lega Nord fino al prossimo congresso federale. «Sono orgoglioso di avere raccolto la fiducia dei militanti emiliani – ha detto Rainieri -. Il legame con la mia terra da leghista e da agricoltore è fortissimo. Per questo motivo affronto questa nuova sfida con rinnovato entusiasmo e con la volontà di fare tornare a soffiare forte il vento del cambiamento sulla nostra terra». «Da quando sono stato eletto parlamentare – ha chiarito Rainieri – sono stato attaccato in ogni modo da chi ha cercato di fermarmi gettando fango su di me come persona prima ancora che come politico. E nemmeno l’archiviazione dei procedimenti con assoluzione in formula piena per ‘non avere commesso il fattò ha fermato chi imperterrito continua a raccontare bugie e a inventare storielle sul mio conto. Ma questo non mi ha fermato». «Sin da ora e al di là di quella che potrebbe sembrare mera retorica – ha aggiunto -, voglio sottolineare che sarò il segretario di tutti. La nostra è una terra dalle mille potenzialità che, insieme, dobbiamo valorizzare. Il tempo delle divisioni è finito. Ci sono state difficoltà, è vero, ma adesso dobbiamo tornare a guardare avanti e a camminare insieme. Ad Angelo Alessandri il ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni e a Riad Ghelfi l’invito a collaborare insieme per difendere la nostra terra».

MATTEO PIASENTE ELETTO ALLA GUIDA DELLA LEGA NORD FRIULI

Matteo Piasente e’ il nuovo segretario regionale della Lega Nord del Friuli Venezia Giulia. Lo ha eletto il Congresso del partito svoltosi ieri, confermando le previsioni della vigilia. Il ‘delfino’ di Pietro Fontanini ha ottenuto 207 consensi; gli altri candidati – Marco Ubaldi e Luca Mazzaro – hanno invece avuto rispettivamente 55 e 44 voti. Con i due sfidanti durante l’assise c’è anche stato un tentativo per arrivare all’elezione in modo unitario, ma Ubaldi e Mazzaro hanno detto no alla richiesta di ritirare la propria candidatura.

di Marco Tavazzi

fonte: http://www.lindipendenza.com/la-lega-2-0-rischia-di-arenarsi-al-congresso-lombardo/

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