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Maroni:”Voglio una Lega unita. Senza faccendieri, ladri e ciarlatani”

Maroni:”Voglio una Lega unita. Senza faccendieri, ladri e ciarlatani”:

Maroni:"Voglio una Lega unita. Senza faccendieri, ladri e ciarlatani"
Maroni e il futuro (Foto da suo profilo Facebook)

L’ormai leader del Carroccio torna a parlare attraverso Facebook e chiama a raccolta militanti ed elettori:”Largo ai giovani e chi è capace”. Il dopo Bossi è cominciato

A due giorni dalla sua “incoronazione” al Consiglio federale da cui è uscita la sua candidatura unica in vista del congresso fissato il 30 giugno – con il coneseguente passo indietro di Bossi così come auspicava la stragarande maggioranza della base -, Roberto Maroni torna a parlare attraverso la sua pagina Facebook e torna a dettare la linea del Carroccio che sarà.
“Voglio una LEGA UNITA, voglio una LEGA FORTE, voglio una LEGA VIVA – scrive l’ormai leader del movimento -. Una Lega che si concentra sulle cose da fare e non sulle menate interne, che progetta e governa, che dà risposte. LARGO AI GIOVANI E A CHI E’ CAPACE. Per faccendieri, ladri e ciarlatani non c’è posto nella Lega del futuro”.

Insomma, Maroni chiama a raccolta i fedelissimi ma anche quegli elettori che alle ultime amministrative hanno fatto pagare alla Lega gli scandali emersi nel movimento.
Maroni parla di “cose da fare” e di “progetti”. 
Di rilancio insomma. E proprio sui contenuti del suo mandato che verrà si gioca il futuro del Carroccio che al suo interno non vuole più far gravitare “faccendieri, ladri e ciarlatani”.
La Lega di Maroni invoca quindi un distacco netto con il passato. Il dopo Bossi è cominciato

fonte: http://www.ininsubria.it/maroni-voglio-una-lega-unita-senza-faccendieri-ladri-e-ciarlatani~A8891

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Consiglio Federale; 

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Dal Lago: «Lega, unico candidato al congresso»

Dal Lago: «Lega, unico candidato al congresso»:

SCENARI NEL CARROCCIO

La componente del triumvirato: «Al federale vedo Maroni in pole».

Manuela Dal Lago.

Manuela Dal Lago.

Scenari leghisti. Segreteria, futuro politico del partito, candidati da pensionare o da lanciare in prima linea.

Ne ha parlato l’onorevole Manuela Dal Lago, membro del triumvirato con Roberto Maroni e Roberto Calderoli, prima riferendosi alla componente regionale del Carroccio, in Veneto: ha detto che a inizio giugno è in programma il congresso e lì «verificheremo se ci sarà un candidato solo oppure di più, io mi auguro che ci sia un unico candidato».
«Da un pezzo», ha aggiunto, «sto lavorando e mi sto adoperando non solo per il Veneto, ma dappertutto. Spero che questa unità che stiamo dimostrando sia esplicitata proprio con le candidature uniche».
«MARONI IN POLE POSITION». Alla domanda se Roberto Maroni potrebbe essere il candidato unico per il federale, la Dal Lago ha detto che «Maroni mi sembra decisamente il nome in pole position».
«Io credo che il Veneto», ha risposto a una domanda, «possa  possa ambire a tutto, anche ad avere il segretario, ma che non sia assolutamente questo il problema principale. Il problema non è la questione da dove viene il segretario federale, ma la questione dei rapporti e il modo di interloquire gli uni con gli altri. In questo senso sono d’accordo con Muraro quando dice che il Veneto deve assolutamente contare di più».
«PER SALVARE L’ITALIA BUTTIAMO GIÙ IL GOVERNO». Poi la ricetta per la politica nazionale: «Per salvare questo Paese è necessario buttare giù il governo», ha detto.
«L’Italia è in difficoltà, il debito pubblico, creato in decenni di politica italiana, è addirittura peggiorato negli ultimi mesi. Abbiamo capito che a questo governo il federalismo fiscale non piace, ma almeno un decreto lo potevano applicare e lo possono fare ancora: mi riferisco a quello dei costi standard. Con quello noi impediremmo a tanti enti locali e a tante regioni sperperi di denaro pubblico».

Lunedì, 14 Maggio 2012

fonte: http://www.lettera43.it/politica/dal-lago-lega-unico-candidato-al-congresso_4367550727.htm
tags: Roberto Maroni; Lega Nord; via Bellerio; Manuela Dal Lago; Consiglio Federale; lettera43.it

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Lega, da Bossi via libera a Maroni

Lega, da Bossi via libera a Maroni:

IN VISTA DEL CONGRESSO DELLA LEGA

Il Consiglio federale discute della candidatura unica

Umberto Bossi (Ansa)Umberto Bossi (Ansa)

MILANO – Bossi ha dato il via libera alla candidatura unica di Roberto Maroni in vista del congresso della Lega. È quanto filtra dalla riunione del Consiglio federale del movimento padano, riunito dalle 15 nella sede della Lega in via Bellerio a Milano. Tra i temi all’ordine del giorno la posizione della Lega nel secondo turno delle elezioni amministrative ma soprattutto i congressi nazionali e federali del movimento. A quanto pare il senatur, che aveva annunciato la sua ricandidatura, avrebbe fatto un passo indietro. Sul tema, nei giorni scorsi, all’interno del gruppo dirigente si è cercata un’intesa tra lo stesso ex leader e Maroni. Che a quanto pare sarebbe stata alla fine trovata.

L’ACCORDO – Bossi avrebbe parlato di un accordo che prevede Maroni Segretario con tre Vicesegretari, il Vicario fra i quali dovrà essere un veneto. Mentre al Senatur verrebbe riservata la carica di Presidente fondatore.

Redazione Online14 maggio 2012 | 18:22

fonte: http://www.corriere.it/politica/12_maggio_14/bossi-maroni_77e11edc-9ddf-11e1-99ad-758cf3da80f7.shtml

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Umberto Bossi; via Bellerio; Consiglio Federale; Corriere della Sera

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MARONI SPERA CHE BOSSI MOLLI PER NON SPACCARE LA LEGA

MARONI SPERA CHE BOSSI MOLLI PER NON SPACCARE LA LEGA:

CRONACHE14 Maggio 2012

di GIANMARCO LUCCHI

Nessuna alleanza tra Lega e Pdl ai ballottaggi. Roberto Maroni sbatte la porta in faccia all’ex alleato. Anzi, impone anche un ultimatum all’ex partner di governo: «Tolga il sostegno a Monti e si voti a ottobre» e tutti amici come prima (se possibile). E poco importa se, così facendo, si mettono a rischio le amministrazioni guidate con il Pdl. Tanto «per la Lega conta il territorio». E Maroni non esclude neanche la possibilità che il Carroccio «non si candidi al Parlamento di Roma». In realtà, i ‘lumbard’ si sentono forti del governo regionale di Veneto e Piemonte. E non temono strappi dal del Celeste pericolante, Roberto Formigoni.

Maroni è intervenuto a Cesena, dove si è svolto il congresso della Romagna, che ha nominato i delegati per il congresso federale di Bergamo e riconfermato l’on. Gianluca Pini alla segreteria nazionale (era l’unico candidato e ha avuto il 91% dei voti disponibili). I fari nel partito sono puntati all’appuntamento di fine giugno, dove l’ex responsabile del Viminale vuole varare «la Lega 2.0». Resta da sciogliere il nodo della candidatura. L’ex ministro non ritira ancora le riserve, nella speranza di un passo indietro di Umberto Bossi e sembra rimandare tutto a quanto succederà oggi al Consiglio federale. L’ex ministro se spera che il Senatur confermi l’idea di non candidarsi più a segretario federale. E tuttavia resta attendista, perché nelle ultime settimane ha dovuto incassare troppe docce fredde dal vecchio capo tra uscite di scena e ritorni sul palcoscenico. Bisognerà vedere quanto nella notte appena trascorsa e in mattinata, la famiglia e quel che resta del cerchio magico/malefico avranno premuto sull’Umberto per convincerlo a non consegnare le chiavi del movimento ai “barbari sognanti” e al loro capo mai amato, per non dire di peggio.

Nel Carroccio, comunque, stanno cadendo vari tabù, compreso quello di levare il nome di Bossi dal simbolo. «Appartiene al movimento ed è amministrato dal Consiglio federale al quale spettano le decisioni – ha voluto sottolineare Maroni -. Negli anni lo abbiamo cambiato, il simbolo evolve». La risposta è indirizzata al bellicoso Giuseppe Leoni, uno dei più fieri avversari dei maroniani, che nei giorni scorsi ha ricordato come il simbolo appartenga a lui, a Bossi e alla moglie di quest’ultimo e se qualcuno vuole impossessarsene farebbe meglio a farsi un altro partito. Un Leoni che da mesi va in giro soprattutto pe rla Lombardia a “insultare” i militanti, come è successo qualche sera fa a Brescia dove ha accusato la base del partito di essere responsabile per il mancato ottenimento del federalismo, avendo lavorato poco per la causa. Lui, invece, in parlamento da 25 anni, deve aver fatto tantissimo ma nessuno se n’è accorto.

Intanto, a sorpresa, Mario Borghezio ha annunciato la possibilità di una sua candidatura al congresso federale «se non verrà dato spazio alle istanze indipendentiste». Resta da tenere sotto osservazione la situazione dei veneti, stanchi delle beghe lombarde e abbastanza frammentati tra bossiani, cerchisti e maroniani: su queste colonne è già stato scritto che uno snodo fondamentale in vista del congresso federale sarà il congresso nazionale della Liga dove presumibilmente si confronteranno Flavio Tosi e Massimo Bitonci. Ma non solo quella. Per esempio dopo il congresso della Romagna, uno dei bossiani di ferro (ex autista di Maroni) ha attaccato: «La purga staliniana si è improvvisamente fermata a Cesena. Prendo atto che all’interno del Movimento si lavora a due pesi e due misure». Lo ha detto il senatore emiliano della Lega Giovanni Torri commentando la rielezione di Pini a segretario della Romagna e a quanto detto da Roberto Maroni in proposito. «Questo – sottolinea Torri – lo si evince dal modo di giudicare i singoli esponenti che vengono di volta in volta coinvolti in qualche azione giudiziaria o anche di malcostume interno al movimento. Bossi – ricorda – facendo un passo indietro ha dimostrato di essere il vero leghista che il popolo padano ha voluto come capo. Tutti parlano di pulizia, di giustizia etica all’ interno del Movimento ma i fatti non rendono giustizia a quanto viene detto da chi attualmente vuole dirigere la Lega Nord».

In ogni caso sono tempi duri per quello che fu l’Asse del Nord. Silvio Berlusconi è lontano dai riflettori della politica (anche se, in disparte, continua a muoversi e a muovere le proprie pedine); ma è Umberto Bossi ad apparire in difficoltà. Il senatur non parla ormai dal 4 maggio, quando ha chiuso la campagna elettorale per le comunali di Monza. Comizio non fortunato, considerato che la Lega che si fregiava del sindaco non è riuscita neanche a raggiungere il ballottaggio. Da allora ha tenuto il silenzio anche sul successo del Tosi a Verona. Poi sono arrivate le pressioni dei maroniani per il ritiro della candidatura alla segreteria. Tosi glielo ha chiesto senza mezze parole: «Bossi non si candidi per il suo bene e quello della Lega». Il vecchio capo si è chiuso nel silenzio e vorrebbe evitare di spaccare il movimento: «Vogliatevi bene e non fatevi la guerra al congresso», sono state le sue ultime parole a Monza. Per poi aggiungere: «Resisto perchè non sono solo, perchè ho tutti voi».

Oggi dal Consiglio federale si capiranno molte cose. Di certo se la Lega non si spaccherà, chiunque la prenderà in mano si trpoverà a dover rianimare un corpo piuttosto malato, come ha dimostrato l’ultimo sondaggio di Mannheimer pe ril Corriere dove il Carroccio risulta in assoluto il partito verso il quale i cittadini hanno meno fiducia: un misero 4%.

fonte: http://www.lindipendenza.com/maroni-spera-che-bossi-molli-per-non-spaccare-la-lega/

tags: Roberto Maroni; Flavio Tosi; Lega Nord; Consiglio Federale; Umberto Bossi; L’Indipendenza.com

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Maroni: potremmo anche non candidarci al Parlamento

Maroni: potremmo anche non candidarci al Parlamento:

Il triumviro del Carroccio

Il triumviro del Carroccio

Roma, 13-05-2012

“L’ossessione dei partiti è andare in Parlamento, per la Lega conta il territorio. Non escludo che al consiglio federale possa anche passare l’ipotesi di non candidarci al parlamento di Roma. Per noi conta il governo della Padania, tutto il resto è un mezzo e non il fine”. Lo ha detto Roberto Maroni a margine del congresso Lega Nord Romagna. “La Lega – ha aggiunto – governa tre regioni e centinaia di Comuni. Il nostro rapporto con il Parlamento e’ finalizzato a raggiungere il nostro obiettivo”. 

“Se entro il mese di luglio il Pdl decidesse di togliere il sostegno al Governo Monti e andare al voto in autunno, allora ci possiamo pensare”. Cosi’ Maroni ha risposto a chi gli chiedeva dell’eventualita’ di un ritorno dell’alleanza tra la Lega e il partito di Angelino Alfano, nel dopo-amministrative. “Mi pare – ha subito corretto, pero’ – un periodo ipotetico di terzo tipo, ovvero dell’irrealta’”. 

Il triumviro del Carroccio ha ribadito che il movimento lascera’ “liberta’ di voto” in vista dei ballottaggi e che l’unica direttiva e’ stata quella del “divieto di apparentamento con i partiti che sostengono Monti”. “C’e’ stato chiesto di apparentarci con il Pdl e abbiamo detto di no – ha spiegato – ci e’ stato offerto appoggio ai nostri candidati, abbiamo detto di no, faremo apparentamenti, in alcuni casi, solo con liste civiche”. “Cosa succedera’ in futuro non so”, ha aggiunto, rimandando al congresso federale, ovvero il luogo in cui saranno discusse le possibili alleanze in futuro. 

“Domani al consiglio federale penso che si dira’ qualcosa”. Con queste parole Maroni ha risposto a chi gli chiedeva se si candidera’ alla segreteria della Lega.

fonte: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=165095

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega Nord Romagna; consiglio federale; elezioni; RaiNews24

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