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Per l’Europa meglio stare con il presidente

Per l’Europa meglio stare con il presidente:

Obama o Romney? Con chi stanno i leghisti? Mi paiono equamente divisi, ma quelli che frequento di più sono in maggioranza con Romney. Ripetono convinti che Obama è un immigrazionista, interventista in politica estera (vedi Egitto e Libia), e al contempo protetto e protettore degli interessi occulti delle banche e delle multinazionali. Accuse spesso fondate, ma se questi sono i vizi del presidente, lo sono anche del suo sfidante con l’aggravante che in Romney questi peccati sono moltiplicati per mille. La cartina di tornasole sono i “pescecani di Wall Street” e tutto quel mondo finanziario che ha salvato se stesso ma ha mandato in malora l’economia mondiale: costoro oggi sono tutti generosi finanziatori del candidato repubblicano e acerrimi nemici di Obama e, vista la cricca di cui parliamo, tanto basterebbe per simpatizzare per quest’ultimo. Come se non bastasse tifa e finanzia Romney anche la potente lobby delle armi che per far cassa non aspetta altro che nuovi conflitti a partire dall’Iran e, d’intesa con la inaffondabile corazzata dei petrolieri che elessero i Bush e crearono le condizioni per intervenire a Kabul e Baghdad, non ne vuole sapere di mollare la presa non solo nella Penisola Arabica e in Medio Oriente, ma anche in Asia Centrale dove gasdotti ed oleodotti sono la ragione vera di tutte le guerre pseudo etnico-religiose e dove, tra le pianure kazake , il Caspio e le catene del Caucaso continua il Grande Gioco per la conquista del cuore energetico del pianeta tra USA,Russia, Cina e i loro comprimari. Per finire vorrei citare poi il dato forse più importante per l’Europa e per quel che riguarda l’immigrazione verso di essa. Come pensiamo che possa reggere un mondo come quello esaltato da Romney dove le smanie speculative della classe dirigente americana vengono prima di ogni politica di salvaguardia ambientale mondiale e dove l’1% della popolazione possiede il 90% delle ricchezze e, ben più grave, il 90% delle risorse fondamentali quali la terra, i brevetti sulle sementi, l’acqua e via delirando? In queste condizioni possiamo credere che i popoli dei paesi del “terzo mondo” rimangano a casa loro a morire di fame e ad assistere alla spoliazione di quel che rimane delle loro terre da parte della solita banda di oligarchi o dobbiamo pensare che tenteranno l’impossibile pur di raggiungere la scialuppa a loro più vicina e cioè l’Europa? E già che siamo in tema vogliamo ricordare la spinta americana per far aderire forzosamente la Turchia alla UE e la pretesa di decidere le politiche europee in tema di alleanze ed energia?

Che ne sarà dei rapporti con Mosca per noi vitali dal punto di vista energetico, ma in prospettiva anche industriale? Possiamo scordarci che uno dei capisaldi dei repubblicani è una durissima politica antirussa (vedi Bush e Condoleeza Rice) finalizzata ad un raffreddamento dei rapporti Russia-UE e alla creazione di continui casus belli fomentando i vari sedicenti “movimenti democratici” oggi in Ucraina e Georgia e magari domani a Mosca? Conviene a noi una politica del genere? No!

Un ultimo appunto va alla cosiddetta questione razziale tanto citata dai giornali: circolano sul web gli spot che attaccano Obama perché non veramente americano (ma chi lo è se non i pellerossa allegramente sterminati?) o perché filo-arabo (già dimenticati i rapporti d’affari tra i Bush e i sauditi?) o perchè musulmano sotto mentite spoglie. Qui da noi qualcuno se ne rallegra e vaneggia di un Romney protettore dell’Europa minacciata dall’Eurabia ma dimentica che gli americani in casa loro si permettono ogni genere di scorrettezza, ma poi immancabilmente vengono in Europa ad imporre politiche di apertura ai musulmani e sono assai facili nel tacciare di razzismo i partiti e i governi riluttanti. Non che con Obama tutti le criticità elencate non esistano, ma almeno non sono elette a programma di governo. Sarà poco , ma, in attesa di tempi migliori pare già tanto.

Max Ferrari (pag. 11 La Padania del 06-11-2012)

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