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Sicilia: una lezione utile.

Chi ha vinto in Sicilia? Uno, nessuno, centomila! I giornali fingono di credere che abbia trionfato il Pd con Crocetta, omettendo di specificare che ha vinto anche e soprattutto grazie ai voti democristiani che in giorni non lontani furono di Totò Cuffaro, oggi recluso, ma ieri potentissimo governatore.

Comunque sia , la maggioranza per governare non ce l’ha, neanche lontanamente, e allora ecco comparire all’orizzonte i possibili alleati che, per l’appunto, sono 100.000: Miccichè con Grande Sud, Raffaele Lombardo con l’ex MPA e partitelli vari a fare da utile contorno.

Il risultato è che la giunta Lombardo, prima osteggiata dal PD, poi appoggiata e infine ripudiata e accusata di sperperi e scandali ha superato indenne queste elezioni “rivoluzionarie” e si riproporrà presto sotto mentite spoglie. Il governo di Don Raffaele infatti si fondava su un patto tra il suo MPA, il PD e l’UDC mentre il governo del “rivoluzionario” Crocetta si reggerà sul patto PD-UDC-MPA. Tutto cambia perché nulla cambi: il Gattopardo versione 2012.

E naturalmente nulla cambierà nella gestione delle spese allegre dei cosiddetti Onorevoli del Consiglio
Regionale Siciliano e sul fronte delle spese pazze in consulenze, lavori pubblici e chi più ne ha più ne metta.

Ce ne accorgeremo presto, quando Monti ci racconterà che occorre ripianare gli ennesimi 7 miliardi di buco, ma, tutto sommato, in previsione delle elezione lombarde, questa tornata sicula, un paio di indicazioni utili ce le dà.

In primis chiarisce che, con le sue idee spesso condivisibili, non sarà certo Grillo a poter risolvere la questione settentrionale, per il semplice fatto che il suo movimento si prefigge di far diventare virtuosi i furbacchioni, cosa un po’ velleitaria e comunque lunghissima da realizzare, ma, nel frattempo, non contempla nessuna forma di autonomismo e di responsabilizzazione regionale e quindi i furbi continueranno a fare i furbi (magari un po’ meno per i primi tempi, poi…) e gli altri a pagare.

Secondariamente, queste elezioni confermano che con la frammentazione esistente un partito nel bene o nel male radicato sul territorio (in questo caso il partito dei siciliani di Lombardo) può liberamente decidere di sottrarsi ai diktat dei grandi (nel caso specifico del PDL di Alfano) e trasformarsi , poi, nell’ago della bilancia indispensabile a chiunque vinca le elezioni.

E allora? Allora visto il comportamento padronale di Formigoni che pretende di imporre il suo successore e di decidere le alleanze e viste le dichiarazioni tutt’altro che rassicuranti in termini di programmi e di  spazio riservato alle tematiche autonomiste di Albertini, forse sarebbe il caso che la Lega facesse anche lei quella che balla da sola e poi, se non dovesse vincere, decida di dare l’appoggio agli uni o agli altri (tanto non c’è gran differenza) in cambio di vitali concessioni in termini di programma e di comune lotta per una sempre maggiore autonomia regionale.

La Padania del 31/10/2012

http://ifttt.com/images/no_image_card.png October 31, 2012 at 08:08PM

MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA

MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA:

«Se si voterà in Lombardia prima del 2013, il governatore sarà della Lega»: lo ha detto Roberto Maroni, a margine di un convegno a Sarmede, in provincia di Treviso. Con questa dichiarazione il candidato alla segreteria federale del Carroccio finirà così per alimentare le voci che lo vorrebbero più interessato a sostituire Roberto Formigoni alla guida della Regioen Lombardia che Umberto Bossi a quella della Lega.

Maroni ha poi smentito le voci che dirigenti del movimento, a Treviso e a Brescia, abbiano chiesto l’espulsione di Roberto Calderoli. «Il problema per la Lega non sono le espulsioni – ha precisato -. Il problema è recuperare visibilità e azione politica, subito dopo i congressi che decideranno i nuovi gruppi dirigenti e sottolineo gruppi, a guidare i quali non è un ministero. Mi auguro che in Lombardia sia Matteo Salvini e in Veneto Flavio Tosi. In Lombardia non sarò io, mandiamo avanti i giovani».

«L’importante è il risultato del congresso». Questa è l’opinione di Roberto Maroni in relazione alla critica mossagli da Massimo Bitonci sulla sua presenza a Treviso per sostenere il sindaco di Verona Flavio Tosi alla segreteria regionale del movimento. «Tosi me l’ha chiesto. Bitonci no, altrimenti – ha concluso – sarei andato anche da lui».

«Il prossimo congresso federale dovrà discutere, perchè porrò io la questione, in che ordine di importanza sia la presenza della Lega a Roma rispetto alla presenza più interessante della Lega sul territorio nelle nostre regioni, nel Lombrado-Veneto sul modello della Csu bavarese, che penso sia un modello da valutare. Così Roberto Maroni precisa la sua ‘propostà di decidere per una eventuale non ricandidatura dei parlamentari della Lega alle prossime elezioni politiche. Nel corso di un incontro nel Trevigiano Maroni spiega che “è un dibattito da fare: io dico che è più importante avere governatori qui, a fare le nostre battaglie che non a Roma, lì ci sarà l’eco delle nostre battaglie, ma il fronte si sposta da Roma a qui. Che cosa comporterà questo, se non ripresentarsi alle elezioni, o presentarsi da soli, non lo so. Deciderà il congresso federale”.

«Alleanze? Che lingua è questa? Noi parliamo la lingua del rilancio, della riorganizzazione della Lega, dei contenuti. E in questi congressi, ma soprattutto al congresso federale parleremo di contenuti, di che cosa vogliamo fare, quali sono le nuove parole d’ordine, i cavalli di battaglia, le nostre strategie: le alleanze vengono dopo, forse, ne parleremo». Così il triumviro Roberto Maroni rinvia al mittente, ovvero al segretario del Pdl Angelino Alfano, la possibilità di una nuova alleanza tra Pdl e Lega in vista delle prossime elezioni politiche. Secondo Maroni questa «è una lingua che non riesco a capire». E il triumviro del carroccio non si dice assolutamente preoccupato di un eventuale isolamento della Lega: «isolato da chi? Dal Pdl e dai partiti romani? Meglio. Esattamente quello che vogliamo». «Noi dobbiamo tornare a recuperare e ad aumentare il rapporto di fiducia con i cittadini, con gli elettori, con la gente, con quelli che lavorano, con quelli che hanno visto per tanti anni nella Lega l’unico difensore dei loro diritti. Immagine che ora è un pò appannata. Noi dobbiamo ‘spannarlà, e dobbiamo tornare sul territorio». E per Maroni infatti «Roma è la seconda trincea. La trincea vera è questa: il territorio, le regioni del Nord, i nostri valorosi sindaci-guerrieri. Qui dobbiamo tornare a investire, e a far sentire la nostra voce».

«Al congresso di domenica prossima della Lega Nord-Liga Veneta, ci sarà una sfida tra cambiamento e continuità». Lo ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi candidato a segretario del Carroccio veneto e concorrente dell’altro candidato Massimo Bitonci. Tosi che oggi è stato sostenuto da Roberto Maroni nel corso di un incontro a Sarmede nel Trevigiano ha quindi detto che «da un lato c’è chi ha sempre dimostrato di non subire passivamente certe decisioni interne al partito come Roberto Maroni e dall’altro c’è chi ha fatto diversamente». E sulla presenza oggi di Maroni, che ha scatenato le polemiche e l’attacco dell’altro candidato al vertice del Carroccio veneto Massimo Bitonci, il sindaco di Verona ha risposto: «Sia il sottoscritto che Massimo abbiamo avuto al fianco parlamentari, amministratori regionali, e quindi trovo normale anche l’appoggio di Maroni. E poi, il fatto che ci sia la presenza di Maroni oggi qui non vuol dire che sarà lui a decidere chi è il futuro segretario del Veneto, ma saranno i delegati al congresso di domenica a decidere». «In ogni caso -ha concluso Tosi- sia il sottoscritto che Massimo Bitonci abbiamo assicurato che un minuto dopo il congresso continueremo a lavorare per la Lega Nord».

fonte: http://www.lindipendenza.com/maroni-se-si-vota-nel-2013-la-regione-lombardia-sara-nostra/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; elezioni; Flavio Tosi; Massimo Bitonci; Matteo Salvini; congresso regionale; congresso Bergamo; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/maroni-221-300×167.jpg May 31, 2012 at 10:07PM

TelePadania intervista a Dozzo su Congresso e alleanze prossime…

TelePadania intervista a Dozzo su Congresso e alleanze prossime elezioni 2013. Gianpaolo Dozzo,Capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati.

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 24, 2012 at 12:07PM

Lega: Maroni, su alleanze future decide il congresso

Lega: Maroni, su alleanze future decide il congresso:

(AGI) – Milano, 21 mag. – Le future alleanze della Lega Nord saranno decise dal congresso federale di fine giugno. Lo ribadisce Roberto Maroni che, rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa dopo i risultati dei ballottaggi, afferma: “noi non siamo ne’ di destra ne’ di sinistra. La Lega e’ del nord, padana, e noi siamo disponibili a fare alleanze con chi rappresenta la societa’ del nord”. Sull’eventuale riedizione dell’asse con il Pdl poi, replica: “stiamo a vedere quello che succedera’. Alfano ha detto che dopo le elezioni annuncera’ una rivoluzione nella politica italiana; sono ancora in attesa di sapere cos’e’”.

fonte: http://www.agi.it/politica/notizie/201205211814-pol-rt10312-lega_maroni_su_alleanze_future_decide_il_congresso

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; elezioni; congresso federale; agi.it

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 23, 2012 at 08:11PM

Elezioni: Maroni, Lega ha completato traversata del deserto

Elezioni: Maroni, Lega ha completato traversata del deserto:

“Registriamo questa sconfitta ma voglio dire che con queste amministrative si conclude l’attraversata del deserto da parte nostra dopo queste vicende”. Lo ha detto il leader in pectore della Lega Roberto Maroni commentando i risultati dei ballottaggi alle comunali. “Con la stagione dei congressi – ha aggiunto – quello lombardo dei primi di giugno e soprattutto del congresso federale, si apre la fase nuova”.

La nuova fase, secondo Maroni, “vedrà la Lega ritornare protagonista. Obiettivo è recuperare tutto il consenso perso per queste vicende e conquistare consenso più largo”, sul modello di Verona, dove è stato scelto un “candidato giusto con le alleanze giuste”. Serve quindi “un ricambio forte, generazionale ai vertici della Lega. Un rinnovamento profondo sono le condizioni che consentiranno alla Lega di riprendere un ruolo protagonista in quanto interprete della questione settentrionale che aspetta anche tante risposte”.

Sul successo del Movimento 5 Stelle Maroni afferma: “L’irrompere sulla scena politica del movimento di Grillo impone riflessioni nuove: non demonizzo Grillo, anzi se un candidato vince in una grande città sono curioso di capire non solo cosa farà ma anche perché è stato eletto”. “Non vorrei fare l’errore – ha detto – di chi all’inizio degli anni ‘90 diceva che la Lega era solo un fenomeno di protesta o di passaggio”. 

fonte: http://www.rassegna.it/articoli/2012/05/21/87673/elezioni-maroni-lega-ha-completato-traversata-del-deserto

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; elezioni; ballottaggi; rassegna.it

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 21, 2012 at 07:28PM

La Lega torna alle origini: Roma addio

La Lega torna alle origini: Roma addio:

Parte da Roberto Maroni, ex Ministro ed esponente di primo piano della Lega Nord la proposta di un ritorno ai valori originali su cui è nata ed ha fondato il suo successo il partito della Padania.

16 MAGGIO, 2012 di ALBERTO MORI in POLITICA

Roberto Maroni La Lega torna alle origini: Roma addio

Durante un’intervista con un noto quotidiano a tiratura nazionale Maroni ha espresso un’idea che è stata subito al centro di un ampio dibattito politico, cioè la possibilità di non partecipare alle prossime elezioni politiche per dedicare tutte le energie alla riconquista dei consensi della base leghista, azione secondo lui necessaria per riportare il popolo padano, a cui tante promesse furono fatte, la fiducia che adesso sembra mancare.

L’idea nasce dalla voglia di un partito nuovo, più trasparente ed impermeato di quei valori ideologici federalisti e autonomisti a cui tanto hanno creduto gli elettori fin dagli anni ’90 e che sembrano persi ai giorni d’oggi.

Dopo le indagini dei magistrati e la terribile disfatta alle elezioni amministrative di Aprile 2012 Maroni si prenderà la responsabilità di traghettare il partito verso una nuova rinascita anche a costo di allontanarsi da Roma e dal fascino del governo centrale, rinunciando quindi alla “Roma Padrona” e riproponendo vecchi ideali come l’autonomia, il lavoro, la famiglia e la lotta contro l’immigrazione indiscriminata ed il potere centrale dello Stato.

Il vento di cambiamento scatenato dalle parole di Maroni stanno già soffiando sulla Lega, con il risultato di ottenere un cambio al vertice con nomina di Umberto Bossi a Presidente onorario e la sua rinuncia alla segreteria in favore di un unico candidato Maroni. Candidatura che lo porterà probabilmente ad essere eletto ed acclamato al congresso del partito.

Con Bossi si chiude un ciclo, un periodo di oltre dieci anni di attività politica in cui il partito e la sua famiglia si fondevano, ma che purtroppo da Roma non riuscivano ad ascoltare e capire le richieste provenienti dal basso, richieste e proposte di idee che fin dall’inizio hanno fatto diventare la Lega da piccolo partito di provincia a movimento a carattere nazionale, ma che se non ascoltate rischiano di mettere ai margini della politica la Lega Nord.

fonte: http://www.befan.it/la-lega-torna-alle-origini-roma-addio/

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; elezioni; befan.it

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23158229410 http://www.befan.it/wp-content/uploads/2012/05/Roberto-Maroni.jpg May 16, 2012 at 11:34AM

Maroni: potremmo anche non candidarci al Parlamento

Maroni: potremmo anche non candidarci al Parlamento:

Il triumviro del Carroccio

Il triumviro del Carroccio

Roma, 13-05-2012

“L’ossessione dei partiti è andare in Parlamento, per la Lega conta il territorio. Non escludo che al consiglio federale possa anche passare l’ipotesi di non candidarci al parlamento di Roma. Per noi conta il governo della Padania, tutto il resto è un mezzo e non il fine”. Lo ha detto Roberto Maroni a margine del congresso Lega Nord Romagna. “La Lega – ha aggiunto – governa tre regioni e centinaia di Comuni. Il nostro rapporto con il Parlamento e’ finalizzato a raggiungere il nostro obiettivo”. 

“Se entro il mese di luglio il Pdl decidesse di togliere il sostegno al Governo Monti e andare al voto in autunno, allora ci possiamo pensare”. Cosi’ Maroni ha risposto a chi gli chiedeva dell’eventualita’ di un ritorno dell’alleanza tra la Lega e il partito di Angelino Alfano, nel dopo-amministrative. “Mi pare – ha subito corretto, pero’ – un periodo ipotetico di terzo tipo, ovvero dell’irrealta’”. 

Il triumviro del Carroccio ha ribadito che il movimento lascera’ “liberta’ di voto” in vista dei ballottaggi e che l’unica direttiva e’ stata quella del “divieto di apparentamento con i partiti che sostengono Monti”. “C’e’ stato chiesto di apparentarci con il Pdl e abbiamo detto di no – ha spiegato – ci e’ stato offerto appoggio ai nostri candidati, abbiamo detto di no, faremo apparentamenti, in alcuni casi, solo con liste civiche”. “Cosa succedera’ in futuro non so”, ha aggiunto, rimandando al congresso federale, ovvero il luogo in cui saranno discusse le possibili alleanze in futuro. 

“Domani al consiglio federale penso che si dira’ qualcosa”. Con queste parole Maroni ha risposto a chi gli chiedeva se si candidera’ alla segreteria della Lega.

fonte: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=165095

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega Nord Romagna; consiglio federale; elezioni; RaiNews24

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Lega Nord, ultimatum di Maroni al Pdl: “O Monti o noi”

Lega Nord, ultimatum di Maroni al Pdl: “O Monti o noi”:

CESENA – L’alleanza fra Lega e Pdl ci potra’ essere ”se entro luglio il Pdl decidesse di togliere il sostegno al governo Monti, se riconosce di aver sbagliato e se si va a votare a ottobre”. Sono le condizioni poste da Roberto Maroni, che ne ha parlato al congresso della Lega Nord Romagna. ”Mi pare pero’ – ha aggiunto – un periodo ipotetico dell’ irrealta”’. Maroni ha anche ribadito che al ballottaggio di domenica prossima non ci sara’ nessun apparentamento con partiti che sostengono il governo, compreso il Pdl.

Il simbolo della Lega ”appartiene al movimento, e’ parte del patrimonio della Lega ed e’ amministrato dal consiglio federale al quale spetta ogni decisione. In questi anni lo abbiamo cambiato, il simbolo evolve”. Roberto Maroni ha commentato cosi’ l’ipotesi circolata in questi giorni di togliere il nome di Bossi dal simbolo della Lega. 

”Domani (lunedì 14 maggio) al consiglio federale penso che si dira’ qualcosa”. Con queste parole Roberto Maroni ha risposto a chi gli chiedeva se si candidera’ alla segreteria della Lega. Maroni ne ha parlato a margine del congresso della Lega Nord Romagna.

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/lega-nord-ultimatum-di-maroni-al-pdl-o-monti-o-noi-1229371/

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; elezioni; Lega Nord Romagna; Cesena; Blitzquotidiano.it

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MARONI – ELEZIONI: “NESSUN APPARENTAMENTO AL BALLOTTAGGIO E TOTALE LIBERTA’ TOTALE DI VOTO AI NOSTRI ELETTORI”

MARONI – ELEZIONI: “NESSUN APPARENTAMENTO AL BALLOTTAGGIO E TOTALE LIBERTA’ TOTALE DI VOTO AI NOSTRI ELETTORI”:

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Smentisco categoricamente le dichiarazioni di Roberto Formigoni, riportate nell’edizione milanese del Corriere della Sera, secondo cui avrei garantito l’appoggio della Lega Nord ai candidati del Pdl al prossimo ballottaggio.

Non è assolutamente così e colgo l’occasione per ribadire che la Segreteria Politica della Lega Nord ha già deciso che non ci sarà nessun apparentamento formale e nessun appoggio a nessun candidato al ballottaggio, lasciando totale libertà di voto ai nostri elettori”.

Lo afferma l’on. Roberto Maroni, componente del Comitato Esecutivo Federale dei triumviri.

Ufficio Coordinamento Segreterie Nazionali Lega Nord Padania – Bosatra Maurizio

fonte: http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=49222

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; elezioni; ballottaggi; politicamentecorretto.com

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Flavio Tosi, Lega Nord, ad Affaritaliani.it: il nostro obiettivo è il federalismo. Stiamo con chi ce lo dà

Flavio Tosi, Lega Nord, ad Affaritaliani.it: il nostro obiettivo è il federalismo. Stiamo con chi ce lo dà:

Sabato, 12 maggio 2012 – 18:16:00

Di Tommaso Cinquemani

flavio tosi 400

“Per le prossime elezioni vorrei una legge elettorale con le preferenze e che renda possibile creare maggioranze dopo il voto. Se non sei costretto ad allearti prima ti puoi confrontare con chiunque, perché federalismo fiscale e riduzione della spesa pubblica non sono argomenti né di Centrodestra, né di Centrosinistra”. Flavio Tosi, neo confermato sindaco di Verona e braccio destro di Maroni, sceglieAffaritaliani.it per bocciare l’alleanza con il Pdl: “A parte i risultati raggiunti da Bobo si fa fatica a vedere qualcos’altro di positivo in ciò che ha fatto il Cavaliere”. E sul simbolo del partito afferma: “Se Bossi non sarà più segretario allora è più probabile un simbolo diverso da quello attuale”. Poi boccia Grillo: “Faccio fatica a vedere il suo programma politico, se andasse al governo non so dove andrebbe a parare”. E sull’uscita dell’Italia dall’euro afferma: “Non credo che oggi potremmo sostenerla economicamente. Rischiamo di pagarla molto cara”.

Affaritaliani.it ha lanciato un sondaggio tra i suoi lettori chiedendo quale leader della Lega avrebbero voluto vedere alla segreteria. Lei ha battuto tutti piazzandosi al primo posto. Verso quale direzione timonerebbe il Carroccio se fosse segretario?
“Io non sarò di certo il candidato, quindi non si pone il problema”.

Certo, ma facendo una ipotesi, come vorrebbe che la Lega si evolvesse?
“Io, come presidente della Liga veneta e sindaco di Verona, e non certo come candidato, credo che la Lega debba diventare un movimento più moderno e legato al territorio. In un certo periodo siamo stati definiti come il ‘sindacato del territorio’. Ecco, dovremmo tornare ad essere così. Come il Sudtirol Folks Partai o come la Csu bavarese”.

Insomma, rimettere al centro il territorio…
“Esatto. Dobbiamo diventare un movimento che rappresenti in maniera piena un territorio per confrontarsi e ‘contrattare’ con il governo centrale forme di autonomia e gradi di federalismo. Questo non vuol dire danneggiare il resto del Paese. In fondo la responsabilizzazione della spesa pubblica aiuterebbe tutti. Ma per contrattare con il governo centrale dobbiamo tornare ad essere la prima forza del Nord”.

Se dovesse fare un bilancio della passata alleanza con il Pdl, sarebbe positivo o negativo?
“E’ stato positivo per la parte che riguarda Maroni, e non lo dico perché lui è il mio punto di riferimento. Maroni è stato un ottimo ministro nel Welfare nel penultimo governo Berlusconi. Ha portato a casa una difficilissima riforma senza contrapposizioni e tensioni sociali”.

E nello scorso governo?
“E’ stato forse il miglior ministro dell’Interno di tutti i tempi: avevamo portato a casa la devolution, un discreto traguardo, anche se poi è stata affossata dal referendum. In questi ultimi tre anni e mezzo, a parte i risultati tangibili raggiunti da Maroni, si fa fatica a vedere qualcos’altro di positivo in tutto quello che ha fatto Berlusconi”.

Proprio nulla?
“Non si è fatto niente a livello di riduzione dei costi, di sburocratizzazione e di efficientamento della Pubblica Amministrazione. La valutazione complessiva non può essere positiva. Gli elettori ci chiedono che cosa abbiamo portato a casa a Roma in tre anni e mezzo…”.
 

lega bossi maroni 1

Insomma, è d’accordo con quanto aveva detto Monti alcuni giorni fa. E cioè che i costi sociali che gli italiani pagano oggi sono dovuti alle mancate riforme fatte dal governo Berlusconi.
“Beh, da tutti i governi. Sono decenni che l’Italia ha bisogno delle riforme. Berlusconi è solo l’ultimo, Prodi prima, ma anche Andreotti e Craxi”.

Addirittura?
“Certo, l’esplosione dell’indebitamento italiano va dall’80 al 95. Lì è stato fatto lo sfacelo dei conti pubblici”.

Fra poco più di un anno, se non prima, ci saranno le elezioni politiche. La Lega dovrebbe guardare a sinistra o a destra?
“Innanzi tutto voglio dire che spero in una modifica della legge elettorale. Se queste non fossero state le Comunali sarebbe stato un disastro”.

Il ‘Porcellum’è una legge fatta da voi però, da Calderoli…
“Lo so, purtroppo. Con questa legge per le Politiche si crollerebbe ancor di più”.

Quale legge vorrebbe?
“Una legge che dia libertà ai cittadini di decidere chi eleggere. Con collegi uninominali o con le preferenze, ancora meglio. E poi la possibilità di non allearsi prima del voto”.
 
Un ritorno alla Prima Repubblica?
“Vorrei una legge dove la maggioranza la fai dopo le elezioni. Se non sei costretto ad allearti prima, non sei neppure più obbligato, come successo con Berlusconi, ad avere questo patto di lealtà assoluta che ti porta quasi a morire assieme. Nel caso in cui si facesse  una maggioranza dopo il voto la Lega potrebbe discutere sulle cose da fare con chiunque, indipendentemente dal concetto di  Centrodestra o Centrosinistra. A tal proposito puoi parlare con chiunque di federalismo fiscale e riduzione della spesa pubblica”.

In questi giorni si fa tanto parlare del simbolo della Lega. Alcuni vorrebbero che il nome di Bossi venisse tolto, lei sarebbe d’accordo?
“La Lega ha sempre usato varie tipologie di simbolo, con scritto Bossi, Padania o anche nulla. Sarà il consiglio federale a stabilire il simbolo dopo il Congresso federale di giugno. Se Bossi non sarà più Segretario federale allora diventa più probabile un simbolo diverso da quello attuale”.

Insomma, tutto si nasconde dietro a questo ‘probabile’…
“Beh, io ho sempre detto che riterrei poco opportuna  la ricandidatura di Bossi a segretario”.
 
Queste Amministrative hanno visto l’exploit del Movimento 5 Stelle. Alcuni l’hanno paragonato alla Lega degli esordi. Quel è il suo giudizio su Grillo?
“Una parte dell’elettorato ha votato Grillo e l’altra Lega. Perché sempre di voto anti-sistema si tratta. Di sicuro una parte del suo elettorato era leghista. I candidati sono brave persone, oneste e idealiste, che però hanno scarsa esperienza amministrative e se avessero responsabilità di governo non so dove andrebbero a parare. Attribuisco a questo il divieto fatto da Grillo ai suoi di andare in televisione”.

In che senso?
“In tv rischierebbero di apparire deboli dal punto di vista del programma. La Lega ha sempre avuto un’idea ben precisa di quello che voleva fare, che tipo di Paese voleva”.

E Grillo no?
“Faccio fatica a vedere un suo programma politico preciso”.

La Grecia potrebbe uscire dall’euro se non riuscirà a formare un governo che accetti le direttive della Troika. L’Italia è in una situazione certamente migliore, ma non se la passa poi così bene. Lei come vedrebbe l’uscita del nostro Paese dalla moneta unica?
“Il problema è fare in maniera molto pragmatica un’analisi costi-benefici. Se uno avesse potuto non entrare nell’euro sarebbe stato meglio. Avremmo potuto svalutare la lira e fare tante altre cose. Ci siamo entrati con costi altissimi e temo che uscirne ci costerebbe altrettanto. Non so se oggi potremmo sostenere economicamente l’uscita dalla moneta unica. Dovremmo ricontrattare il concambio, chiudere tutte le partite con gli altri partner europei e rischieremmo di pagarla molto cara”.

fonte: http://affaritaliani.libero.it/politica/flavio-tosi-lega-nord-ad-affaritaliani120512.html

tags: Flavio Tosi; Lega Nord; Roberto Maroni; federalismo; elezioni

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/22910544217 http://affaritaliani.libero.it/static/upload/flav/flavio-tosi-400.jpg May 12, 2012 at 07:00PM