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Ristorni e depositi: partita tutta da giocare tra Italia e Svizzera

Ristorni e depositi: partita tutta da giocare tra Italia e Svizzera :

Ristorni e depositi: partita tutta da giocare tra Italia e Svizzera
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Monti incontra la Schlumpf: sul tavolo aliquote frontalieri, blacklist e conti da tassare. Ma non tutto quel che una parte vuole l’altra condivide

Si sono incontrati, dopo essersi ignorati per mesi, e si sono parlati. Di cosa, fino in fondo, non si sa. Nel senso che le dichiarazioni ufficiali di Mario Monti, presidente del Consiglio italiano ed Evelyne Widmer Schlumpf, presidente della Confederazione elvetica, confermano “di proseguire senza indugio nelle trattative fiscali e finanziarie per trovare soluzioni”, ma modi e risultati sono ancora tutti da scoprire 
L’obiettivo della Svizzera, ha aggiunto la Shclumpf, è creare una “piazza finanziaria forte senza denaro non dichiarato”, che porti alla “regolarizzazione fiscale e all’imposizione futura dei contribuenti italiani titolari di conti in Svizzera”.
Per l’Italia la priorità “è il comune obiettivo del contrasto all’evasione”.

Il negoziato – complesso e sul quale è difficile formulare una previsione sulla data di conclusione – è partito sulla base dello sblocco dei ristorni, deciso dal Governo elvetico che finora non ha ottenuto nulla.
Al momento la Svizzera resta nella “blacklist” e serve non dimenticare che il suo mancato depennamentopotrebbe portare a un nuovo blocco dei ristorni come avvenuto l’anno passato.

Lo sa bene la presidente elvetica che nei capitoli segnati in agenda annovera “la regolarizzazione della situazione fiscale, dell’imposizione futura dei contribuenti italiani titolari di conti in Svizzera, nonché le questioni riguardanti l’accesso al mercato, le liste nere, la condizione per evitare la doppia imposizione e l’accordo relativo ai lavoratori frontalieri”.

Ufficialmente dell’incontro si dicono rose e fiori. Ma il cammino, che proseguirà attraverso un gruppo di lavoro ad hoc, potrebbe rivelare sorprese nelle materie più “spinose” che chiedono rapida soluzione e che dividono nei territori di confine.
Cosa accadrà, infatti, in tema della doppia tassazione a carico dei 54 mila frontalieri provenienti da Varesotto, Comasco, Sondrio e Vco?

Lara Comi, ad esempio, eurodeputata del Pdl e segretario provinciale di Varese si augura che “Monti sappia agire con decisione ed equilibrio in difesa dei diritti di lavoratori italiani nel rispetto degli accordi internazionali tra l’Italia e la Confederazione elvetica siglati nel 1974”.
Per lei “accettare una modifica dell’aliquota relativa ai ristorni dall’attuale 38% al 12%, ipotesi che recentemente era stata ventilata dalla Confederazione elvetica, significherebbe penalizzare i Comuni lombardi di confine, mettere in difficoltà i loro bilanci e i servizi garantiti”.

Già. Ma in Canton Ticino sono molti a vederla in senso opposto. Perché ad esempio proprio l’abbassamento dell’aliquota era uno dei “cavalli” di battaglia della Lega dei ticinesi di Bignasca e Norman Gobbi, oltre ovviamente alla cancellazione dalla blacklist.
Un altro argomento, assai discusso, è quello del possibile accordo sulla tassazione dei 100-200 miliardi che giacciono nelle banche elvetiche.
“Da qui potrebbero derivare miliardi di introiti per il nostro Paese a costo zero – aggiunge la Comi –. Si tratta di un percorso complesso, ma ci auguriamo che l’Italia dimostri fermezza superando gli ostacoli che Gran Bretagna e Germania hanno affrontato per analoghi accordi bilaterali stipulati. E che dalla Svizzera si pretendano, per esempio, comunicazioni su conti di italiani che nel frattempo siano stati chiusi e dirottati su altri Paesi off-shore nel tentativo di evitare la tassazione”.

A lei fa eco Sandro Gozi, responsabile delle politiche Ue del PD:”Serve presto un accordo per tassare i capitali evasi, nel rispetto delle norme comunitarie. Stime autorevoli ritengono che ci siano 120 miliardi di euro di cittadini italiani in Svizzera. Un accordo simile a quello definito dagli svizzeri con la Germania potrebbe farne rientrare il 34%: si tratta di una manovra finanziaria”.
Insomma, una partita su più fronti tutta da giocare.

fonte: http://www.ininsubria.it/ristorni-e-depositi-partita-tutta-da-giocare-tra-italia-e-svizzera~A9117

tags: Evelyne Widmer Schlumpf; Governo Monti; Mario Monti; Norman Gobbi Vais; ristorni depositi; frontalieri ticino; ininsubria.it

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