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Tosi sponsor dell’Unità d’Italia. Poi la rivelazione choc: “Ho tre pistole”

Tosi sponsor dell’Unità d’Italia. Poi la rivelazione choc: “Ho tre pistole”:

Flavio Tosi

“L’Italia è una sola. Coma fa la Lega a parlare di secessione dopo essere stata tre anni e mezzo al governo? Quale credibilita’ puo’ avere un ex ministro della Repubblica italiana che all’improvviso viene a propormi di smembrarla?Siamo seri”. Non piaceranno certo ai leghisti ‘puri e duri’ le parole del sindaco ‘ribelle’ Flavio Tosi, neosegretario della Liga Veneta, nella biografia-intervista del giornalista Stefano Lorenzetto da oggi in libreria. “Come ho cercato di spiegare a Bossi – dice ‘mister 57% – coerenza a parte, tu dici che vuoi la secessione, ma i cittadini, che sono molto concreti, ti chiedono: e come la facciamo la secessione? quali regioni lasciamo fuori? dove mettiamo il confine? sul Po? a Firenze? a Perugia? Penso che nessuno voglia far ricorso alla guerra civile. Io no di sicuro. E dunque? L’unica via percorribile – per Tosi – e’ quella del federalismo. Tre macroregioni all’interno della stessa repubblica, dotate di autogoverno fiscale e amministrativo. Costituzionalmente ineccepibili”.

Secondo il segretario della Liga, “farebbero il bene dell’Italia, giacche’ se tutti gestiscono le loro risorse, sono anche responsabilizzati nel farlo al meglio. E’ il principio chiave del federalismo”. “Io credo che Bossi – risponde poi a un’altra domanda Tosi – voglia fortissimamente l’autonomia del Nord. E’ chiaro che una trattativa politica assomiglia all’acquisto di un tappeto in un suk arabo: uno spara 1.000, l’altro offre 50 e alla fine chiudi a 100. Per tenerti il pozzo a cui ti abbeveri, a Roma devi come minimo chiedere la luna”.

“L’Italia e’ una sola. Coma fa la Lega a parlare di secessione dopo essere stata tre anni e mezzo al governo? Quale credibilita’ puo’ avere un ex ministro della Repubblica italiana che all’improvviso viene a propormi di smembrarla? Siamo seri”. Non piaceranno certo ai leghisti ‘puri e duri’ le parole del sindaco ‘ribelle’ Flavio Tosi, neosegretario della Liga Veneta, nella biografia-intervista del giornalista Stefano Lorenzetto da oggi in libreria. “Come ho cercato di spiegare a Bossi – dice ‘mister 57% – coerenza a parte, tu dici che vuoi la secessione, ma i cittadini, che sono molto concreti, ti chiedono: e come la facciamo la secessione? quali regioni lasciamo fuori? dove mettiamo il confine? sul Po? a Firenze? a Perugia? Penso che nessuno voglia far ricorso alla guerra civile. Io no di sicuro. E dunque? L’unica via percorribile – per Tosi – e’ quella del federalismo. Tre macroregioni all’interno della stessa repubblica, dotate di autogoverno fiscale e amministrativo. Costituzionalmente ineccepibili”.

Secondo il segretario della Liga, “farebbero il bene dell’Italia, giacche’ se tutti gestiscono le loro risorse, sono anche responsabilizzati nel farlo al meglio. E’ il principio chiave del federalismo”. “Io credo che Bossi – risponde poi a un’altra domanda Tosi – voglia fortissimamente l’autonomia del Nord. E’ chiaro che una trattativa politica assomiglia all’acquisto di un tappeto in un suk arabo: uno spara 1.000, l’altro offre 50 e alla fine chiudi a 100. Per tenerti il pozzo a cui ti abbeveri, a Roma devi come minimo chiedere la luna”. (segue)

Ippazio Stefano, sindaco di Taranto etichettato come primo cittadino ‘cowboy’, non e’ l’unico ad avere una pistola. “Ho il porto d’armi. Possiedo tre pistole – confessa Flavio Tosi nella biografia-intervista del giornalista Stefano Lorenzetto da oggi in libreria – Una Magnum 45 che mi e’ stata regalata, una Browning 9×21 e una Beretta 6,35 che posso portarmi dietro perche’ e’ piccola, sembra un giocattolino. Per strada non le userei mai. Ma se mi ritrovassi un aggressore in casa, si’”. Insomma, “so anche difendermi da solo”, avverte il primo cittadino, dopo aver raccontato delle minacce ricevute in questi anni.

Mercoledì, 6 giugno 2012 – 09:16:00

fonte: http://affaritaliani.libero.it/politica/tosi-sponsor-dell-unit-d-italia-poi-la-rivelazione060612.html

tags: Flavio Tosi; Lega Nord; affaritaliani.it

http://affaritaliani.libero.it/static/upload/flav/0000/flavio-tosi1.jpg June 06, 2012 at 10:37AM

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Maroni incorona il suo delfino «Tosi, sarai segretario»

Maroni incorona il suo delfino «Tosi, sarai segretario» :

Sul partito: da lunedì basta con le polemiche. E chiama i sindaci alla ribellione anti-Patto. Oltre 700 militanti a Portobuffolè per la cena «Bitonci? Se mi avesse invitato sarei andato»

PORTOBUFFOLÈ (Treviso) – Faceva bene a preoccuparsi Massimo Bitonci, l’alfiere dei lealisti bossiani. La cena organizzata giovedì sera dai colonnelli di Flavio Tosi, ospite d’onore Roberto Maroni, a tre giorni dal congresso per la segreteria nazionale, s’è infatti tramutata ben presto in un galà d’investitura, dove l’ex ministro ha posato la sua mano sulla spalla del delfino battezzandolo: «Sarai segretario». Di più, tra le 723 persone che sono riuscite a entrare a Villa Giustinian (e si pagava: 25 euro, buffet incluso) c’era già chi brindava alla vittoria, quasi si trattasse della festa del lunedì. Maroni, dal canto suo, non si è scomposto più di tanto di fronte alle accuse di inopportunità partite dai bossiani nei giorni scorsi: «Tosi mi ha invitato – ha detto appena arrivato in Veneto, all’aperitivo allestito a Sarmede un paio d’ora prima della cena – Bitonci no. Altrimenti sarei andato anche da lui». Poi alza il calice: «Evviva Tosi!». La folla acclama il nuovo leader della Lega, mentre sullo schermo scorre la scritta «i militanti sono i nostri diamanti» e qualcuno agita la ramazza verde.

Lui avverte a margine: «Se rimaniamo spaccati in due, andiamo tutti a casa. Mi ha fatto piacere sentire Flavio dire chiaramente che se sarà eletto non ci saranno epurazioni». Poi, però, avverte: «Da lunedì, basta con le polemiche. Chi ci sta, ci sta, gli altri fuori dalle balle. Ci sono tanti partiti là fuori dove la polemica è bene accetta». Il che, a voler essere maliziosi, non sembra esattamente un ramoscello d’ulivo da porgere all’ala bossiana. La spaccatura? «Io non so più come dirlo – sbotta Maroni – prima, col candidato unico, non c’era democrazia. Adesso, con due candidati, siamo spaccati. Io dico che finalmente decidono i militanti e tutti sono chiamati a fare squadra attorno al segretario, per avviare finalmente la terza fase della Lega». Maroni si stizzisce quando gli si fa presente che in Veneto c’è chi chiede una rappresentanza più forte in seno al movimento («Voglio nomi e cognomi»), poi precisa: «Nel consiglio federale le nazioni saranno rappresentate in base ai voti che prenderanno al congresso ferale, al Veneto ho detto che avrà un vicesegretario vicario, può già contare sul capogruppo al Senato, quello alla Camera, sul tesoriere federale, che tiene i cordoni della borsa di tutto il partito. Questo è davvero l’ultimo dei problemi».

Il problema, per Maroni, è semmai se «la Lega oggi è ancora in grado di combattere e vincere la sfida di Grillo e dell’antipolitica». La fase 3, quella che viene dopo la secessione e la fase riformatrice, deve ripartire dai sindaci, dal territorio, «il nostro vero valore aggiunto», perché a Maroni «interessa poco chi va a Roma, e anzi, i segretari nazionali non ci devono andare proprio». E a proposito di sindaci, Maroni ha indicato la nuova missione, dopo il «boicottaggio» dell’Imu: «Tutti i sindaci leghisti si ribellino al patto di stabilità. Se lo fanno due o tre soltanto vengono puniti, ma se lo fanno tutti li devon ascoltare». Quanto alla maggior autonomia chiesta dallo stesso segretario nathional uscente Gian Paolo Gobbo nella futura scelta della linea politica e perfino delle alleanze, Maroni è lapidario: «Esiste giá, quanto a me, io sono per il massimo dell’autonomia, sono per le confederazioni. Si sta insieme fintanto che si vuole stare insieme, finché ci sono obiettivi comuni. Sennò, addio». E la Padania? «La Padania è l’obiettivo e se uno non ci crede non è leghista. Ma per raggiungerla ci sono tante strade, che vanno da Roma a Bruxelles, passando per i Comuni. E Tosi rientra appieno in questo disegno. Le altre sono chiacchiere».

Marco Bonet
01 giugno 2012

fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2012/1-giugno-2012/maroni-incorona-suo-delfinotosi-sarai-segretario-201427487653.shtml

tags: Roberto Maroni; Flavio Tosi; Corriere della Sera; congresso regionale; Massimo Bitonci; Gian Paolo Gobbo; Marco Bonet

http://ifttt.com/images/no_image_card.png June 01, 2012 at 12:13PM

MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA

MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA:

«Se si voterà in Lombardia prima del 2013, il governatore sarà della Lega»: lo ha detto Roberto Maroni, a margine di un convegno a Sarmede, in provincia di Treviso. Con questa dichiarazione il candidato alla segreteria federale del Carroccio finirà così per alimentare le voci che lo vorrebbero più interessato a sostituire Roberto Formigoni alla guida della Regioen Lombardia che Umberto Bossi a quella della Lega.

Maroni ha poi smentito le voci che dirigenti del movimento, a Treviso e a Brescia, abbiano chiesto l’espulsione di Roberto Calderoli. «Il problema per la Lega non sono le espulsioni – ha precisato -. Il problema è recuperare visibilità e azione politica, subito dopo i congressi che decideranno i nuovi gruppi dirigenti e sottolineo gruppi, a guidare i quali non è un ministero. Mi auguro che in Lombardia sia Matteo Salvini e in Veneto Flavio Tosi. In Lombardia non sarò io, mandiamo avanti i giovani».

«L’importante è il risultato del congresso». Questa è l’opinione di Roberto Maroni in relazione alla critica mossagli da Massimo Bitonci sulla sua presenza a Treviso per sostenere il sindaco di Verona Flavio Tosi alla segreteria regionale del movimento. «Tosi me l’ha chiesto. Bitonci no, altrimenti – ha concluso – sarei andato anche da lui».

«Il prossimo congresso federale dovrà discutere, perchè porrò io la questione, in che ordine di importanza sia la presenza della Lega a Roma rispetto alla presenza più interessante della Lega sul territorio nelle nostre regioni, nel Lombrado-Veneto sul modello della Csu bavarese, che penso sia un modello da valutare. Così Roberto Maroni precisa la sua ‘propostà di decidere per una eventuale non ricandidatura dei parlamentari della Lega alle prossime elezioni politiche. Nel corso di un incontro nel Trevigiano Maroni spiega che “è un dibattito da fare: io dico che è più importante avere governatori qui, a fare le nostre battaglie che non a Roma, lì ci sarà l’eco delle nostre battaglie, ma il fronte si sposta da Roma a qui. Che cosa comporterà questo, se non ripresentarsi alle elezioni, o presentarsi da soli, non lo so. Deciderà il congresso federale”.

«Alleanze? Che lingua è questa? Noi parliamo la lingua del rilancio, della riorganizzazione della Lega, dei contenuti. E in questi congressi, ma soprattutto al congresso federale parleremo di contenuti, di che cosa vogliamo fare, quali sono le nuove parole d’ordine, i cavalli di battaglia, le nostre strategie: le alleanze vengono dopo, forse, ne parleremo». Così il triumviro Roberto Maroni rinvia al mittente, ovvero al segretario del Pdl Angelino Alfano, la possibilità di una nuova alleanza tra Pdl e Lega in vista delle prossime elezioni politiche. Secondo Maroni questa «è una lingua che non riesco a capire». E il triumviro del carroccio non si dice assolutamente preoccupato di un eventuale isolamento della Lega: «isolato da chi? Dal Pdl e dai partiti romani? Meglio. Esattamente quello che vogliamo». «Noi dobbiamo tornare a recuperare e ad aumentare il rapporto di fiducia con i cittadini, con gli elettori, con la gente, con quelli che lavorano, con quelli che hanno visto per tanti anni nella Lega l’unico difensore dei loro diritti. Immagine che ora è un pò appannata. Noi dobbiamo ‘spannarlà, e dobbiamo tornare sul territorio». E per Maroni infatti «Roma è la seconda trincea. La trincea vera è questa: il territorio, le regioni del Nord, i nostri valorosi sindaci-guerrieri. Qui dobbiamo tornare a investire, e a far sentire la nostra voce».

«Al congresso di domenica prossima della Lega Nord-Liga Veneta, ci sarà una sfida tra cambiamento e continuità». Lo ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi candidato a segretario del Carroccio veneto e concorrente dell’altro candidato Massimo Bitonci. Tosi che oggi è stato sostenuto da Roberto Maroni nel corso di un incontro a Sarmede nel Trevigiano ha quindi detto che «da un lato c’è chi ha sempre dimostrato di non subire passivamente certe decisioni interne al partito come Roberto Maroni e dall’altro c’è chi ha fatto diversamente». E sulla presenza oggi di Maroni, che ha scatenato le polemiche e l’attacco dell’altro candidato al vertice del Carroccio veneto Massimo Bitonci, il sindaco di Verona ha risposto: «Sia il sottoscritto che Massimo abbiamo avuto al fianco parlamentari, amministratori regionali, e quindi trovo normale anche l’appoggio di Maroni. E poi, il fatto che ci sia la presenza di Maroni oggi qui non vuol dire che sarà lui a decidere chi è il futuro segretario del Veneto, ma saranno i delegati al congresso di domenica a decidere». «In ogni caso -ha concluso Tosi- sia il sottoscritto che Massimo Bitonci abbiamo assicurato che un minuto dopo il congresso continueremo a lavorare per la Lega Nord».

fonte: http://www.lindipendenza.com/maroni-se-si-vota-nel-2013-la-regione-lombardia-sara-nostra/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; elezioni; Flavio Tosi; Massimo Bitonci; Matteo Salvini; congresso regionale; congresso Bergamo; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/maroni-221-300×167.jpg May 31, 2012 at 10:07PM

Maroni segretario. Lo incalza Tosi

Maroni segretario. Lo incalza Tosi:

IL SONDAGGIO – L’ex ministro fa il pieno di consensi virtuali su prealpina.it. Il sindaco di Verona meglio di Matteo Salvini e Umberto Bossi

Roberto Maroni con Flavio Tosi (archivio Blitz)

Roberto Maroni con Flavio Tosi (archivio Blitz)

Varese – La possima segreteria nazionale della Lega Nord secondo i lettori di prealpina.it
Al 31 maggio (si vota fino alle ore 14 di venerdì 1 giugno) stravince Bobo Maroni: 50% dei consensi virtuali su oltre settecento votanti (737 per l’esattezza). I candidati nel nostro sondaggio erano quattro, ovveroMaroniUmberto BossiMatteo SalviniFlavio Tosioltre all’opzione “Altri” che ha raccolto l’11%.
Se Maroni ha fatto il pieno di consensi, ben s’è comprotato il sindaco di Verona, Tosi che ha raccolto il19% della “torta” statistica, piazzandosi in modo netto alsecondo posto delle preferenze. Un dato da non sottovalutare perché estrapolato da un contesto “varesino”, prim’ancora che lombardo.
“Sarà merito del trascinamento di Bobo – sorride Tosi – e soprattutto della fortuna d’aver vinto le elezioni. Sì, dico fortuna perché se vedo com’è andata alla Lega in altre parti d’Italia, c’è da ringraziare la buona sorte. Miei meriti oltre la fortuna? Non sta a me celebrarmi”.
Le recenti vicende giudiziarie costano invece care al padre fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi che col 9% dei consensi è l’ultimo della graduatoria, preceduto da Matteo Salvini (10%).
Un punto barca, questo che, benché accertato in periodo di tempesta mediatica (e non solo) per il Carroccio, conferma gli attuali equilibri politici interni alla Lega Nord. Rilanciando, con Maroni, l’appeal politico di Tosi.

di Mario Visco [ 31 maggio 2012 ]

fonte: http://www.prealpina.it/notizie/varese/2012/5/31/maroni-segretario-lo-incalza-tosi/2286100/55/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; Flavio Tosi; Matteo Salvini; Mario Visco; Prealpina

http://www.prealpina.it/all/img/upl/thumbnail/generated/__s1__visco.m__2012__05__31__maronitosi_0_3_908_681_0.jpg_W300.jpg May 31, 2012 at 05:49PM

Congresso nazionale Lega a Bergamo, Salvini verso guida partito in Lombardia

Congresso nazionale Lega a Bergamo, Salvini verso guida partito in Lombardia:

Doppio appuntamento per il Carroccio a partire da domani. Al via l’ottavo congresso nazionale durante il quale verrà eletto il successore di Giancarlo Giorgetti, alla guida regionale del partito dal 2002. Tutto in attesa del consiglio federale fissato per il prossimo 30 giugno

matteo salvini 2 interna

Inizia venerdì 1 giugno l’attesa stagione congressuale della Lega Nord con il doppio appuntamento in Lombardia e in Veneto aspettando il congresso federale del 30 giugno e 1 luglio. Roberto Maroni, ormai lanciato verso la guida del partito, cerca l’en plein, ma non è tutto scontato come potrebbe sembrare.

I delegati lombardi sono stati convocati per venerdì sera al Palacreberg di Bergamo per celebrare l’ottavo congresso nazionale durante il quale verrà eletto il successore di Giancarlo Giorgetti, alla guida regionale del partito dal 2002. I candidati in lizza sono due: l’eurodeputato Matteo Salvini(maronianissimo) e il senatore Cesarino Monti. Sulla carta non dovrebbe esserci partita, tanto che Salvini viene già dato per incoronato, grazie soprattutto all’intervento del super sponsor Roberto Maroni, che ha gestito le mire dell’altro maroniano pretendente al trono lombardo, Giacomo Stucchi. Non è un mistero che il deputato bergamasco tenesse particolarmente al ruolo di segretario nazionale, soprattutto dopo la rinuncia a cui era stato chiamato nei mesi scorsi quando, in seguito alla detronizzazione di Marco Reguzzoni, veniva dato in pole position per la guida del gruppo della Lega Nord alla Camera (poi andata a Gianpaolo Dozzo). In cambio della doppia rinuncia all’ on. Stucchi dovrebbe andare la carica di vice segretario federale, sempre che Roberto Maroni riesca effettivamente a prendersi il partito al congresso di fine giugno, quello più atteso, che dovrebbe sancire la fine del regno bossiano (e secondo qualcuno anche la fine della Lega).

Venerdì sera si inizia tra le 19 e le 20 con il discorso del segretario uscente Giancarlo Giorgetti e del presidente nazionale Roberto Castelli. Sul palco parleranno poi il commissario nazionale del movimento giovani padani Eugenio Zoffili, il vicepresidente della Regione Lombardia Andrea Gibelli e il presidente del gruppo regionale della Lega Nord Stefano Galli. I lavori riprenderanno il mattino del sabato, alle 9.30, con gli interventi dei triumviri Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago. Il congresso lombardo verrà chiuso dall’intervento del presidente federaleUmberto Bossi, a cui seguirà solo quello del segretario nazionale che sarà eletto dall’assemblea dei delegati. 

La partita sembra molto più complicata in Veneto, dove il congresso nazionale della Liga molto probabilmente non avrà un percorso facile e lineare come quello lombardo. Alle ormai note divisioni tra bossiani e maroniani si aggiungono quelle ataviche tra la Liga di Verona e quella di Treviso, con antipatie e tensioni incrociate che rendono le trame di partito complicate e imprevedibili. A contendersi la guida del partito sono Flavio Tosi e Massimo Bitonci, personaggi di primo piano che rispondono a logiche contrapposte. Le speranze di Roberto Maroni ricadono ovviamente tutte sul sindaco di Verona, stella polare della Lega 2.0 in Veneto. Il segretario uscente Gianpaolo Gobbo (che comanda il partito dal 1998) e tutta l’ala bossiana spingono invece per l’ex sindaco di Cittadella Bitonci. Alla vigilia del congresso veneto è proprio lui a parlare in una nota ufficiale della necessità di superare le divisioni interne al partito per il bene della Lega, tirando le orecchie a Maroni. La causa scatenante è una cena di sostenitori di Flavio Tosi organizzata nel trevigiano a cui è stata annunciata la presenza di Roberto Maroni.

Bitonci punta il dito contro l’ex ministro che da un lato “ha parlato di dare la parola ai militanti, stigmatizzando le imposizioni di candidature piovute dall’alto” e dall’altro “sponsorizza apertamente il candidato Tosi, con tanto di manifesti, inviti e pullman organizzati ad hoc”. Poi Massimo Bitonci conclude: “Mi spiace che per una semplice competizione elettorale si debbano etichettare i candidati dividendoli in bossiani e maroniani quando il sottoscritto non ha mai fatto parte di cerchi magici, non ha interessi di parte, mentre alcuni che ora si definiscono maroniani erano tra i più accaniti sostenitori di Bossi. Ricordiamoci che siamo tutti leghisti”. 

fonte:

tags: Lega Nord; Lega Lombarda; congresso Bergamo; congresso regionale; Flavio Tosi; Roberto Maroni; Giancarlo Giorgetti; Cesarino Monti; il fatto quotidiano

http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/05/matteo-salvini-2-interna.jpg?47e3a5 May 31, 2012 at 05:19PM

Tosi: “La musica pop aiuta la lirica”

Tosi: “La musica pop aiuta la lirica”:

Flavio Tosi con Antonella Clerici e Gianmarco Mazzi

31/05/2012 14:21


“Credo che sia una distinzione poco intelligente anche dal punto di vista strategico dire la lirica va bene, l’extralirica è peggio”. Lo ha detto il sindaco di Verona, Flavio Tosi, rispondendo, a margine della presentazione di “Arena di Verona lo spettacolo sta per iniziare”, sul fatto che eventi del genere siano organizzati a discapito della tradizione operistica.

“Come amministrazione – ha sottolineato Tosi – siamo riusciti a far aumentare le serate complessive, incrementando sia la lirica sia l’extralirica. Adesso arriveremo ad allargarle ancora di più, perché potremo usare il monumento in un periodo, gestendo liberamente il numero delle serate”.

Tosi, che è anche presidente della Fondazione Arena di Verona ha spiegato che “uno spettacolo di questo tipo – ha spiegato -, piacevole, veloce, con le arie più celebri dell’opera unite alla musica leggera, è la formula ideale per far conoscere di più la musica lirica.

“In realtà – ha aggiunto – sono due generi diversi, con due pubblici che di fatto possono essere anche uguali, bisogna lavorare per la cultura, per l’indotto”.

“E tutti e due questi tipi di eventi fanno parte della cultura e dello spettacolo. Non è che uno sia più alto e uno più basso” ha concluso Tosi.

fonte: http://www.tgverona.it/index.cfm/hurl/contenuto=327992/spettacoli/tosi_la_musica_pop_aiuta_la_lirica.html

tags: Flavio Tosi; Verona; lirica; TG Verona

http://cdn.telenuovo.it/cached/images/180/dfc2a0260cf3a40127f8956c84adb87e/Trio_Arena_Extra_1.jpg May 31, 2012 at 03:21PM

GENTILINI ABBRACCIA TOSI E AFFONDA BOSSI, STIFFONI E MICHIELON

GENTILINI ABBRACCIA TOSI E AFFONDA BOSSI, STIFFONI E MICHIELON:

“Qualcuno dovrebbe essere mandato al rogo”
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TREVISO – Acque più che mai agitate in casa Lega. Soprattutto dopo la discesa nel trevigiano di Flavio Tosi, impegnato martedì sera in una cena-comizio al ristorante “It’s Ok” di Preganziol che ha visto la partecipazione di oltre 200 militanti. La nuova burrasca, però, non è stata creata tanto dal sindaco di Verona in rampa di lancio per la segreteria del Carroccio veneto, quanto dal vicesindaco di Treviso,Giancarlo Gentilini.

Lo Sceriffo, infatti, pronto a ricandidarsi alle comunali di Treviso della prossima primavera con più liste personali in stile Tosi, ha preso il microfono e si è tolto più di qualche sassolino dalle scarpe lavando in piazza, sull’onda delloscandalo dei rimborsi elettorali, anche i panni sporchi della Lega trevigiana. Non risparmiando nessuno della cosiddetta area “bossiana”, nemmeno chi ancora gli sta seduto accanto.

Serve una pulizia etnica”. “Bisogna mandare qualcuno al rogo”. Questi i toni usati da Gentilini. Obiettivi della reprimenda, mandata a memoria davanti a Tosi, Muraro e Caner, prima di tutti Bossi (“Dopo quello che ha fatto non lo voglio più vedere”), poi l’immancabile Stiffoni e, forse un po’ a sorpresa, anche l’assessore al Sociale, Mauro Michielon. Quest’ultimo colpevole, secondo lo Sceriffo, di aver dato vita a Treviso a una sorta di “cerchio magico” e di aver deciso, assieme allo stesso Stiffoni, la composizione delle liste per le ultime comunali.

Da parte sua l’ex deputato e presidente di Postecom, società del gruppo Poste italiane, per il momento non ha replicato nonostante anche l’altro ieri si sia seduto a fianco a Gentilini per la giunta di Ca’ Sugana. A gettare acqua sul fuoco, invece, ci ha provato il segretario del Carroccio trevigiano. “Non condivido per nulla l’uso di certi termini – ha messo in chiaro Giorgio Granello– e posso assicurare che qui all’interno della Lega non ci sarà alcuna epurazione: garantisco io”. In altre parole: i “rinnovatori” non pensino ora di far bottino di guerra degli “ortodossi”. Ma i regolamenti di conti ormai sono aperti.

fonte: http://www.oggitreviso.it/gentilini-abbraccia-tosi-si-scaglia-contro-bossi-stiffoni-michielon-48010

tags: Lega Nord; Giancarlo Gentilini; Flavio Tosi; Piergiorgio Stiffoni; Mauro Michielon; Giorgio Granello; Treviso; oggitreviso.it

http://www.oggitreviso.it/files/lega_gentilini124_0.jpg May 25, 2012 at 09:00AM

LA LEGA 2.0 VUOL MOLLARE ROMA, MA DENTRO E’ UNA POLVERIERA

LA LEGA 2.0 VUOL MOLLARE ROMA, MA DENTRO E’ UNA POLVERIERA:


Lega il giorno dopo, tempo di leccarsi le ferite e guardare avanti. Disertare le politiche e liberarsi definitivamente delle «zavorre». Romane ed interne. Roberto Maroni è tentato dall’idea di giocare il tutto per tutto per rilanciare la Lega Nord e ricompattare il movimento. Un’idea, più che un piano, di cui nel movimento si parla da tempo. Il crollo alle comunali, però, potrebbe aver anticipato i tempi. La fase due, infatti, può passare attraverso la scelta drastica e sofferta di non presentarsi al Parlamento di Roma per concentrarsi sul Nord. In ogni caso, si tratta di una operazione che ovviamente deve prima ottenere il via libera del congresso. Matteo Salvini, maroniano di ferro, l’ha descritta come una ipotesi realistica. Nella notte Maroni su facebook è sembrato accennarlo. «Le sconfitte – ha scritto – sono lezioni da imparare per correggere gli errori ed eliminare le zavorre». Ma quali zavorre? Forse, una interna riferita ai protagonisti degli scandali sui fondi di partito; ed una esterna: il governo di Roma che per i leghisti impedisce al Nord di decollare. Sarebbe comunque un tentativo per recuperare «tanti voti e tanto consenso tra chi è rimasto deluso».

Al congresso, ha detto ancora Maroni,  «faremo una valutazione delle prossime battaglie che la Lega farà. Negli ultimi dieci anni – ha spiegato Maroni ai giornalisti, lasciando l’Aula di Montecitorio – abbiamo tentato di portare il federalismo stando dentro il Parlamento e soprattutto stando dentro il governo. Nei cinque anni precedenti, ovvero dal ’95 al 2000, abbiano tentato la via dell’autoderminazione e della secessione per arrivare allo stesso risultato e non abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ora il congresso valuterà se c’è una terza via, che può anche significare strade diverse rispetto da quelle percorse finora. Il congresso – ha concluso – si sta attrezzando per discutere di questi temi, e io la trovo una cosa molto positiva».

Riflettendo invece sulla botta subita dalla Lega, l’ex ministro ha risposto con una battuta ai giornalisti che lo incalzavano sulla debacle: «Ma quale scomparsa?» e ha richiamato la vittoria di Flavio Tosi: «A noi – ha chiosato lasciando l’Aula di Montecitorio – piace vincere al primo turno, non ai ballottaggi». Per il candidato alla segreteria federale dei ‘lumbard’ in queste elezioni «ci sono state due anomalie», da un lato «le tonnellate di fango che ci hanno colpito e danneggiato, ma alle politiche – ha preannunciato – sarà un’altra musica»; dall’altro «il calo dell’affluenza alle urne» che ha visto tra gli artefici «molti leghisti che non sono andati a votare perchè delusi dalle notizie» sul Carroccio. Ma per Maroni «non solo c’è lo spazio per recuperare, ma anche per aggiungere altri voti».

Ma l’ex ministro deve fare i conti anche e soprattutto con le divisioni interne, più marcate dopo la debacle ai ballottaggi. Dentro la pancia del movimento si fa sempre più profonda la spaccatura fra le due anime. E ne è venuta testimonianza in una polemica fra il sindaco di Verona Tosi e un gruppo di senatori di fede bossiana.

«Fosse confermato che ha autorizzato personalmente le spese dei figli, difficile pensare che Umberto Bossi possa fare il presidente della Lega o a qualsiasi ruolo all’interno del movimento»: ha detto  Tosi alla Zanzara su Radio 24. «Se la storia delle paghette – ha aggiunto, riguardo alle vicende che coinvolgono Renzo Bossi – fosse confermata mi vergognerei come leghista. Io personalmente quando ero ragazzo, alla stessa età, prendevo qualche migliaia di lire, non euro. Renzo dovrebbe essere espulso e ci sono le condizioni per un’azione penale e una richiesta di risarcimento danni. Se fosse tutto confermato, ovvio». Sul rinvio del raduno di Pontida Tosi ha fatto un richiamo anche alle condizioni meteorologiche: «Adesso c’è una stagione di congressi, e arriviamo alla fine di giugno. Pontida è come la nuvola di Fantozzi, o piove che Dio la manda o c’è un caldo infernale. Vedremo all’inizio di luglio com’è la situazione, se c’è troppo caldo meglio non farla». «Io sono leghista al cento per cento, però – ha concluso Tosi – sono democristiano quando amministro, per il modo di far politica. La Dc quella buona dei bei tempi che stava in mezzo alla gente, che ascoltava».

Le valutazioni tosiane sul ruolo di Bossi hanno scatenato la reazione di un gruppo di senatori:«Non è ammissibile che un qualunque esponente della Lega Nord si permetta di fare processi sommari al padre fondatore del nostro movimento. Ricordiamo che tutti noi, a partire da Tosi, senza Bossi saremmo a fare tutt’altro». Lo hanno detto in una nota i senatori  Luciano Cagnin, Roberto Castelli, Cesarino Monti, Giuseppe Leoni e Armando Valli che parlano di «un’abitudine tutta italiota, non certo leghista, di accanirsi contro chi, in un particolare momento storico, può apparire debole».

E che la frattura sia pesante lo ha confermato anche il governatore veneto Luca Zaia parlando di una possibile candidatura unica al congresso federale:  «Sono il primo a condividerla, ma mi sembra che la spaccatura tra le due anime del partito sia troppo profonda per presentarsi uniti al congresso». «Io comunque – ha proseguito – mi preoccuperei soprattutto di quel che fanno gli amministratori della Lega: con tutti problemi che ci sono, mi sembra di essere arrivato alle ‘figurine Paninì, di cui anch’io sono stato da bambino appassionato collezionista, ma che in questo contesto sono fuori luogo. Non dobbiamo mettere il futuro italiano in mano alle cordate per le segreterie politiche, altrimenti Grillo continuerà a fare en-plein. Almeno finchè anche lui non avrà problemi di segreterie politiche».

Sul suo nome come possibile vicesegretario vicario Zaia ha osservato che la partita del vice segretario non è risolutiva «per la rappresentanza dei Veneti all’interno della Lega Nord»; la vera questione è che ci vuole «un segretario forte, e auspico che si tratti di Maroni, e una segreteria politica forte, sintesi del bagaglio e delle proposte portate dai territori».

Al congresso federale di fine giugno manca meno di un mese e mezzo, ma di acqua sotto i ponti leghisti deve ancora passarne parecchia e si annuncia turbolenta.

di GIANMARCO LUCCHI

fonte: http://www.lindipendenza.com/la-lega-si-lecca-le-ferite-ma-dentro-e-una-polveriera/

tags: Lega Nord; Lega 2.0; Roberto Maroni; Flavio Tosi; Matteo Salvini; Luca Zaia; Gianmarco Lucchi; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/gli_sgommati_maroni_dimissioni_bossi-300×187.jpg May 23, 2012 at 02:46PM

Il Piffer magico del Cav e i canederli di Bobo

Il Piffer magico del Cav e i canederli di Bobo:

Dal piano di Berlusconi per il Pdl al modello Südtiroler Volkspartei che tenta la Lega di Maroni e Tosi.

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MARONI VOLKSPARTEI
L’idea frulla nella testa di Roberto Maroni da tempo, Flavio Tosi fa un esempio concreto del modello che hanno in mente: «La Lega Nord deve fare come la Südtiroler Volkspartei: contrattare con il governo i vantaggi per il territorio. A livello nazionale gli ultimi anni sono stati disastrosi, i nostri militanti ci dicevano: “Ma a Roma che cosa avete fatto?”. Ed era difficile dare un risposta». Maroni sta studiando da leader indipendentista, e già che c’è domenica 27 maggio interverrà a un convegno di Terra Insubre (l’associazione culturale varesina detestata da Umberto Bossi), insieme con il consigliere di Finmeccanica Dario Galli e al politico ticinese Norman Gobbi, per discutere sull’idea della Lombardia come nuovo Cantone svizzero». (Il Giornale).

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di Nico Arse

Mercoledì, 23 Maggio 2012 

fonte: http://www.lettera43.it/attualita/il-piffer-magico-del-cav-e-i-canederli-di-bobo_4367551795.htm

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Flavio Tosi; Dario Galli; Terra Insubre; Insubria terra d’Europa 2012; lettera43.it

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 23, 2012 at 01:27PM

Tosi vuole epurare Bossi Rivolta nella Lega

Tosi vuole epurare Bossi Rivolta nella Lega:

Il maroniano: “Se ha autorizzato le spese dei figli non può fare il presidente”. I senatori: “Stop ai processi sommari”

Roma – Certo la disfatta delle comunali non è la premessa migliore per lanciare la nuova «Lega 2.0» (battutaccia degli antileghisti su Twitter: «Il 2.0 sta per la percentuale di voti?»), primo partito al Nord e magari inutile più giù, tipo al Parlamento di Roma.

Flavio Tosi

Flavio Tosi
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L’idea frulla nella testa di Maroni da tempo, e il suo prossimo capo della Lega lombarda, Salvini, la ripropone: «Una delle ipotesi è di non candidarsi alle nazionali ma solo alle locali, un cambiamento che parta dalle regioni e che non passi più da Roma». Tosi fa un esempio concreto del modello che hanno in mente: «La Lega Nord deve fare come la Südtiroler Volkspartei: contrattare con il governo i vantaggi per il territorio. A livello nazionale gli ultimi anni sono stati disastrosi, i nostri militanti ci dicevano: “Ma a Roma che cosa avete fatto?”. Ed era difficile dare un risposta».

Maroni sta studiando da leader indipendentista, e già che c’è domenica prossima interverrà a un convegno di Terra Insubre (l’associazione culturale varesina detestata da Bossi…), insieme al consigliere di Finmeccanica Dario Galli e al politico ticinese Norman Gobbi, per discutere sull’idea della Lombardia come nuovo Cantone svizzero… Un segnale anche questo della direzione che vuole prendere la Lega che uscirà a luglio dai congressi (nazionali e federale). Con un occhio già puntato sulla Lombardia, dove si voterà nel 2015, in tempo per rimettere in sesto la Lega e candidare un barbaro sognante alla poltrona di Formigoni. Magari lo stesso Maroni, che da sempre confida ai suoi che farebbe volentieri il presidente lombardo.

Ma c’è da recuperare tutto quel che si è perso con gli scandali e non solo quelli. Chi ha perso queste elezioni, ragiona la nomenklatura maroniana, è stato il Carroccio di Bossi, quella delle paghette e delle lauree in Albania, non la Lega di Maroni, che a Verona non ha vinto ma stravinto. Quindi si tratta di rifondare la Lega, ultimando la pulizia interna. Lo scrive a notte fonde Maroni su Facebook, indicando i responsabili del tracollo elettorale: «Le sconfitte sono lezioni da imparare per correggere gli errori ed eliminare le zavorre. Abbiamo tanti voti, tanto consenso da recuperare. Avanti tutta, mai mulà!!!». Gli errori e le zavorre hanno nomi e cognomi precisi, e tra loro ci sono, per il Bobo, anche diversi Bossi. Però il passaggio di consegne, dalla Lega del Capo Umberto alla Lega 2.0 di Maroni, Tosi, Salvini e compagnia padana non è affatto semplice. La profezia più cupa la fa l’espulsa Rosi Mauro, che però non è osservatrice serena di cose leghiste, covando un risentimento feroce. Dice al settimanale Chi l’ex cosiddetta «badante» di Bossi, ancora vice presidente del Senato: «La Lega è spaccata e non si ricostituirà mai più. La nuova Lega non può essere formata da Maroni e Calderoli. Vorrei che Bossi riprendesse velocemente il comando. C’è stato un complotto contro di me, perfino sulla salute. Belsito? Ha fatto il sottosegretario di Calderoli, mica mio». La Mauro, molto amica della famiglia Bossi, sente spesso l’ex capo, e si può sospettare che parte dei suoi ragionamenti siano condivisi a Gemonio.

In effetti il terremoto leghista avrà altri scossoni di assestamento. Lo si vede nelle reazioni di cinque senatori alle parole, dure, di Tosi su Bossi: «Se ha autorizzato effettivamente le spese di cui si parla, nei suoi confronti la Lega dovrebbe prendere dei provvedimenti». Un oltraggio secondo i senatori Castelli, Leoni, Cagnin, Monti e Valli, che scrivono una replica di fuoco: «Non è ammissibile che un qualunque esponente della Lega si permetta di fare processi sommari al padre fondatore del nostro movimento. Ricordiamo che tutti noi, a partire da Tosi, senza Bossi saremmo a fare tutt’altro». Il parto della nuova Lega 2.0 sarà doloroso.

Intanto un primo vagito c’è stato, col voto leghista a favore dell’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, emendamento invece bocciato da Pd, Udc e maggioranza di Pdl. «Passando dalle parole ai voti in Parlamento – si legge nella nota del Gruppo Lega alla Camera -, è ormai chiaro a tutti chi bluffa e chi fa sul serio: la Lega Nord è l’unico movimento che vuole abolire totalmente il finanziamento pubblico ai partiti». Ma siccome la Lega 1.0 non è ancora superata, qualcuno ha ricordato ai leghisti il contesto giudiziario. «Le Lega deve tacere, ha preso doppie razioni» urla Giachetti, ex Radicale ora nel Pd.

«Bravo, bravo!» gli risponde Maroni, mentre dai banchi padani partono fischi e «Zitto!» per il democratico. Quanta fatica per passare dall’1 al 2.0.

fonte: http://www.ilgiornale.it/interni/tosi_vuole_epurare_bossi_rivolta_lega/politica-bossi-bossi-lega-maroni/23-05-2012/articolo-id=589090-page=0-comments=1

tags: Flavio Tosi; Lega Nord; Roberto Maroni; Lega 2.0; Terra Insubre; Il Giornale

http://img1.ilgiornale.it/foto-id=864227-x=665-y=223-r31=1/flavio_tosi.jpg May 23, 2012 at 09:16AM