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Il caso “Max Ferrari”

Il caso “Max Ferrari”:

L’islam ci chiude già la bocca, è quello che è successo al direttore di Telepadania Max Ferrari. 
E’ stato querelato dall’Islamic Anti-defamation League e la Digos ha sequestrato il tg dell’11 Luglio in cui si racconta di presunte esultanze in un paese romagnolo dopo gli attentati di Londra. 

«Io sto con Max Ferrari» è questo l’ultimo slogan della Lega, stare dalla parte del direttore di Telepadania Max Ferrari significa essere dalla parte di chi ha svolto il suo mestiere di giornalista: dare una notizia così come fu data da un importante quotidiano locale e ripresa dal più autorevole giornale italiano. 

Ma, chissà perché, l’unico ad essere querelato è stato il direttore di Telepadania. 

I fatti sono noti, li ricapitoliamo in breve, prima di ascoltare direttamente lo stesso Ferrari. Due giorni dopo gli attentati dinamitardi effettuati a Londra da terroristi che Scotland Yard aveva immediatamente definito “estremisti islamici”, alla redazione di Telepadania arriva un fax che, riprendendo un articolo pubblicato sul Resto del Carlino, racconta di una scena inquietante: a Pieve di Cento, nel Ferrarese, dove un gruppetto di immigrati di fede musulmana avrebbe lanciato urla di giubilo e cantato a squarciagola lodi rivolte ai bombaroli di Londra. 
Era l’11 luglio, quando Max Ferrari riporta la notizia nel corso del tg serale sull’emittente padana. 

R: «Come si fa normalmente e quotidianamente in tutte le televisioni del mondo – racconta Ferrari -, mentre leggevo la notizia e trovandomi non in radio, ma in tv, ho pensato di far scorrere un filmato di repertorio che raffigurava scene di islamici in festa, dove peraltro non si faceva fatica a capire che Pieve di Cento non c’entrava nulla, visto che si vedeva bene sullo sfondo del filmato il Duomo di Milano e la scritta “immagini di repertorio”. Io non ho mai detto che si trattava di islamici che esultavano a Pieve di Cento». 

D: E per questo motivo sei stato querelato dall’Islamic Anti-defamation League e la Digos, a fine Novembre, è giunta in redazione a sequestrare la videocassetta del tg dell’11 Luglio? 
R: «Sì. E a notificarmi un avviso di garanzia per istigazione all’odio razziale e diffusione di notizia falsa. Sono stato accusato, in pratica, di aver riportato una notizia pubblicata da altri colleghi e ripresa anche da importanti esponenti politici, tra i quali Dario Franceschini della Margherita, che sul Corriere stigmatizzava un simile episodio. 

D: Ma il fatto grottesco è che il “caso Max Ferrari” – permettimi questa espressione personalizzata – è scoppiato non il 12 luglio, ma due settimane più tardi, grazie all’articolone di Gian Antonio Stella sul Corriere. Il giornalista criticava nel suo pezzo le dichiarazioni rese in un comizio dal ministro Castelli, in cui il Guardasigilli sottolineava che la notizia dei festeggiamenti in onore dei kamikaze di Londra era stata riportata soltanto da Telepadania. Secondo Stella, e anche secondo l’Islamic Anti-defamation League, si tratta di un episodio mai verificatosi, nonostante diversi testimoni oculari di Pieve di Cento per diversi giorni avessero confermato quella versione. 
R: “A fine Luglio mi telefona un avvocato della potente organizzazione islamica dicendomi gentilmente che mi avevano querelato”. 

D: Anche se non sei stato tu a dare la notizia, ma hai riportato un ritaglio altrui. Ma ti sei recato poi sul posto per verificare l’esattezza della notizia? 

R: “Certo, sono andato diverse volte a Pieve di Cento, ho intervistato il principale testimone oculare, denunciato e indagato anche lui, e alcuni abitanti della località che, pur chiedendo l’anonimato perché hanno paura di finire sotto processo o anche peggio, hanno comfermato la notizia”. 

D: Siamo arrivati alla fine, momentanea, della storia: la Digos arriva in redazione e sequestra la videocassetta del tg incriminato. E adesso? 

R: “Adesso aspetto. Di querele, facendo il direttore di Telepadania, la tv maledetta dei leghisti, ne ho ricevute altre e non ho mai fatto la vittima, questa volta però ho deciso di rendere pubblica la vicenda, l’ho fatto perchè simili situazioni servono a tappare la bocca a chi non è politicamente corretto e potrebbe rappresentare un pericoloso precedente. Insomma, mi sa tanto di attacco politico. Ripeto: mi arriva una notizia in redazione piuttosto clamorosa, pubblicata su un quotidiano importante, mi sono informato sulla veridicità della notizia, che altro dovevo fare poi se non leggerla ai nostri telespettatori, visto che si trattava di un tema caldo?”

fonte: http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Il-caso-quot-Max-Ferrari-quot-/D5236364.html

tags: Max Ferrari; Lega Nord; TelePadania; Gian Antonio Stella; Islamic Anti-defamation League

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 20, 2012 at 03:44PM

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la PADANIA del 20/7/2005 CHI PARLA MUORE…  (FERRARI MAX) a…

la PADANIA del 20/7/2005 CHI PARLA MUORE…  (FERRARI MAX) a pag. 4

Massimiliano Ferrari risponde a Gian Antonio Stella

CHI PARLA MUORE…

Chi parla muore. Altro che collaborazione tra cittadini e istituzioni per combattere il terrorismo: chi ha il coraggio di testimoniare e denunciare viene messo prima alla berlina e poi all’indice a mezzo stampa da presuntuosi giornalisti che della vita altrui se ne fottono.

E’ il caso del povero signor Gamberini di Cento, che dopo aver trovato il coraggio civico di denunciare un gruppo di islamici che festeggiavano per le bombe di Londra si è visto additato e offeso in maniera pesante da Gian Antonio Stella, sul Corriere della Sera.

Stella a Cento non c’è stato, non ha visto gli spacciatori nordafricani che la fanno da padroni alla stazione, non ha chiesto ai giovani il perché della loro partecipazione di massa alla manifestazione della Lega. Lui se ne fotte, lui dall’alto del suo stipendio e della sua poltrona giudica in maniera inappellabile: Gamberini! Colpevole!

Non gli spacciatori ubriachi collusi coi terroristi: no il colpevole è il testimone scomodo che, in quanto tale, viene aggredito sul giornale più letto d’Italia. Stella decreta che il teste è inattendibile, è un bugiardo, e poco importa che anche altri, nel palazzo di fronte, abbiano visto.

Ma con che coraggio ora parleranno? Se lo chiede la signora Paola, titolare del bar della Stazione che si è trovata citata dal Corriere senza aver neppure ricevuto una telefonata. Che stile… che fior di giornalismo corretto. «Adesso dopo che il testimone che ha parlato si è trovato aggredito in maniera così violenta – dice la signora – chi si azzarderà ad aprire la bocca? Qui si rischia la pelle».

Bene. Bravo Stella, con un sol colpo di penna ha zittito la giusta protesta di tutto un Paese. E poi ha il coraggio di fare la morale sulla mafia e sui comportamenti omertosi. Ah, a proposito di omertà: perché Stella attacca in maniera falsa e offensiva i poteri tapini di TelePadania e non cita la fonte principe della notizia che è il Resto del Carlino? Paura di confrontarsi alla pari sapendo di aver scritto a vanvera?

Perché non dice, come ha fatto ieri la Padania, che quella notizia l’ha pubblicata lo stesso Corriere della Sera riportando come fonte addirittura l’on. Franceschini della Margherita? Perché accusa TelePadania, senza aver neppure visto il servizio, di aver fatto un finto scoop? Noi ci siamo limitati a rilanciare pari, pari, la notizia data dal Carlino, coperta (come fanno tutte le tv del mondo, con immagini di repertorio che non abbiamo mai detto essere state fatte a Cento). Nessuno scoop annunciato, quindi, ma solo onesto lavoro di redazione cui si è aggiunta la necessaria verifica fatta sul posto, a Cento.

Verifica che noi abbiamo fatto, facendoci strada tra gli spacciatori che infestano la Stazione, e che il grande Stella, si è ben guardato di fare. Lui aveva  già il suo teorema e, a costo di scriverlo, ha deciso di mettere all’indice il povero testimone oculare e i giornalisti di TelePadania esponendoli al fortissimo rischio di rappresaglie.

Speriamo non accada, ma intanto oggi, senza nemmeno una verifica, l’Unità ci dà dei truffatori, la comunità islamica di Ferrara ci attacca duramente in una lettera al ministro Pisanu e la Lega Islamica contro la Diffamazione (la stessa in causa con la Fallaci) ci ha gentilmente annunciato querela. Aspettando il boia,  ringraziamo Gian Antonio Stella per averci portato sul patibolo.

MAX FERRARI

tags: Max Ferrari; Gian Antonio Stella; la Padania; TelePadania; Corriere della Sera; Gamberini; Cento

via Tumblr http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/22844369073 http://25.media.tumblr.com/tumblr_m3v8jcmTtq1rugh1so1_500.png Max Ferrari, Gian Antonio Stella, la Padania, Corriere della Sera, Gamberini, Cento, TelePadania May 11, 2012 at 06:02PM