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A Cuasso al Monte di scena la prima Festa celtica

A Cuasso al Monte di scena la prima Festa celtica:

A Cuasso al Monte di scena la prima Festa celtica
Un banchetto di Asterix e i suoi Galli: erano Celti

Terra Insubre “firma” la due giorni in programma questo fine settimana: cultura del territorio, birra, buona cucina e musica Folk’n’roll e metal. Per divertirsi a braccetto con la tradizione

Metteteci la voglia di stare insieme in un bel posto, fare festa all’aperto, bere buona birra, ascoltare buona musica e gustare una cucina semplice che fa della carne grigliata e nei prodotti tipici i piatti forti del suo menù.
In più, aggiungeteci la voglia di rinsaldare i legami con il proprio territorio attraverso mostre e rievocazioni storiche ed ecco servita la prima edizione della Festa celtica della Valceresio, iniziativa che nasce dalla collaborazione tra l’associazione culturale Terra Insubre e le sue sezioni di Bisuschio, Cuasso e Porto Ceresio.
Dopo il successo del Festival Insubria Terra d’Europa il sodalizio culturale transfrontaliero mette la firma su un appuntamento decisamente più popolare e in grado di riscuotere “l’alto gradimento” delle giovani generazioni e di quelli che semplicemente vogliono passare una serata in un contesto diverso dal solito.

La Festa celtica si svilupperà in una due giorni di eventi di cultura e divertimento, aprendo i battentivenerdì 15 Giugno per proseguire nella giornata di sabato 16 presso l’area pic-nic di Cuasso al Monte, nell’alto Varesotto.
Si comincia nel pomeriggio e per entrambi i giorni saranno visitabili due mostre – una sui Celti e l’altra sul cinghiale, animale centrale per l’arte e i miti dei popoli celtici che ne riconoscevano la sua astuzia e la sua natura feroce – e la rievocazione di un villaggio celtico a cura del Gruppo “I Lupi del Ticino”.
La sera, alle 21, spazio al concerto dei Fiò de la Serva, band di Folk’n’roll inedito che parecchio successo sta riscuotendo sul territorio.

Sabato sera, invece, sempre alle 21, concerto dei Folk Stone, band di Bergamo che propone musica folk metal che unisce alle sue sonorità “cattive” testi prevalentemente ispirati a tematiche attuali.
Insomma, un appuntamento da non perdere per vivere un fine settimana… “alternativo” all’insegna dellatradizione locale.

fonte: http://www.ininsubria.it/a-cuasso-al-monte-di-scena-la-prima-festa-celtica~A9128

tags: Terra Insubre; Festa Celtica della Valceresio; Cuasso al Monte; ininsubria.it

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Ristorni e depositi: partita tutta da giocare tra Italia e Svizzera

Ristorni e depositi: partita tutta da giocare tra Italia e Svizzera :

Ristorni e depositi: partita tutta da giocare tra Italia e Svizzera
Confine

Monti incontra la Schlumpf: sul tavolo aliquote frontalieri, blacklist e conti da tassare. Ma non tutto quel che una parte vuole l’altra condivide

Si sono incontrati, dopo essersi ignorati per mesi, e si sono parlati. Di cosa, fino in fondo, non si sa. Nel senso che le dichiarazioni ufficiali di Mario Monti, presidente del Consiglio italiano ed Evelyne Widmer Schlumpf, presidente della Confederazione elvetica, confermano “di proseguire senza indugio nelle trattative fiscali e finanziarie per trovare soluzioni”, ma modi e risultati sono ancora tutti da scoprire 
L’obiettivo della Svizzera, ha aggiunto la Shclumpf, è creare una “piazza finanziaria forte senza denaro non dichiarato”, che porti alla “regolarizzazione fiscale e all’imposizione futura dei contribuenti italiani titolari di conti in Svizzera”.
Per l’Italia la priorità “è il comune obiettivo del contrasto all’evasione”.

Il negoziato – complesso e sul quale è difficile formulare una previsione sulla data di conclusione – è partito sulla base dello sblocco dei ristorni, deciso dal Governo elvetico che finora non ha ottenuto nulla.
Al momento la Svizzera resta nella “blacklist” e serve non dimenticare che il suo mancato depennamentopotrebbe portare a un nuovo blocco dei ristorni come avvenuto l’anno passato.

Lo sa bene la presidente elvetica che nei capitoli segnati in agenda annovera “la regolarizzazione della situazione fiscale, dell’imposizione futura dei contribuenti italiani titolari di conti in Svizzera, nonché le questioni riguardanti l’accesso al mercato, le liste nere, la condizione per evitare la doppia imposizione e l’accordo relativo ai lavoratori frontalieri”.

Ufficialmente dell’incontro si dicono rose e fiori. Ma il cammino, che proseguirà attraverso un gruppo di lavoro ad hoc, potrebbe rivelare sorprese nelle materie più “spinose” che chiedono rapida soluzione e che dividono nei territori di confine.
Cosa accadrà, infatti, in tema della doppia tassazione a carico dei 54 mila frontalieri provenienti da Varesotto, Comasco, Sondrio e Vco?

Lara Comi, ad esempio, eurodeputata del Pdl e segretario provinciale di Varese si augura che “Monti sappia agire con decisione ed equilibrio in difesa dei diritti di lavoratori italiani nel rispetto degli accordi internazionali tra l’Italia e la Confederazione elvetica siglati nel 1974”.
Per lei “accettare una modifica dell’aliquota relativa ai ristorni dall’attuale 38% al 12%, ipotesi che recentemente era stata ventilata dalla Confederazione elvetica, significherebbe penalizzare i Comuni lombardi di confine, mettere in difficoltà i loro bilanci e i servizi garantiti”.

Già. Ma in Canton Ticino sono molti a vederla in senso opposto. Perché ad esempio proprio l’abbassamento dell’aliquota era uno dei “cavalli” di battaglia della Lega dei ticinesi di Bignasca e Norman Gobbi, oltre ovviamente alla cancellazione dalla blacklist.
Un altro argomento, assai discusso, è quello del possibile accordo sulla tassazione dei 100-200 miliardi che giacciono nelle banche elvetiche.
“Da qui potrebbero derivare miliardi di introiti per il nostro Paese a costo zero – aggiunge la Comi –. Si tratta di un percorso complesso, ma ci auguriamo che l’Italia dimostri fermezza superando gli ostacoli che Gran Bretagna e Germania hanno affrontato per analoghi accordi bilaterali stipulati. E che dalla Svizzera si pretendano, per esempio, comunicazioni su conti di italiani che nel frattempo siano stati chiusi e dirottati su altri Paesi off-shore nel tentativo di evitare la tassazione”.

A lei fa eco Sandro Gozi, responsabile delle politiche Ue del PD:”Serve presto un accordo per tassare i capitali evasi, nel rispetto delle norme comunitarie. Stime autorevoli ritengono che ci siano 120 miliardi di euro di cittadini italiani in Svizzera. Un accordo simile a quello definito dagli svizzeri con la Germania potrebbe farne rientrare il 34%: si tratta di una manovra finanziaria”.
Insomma, una partita su più fronti tutta da giocare.

fonte: http://www.ininsubria.it/ristorni-e-depositi-partita-tutta-da-giocare-tra-italia-e-svizzera~A9117

tags: Evelyne Widmer Schlumpf; Governo Monti; Mario Monti; Norman Gobbi Vais; ristorni depositi; frontalieri ticino; ininsubria.it

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Lecco, Terra Insubre alla guerra per i cartelli in lingua lombarda

Lecco, Terra Insubre alla guerra per i cartelli in lingua lombarda:

Lecco, Terra Insubre alla guerra per i cartelli in lingua lombarda
Foto mstefano80

Il sindaco di sinistra decide di rimuove quelli bilingue:”Contrari al Codice”, ma poi svela “sono un marchio”. L’associazione culturale:”Si vogliono estirpare le nostre radici”

Per i contrari si tratta di cancellare le proprie radici, disconoscere una lingua romanza – e non un dialetto – evidentemente non tutelata e suscitare lo sdegno di chi considera il suo territorio un patrimonio da tutelare in tutte le sue forme.
A Lecco tiene banco l’eliminazione dei cartelli bilingue all’entrata della città. Spariti. Il Comune in questi giorni li ha fatti togliere lungo le strade di accesso: il cartello a tinte marroni con la scritta “Lecch” è stato ripudiato dallo stesso sindaco Virginio Brivio che ha addotto due livelli di spiegazioni.
La prima che quel cartello, così come quelli con i nomi della città gemellate, sarebbero contrari al Codice della strada; la seconda, quella che a molti appare la vera causa dell’operazione, che la scritta “Lecch” rappresentava una sorta di “marchio” che non avrebbe “nulla a che vedere con la vera conoscenza del dialetto” (lingua lombarda, sindaco Brivio, lingua lombarda, n.d.r.) nonché un’esercizio di “esibizione” politica.

Da qui un forte dibattito che in queste ore si sta sviluppando, dividendo la cittadinanza tra favorevoli e contrari alla scomparsa dei cartelli.
Ad opporsi non solo i rappresentanti politici della Lega Nord attraverso il capogruppo in Consiglio comunale,Cinzia Bettega, ma anche la sezione lecchese dell’associazione culturale Terra Insubre coordinata sul posto da Maria Vittoria Sala.

“Ci teniamo a ribadire l’importanza della lingua madre come fattore che contraddistingue l’identità di una comunità e come patrimonio inestimabile della stessa – spiega la responsabile della sezione di Terra Insubre -. Facciamo presente che, sebbene il lombardo venga erroneamente considerato un dialetto dell’italiano a volte anche dai suoi stessi parlanti, i linguisti lo annoverano tra le lingue romanze e attribuiscono la qualità di dialetto alle sue varianti (milanese, brianzolo, laghée…). Purtroppo lo Stato italiano non riconosce un regime di bilinguismo ufficiale nei nostri territori e nemmeno riconosce alla lingua lombarda il rango di minoranza linguistica tutelata. Il risultato è che, sotto la livella delle forze globalizzatrici e omologatrici di quest’epoca storica, sempre un minor numero di persone parlano lumbard e l’UNESCO lo ha definito una lingua in serio pericolo di estinzione”.

Da qui Terra Insubre considera il gesto dell’amministrazione comunale lecchese “ancor più deplorevole: la furia legalista e giacobina con cui si è mobilitata per sanare una violazione del codice della strada è di tutta evidenza un tentativo malcelato di estirpazione delle radici lombarde della città di Lecco.
Sembrerà ai più un fatto banale, ma il valore simbolico della rimozione dei cartelli in lombardo è devastante – continua Maria Vittoria -. E’ uno sfregio a sentimenti ed affetti collettivi, la cui vitalità a certe latitudini preoccupa più che ad altre. E far dimenticare a un popolo chi è e da dove viene è l’arma più potente per condannare la sua esistenza all’oblio della storia”.

“L’amministrazione comunale, mettendo in atto questa rappresaglia antidentitaria – conclude Maria Vittoria Sala – ha dimostrato di essere asservita al progetto mondialista di sradicamento e massificazione socio-culturale pianificato dai poteri forti nemici dei popoli.
Noi di Terra Insubre non dimentichiamo che Lecco è primariamente lombarda e che il lombardo è la lingua che storicamente si parla su questo ramo del Lago di Como da ben prima che fosse imposto l’italiano come lingua franca. Conservarla e non dimenticarla è una garanzia della nostra esistenza. Estirparla è incomprensibile”.

fonte: http://www.ininsubria.it/lecco-terra-insubre-alla-guerra-per-i-cartelli-in-lingua-lombarda~A9114

tags: Terra Insubre; Lecco; cartelli stradali lombardi; Maria Vittoria Sala; Cinzia Bettega; ininsubria.it

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