Archive for the ‘Lega 2.0’ Tag

LA LEGA 2.0 RISCHIA DI ARENARSI AL CONGRESSO LOMBARDO

LA LEGA 2.0 RISCHIA DI ARENARSI AL CONGRESSO LOMBARDO:

La Lega 2.0 potrebbe arenarsi già questo fine settimana. Se non riuscisse a superare l’ostacolo del congresso nazionale. Per non
parlare della grande incognita di fine giugno. Dove l’ipotesi di una ricandidatura di Umberto Bossi al federale non è ancora esclusa. Ad ammetterne la possibilità è un parlamentare leghista che sottolinea chiaramente come “sarà tutto deciso sulla base del risultati del congresso nazionale della Lombardia”. Dove correranno sia Matteo Salvini, candidato ufficiale dei maroniani, che Cesarino Monti, che di fatto proviene dalle file bossiane, sebbene abbia detto che la sua posizione non è antitetica a Maroni. Inutile dire che se Salvini non vincesse con un ampio margine, questo potrebbe rinvigorire Bossi nell’ipotesi di candidarsia al federale contro Maroni. E c’è chi dice che “la vittoria di Salvini non è nemmeno scontata. Pavia, Lodi e  Cremona sono con Monti. E Bergamno stessa è spaccata”.
Che attorno al congresso ci sia tensione (senza dimenticare che anche il congresso della Liga veneta appare tutt’altro che pacifico), lo si vede anche dalla reticenza di Roberto Maroni, ospite domenica pomeriggio al convegno di chiusura del festival “Insubria Terra d’Europa” a Varese. Svicola le domande sulla possibilità che Umberto Bossi scelga di ricandidarsi, e non affronta il tema del congresso nazionale di questo fine settimana. “Vedremo” dice. Parla solo del governo Monti “il governo delle tasse che deve andare a casa”. E lancia un messaggio di positività sulla situazione della Lega Nord “ne
usciremo”. È tutto quello che dice riguardo alla politica interna del partito. “Al congresso federale parleremo soprattutto di contenuti e non di alleanze con altri partiti, che adesso sono molto difficili” sostiene Maroni.
Ma dall’altra parte del confine l’ipotesi di un Bossi bis crea scompiglio. “Si tratta di una situazione negativa per la Lega – dice l’esponente della Lega dei Ticinesi Norman Gobbi – anche i risultati elettorali dell’ultima tornata amministrativa dimostrano che il partito deve scegliere una strada diversa. Abbiamo già detto che secondo noi è Maroni il futuro”. E se, come si sta dicendo, Bossi si ricandidasse? “Saranno i militanti a decidere. Certo sarebbe un passo indietro rispetto al cambiamento che si è iniziato e di cui la Lega ha bisogno”.

Intanto, in vista del nazionale lombardo scoppia il malcontento dei militanti sulla possibilità che gli interventi dei delegati siano limitati alla sola serata di venerdì. E quindi non a sabato, giornata clou. In realtà, il presidente dell’assemblea Massimo Garavaglia ha garantito ufficialmente che gli interventi ci saranno anche sabato. Ma sembra che a lavorare per impedirlo si siano messi all’opera, in questi giorni, il segretario uscente Giancarlo Giorgetti e l’ex ministro Roberto Calderoli. Si vedrà nei prossimi giorni.

FABIO RANIERI NUOVO SEGRETARIO DELLA LEGA NORD EMILIA

Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della Lega Nord e segretario della commissione agricoltura di Montecitorio, maroniano, è il nuovo segretario nazionale della Lega Nord Emilia. A eleggere Rainieri alla guida del Carroccio emiliano – si legge in una nota – è stato il congresso nazionale riunito al Classic Hotel di Reggio Emilia sotto la presidenza di Manuela Dal Lago, uno dei triunviri chiamati a guidare la Lega Nord fino al prossimo congresso federale. «Sono orgoglioso di avere raccolto la fiducia dei militanti emiliani – ha detto Rainieri -. Il legame con la mia terra da leghista e da agricoltore è fortissimo. Per questo motivo affronto questa nuova sfida con rinnovato entusiasmo e con la volontà di fare tornare a soffiare forte il vento del cambiamento sulla nostra terra». «Da quando sono stato eletto parlamentare – ha chiarito Rainieri – sono stato attaccato in ogni modo da chi ha cercato di fermarmi gettando fango su di me come persona prima ancora che come politico. E nemmeno l’archiviazione dei procedimenti con assoluzione in formula piena per ‘non avere commesso il fattò ha fermato chi imperterrito continua a raccontare bugie e a inventare storielle sul mio conto. Ma questo non mi ha fermato». «Sin da ora e al di là di quella che potrebbe sembrare mera retorica – ha aggiunto -, voglio sottolineare che sarò il segretario di tutti. La nostra è una terra dalle mille potenzialità che, insieme, dobbiamo valorizzare. Il tempo delle divisioni è finito. Ci sono state difficoltà, è vero, ma adesso dobbiamo tornare a guardare avanti e a camminare insieme. Ad Angelo Alessandri il ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni e a Riad Ghelfi l’invito a collaborare insieme per difendere la nostra terra».

MATTEO PIASENTE ELETTO ALLA GUIDA DELLA LEGA NORD FRIULI

Matteo Piasente e’ il nuovo segretario regionale della Lega Nord del Friuli Venezia Giulia. Lo ha eletto il Congresso del partito svoltosi ieri, confermando le previsioni della vigilia. Il ‘delfino’ di Pietro Fontanini ha ottenuto 207 consensi; gli altri candidati – Marco Ubaldi e Luca Mazzaro – hanno invece avuto rispettivamente 55 e 44 voti. Con i due sfidanti durante l’assise c’è anche stato un tentativo per arrivare all’elezione in modo unitario, ma Ubaldi e Mazzaro hanno detto no alla richiesta di ritirare la propria candidatura.

di Marco Tavazzi

fonte: http://www.lindipendenza.com/la-lega-2-0-rischia-di-arenarsi-al-congresso-lombardo/

tags: Lega Nord; Lega Lombarda; Matteo Salvini; congresso regionale; Lega 2.0; Cesarino Monti; Marco Tavazzi; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/maroni-salvini-300×225.jpg May 28, 2012 at 10:27AM

Annunci

Il futuro non è Maroni. Ma è il punto di partenza

Il futuro non è Maroni. Ma è il punto di partenza:

Roberto Maroni come segretario federale della Lega Nord traghetterà il partito verso nuovi lidi, quali siano non lo si sa ancora.

Perché quando bisogna ricostruire dopo una catastrofe ci vogliono forza di volontà, idee salde e soprattutto lo sguardo puntato all’orizzonte in cerca di una spiaggia dove approdare. La rivoluzione non sta nella meta da raggiungere, ma nel viaggio che si è appena iniziato, perché mettersi in moto, dopo vent’anni di immobilismo romano, è già qualcosa.

Avere risposte certe su cosa sarà la Lega domani non è possibile. Perché nessuno lo sa. E nemmeno i dirigenti. La devastazione è stata tale, proprio come la “dittatura” dell’unico capo fino ad oggi, che la Lega è vissuta senza avere mai una vera stagione programmatica. Quello di fine giugno sarà il primo vero e proprio congresso che il partito affronterà nella sua storia. Il percorso sarà lungo. Motivo per cui la classe dirigente di domani sarà composta da quei giovani che oggi, come numerosi sindaci in provincia di Varese, sono sui trent’anni. Maroni avrà il ruolo di padre nobile della nuova Lega, quello che Bossi si è visto rifiutare dai militanti. Ma lui per primo non vorrà fare il segretario federale a vita. Perché, a differenza dei leader del passato, Maroni ha una mente politica acuta che non si ferma al momento attuale per imprigionarlo in una cristallizzazione della politica che porta per forza di cose al decadimento. Sa che il suo compito sarà quello di fare in modo che la Lega sopravviva indipendentemente da una persona. Maroni non sarà, per questo, sempre leader. Ma sarà il formatore dei leader.

fonte: http://marcotavazzi.wordpress.com/2012/05/24/il-futuro-non-e-maroni-ma-e-il-punto-di-partenza/

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega 2.0; Marco Tavazzi; marcotavazzi.wordpress.com

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 24, 2012 at 06:53PM

LA LEGA 2.0 VUOL MOLLARE ROMA, MA DENTRO E’ UNA POLVERIERA

LA LEGA 2.0 VUOL MOLLARE ROMA, MA DENTRO E’ UNA POLVERIERA:


Lega il giorno dopo, tempo di leccarsi le ferite e guardare avanti. Disertare le politiche e liberarsi definitivamente delle «zavorre». Romane ed interne. Roberto Maroni è tentato dall’idea di giocare il tutto per tutto per rilanciare la Lega Nord e ricompattare il movimento. Un’idea, più che un piano, di cui nel movimento si parla da tempo. Il crollo alle comunali, però, potrebbe aver anticipato i tempi. La fase due, infatti, può passare attraverso la scelta drastica e sofferta di non presentarsi al Parlamento di Roma per concentrarsi sul Nord. In ogni caso, si tratta di una operazione che ovviamente deve prima ottenere il via libera del congresso. Matteo Salvini, maroniano di ferro, l’ha descritta come una ipotesi realistica. Nella notte Maroni su facebook è sembrato accennarlo. «Le sconfitte – ha scritto – sono lezioni da imparare per correggere gli errori ed eliminare le zavorre». Ma quali zavorre? Forse, una interna riferita ai protagonisti degli scandali sui fondi di partito; ed una esterna: il governo di Roma che per i leghisti impedisce al Nord di decollare. Sarebbe comunque un tentativo per recuperare «tanti voti e tanto consenso tra chi è rimasto deluso».

Al congresso, ha detto ancora Maroni,  «faremo una valutazione delle prossime battaglie che la Lega farà. Negli ultimi dieci anni – ha spiegato Maroni ai giornalisti, lasciando l’Aula di Montecitorio – abbiamo tentato di portare il federalismo stando dentro il Parlamento e soprattutto stando dentro il governo. Nei cinque anni precedenti, ovvero dal ’95 al 2000, abbiano tentato la via dell’autoderminazione e della secessione per arrivare allo stesso risultato e non abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ora il congresso valuterà se c’è una terza via, che può anche significare strade diverse rispetto da quelle percorse finora. Il congresso – ha concluso – si sta attrezzando per discutere di questi temi, e io la trovo una cosa molto positiva».

Riflettendo invece sulla botta subita dalla Lega, l’ex ministro ha risposto con una battuta ai giornalisti che lo incalzavano sulla debacle: «Ma quale scomparsa?» e ha richiamato la vittoria di Flavio Tosi: «A noi – ha chiosato lasciando l’Aula di Montecitorio – piace vincere al primo turno, non ai ballottaggi». Per il candidato alla segreteria federale dei ‘lumbard’ in queste elezioni «ci sono state due anomalie», da un lato «le tonnellate di fango che ci hanno colpito e danneggiato, ma alle politiche – ha preannunciato – sarà un’altra musica»; dall’altro «il calo dell’affluenza alle urne» che ha visto tra gli artefici «molti leghisti che non sono andati a votare perchè delusi dalle notizie» sul Carroccio. Ma per Maroni «non solo c’è lo spazio per recuperare, ma anche per aggiungere altri voti».

Ma l’ex ministro deve fare i conti anche e soprattutto con le divisioni interne, più marcate dopo la debacle ai ballottaggi. Dentro la pancia del movimento si fa sempre più profonda la spaccatura fra le due anime. E ne è venuta testimonianza in una polemica fra il sindaco di Verona Tosi e un gruppo di senatori di fede bossiana.

«Fosse confermato che ha autorizzato personalmente le spese dei figli, difficile pensare che Umberto Bossi possa fare il presidente della Lega o a qualsiasi ruolo all’interno del movimento»: ha detto  Tosi alla Zanzara su Radio 24. «Se la storia delle paghette – ha aggiunto, riguardo alle vicende che coinvolgono Renzo Bossi – fosse confermata mi vergognerei come leghista. Io personalmente quando ero ragazzo, alla stessa età, prendevo qualche migliaia di lire, non euro. Renzo dovrebbe essere espulso e ci sono le condizioni per un’azione penale e una richiesta di risarcimento danni. Se fosse tutto confermato, ovvio». Sul rinvio del raduno di Pontida Tosi ha fatto un richiamo anche alle condizioni meteorologiche: «Adesso c’è una stagione di congressi, e arriviamo alla fine di giugno. Pontida è come la nuvola di Fantozzi, o piove che Dio la manda o c’è un caldo infernale. Vedremo all’inizio di luglio com’è la situazione, se c’è troppo caldo meglio non farla». «Io sono leghista al cento per cento, però – ha concluso Tosi – sono democristiano quando amministro, per il modo di far politica. La Dc quella buona dei bei tempi che stava in mezzo alla gente, che ascoltava».

Le valutazioni tosiane sul ruolo di Bossi hanno scatenato la reazione di un gruppo di senatori:«Non è ammissibile che un qualunque esponente della Lega Nord si permetta di fare processi sommari al padre fondatore del nostro movimento. Ricordiamo che tutti noi, a partire da Tosi, senza Bossi saremmo a fare tutt’altro». Lo hanno detto in una nota i senatori  Luciano Cagnin, Roberto Castelli, Cesarino Monti, Giuseppe Leoni e Armando Valli che parlano di «un’abitudine tutta italiota, non certo leghista, di accanirsi contro chi, in un particolare momento storico, può apparire debole».

E che la frattura sia pesante lo ha confermato anche il governatore veneto Luca Zaia parlando di una possibile candidatura unica al congresso federale:  «Sono il primo a condividerla, ma mi sembra che la spaccatura tra le due anime del partito sia troppo profonda per presentarsi uniti al congresso». «Io comunque – ha proseguito – mi preoccuperei soprattutto di quel che fanno gli amministratori della Lega: con tutti problemi che ci sono, mi sembra di essere arrivato alle ‘figurine Paninì, di cui anch’io sono stato da bambino appassionato collezionista, ma che in questo contesto sono fuori luogo. Non dobbiamo mettere il futuro italiano in mano alle cordate per le segreterie politiche, altrimenti Grillo continuerà a fare en-plein. Almeno finchè anche lui non avrà problemi di segreterie politiche».

Sul suo nome come possibile vicesegretario vicario Zaia ha osservato che la partita del vice segretario non è risolutiva «per la rappresentanza dei Veneti all’interno della Lega Nord»; la vera questione è che ci vuole «un segretario forte, e auspico che si tratti di Maroni, e una segreteria politica forte, sintesi del bagaglio e delle proposte portate dai territori».

Al congresso federale di fine giugno manca meno di un mese e mezzo, ma di acqua sotto i ponti leghisti deve ancora passarne parecchia e si annuncia turbolenta.

di GIANMARCO LUCCHI

fonte: http://www.lindipendenza.com/la-lega-si-lecca-le-ferite-ma-dentro-e-una-polveriera/

tags: Lega Nord; Lega 2.0; Roberto Maroni; Flavio Tosi; Matteo Salvini; Luca Zaia; Gianmarco Lucchi; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/gli_sgommati_maroni_dimissioni_bossi-300×187.jpg May 23, 2012 at 02:46PM

Il Piffer magico del Cav e i canederli di Bobo

Il Piffer magico del Cav e i canederli di Bobo:

Dal piano di Berlusconi per il Pdl al modello Südtiroler Volkspartei che tenta la Lega di Maroni e Tosi.

………………..

………………..

MARONI VOLKSPARTEI
L’idea frulla nella testa di Roberto Maroni da tempo, Flavio Tosi fa un esempio concreto del modello che hanno in mente: «La Lega Nord deve fare come la Südtiroler Volkspartei: contrattare con il governo i vantaggi per il territorio. A livello nazionale gli ultimi anni sono stati disastrosi, i nostri militanti ci dicevano: “Ma a Roma che cosa avete fatto?”. Ed era difficile dare un risposta». Maroni sta studiando da leader indipendentista, e già che c’è domenica 27 maggio interverrà a un convegno di Terra Insubre (l’associazione culturale varesina detestata da Umberto Bossi), insieme con il consigliere di Finmeccanica Dario Galli e al politico ticinese Norman Gobbi, per discutere sull’idea della Lombardia come nuovo Cantone svizzero». (Il Giornale).

………………..

………………..

di Nico Arse

Mercoledì, 23 Maggio 2012 

fonte: http://www.lettera43.it/attualita/il-piffer-magico-del-cav-e-i-canederli-di-bobo_4367551795.htm

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Flavio Tosi; Dario Galli; Terra Insubre; Insubria terra d’Europa 2012; lettera43.it

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 23, 2012 at 01:27PM

Lega 2.0 per cento? Almeno i maroniani hanno il 2 davanti allo zero bossiano

Lega 2.0 per cento? Almeno i maroniani hanno il 2 davanti allo zero bossiano:

La cosa più divertente del popolo leghista, di un certo popolo leghista, è quello di difendere posizioni indifendibili.
Di negare quello che è lampante attraverso una sorta di “rimozione mentale” degna dei peggiori secoli bui. Ovvero, che se il Carroccio, nei ballottaggi di domenica e lunedì, ha perso, è stato per colpa del nuovo leader del movimento Roberto Maroni.

Hanno detto proprio così. Che se Umberto Bossi fosse stato alla guida del movimento i risultati sarebbero stati differenti. Hanno anche coniato un termine di spregio verso i maroniani: Lega 2.0 per cento, facendo il verso ha quanto dichiarato recentemente da Maroni, che con il congresso federale sarebbe nata la Lega 2.0. Beh, sicuramente la risalita elettorale sarà difficile. Ma non certo a causa di quei militanti che ancora credono nel movimento e che, dopo avere buttato giù per anni bocconi amari, hanno deciso di resistere.

La Lega 2.0, fosse anche un termine in percentuale, è qualcosa da cui ripartire. La Lega bossiana invece, temo, dovrebbe togliere il 2 e anche il punto per scoprire la percentuale che vale oggi, dopo che i panni sporchi sono stati lavati in piazza, tra la gente.

di Marco Tavazzi

fonte: http://marcotavazzi.wordpress.com/2012/05/22/lega-2-0-per-cento-almeno-i-barbari-sognanti-hanno-il-2-davanti/

tags: Marco Tavazzi; Lega Nord; Lega 2.0; barbari sognanti; Roberto Maroni; marcotavazzi.wordpress.com

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 23, 2012 at 10:59AM

Sconfitta e scandali: Renzo Bossi espulso dalla Lega?

Sconfitta e scandali: Renzo Bossi espulso dalla Lega?:

Sconfitta e scandali: Renzo Bossi espulso dalla Lega?
Bandiere

I militanti vogliono rinnovare il movimento continuando col distanziarsi con chi è rimasto coinvolto nelle vicende che hanno provocato la sconfitta elettorale. Ed è finita anche la pazienza col Senatùr

E il Trota potrebbe fare un bel salto fuor d’acqua. Cacciato dai lidi di partito. La notizia è ancora ufficiosa, ma a quanto pare, dopo le ultime evoluzioni giudiziarie e la clamorosa debacle elettorale alle amministrative – il cui risultato, per la base e anche per Roberto Maroni, è assolutamente da collegarsi -, la famiglia Bossi non è più intoccabile
Se nei giorni scorsi, a quanto pare, si è svolta una “riunione di famiglia” in quel di Gemonio, i vertici maroniani del partito non hanno perso tempo. E presto all’ordine del giorno di uno dei prossimi consigli federali potrebbearrivare la richiesta di espulsione dalla Lega di Renzo Bossi.

Trota al capolinea? 
L’ex consigliere regionale, che ha fatto del suo “sangue reale” un metodo per scavalcare la lunga gavetta di partito e ha poi rivestito quel ruolo con arrogandosi il “piglio del capo”, potrebbe a breve vedersi stracciare la tessera di partito. 
Non basterebbe più, dopo la grave accusa di appropriazione indebita, il fatto che abbia preventivamente rinunciato al ruolo in consiglio regionale. La richiesta dei Barbari Sognanti varesini, che a differenza delle altre zone della Padania possono anche contare su una sorta di “squadra d’assalto”, ovvero gli Eretici (il gruppo nato in antitesi con il risultato del congresso provinciale del 9 ottobre 2011, quando Bossi impose il suo candidato), è quella di non fermare le espulsioni, che al momento hanno toccato sì i vertici della nomenklatura bossiana, da Rosi Mauro a Piergiorgio Stiffoni, passando naturalmente da Francesco Belsito.
E adesso, dopo anni di “democrazia leninista” e “calate d’alto”, qualcosa alla base si dovrà pur concedere…

La caduta della famiglia
“Anche la famiglia deve pagare, se ha sbagliato”, ci dice uno dei ribelli. E parlando con i dirigenti maroniani viene fuori che si starebbe discutendo, nelle alte sfere, per espellere Renzo Bossi. “Altri dettagli al momento non li sappiamo. Ma sembrano ben intenzionati”.
Evidentemente, se Roberto Maroni è disposto a perdonare l’amico di sempre Umberto Bossi, lo stesso non varrebbe per la sua progenie, arrivati a ruoli di vertice del partito per la figura del padre.
L’altro figlio indagato dai pm di Milano, il primogenito del primo matrimonio Riccardo Bossi, non risulta ad oggi essere iscritto alla Lega. Lo è stato sicuramente, 
alla sezione di Varese, tra il 2004 e il 2005, quando militò per qualche mese e “fu anche attivo nella campagna elettorale delle regionali. 
“Si faceva vedere – riferiscono dalla sezione -. Poi ha smesso e la sua militanza pare essere decaduta per il mancato versamento della quota della tessera. Il 2004 era anche l’anno in cui si registrò il primo problema di “familismo”. Ovvero, quando Riccardo, insieme allo zio Franco Bossi, fu ingaggiato come portaborse al Parlamento europeo. Subito destituiti, per volere del Senatùr, appena la cosa si seppe.

“Umberto resta, ma senza potere”
Si salva in extremis solo Umberto, della famiglia. Il padre fondatore ha un ruolo storico che nessuno gli può negare, anche se la pazienza e l’idealismo dei militanti, negli ultimi tempi, sono stati messi a dura prova. Dal timore reverenziale con il quale tutti, fino a due anni fa, pronunciavano il suo nome, oggi i militanti più convinti e decisi sono arrivati a definirlo “quello di Gemonio”.

“Stia a casa”
“Il suo ruolo dev’essere quello di presidente. Ovvero solo una carica onorifica. Bisogna smettere di andare in giro a fare comizi ripetendo da anni cose che poi non si concretizzano” è il pensiero di alcuni iscritti varesini. 
In verità parole pronunciate quando ancora non era uscita la notizia dell’avviso di garanzia e la sconfitta elettorale non si era cconsumata. Chissà adesso.

Dopo la sconfitta
I risultati dei ballottaggi hanno scosso i militanti del Carroccio. Ma a Varese si rispedisce al mittente la tesi “costruita ad arte”, dicono, di chi individua l’ormai marginalizzazione del Senatùr con la causa della sconfitta.
Maroni non è ancora segretario generale e ancora non ha potuto procedere con decisione al rinnovamento del Carroccio. “Urge un cambio di marcia e nuovi programmi per tornare protagonisti e riacquistare la fiducia che gli scandali dei vecchi vertici ci hanno fatto perdere”, dicono i leghisti varesini.

di Marco Tavazzi

fonte: http://www.ininsubria.it/sconfitta-e-scandali-renzo-bossi-espulso-dalla-lega~A8941

tags: Lega Nord; Lega 2.0; Renzo Bossi; barbari sognanti;  Roberto Maroni; Marco Tavazzi;ininsubria

http://www.ininsubria.it/thb.aspx?filename=Upload%2FArticoli%2F2012%2F8941%2FCover%2Fband%2Ejpg&width=466&height=250 May 23, 2012 at 10:27AM

Tosi vuole epurare Bossi Rivolta nella Lega

Tosi vuole epurare Bossi Rivolta nella Lega:

Il maroniano: “Se ha autorizzato le spese dei figli non può fare il presidente”. I senatori: “Stop ai processi sommari”

Roma – Certo la disfatta delle comunali non è la premessa migliore per lanciare la nuova «Lega 2.0» (battutaccia degli antileghisti su Twitter: «Il 2.0 sta per la percentuale di voti?»), primo partito al Nord e magari inutile più giù, tipo al Parlamento di Roma.

Flavio Tosi

Flavio Tosi
Ingrandisci immagine

L’idea frulla nella testa di Maroni da tempo, e il suo prossimo capo della Lega lombarda, Salvini, la ripropone: «Una delle ipotesi è di non candidarsi alle nazionali ma solo alle locali, un cambiamento che parta dalle regioni e che non passi più da Roma». Tosi fa un esempio concreto del modello che hanno in mente: «La Lega Nord deve fare come la Südtiroler Volkspartei: contrattare con il governo i vantaggi per il territorio. A livello nazionale gli ultimi anni sono stati disastrosi, i nostri militanti ci dicevano: “Ma a Roma che cosa avete fatto?”. Ed era difficile dare un risposta».

Maroni sta studiando da leader indipendentista, e già che c’è domenica prossima interverrà a un convegno di Terra Insubre (l’associazione culturale varesina detestata da Bossi…), insieme al consigliere di Finmeccanica Dario Galli e al politico ticinese Norman Gobbi, per discutere sull’idea della Lombardia come nuovo Cantone svizzero… Un segnale anche questo della direzione che vuole prendere la Lega che uscirà a luglio dai congressi (nazionali e federale). Con un occhio già puntato sulla Lombardia, dove si voterà nel 2015, in tempo per rimettere in sesto la Lega e candidare un barbaro sognante alla poltrona di Formigoni. Magari lo stesso Maroni, che da sempre confida ai suoi che farebbe volentieri il presidente lombardo.

Ma c’è da recuperare tutto quel che si è perso con gli scandali e non solo quelli. Chi ha perso queste elezioni, ragiona la nomenklatura maroniana, è stato il Carroccio di Bossi, quella delle paghette e delle lauree in Albania, non la Lega di Maroni, che a Verona non ha vinto ma stravinto. Quindi si tratta di rifondare la Lega, ultimando la pulizia interna. Lo scrive a notte fonde Maroni su Facebook, indicando i responsabili del tracollo elettorale: «Le sconfitte sono lezioni da imparare per correggere gli errori ed eliminare le zavorre. Abbiamo tanti voti, tanto consenso da recuperare. Avanti tutta, mai mulà!!!». Gli errori e le zavorre hanno nomi e cognomi precisi, e tra loro ci sono, per il Bobo, anche diversi Bossi. Però il passaggio di consegne, dalla Lega del Capo Umberto alla Lega 2.0 di Maroni, Tosi, Salvini e compagnia padana non è affatto semplice. La profezia più cupa la fa l’espulsa Rosi Mauro, che però non è osservatrice serena di cose leghiste, covando un risentimento feroce. Dice al settimanale Chi l’ex cosiddetta «badante» di Bossi, ancora vice presidente del Senato: «La Lega è spaccata e non si ricostituirà mai più. La nuova Lega non può essere formata da Maroni e Calderoli. Vorrei che Bossi riprendesse velocemente il comando. C’è stato un complotto contro di me, perfino sulla salute. Belsito? Ha fatto il sottosegretario di Calderoli, mica mio». La Mauro, molto amica della famiglia Bossi, sente spesso l’ex capo, e si può sospettare che parte dei suoi ragionamenti siano condivisi a Gemonio.

In effetti il terremoto leghista avrà altri scossoni di assestamento. Lo si vede nelle reazioni di cinque senatori alle parole, dure, di Tosi su Bossi: «Se ha autorizzato effettivamente le spese di cui si parla, nei suoi confronti la Lega dovrebbe prendere dei provvedimenti». Un oltraggio secondo i senatori Castelli, Leoni, Cagnin, Monti e Valli, che scrivono una replica di fuoco: «Non è ammissibile che un qualunque esponente della Lega si permetta di fare processi sommari al padre fondatore del nostro movimento. Ricordiamo che tutti noi, a partire da Tosi, senza Bossi saremmo a fare tutt’altro». Il parto della nuova Lega 2.0 sarà doloroso.

Intanto un primo vagito c’è stato, col voto leghista a favore dell’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, emendamento invece bocciato da Pd, Udc e maggioranza di Pdl. «Passando dalle parole ai voti in Parlamento – si legge nella nota del Gruppo Lega alla Camera -, è ormai chiaro a tutti chi bluffa e chi fa sul serio: la Lega Nord è l’unico movimento che vuole abolire totalmente il finanziamento pubblico ai partiti». Ma siccome la Lega 1.0 non è ancora superata, qualcuno ha ricordato ai leghisti il contesto giudiziario. «Le Lega deve tacere, ha preso doppie razioni» urla Giachetti, ex Radicale ora nel Pd.

«Bravo, bravo!» gli risponde Maroni, mentre dai banchi padani partono fischi e «Zitto!» per il democratico. Quanta fatica per passare dall’1 al 2.0.

fonte: http://www.ilgiornale.it/interni/tosi_vuole_epurare_bossi_rivolta_lega/politica-bossi-bossi-lega-maroni/23-05-2012/articolo-id=589090-page=0-comments=1

tags: Flavio Tosi; Lega Nord; Roberto Maroni; Lega 2.0; Terra Insubre; Il Giornale

http://img1.ilgiornale.it/foto-id=864227-x=665-y=223-r31=1/flavio_tosi.jpg May 23, 2012 at 09:16AM

Maroni farà della Lega una specie di Csu

Maroni farà della Lega una specie di Csu:

L’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, segretario in pectore della Lega nord, sa che deve rifondare il movimento creato da Umberto Bossi.

Basta guardare alcune fotografie pubblicate oggi sui giornali per capire che c’è qualcosa che proprio non va, non va più. Nelle immagini infatti si vede lo stesso Maroni, solo, che in conferenza stampa commenta ammettendola la sconfitta alle amministrative e davanti c’è un Alberto da Giussano e dietro c’è il simbolo ripetuto del partito, quello con (ancora) la scritta “Bossi”.

Che cosa può fare Maroni? Primo, dichiarare, come ha fatto ieri, chiusa la traversata nel deserto degli scandali e della successione al senatur. Secondo, creare una nuova classe dirigente a lui fedele: nella Lega gli esponenti di peso non mancano affatto e il serbatoio delle amministrazioni locali, sebbene un po’ svuotato, è ancora abbastanza florido. Terzo, ben calibrare il patto di governo del movimento con Luca Zaia, presidente e soprattutto rappresentante del Veneto. Quarto, riaprire il dialogo con quel che resta o con quel che sarà il Popolo della libertà, il centrodestra. Non c’è altro spazio e la corsa solitaria, ammesso che ne esistano le condizioni, si addice a leader profeti e testimoni come Bossi più che a esponenti pragmatici come Maroni.

Già ieri Maroni ha detto ad Angelino Alfano, con cui ha un buon rapporto, che “se il Pdl nel prossimo futuro toglierà l’appoggio a Monti e ammetterà di aver sbagliato si può tornare a discutere”. E’ l’inizio.

Maroni sa e può fare questo: trasformare la Lega in un partito del nord più tradizionale e più rassicurante e più pragmatico, sul modello della Csu bavarese. La nuova Lega, dunque, sarà un movimento meno di cuore e di piazza e di urla e più di testa e di governo e di proposte, sebbene comunque all’opposizione del governo Monti.

Del resto, soltanto così Maroni può sperare di raccogliere almeno una parte del voto in uscita dal Pdl al nord, quello che non digerisce l’esecutivo tecnico.

La carta del voto di protesta, almeno per il momento, è certamente appannaggio di altre forze politiche, vecchie e nuove, ed è poco credibile una battaglia anti casta invocata nelle parole di leader che hanno passato gran parte dell’ultimo decennio al governo, a Roma come in molte Regioni, soprattutto dopo le ultime polemiche nate dalle inchieste sull’utilizzo dei rimborsi elettorali e su The Family.

Il problema per Maroni è che per dialogare con il centrodestra bisogna capire che cos’è e soprattutto che cosa sarà il centrodestra. Lo ha detto ieri l’ex ministro: c’è da vedere “che cosa succede nel Pdl, con Alfano che ha annunciato intenzioni rivoluzionarie dopo questo voto e sono qui che aspetto”. E’ l’inizio.

fonte: http://danielebellasio.blog.ilsole24ore.com/danton/2012/05/maroni-farà-della-lega-una-specie-di-csu.html

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Governo Monti; Lega 2.0; il sole 24 ore

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 22, 2012 at 07:31PM

La nuova Lega di Maroni non ha ancora espulso il Trota. E Bossi lo difende

La nuova Lega di Maroni non ha ancora espulso il Trota. E Bossi lo difende:

Roberto Maroni lo ha detto chiaro e tondo commentando la debacle della Lega Nord alle ultime elezioni amministrative. «La notizia dell’avviso di garanzia a Bossi e ai suoi figli non ha aiutato, ma ha determinato un ulteriore allontanamento dalla Lega». Ma a parte il Senatùr, padre fondatore, a cui i leghisti stanno cercando di riservare un ruolo nel futuro della Lega 2.0, il vero nodo da sciogliere in via Bellerio è quello legato a Renzo Bossi, indagato per appropriazione indebita. Il Trota ha dato le dimissioni da consigliere regionale lombardo, ma al contrario di Francesco Belsito e Rosi Mauro non è ancora stato espulso dal Carroccio. E qui sta il punto. Il padre continua a difenderlo («Non c’è stata nessuna paghetta») e la madre Manuela Marrone continua a tenere botta, confidando che nel futuro le indagini saranno dimenticate dall’elettorato leghista. Anzi, a Gemonio c’è persino chi vorrebbe di nuovo la Mauro nella squadra e con lei molti esponenti del cerchio magico finiti in disgrazia negli ultimi mesi.

«Con il trota in regione mai piu’ vi avrei votato…ora è ora di ricominciare da zero», ha scritto il militante Alberto Colombo commentando un post di Maroni su Facebook. Come lui sono tanti i leghisti a rumoreggiare contro il Trota. Lo accusano di tutto. Della paghetta, della laurea in Albania, del viaggio in Marocco. Di sicuro le responsabilità delle sconfitte alle ultime comunali non sono tutte sue, ma rimane il simbolo di una stagione da dimenticare in casa del Carroccio. Bossi, a quanto pare, da futuro presidente onorario, ha chiesto a Bobo – che sarà incoronato con tutta probabilità segretario al prossimo congresso federale – di vigilare sulle espulsioni.

È un modo in più per dire che il nome Bossi non dovrà scomparire dal futuro Carroccio. Ma quale credibilità potrà avere la Lega con il Trota nel motore alle prossime elezioni politiche del 2013? Se lo domandano in tanti. «Serve un ricambio» dice l’ex ministro dell’Interno, ma Bossi jr nelle ultime ore ha pubblicato sul suo profilo Facebook la foto di William Wallace in Braveheart di Mel Gibson: la battaglia è ancora lunga.

Alessandro Da Rold – 21 maggio 2012

fonte:  http://www.linkiesta.it/Renzo-Bossi-Maroni-Espulsione

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega 2.0; Renzo Bossi; Alessandro Da Rold; Linkiesta

http://www.linkiesta.it/sites/default/files/uploads/articolo/renzo_bossi_e_il_padre.jpg May 21, 2012 at 10:49PM

Ecco i Barbari di Varese Pronti a scalare la Lega 2.0

Ecco i Barbari di Varese Pronti a scalare la Lega 2.0:

VARESE – Umberto Bossi e Giancarlo Giorgetti: due futuri presidenti? (Foto by DANIEL DAL ZENNARO)

VARESE E ora è il momento di Varese.
Della Varese leghista dura e pura che ha combattuto in prima fila contro il Cerchio Magico e la “decadenza bossiana” che ha portato la Lega Nord sull’orlo dell’estinzione. Già nel prossimo congresso nazionale della Lega Lombarda, che si svolgerà a Bergamo dall’1 al 3 giugno, i maroniani varesini inizieranno a contare di più nello scacchiere leghista nazionale. 
Nonostante la nostra provincia esprima la prima carica del partito, ovvero il segretario Giancarlo Giorgetti, quest’ultimo non si è schierato con i Barbari Sognanti, cercando di mantenere una posizione di equilibrio e dialogo tra le parti che non è piaciuta ai ribelli varesini.
Motivo per cui nessuno sembra essersi rammaricato per la decisione di non ricandidarlo, e tutti i militanti plaudono al milanese Matteo Salvini, eurodeputato e consigliere comunale a Milano.
Per Giorgetti sembra prefigurarsi la nomina a presidente della Lega Lombarda, il corrispettivo della carica data a Umberto Bossi a livello federale. Ma anche questa ipotesi ha scatenato qualche malumore tra i ribelli, che si sentono “traditi” dalla posizione assunta da Giorgetti dai giorni della “fatwa” contro l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni in avanti. I varesini si aspettano comunque di mandare dei propri rappresentanti al consiglio nazionale. A partire dalla scelta del delegato, che sarà votato nell’ambito dell’assise congressuale della Lega Lombarda, che entrerà a far parte del direttivo nazionale.
L’uscente è il tradatese Mario Clerici, maroniano di ferro. Se non sarà lui a ricandidarsi, le opzioni più logiche appaiono quelle dell’elezione, da parte della delegazione varesina, di uno dei due leader dei maroniani locali. La scelta, quindi, sarebbe tra l’avvocato Andrea Mascetti e l’ex segretario provinciale Stefano Candiani.
Nel caso loro non vogliano candidarsi in prima persona, la scelta potrebbe ricadere su un uomo di loro fiducia.
C’è però anche la terza area, all’interno del fronte dei Barbari Sognanti, legata al senatore Fabio Rizzi. Da questa parte ad avanzare la propria candidatura potrebbe essere il capogruppo in consiglio provinciale Stefano Gualandris. Ma i rizziani esprimono già il segretario organizzativo a livello provinciale (ovvero il braccio logistico nominato dal commissario provinciale, Massimo Garavaglia), che è Donato Castiglioni. 
Lui, insieme al primo cittadino di Samarate Leonardo Tarantino, era uno dei due candidati al congresso provinciale costretti al ritiro, lo scorso ottobre, per fare spazio al candidato unico bossiano Maurilio Canton. 
In virtù della sua posizione, Castiglioni è anche, insieme a Tarantino, tra i possibili futuri candidati al congresso provinciale del prossimo autunno, quando finirà il commissariamento a Varese. 
Insomma, in vista della conquista dei posti di potere nel partito, i maroniani della prima ora non vedono di buon occhio l’eccessiva presenza degli uomini del senatore Rizzi.

fonte: http://www.laprovinciadivarese.it/stories/varese%20città/289876_ecco_i_barbari_di_varese_pronti_a_scalare_la_lega_2.0/

tags: Lega Nord; Lega 2.0; Varese; Giancarlo Giorgetti; barbari sognanti; Mario Clerici; Andrea Mascetti; Stefano Candiani; Fabio Rizzi; Stefano Gualandris; La Provincia di Varese

http://lightstorage.laprovinciadivarese.it/media/2012/05/359039_5739198_96082fa480_17596866_medium.jpg May 21, 2012 at 10:04AM