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Fisco: Maroni, a Silea c’è un sindaco con le palle

Fisco: Maroni, a Silea c’è un sindaco con le palle:

Roma, 28 mag. (Adnkronos) – “Questo e’ un sindaco con le p…!”. Roberto Maroni, sulla sua bacheca Facebook, plaude al primo cittadino di Silea, paesino del trevigiano, che ha deciso di ammainare il tricolore e di non festeggiare la ricorrenza della Repubblica in segno di protesta contro l’Imu e il patto di stabilita’.

Silvano Piazza, questo il nome del sindaco ‘ribelle’, “ha scelto di ammainare il tricolore e di boicottare i festeggiamenti del 2 giugno – scrive il triumviro del Carroccio – per stare dalla parte dei suoi cittadini, contro il governo Dracula che succhia il sangue ai Comuni. Non e’ un leghista, ma si comporta come ogni sindaco della Lega dovrebbe fare. Sindaci guerrieri contro l’Imu, fate sentire la vostra voce”.

fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/1026128/Fisco-Maroni-a-Silea-c-e—un-sindaco-con-le-p.html

tags: Roberto Maroni; Silea; IMU; libero quotidiano

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 29, 2012 at 10:12AM

Lega: Tosi, deve fare con la Svp e contrattare con Roma

Lega: Tosi, deve fare con la Svp e contrattare con Roma:

22 mag. – (Adnkronos) – “La Lega nord deve fare come la Svp: contrattare con il governo i vantaggi per il territorio”. Lo ha sottolineato il sindaco di Verona Flavio Tosi nel corso di una trasmissone televisiva ad ‘Antennatre’. “La Lega nord a livello locale si salva per quanto riguarda cio’ che si e’ fatto nel territorio, ma a livello nazionale gli ultimi sono stati anni disastrosi -ha sottolineato Tosi- dopo tre anni e mezzo di governo con Berlusconi, i nostri militanti ci dicevano: ‘ma a Roma che cosa avete fatto?’. Ed era difficile dare un risposta, al di la’ di quanto fatto in maniera brillante da Roberto Maroni come ministro dell’Interno”. “Infatti, rispetto all’obiettivo principale, il federalismo fiscale, siamo rimasti a meta’ del guado -ha ammesso il sindaco di Verona- e poi, ci ha pensato Mario Monti a spazzare via tutto”.

Per il sindaco di Verona che oggi presentera’ la sua giunta a Palazzo Barbieri non c’e’ dubbio quindi “bisogna ritornare su questo tipo di tematiche, contrattando con Roma cio’ che serve al territorio, sull’esempio di quanto fa Svp in Alto Adige, che mette a disposizione del governo che c’e’ a Roma qualunque esso sia i suoi voti per contrattare appunto i vantaggi per il proprio territorio”.

“La Lega quindi deve tornare a fare questo. Deve confrontarsi -spiega Tosi- con il sistema di Roma e dire: ‘noi vogliamo il federlismo fiscale’, puntando ad essere il primo partito del Nord e imporre il cambiamento. Certo -ammette il sindaco di Verona- bisogna che cambi la legge elettorale, anche se, dobbiamo ammetterlo, l’abbiamo fatta noi”.

fonte:http://www.liberoquotidiano.it/news/1020755/Lega-Tosi-deve-fare-con-la-Svp-e-contrattare-con-Roma.html

tags: Flavio Tosi; Lega Nord; SVP; Roma; Verona; Governo Monti; libero quotidiano

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 22, 2012 at 11:22AM

Terremoto: cordoglio e vicinanza della Lega Nord

Terremoto: cordoglio e vicinanza della Lega Nord:

Roma, 20 mag. – (Adnkronos) – “Il gruppo parlamentare della Lega Nord al Senato esprime cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime del terremoto di questa notte in Emilia e a tutte le popolazioni dei centri colpiti”. E’ quanto si legge in una nota del senatore emiliano del Carroccio , Giovanni Torri.
“E’ un dolore fortissimo -continua il senatore della Lega- quello che sente ora la popolazione emiliana che pero’ sapra’ reagire con il suo lavoro e l’orgoglio che la contraddistingue. I nostri monumenti, le nostre chiese, le nostre piazze -e’ l’auspicio di Giovanni Torri- torneranno a splendere come prima”.
20/05/2012


tags: Lega Nord; terremoto Emilia; Giovanni Torri; Libero quotidiano

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 20, 2012 at 04:01PM

MAX FERRARI: TUTTA COLPA DI REGUZZONI. Intervista a Max…

MAX FERRARI: TUTTA COLPA DI REGUZZONI.

Intervista a Max FERRARI di Tommaso MONTESANO. Pag. 6 di Libero del 10/04/2012

Cinque giorni prima che Umberto Bossi si ammalasse, nel marzo 2004, Max Ferrari, allora direttore di TelePadania, avvisò il Senatur: «Segretario, qui c’e una corte di affaristi». Il leader della Lega lo rassicurò: «Hai ragione, ci sono molte cose da chiarire». L’ictus, pero, mise Bossi fuori gioco. E per Ferrari iniziarono i guai: «In tv cominciai una campagna per la restituzione dei soldi della Credieuronord e contro chi si stava arricchendo alle spalle della Lega. E questo non ha fatto piacere al Cerchio magico, una corte di malavitosi che ha reso Bossi inavvicinabile e che ha deturpato l’immagine della Lega. Da allora sono finito nel loro mirino». Prima con la mancata candidatura alle Politiche del 2006 («l’allora tesoriere, Maurizio Balocchi, pretendeva che io versassi 300mila euro»), poi con il licenziamento dalla tv, inline con l’espulsione dal movimento. In mezzo, l’ 11 aprile 2006, l’occupazione della sede di via Bellerio alla testa di una cinquantina di militanti. Blitz sfociato in una «litigata furiosa con Rosi Mauro.Volarono parole grosse e quello fu il mio ultimo giorno in Lega». 

Quindi quanto sta accadendo non la sorprende.

«Non mi sorprende affatto, l’avevo ampiamente previsto. Ora mi auguro, dopo essere rientrato in Lega due anni fa, di essere riabilitato».

Qual è il suo giudizio su Bossi?

«Ritengo che sia stato turlupinato, circuito e sfruttato da una banda di malfattori che hanno anteposto il loro interesse personale a quello del partito».

Il Senatur più vittima che carnefice?

«Lui e il figlio. Renzo e stato il pupazzo da chi, non avendo i voti per aspirare alla successione del padre, hapensato di usare lui per poi diventarne il tutore».

Un po’ come accadeva nelle monarchie con la reggenza.

«Il reggente, in quanto regista dell’operazione, doveva essere Marco Reguzzoni. E Rosi Mauro, che dovrebbe dimettersi davicepresidente del Senato, la sua socia. Il piano era quasi riuscito: mettere l’ingenuo infante al comando formale e fargli sporcare le mani di fango per obbligarlo a stare zitto il giorno in cui avesse voluto ribellarsi. Peccato che abbiano pestato un po’ troppo i piedi a Roberto Maroni, che ha capito tutto». 

Adesso la Lega come può uscire dal tunnel?

«Credo in Maroni: solo facendo pulizia totale. I colonnelli che hanno anteposto i loro affari al bene della Lega devono fare un passo indietro. E i giovani come Flavio Tosi un passo avanti».

tags: Max Ferrari; Roberto Maroni; Marco Reguzzoni; Lega Nord; Rosi Mauro; Rosy Mauro; cerchio magico; Tommaso Montesano; TelePadania; Libero Quotidiano

via Tumblr http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/22845055078 http://24.media.tumblr.com/tumblr_m3v9eu9OSw1rugh1so1_500.png Max Ferrari, Roberto Maroni, Marco Reguzzoni, Lega Nord, Rosi Mauro, Rosy Mauro, cerchio magico, Tommaso Montesano, TelePadania, Libero Quotidiano May 11, 2012 at 06:20PM

Max Ferrari: L’ex direttore di Telepadania «Io, espulso da un partito che somiglia all’ultimo Psi»

Dal quotidiano “Libero” di Sabato 22 aprile 2006 – anno XLI n. 96 – pag. 9   (testo da OCR)

 

L’ex direttore di Telepadania «Io, espulso da un partito che somiglia all’ultimo Psi» 

di Max Ferrari

«Benvenuto nella tana dei ribelli». Così nel 1989 mi disse, nella sede varesina della Lega, il senatore Giuseppe Leoni. Io avevo 17 anni e volevo ribaltare il mondo o almeno rivoluzionare il sistema putrido dell’Italia tangentara dominata dal binomio Dc-Psi. Oggi, 17 anni più tardi, dopo una vita passata in prima linea, mi volto e mi accorgo che i miei generali sono passati dalla parte del nemico, e che un tribunale interno composto da facce nuove, arrivisti, mercanti e “banchieri” mi ha condannato al licenziamento e all’espulsione con l’accusa di essermi ribellato alla linea politica del partito.
Secondo la “corte” (dei miracoli), mia colpa grave sarebbe, in particolare, aver presieduto la riunione indipendentista di Brescia e aver litigato, la sera dei disastrosi risultati elettorali, con due delle persone oggi più potenti nella Lega: Maura Locatelli, segretaria di Bossi, e Rosy Mauro, consigliera regionale, presidente della commissione Bilancio e aspirante senatrice.
Un vizio, quello delle molte poltrone, che coinvolge soprattutto la componente giovanile, che ha come “faro” il rampante Matteo Salvini, ex comunista padano, che non disdegna due ricchi stipendi (europarlamentare e consigliere a Milano) e che, con la brava Rosy e l’ottimo e competente sottosegretario all’Ambiente, Stefano Stefani, ha chiesto e ottenuto la mia testa.
Che dire? Sì, sono un ribelle. Mi ribello a questa Lega degli affari, delle poltrone, dell’omertà, delle censure. Mi ribello alla Lega che decide l’alleanza con gli ex Dc siciliani senza fare un congresso, che zittisce chi chiede chiarezza sulla gestione della banca, della tv, del rapporto con Fazio, del cambio di posizione sul Ponte di Messina, del fatto che siamo a favore della Tav contro il parere della gente della Valle di Susa. Capisco che dietro ci sono un sacco di soldi e appalti, ma noi eravamo quelli della protezione della nostra terra. Invece, pur avendo posizioni importanti al ministero dell’Ambiente, ho visto comportamenti assurdi e sentito proclami deliranti contro il protocollo di Kyoto e confusi appelli per il nucleare, “giustificato” dal fine di rompere i rapporti coi Paesi arabi e contrastare l’immigrazione. Un mix di slogan confusi e malafede, perché pure i proclami contro il voto agli immigrati e contro la Turchia nell’Ue sono solo fumo e Giorgetti a Brescia lo ha confermato. ll sottoscritto, infatti, gli ha chiesto: «Se veramente tenete a questi punti, perché non li avete imposti nel programma elettorale della Cdl?». Risposta. «Sì, è vero, ma tanto poi si sa che tutti i punti inderogabili diventano derogabili. Bisogna fare i conti con la realtà».
Bene, ma noi questa realtà marcia volevamo cambiarla. O no? Molti si chiedono che differenza c’è tra la Lega e FI, io mi chiedo che differenza c’è tra questa Lega e l’ultimo Psi popolato di nani, ballerine e businessman. A questo mi ribello, alla Lega dei militanti trattati da sudditi che non hanno diritto di parlare e sapere. E infatti, la mia grande colpa era quella di dire che la Bossi-Fini, purtroppo, non funziona, che la devolution di Calderoli è peggio di quella della sinistra, che Lombardo è contrario al federalismo fiscale, che le grandi infrastrutture necessarie non arrivano. Tutte cose vere che però mi sono costate licenziamento ed espulsione. Lo rifarei? Sì. Intanto, mi dedico alla costruzione del Fronte Indipendentista e al raduno di autonomisti seri che si terrà il 1° maggio a Brescia. Invito tutti a parteciparvi.

Milano, 22 aprile 2006

Max Ferrari 

fonte: http://chelinse.altervista.org/pdn02/mf060422.htm

tags:  Max Ferrari; TelePadania, Libero, Giuseppe Leoni; Lega Nord; Libero Quotidiano; Maura Locatelli; Rosi Mauro; Rosy Mauro; Stefano Stefani

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