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Maroni incorona il suo delfino «Tosi, sarai segretario»

Maroni incorona il suo delfino «Tosi, sarai segretario» :

Sul partito: da lunedì basta con le polemiche. E chiama i sindaci alla ribellione anti-Patto. Oltre 700 militanti a Portobuffolè per la cena «Bitonci? Se mi avesse invitato sarei andato»

PORTOBUFFOLÈ (Treviso) – Faceva bene a preoccuparsi Massimo Bitonci, l’alfiere dei lealisti bossiani. La cena organizzata giovedì sera dai colonnelli di Flavio Tosi, ospite d’onore Roberto Maroni, a tre giorni dal congresso per la segreteria nazionale, s’è infatti tramutata ben presto in un galà d’investitura, dove l’ex ministro ha posato la sua mano sulla spalla del delfino battezzandolo: «Sarai segretario». Di più, tra le 723 persone che sono riuscite a entrare a Villa Giustinian (e si pagava: 25 euro, buffet incluso) c’era già chi brindava alla vittoria, quasi si trattasse della festa del lunedì. Maroni, dal canto suo, non si è scomposto più di tanto di fronte alle accuse di inopportunità partite dai bossiani nei giorni scorsi: «Tosi mi ha invitato – ha detto appena arrivato in Veneto, all’aperitivo allestito a Sarmede un paio d’ora prima della cena – Bitonci no. Altrimenti sarei andato anche da lui». Poi alza il calice: «Evviva Tosi!». La folla acclama il nuovo leader della Lega, mentre sullo schermo scorre la scritta «i militanti sono i nostri diamanti» e qualcuno agita la ramazza verde.

Lui avverte a margine: «Se rimaniamo spaccati in due, andiamo tutti a casa. Mi ha fatto piacere sentire Flavio dire chiaramente che se sarà eletto non ci saranno epurazioni». Poi, però, avverte: «Da lunedì, basta con le polemiche. Chi ci sta, ci sta, gli altri fuori dalle balle. Ci sono tanti partiti là fuori dove la polemica è bene accetta». Il che, a voler essere maliziosi, non sembra esattamente un ramoscello d’ulivo da porgere all’ala bossiana. La spaccatura? «Io non so più come dirlo – sbotta Maroni – prima, col candidato unico, non c’era democrazia. Adesso, con due candidati, siamo spaccati. Io dico che finalmente decidono i militanti e tutti sono chiamati a fare squadra attorno al segretario, per avviare finalmente la terza fase della Lega». Maroni si stizzisce quando gli si fa presente che in Veneto c’è chi chiede una rappresentanza più forte in seno al movimento («Voglio nomi e cognomi»), poi precisa: «Nel consiglio federale le nazioni saranno rappresentate in base ai voti che prenderanno al congresso ferale, al Veneto ho detto che avrà un vicesegretario vicario, può già contare sul capogruppo al Senato, quello alla Camera, sul tesoriere federale, che tiene i cordoni della borsa di tutto il partito. Questo è davvero l’ultimo dei problemi».

Il problema, per Maroni, è semmai se «la Lega oggi è ancora in grado di combattere e vincere la sfida di Grillo e dell’antipolitica». La fase 3, quella che viene dopo la secessione e la fase riformatrice, deve ripartire dai sindaci, dal territorio, «il nostro vero valore aggiunto», perché a Maroni «interessa poco chi va a Roma, e anzi, i segretari nazionali non ci devono andare proprio». E a proposito di sindaci, Maroni ha indicato la nuova missione, dopo il «boicottaggio» dell’Imu: «Tutti i sindaci leghisti si ribellino al patto di stabilità. Se lo fanno due o tre soltanto vengono puniti, ma se lo fanno tutti li devon ascoltare». Quanto alla maggior autonomia chiesta dallo stesso segretario nathional uscente Gian Paolo Gobbo nella futura scelta della linea politica e perfino delle alleanze, Maroni è lapidario: «Esiste giá, quanto a me, io sono per il massimo dell’autonomia, sono per le confederazioni. Si sta insieme fintanto che si vuole stare insieme, finché ci sono obiettivi comuni. Sennò, addio». E la Padania? «La Padania è l’obiettivo e se uno non ci crede non è leghista. Ma per raggiungerla ci sono tante strade, che vanno da Roma a Bruxelles, passando per i Comuni. E Tosi rientra appieno in questo disegno. Le altre sono chiacchiere».

Marco Bonet
01 giugno 2012

fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2012/1-giugno-2012/maroni-incorona-suo-delfinotosi-sarai-segretario-201427487653.shtml

tags: Roberto Maroni; Flavio Tosi; Corriere della Sera; congresso regionale; Massimo Bitonci; Gian Paolo Gobbo; Marco Bonet

http://ifttt.com/images/no_image_card.png June 01, 2012 at 12:13PM

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MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA

MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA:

«Se si voterà in Lombardia prima del 2013, il governatore sarà della Lega»: lo ha detto Roberto Maroni, a margine di un convegno a Sarmede, in provincia di Treviso. Con questa dichiarazione il candidato alla segreteria federale del Carroccio finirà così per alimentare le voci che lo vorrebbero più interessato a sostituire Roberto Formigoni alla guida della Regioen Lombardia che Umberto Bossi a quella della Lega.

Maroni ha poi smentito le voci che dirigenti del movimento, a Treviso e a Brescia, abbiano chiesto l’espulsione di Roberto Calderoli. «Il problema per la Lega non sono le espulsioni – ha precisato -. Il problema è recuperare visibilità e azione politica, subito dopo i congressi che decideranno i nuovi gruppi dirigenti e sottolineo gruppi, a guidare i quali non è un ministero. Mi auguro che in Lombardia sia Matteo Salvini e in Veneto Flavio Tosi. In Lombardia non sarò io, mandiamo avanti i giovani».

«L’importante è il risultato del congresso». Questa è l’opinione di Roberto Maroni in relazione alla critica mossagli da Massimo Bitonci sulla sua presenza a Treviso per sostenere il sindaco di Verona Flavio Tosi alla segreteria regionale del movimento. «Tosi me l’ha chiesto. Bitonci no, altrimenti – ha concluso – sarei andato anche da lui».

«Il prossimo congresso federale dovrà discutere, perchè porrò io la questione, in che ordine di importanza sia la presenza della Lega a Roma rispetto alla presenza più interessante della Lega sul territorio nelle nostre regioni, nel Lombrado-Veneto sul modello della Csu bavarese, che penso sia un modello da valutare. Così Roberto Maroni precisa la sua ‘propostà di decidere per una eventuale non ricandidatura dei parlamentari della Lega alle prossime elezioni politiche. Nel corso di un incontro nel Trevigiano Maroni spiega che “è un dibattito da fare: io dico che è più importante avere governatori qui, a fare le nostre battaglie che non a Roma, lì ci sarà l’eco delle nostre battaglie, ma il fronte si sposta da Roma a qui. Che cosa comporterà questo, se non ripresentarsi alle elezioni, o presentarsi da soli, non lo so. Deciderà il congresso federale”.

«Alleanze? Che lingua è questa? Noi parliamo la lingua del rilancio, della riorganizzazione della Lega, dei contenuti. E in questi congressi, ma soprattutto al congresso federale parleremo di contenuti, di che cosa vogliamo fare, quali sono le nuove parole d’ordine, i cavalli di battaglia, le nostre strategie: le alleanze vengono dopo, forse, ne parleremo». Così il triumviro Roberto Maroni rinvia al mittente, ovvero al segretario del Pdl Angelino Alfano, la possibilità di una nuova alleanza tra Pdl e Lega in vista delle prossime elezioni politiche. Secondo Maroni questa «è una lingua che non riesco a capire». E il triumviro del carroccio non si dice assolutamente preoccupato di un eventuale isolamento della Lega: «isolato da chi? Dal Pdl e dai partiti romani? Meglio. Esattamente quello che vogliamo». «Noi dobbiamo tornare a recuperare e ad aumentare il rapporto di fiducia con i cittadini, con gli elettori, con la gente, con quelli che lavorano, con quelli che hanno visto per tanti anni nella Lega l’unico difensore dei loro diritti. Immagine che ora è un pò appannata. Noi dobbiamo ‘spannarlà, e dobbiamo tornare sul territorio». E per Maroni infatti «Roma è la seconda trincea. La trincea vera è questa: il territorio, le regioni del Nord, i nostri valorosi sindaci-guerrieri. Qui dobbiamo tornare a investire, e a far sentire la nostra voce».

«Al congresso di domenica prossima della Lega Nord-Liga Veneta, ci sarà una sfida tra cambiamento e continuità». Lo ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi candidato a segretario del Carroccio veneto e concorrente dell’altro candidato Massimo Bitonci. Tosi che oggi è stato sostenuto da Roberto Maroni nel corso di un incontro a Sarmede nel Trevigiano ha quindi detto che «da un lato c’è chi ha sempre dimostrato di non subire passivamente certe decisioni interne al partito come Roberto Maroni e dall’altro c’è chi ha fatto diversamente». E sulla presenza oggi di Maroni, che ha scatenato le polemiche e l’attacco dell’altro candidato al vertice del Carroccio veneto Massimo Bitonci, il sindaco di Verona ha risposto: «Sia il sottoscritto che Massimo abbiamo avuto al fianco parlamentari, amministratori regionali, e quindi trovo normale anche l’appoggio di Maroni. E poi, il fatto che ci sia la presenza di Maroni oggi qui non vuol dire che sarà lui a decidere chi è il futuro segretario del Veneto, ma saranno i delegati al congresso di domenica a decidere». «In ogni caso -ha concluso Tosi- sia il sottoscritto che Massimo Bitonci abbiamo assicurato che un minuto dopo il congresso continueremo a lavorare per la Lega Nord».

fonte: http://www.lindipendenza.com/maroni-se-si-vota-nel-2013-la-regione-lombardia-sara-nostra/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; elezioni; Flavio Tosi; Massimo Bitonci; Matteo Salvini; congresso regionale; congresso Bergamo; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/maroni-221-300×167.jpg May 31, 2012 at 10:07PM