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SVIZZERA, IL MODELLO PER I NOSTRI PROGETTI DI LIBERTA’

SVIZZERA, IL MODELLO PER I NOSTRI PROGETTI DI LIBERTA’:

L’Associazione “Terra Insubre” ha fatto un lavoro straordinario: una settimana di dibattiti, mostre, manifestazioni e incontri sul rapporto fra l’Insubria e la Svizzera.  Anche l’ultima giornata, dedicata a temi di più stretta pertinenza “politica”, ha avuto sviluppi piuttosto interessanti. Si sono incontrati quattro amministratori locali (il ticinese Giordano Macchi e i lombardi Dario Galli, Attilio Fontana e Matteo Bianchi) che hanno confrontato situazioni decisamente – e drammaticamente – diverse. Uno stesso popolo, con identiche  cultura, lingua e attitudini sociali è attraversato da una frontiera politica che vale un oceano per quanto riguarda i suoi effetti concreti sul modo di vivere della gente: un paese ordinato, civile, prospero e democratico a nord, un pezzo di Italia a sud.

Naturalmente i due interventi più attesi erano quelli dei due politici “nazionali”, il Consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi Vais e Roberto Maroni.

Il primo ha fatto una esposizione impeccabile delle vicende storiche che hanno portato alla formazione della Confederazione ma si è soprattutto soffermato su come vengono gestiti potere e risorse  in Svizzera, come è strutturato il sistema fiscale e quale sia l’effettivo potere popolare nel determinare le decisioni e nel verificarne gli effetti. La ramina di confine segna uno iato spazio-temporale superiore a quello percorso da tutti gli Shuttle nella loro storia.

Si è anche intrattenuto sulle varie proposte che periodicamente emergono di allargamenti dei confini per inglobare comunità confinanti che magari ambiscono a diventare svizzere, ricordando però il caso emblematico del Voralberg. Subito dopo la Prima Guerra mondiale, questa provincia austriaca aveva votato a larga maggioranza la richiesta di annessione che però la Confederazione aveva cortesemente rifiutato con la scusa di non turbare gli esistenti equilibri religiosi fra i Cantoni. Si è trattato di un esempio il cui ricordo dovrebbe mettere fine alle speranze che emergono sempre più di frequente di “fughe in Svizzera” di brani di territori oggi italiani.

Maroni si è soffermato sulla possibilità di elaborazione di progetti di collaborazioni transfrontaliere, riprendendo l’idea di Regio Insubrica (che esiste già per alcuni obiettivi settoriali) e prospettando  di aumentarne le competenze fino a farla diventare un organismo  politico e amministrativo “reale”.

Pur suscitando la calorosa approvazione del pubblico, l’idea è però parsa poco più che un espediente dialettico, un ulteriore obiettivo intermedio per rinfocolare dibattiti ed entusiasmi, ma privo di una vera consistenza ideale. La cosa è parsa un pochino debole, quasi sminuente, rispetto alla costruzione culturale che “Terra Insubre” ha messo in piedi e arricchito di argomenti e di “ciccia” in questi giornate di studio ma anche in una decennale opera di costruzione culturale. Quello che si è voluto con forza rimarcare anche in questi giorni è infatti lo straordinario ruolo di esempio che la Svizzera può dare, la sua insostituibile funzione di modello per ogni lotta per la libertà, l’autonomia e le identità. Anche tutte le iniziative (raccolte di firme, lanci di progetti di annessione eccetera) che occupano la cronaca delle ultime settimane sono finalizzate a questa opera di evidenziatura della Svizzera come ideale da seguire e imitare: nessuno crede naturalmente che possano avere esito politico, ma si tratta di straordinari strumenti di creazione di consenso e di “sveglia” per troppe coscienze autonomiste assopite.

Forse da Maroni ci si aspettava una presa di posizione più coerente con questo tipo di impegno, tutto rivolto alla ricerca di libertà, autonomia e indipendenza delle nostre terre e non certo a inseguire impossibili sogni annessionistici. Alla Svizzera ci si deve ispirare nella lotta padanista, alle sue istituzioni si deve fare riferimento per disegnare i nostri progetti di libertà. Con gli svizzeri, soprattutto con la Lega dei Ticinesi,  si devono studiare tutte le forme di collaborazione possibili e utili al raggiungimento dei nostri obiettivi.  Maroni dovrebbe vedere nella Confederazione un forziere di idee buone a cui attingere per un progetto molto chiaramente federalista ma soprattutto indipendentista.

Questo fa una radicale differenza rispetto alla visione dei suoi avversari “cerchiobottisti” che della Svizzera hanno una visione più tradizionale, di forziere tout-cour, una Tanzania più vicina. Se vuole batterli, deve abbracciare idee più forti e meno politicamente corrette: non serve una regione transnazionale ma una comunità padana che sia una Svizzera un poco più grande. E magari anche più ricca.

di GILBERTO ONETO

fonte: http://www.lindipendenza.com/svizzera-il-modello-per-i-nostri-progetti-di-liberta/

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Giordano Macchi; Dario Galli; Attilio Fontana; Matteo Bianchi; Norman Gobbi Vais; Roberto Maroni; Gilberto Oneto; L’indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/insubria-svizzera-1-300×252.jpg May 28, 2012 at 10:02AM

L’Insubria cantone svizzero? Ne parlano Maroni e Norman Gobbi

L’Insubria cantone svizzero? Ne parlano Maroni e Norman Gobbi:

Macroregione trasfrontaliera?

L'Insubria cantone svizzero? Ne parlano Maroni e Norman Gobbi
Maroni e Norman Gobbi

Domenica pomeriggio incontro conclusivo del Festival organizzato da Terra Insubre. Modelli istituzionali e possibili “fusioni” con il contributo di Dario Galli, Attilio Fontana e Matteo Bianchi

E’ sicuramente l’appuntamento di maggior richiamo e non a caso è stato tenuto per ultimo, sulla falsariga di un sigillo per l’edizione numero 6 del Festival Insubria Terra d’Europa.
Domenica pomeriggio, nel Salone Estense di via Sacco – che si prevede non basterà a contenere l’affluenza – la letteratura, l’archeologia e la storia dei giorni scorsi lasceranno spazio all’economia e alla politica con ospiti d’eccezione: l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni e il Consigliere di stato ticinese Norman Gobbi, ma anche Dario Galli, presidente della Provincia di Varese; Attilio Fontana e Matteo Bianchi, rispettivamente sindaci di Varese e Morazzone e Giordano Macchi, consigliere Comunale di Lugano
I rappresentanti della regione transfrontaliera insubre, moderati da Andrea Mascetti, parleranno di modelli istituzionali ed economici a confronto cercando di rispondere a un interessante quesito: l’Insubria cantone svizzero?

Argomenti d’attualità che mettono in primo piano la necessità di maggiori rapporti – a livello economico, politico e culturale – tra i territori lombardo-piemontesi e ticinesi. Magari senza scartare l’ipotesi delle “piccole patrie” e delle macroregioni che in un futuro non troppo lontano potrebbero presentarsi come valide alternative alfallimento dell’Unione europea, dei sui Stati nazionali e della crisi italiana generata da decenni di sciagurata e incapace gestione della sua classe politica. 
Inoltre, la recente provocazione circa un’eventuale annessione della Lombardia alla Svizzera, lanciata dal ministro della difesa della Confederazione Elvetica, Ueli Maure, ha riportato in auge la vexata quaestio dei rapporti tra la Confederazione Elvetica ed i territori italiani di confine.

Da tempo deputati e leader politici svizzeri hanno rilanciato la provocatoria idea dell’allargamento a sud della Confederazione Elvetica con l’annessione di alcune province dell’Insubria storica quali Varese, Como e Sondrio, Verbania (e per qualcuno anche Bergamo).
La boutade, forte del sostegno mediatico di alcuni amministratori locali operanti al di qua del confine, è stata presa in considerazione perfino da alcuni Consiglieri Comunali di Lugano che hanno chiesto di verificare una tale ipotesi tramite uno studio ad hoc che chiarisca le conseguenze fiscali ed economiche dell’aggregazione.
La provocazione è pertanto quanto mai allettante, e soprattutto attuale.
Cosa sarebbe la Svizzera italofona con l’allargamento a sud delle province di confine, da Verbania a Varese e da Como a Sondrio?
 La potenza economica delle province lombarde unita alla straordinaria piazza finanziaria luganese potrebbero dare vita ad una regione oltremodo ricca e vitale.
Un sogno? Forse.
Ma la Storia si muove e di questi tempi, grazie anche alla perdita di credibilità politica della Comunità Europea, nulla può essere escluso.
“Negli interventi ci limiteremo a giocare con i numeri e con le ipotesi – dicono da Terra Insubre, l’associazione culturale che ha promosso il Festival transsfrontaliero -. Chissà mai che la grande Insubria elvetica, da sogno statistico, non diventi una realtà. Il futuro, in ogni caso, è come sempre nelle mani dei popoli”.

Infine, da ricordare che a conclusione del Festival, alle ore 18, in corso Matteotti, è in programma la festa di chiusura. Concerto di corni alpini e degustazione di Merlot del Ticino e prodotti tipici dell’Insubria.

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Roberto Maroni; Norman Gobbi Vais; Andrea Mascetti; Attilio Fontana; Matteo Bianchi; Dario Galli; Giordano Macchi; ininsubria

http://www.ininsubria.it/thb.aspx?filename=Upload%2FArticoli%2F2012%2F8981%2FCover%2FGobbi+e+Maroni%2Ejpg&width=466&height=250 May 26, 2012 at 08:21PM

Svizzera e Insubria: modelli istituzionali ed economici a confronto. Insubria… Cantone Svizzero?

Svizzera e Insubria: modelli istituzionali ed economici a confronto. Insubria… Cantone Svizzero?:

Domenica 27 maggio
Varese, Via Sacco, Salone Estense
convegno

ore 15:00

Svizzera e Insubria: modelli istituzionali ed economici a confronto. 

Insubria… Cantone Svizzero?

La recente provocazione circa un’eventuale annessione della Lombardia alla Svizzera, lanciata dal ministro della difesa della Confederazione Elvetica, Ueli Maure, ha riportato in auge la vexata quaestio dei rapporti tra la Confederazione Elvetica ed i territori italiani di confine.
Da tempo deputati e leader politici svizzeri hanno rilanciato la provocatoria idea dell’allargamento a sud della Confederazione Elvetica con l’annessione di alcune province dell’Insubria storica quali Varese, Como e Sondrio, Verbania (e per qualcuno anche Bergamo).
La boutade, forte del sostegno mediatico di alcuni amministratori locali operanti al di qua del confine, è stata presa in considerazione perfino da alcuni Consiglieri Comunali di Lugano che hanno chiesto di verificare una tale ipotesi tramite uno studio ad hoc che chiarisca le conseguenze fiscali ed economiche dell’aggregazione.
La provocazione è pertanto quanto mai allettante, e soprattutto attuale.
Cosa sarebbe la Svizzera italofona con l’allargamento a sud delle province di confine, da Verbania a Varese e da Como a Sondrio?
La potenza economica delle province lombarde unita alla straordinaria piazza finanziaria luganese potrebbero dare vita ad una regione oltremodo ricca e vitale.
Un sogno? Forse.
Ma la Storia si muove e di questi tempi, grazie anche alla perdita di credibilità politica della Comunità Europea, nulla può essere escluso.
Negli interventi ci limiteremo a giocare con i numeri e con le ipotesi
Chissà mai che la grande Insubria elvetica, da sogno statistico, non diventi una realtà.
Il futuro, in ogni caso, è come sempre nelle mani dei Popoli.

insubria terra d'europa 2012

Insubria terra d'Europa 2012; Terra Insubre; Giuseppe Prezzolini; Alberto Longatti; Romano Bracalini; Paolo Mathlouthi

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Giordano Macchi; Dario Galli; Norman Gobbi Vais; Roberto Maroni; Attilio Fontana; Matteo Bianchi; Andrea Mascetti

http://24.media.tumblr.com/tumblr_m439rahRn51rugh1so1_500.jpg May 26, 2012 at 06:00AM

Svizzera e Insubria: modelli istituzionali ed economici a confronto. Insubria… Cantone Svizzero?

Svizzera e Insubria: modelli istituzionali ed economici a confronto. Insubria… Cantone Svizzero?:

Domenica 27 maggio
Varese, Via Sacco, Salone Estense
convegno

ore 15:00

Svizzera e Insubria: modelli istituzionali ed economici a confronto. 

Insubria… Cantone Svizzero?

La recente provocazione circa un’eventuale annessione della Lombardia alla Svizzera, lanciata dal ministro della difesa della Confederazione Elvetica, Ueli Maure, ha riportato in auge la vexata quaestio dei rapporti tra la Confederazione Elvetica ed i territori italiani di confine.
Da tempo deputati e leader politici svizzeri hanno rilanciato la provocatoria idea dell’allargamento a sud della Confederazione Elvetica con l’annessione di alcune province dell’Insubria storica quali Varese, Como e Sondrio, Verbania (e per qualcuno anche Bergamo).
La boutade, forte del sostegno mediatico di alcuni amministratori locali operanti al di qua del confine, è stata presa in considerazione perfino da alcuni Consiglieri Comunali di Lugano che hanno chiesto di verificare una tale ipotesi tramite uno studio ad hoc che chiarisca le conseguenze fiscali ed economiche dell’aggregazione.
La provocazione è pertanto quanto mai allettante, e soprattutto attuale.
Cosa sarebbe la Svizzera italofona con l’allargamento a sud delle province di confine, da Verbania a Varese e da Como a Sondrio?
La potenza economica delle province lombarde unita alla straordinaria piazza finanziaria luganese potrebbero dare vita ad una regione oltremodo ricca e vitale.
Un sogno? Forse.
Ma la Storia si muove e di questi tempi, grazie anche alla perdita di credibilità politica della Comunità Europea, nulla può essere escluso.
Negli interventi ci limiteremo a giocare con i numeri e con le ipotesi
Chissà mai che la grande Insubria elvetica, da sogno statistico, non diventi una realtà.
Il futuro, in ogni caso, è come sempre nelle mani dei Popoli.

insubria terra d'europa 2012

Insubria terra d'Europa 2012; Terra Insubre; Giuseppe Prezzolini; Alberto Longatti; Romano Bracalini; Paolo Mathlouthi

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Giordano Macchi; Dario Galli; Norman Gobbi Vais; Roberto Maroni; Attilio Fontana; Matteo Bianchi; Andrea Mascetti

http://24.media.tumblr.com/tumblr_m439rahRn51rugh1so1_500.jpg May 24, 2012 at 05:01AM

Domenica 27 maggioVarese, Via Sacco, Salone…

Domenica 27 maggio
Varese, Via Sacco, Salone Estense
convegno

ore 15:00

Svizzera e Insubria: modelli istituzionali ed economici a confronto. 

Insubria… Cantone Svizzero?

La recente provocazione circa un’eventuale annessione della Lombardia alla Svizzera, lanciata dal ministro della difesa della Confederazione Elvetica, Ueli Maure, ha riportato in auge la vexata quaestio dei rapporti tra la Confederazione Elvetica ed i territori italiani di confine.
Da tempo deputati e leader politici svizzeri hanno rilanciato la provocatoria idea dell’allargamento a sud della Confederazione Elvetica con l’annessione di alcune province dell’Insubria storica quali Varese, Como e Sondrio, Verbania (e per qualcuno anche Bergamo).
La boutade, forte del sostegno mediatico di alcuni amministratori locali operanti al di qua del confine, è stata presa in considerazione perfino da alcuni Consiglieri Comunali di Lugano che hanno chiesto di verificare una tale ipotesi tramite uno studio ad hoc che chiarisca le conseguenze fiscali ed economiche dell’aggregazione.
La provocazione è pertanto quanto mai allettante, e soprattutto attuale.
Cosa sarebbe la Svizzera italofona con l’allargamento a sud delle province di confine, da Verbania a Varese e da Como a Sondrio?
La potenza economica delle province lombarde unita alla straordinaria piazza finanziaria luganese potrebbero dare vita ad una regione oltremodo ricca e vitale.
Un sogno? Forse.
Ma la Storia si muove e di questi tempi, grazie anche alla perdita di credibilità politica della Comunità Europea, nulla può essere escluso.
Negli interventi ci limiteremo a giocare con i numeri e con le ipotesi
Chissà mai che la grande Insubria elvetica, da sogno statistico, non diventi una realtà.
Il futuro, in ogni caso, è come sempre nelle mani dei Popoli.

insubria terra d'europa 2012

Insubria terra d'Europa 2012; Terra Insubre; Giuseppe Prezzolini; Alberto Longatti; Romano Bracalini; Paolo Mathlouthi

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Giordano Macchi; Dario Galli; Norman Gobbi Vais; Roberto Maroni; Attilio Fontana; Matteo Bianchi; Andrea Mascetti

http://24.media.tumblr.com/tumblr_m439rahRn51rugh1so1_500.jpg May 22, 2012 at 06:01AM

Maroni: «Quel che è successo può aiutare la Lega a rinnovarsi»

Maroni: «Quel che è successo può aiutare la Lega a rinnovarsi»:

Tradate  Chiude la campagna elettorale della Lega con una risottata in piazza con l’ex ministro: “La magistratura lavori ma eviti fughe di notizie”. Presenti 200 persone

Maroni torna a Tradate e annuncia che dal terremoto rinascerà la nuova Lega, un movimento rinnovato. Durante il comizio elettorale di Tradate, dove ha sostenuto il candidato sindaco della Lega Nord Gianfranco Crosta, è Roberto Maroni che discute del futuro del movimento. Ne parla attendendo il risultato dei ballottaggi e parlando delle recenti novità giudiziarie della procura di Milano che ha indagato Umberto Bossi per truffa ai danni dello Stato e i due figli Renzo e Riccardo per appropriazione indebita: «Quello che è successo può aiutare la Lega a rinnovarsi». «Da questa crisi, da questo male nascerà un bene: la nuova Lega, la Lega 2.0» – ha continuato il triunviro leghista. L’ex ministro è quindi tornato in città per sostenere il candidato del Carroccio, dopo il primo appuntamento che si era svolto in piazza ad Abbiate due settimane fa.

Alla festa in piazza Mazzini Mazzini, con aperitivo e risottata, erano presenti circa 200 persone, tra cui il sindaco uscente Stefano Candiani, il presidente della provincia Dario Galli, e diversi sindaci della zona come Matteo Bianchi e Luca Castiglioni. Maroni non ha però voluto svelare chi vorrebbe come prossimi segretari regionali del movimento, soprattutto in Lombardia. «Non appoggio nessuno – ha detto -. Ho le mie conoscenze, le mie preferenze, le mie amicizie: ho sentito nomi di persone che stimo, ma da parte mia non ci sarà alcuna indicazione perché dovrà essere la base a decidere». Su chi guiderà, a partire dal congresso di giugno, la Lega Lombarda, Maroni ha comunque detto di augurarsi che «sia un giovane, un ragazzo di grande energia».

Tornando sull’inchiesta che vede coinvolto il Senatùr, Maroni ha affermato: «La magistratura faccia il suo mestiere, lo faccia rapidamente, evitando magari di mandare fuori notizie quotidianamente, che servono solo ad alimentare gossip». «Ci sono molte cose da chiarire al di là del fango che sta colpendo Bossi e la Lega, anche se non parliamo di complotto, diciamo che è un caso, anche se capita tre giorni prima delle elezioni – ha concluso Maroni -. Sono convinto che da questa brutta situazione debba ripartire la nuova Lega, con delle nuove regole che assicurano che la Lega Non è morta. Da queste elezioni deve arrivare un segnale forte, da Tradate deve arrivare questo segnale. I partiti di Roma deve continuare ad avere paura da noi».

Venerdi 18 Maggio 2012
fonte: http://www3.varesenews.it/elezioni2012/tradate/?id=305
tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Tradate; Gianfranco Crosta; Stefano Candiani; Dario Galli; Matteo Bianchi; Luca Castiglioni; Lega Lombarda; varesenews.it

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23283822282 http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 18, 2012 at 12:00PM

Bossi fondatore, ma non padre nobile

Bossi fondatore, ma non padre nobile:

"Bossi fondatore, ma non padre nobile"
Leghisti varesini in piazza

I militanti si stringono attorno a Maroni e guardano al futuro. E sul Senatùr: “Ha meriti storici, ma ormai è il passato”

Ci pensa Roberto Maroni, come sempre da Facebook, a cercare di serrare i ranghi nel momento più duro: “Mi occupo di sostenere i nostri candidati sindaci al ballottaggio, sostengo la Lega del territorio. Padania libera”. 
Solo qualche ora più tardi, circa la doccia gelata che ha riportato la Lega sulle prime pagine dei giornali e nelle aperture dei Tg per le questioni della famiglia Bossi e la gestione della cassa del Carroccio, ha difeso l’amico di sempre:”Sono scerto della sua buona fede”. 
Maroni, con la Lega 2.0, rimane l’appiglio per resistere all’ennesima delusione, quella odierna, quella dell’avviso di garanzia per truffa allo Stato piovuto tra capo e collo all’ex capo Umberto Bossi.
La questione dei figli, invece, fa rabbia per i soldi del partito che potrebbero (il condizionale è d’obbligo, n.d.r.) essere finiti nelle loro tasche per macchine, multe e mancette varie. Ma non frega a nulla a nessuno e quindi non produce rimpianti.

La delusione per Bossi padre, invece, inutile negarlo, esiste. Anzi, galoppa tra i militanti delle le valli del Varesotto. I commenti sono pubblici su Facebook: a volta sono offensivi, a volta “corrono” troppo e danno già per scontata la colpevolezza senza considerare che ci si trova davanti ad accuse che devono essere provate. Ma tutti sono accomunati da profonda amarezza.

Bene interpretata dal sindaco di Morazzone Matteo Bianchi
“Mi sento veramente triste – commenta il sindaco – almeno, ed è questa la cosa importante, abbiamo già dato il via al nuovo corso della Lega. Stiamo mettendo le distanze, salvando la base pura, dal recente passato della Lega Nord”.
Ed anche da Bossi. “Nessuno può togliergli i suoi meriti storici nella fondazione della Lega – dice – Lui resta il padre fondatore. Ma sicuramente non il padre nobile”.
Per quanto riguarda i figli: “Per il bene del nostro partito, non devono avere più niente a che fare con la nostra politica”.

Anche il presidente della Provincia di Varese Dario Galli parla di guardare al futuro. “Abbiamo già messo in essere il nuovo corso del partito: dobbiamo rifondarlo all’interno ed all’esterno. Poi, per quanto riguarda le indagini, era ovvio che sarebbero arrivate le denunce con quello che c’era in ballo. Indubbiamente c’è stata una gestione equivoca dei fondi di partito. Ma questo non toglie merito al ruolo storico di Bossi”.
Galli aggiunge anche “che c’è stata anche una certa coincidenza tra l’uscita della notizia e i ballottaggi a breve”. Giustizia… a orologeria, insomma.
La stessa tesi del senatore Massimo Garavaglia: “fa riflettere che queste accuse arrivino a ridosso dell’appuntamento elettorale”. 

fonte: http://www.ininsubria.it/-bossi-fondatore-ma-non-padre-nobile~A8901

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega 2.0; Umberto Bossi; Matteo Bianchi; Dario Galli; ininsubria

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Nella Lega di Maroni sarà Bossi a vigilare su tutte le espulsioni

Nella Lega di Maroni sarà Bossi a vigilare su tutte le espulsioni:

Stop alla «pulizia etnica» dentro al Carroccio: Umberto Bossi sarà la Cassazione riguardo a tutte le possibili richieste di espulsione. Che cosa si intendesse con i poteri di garanzia posti in capo al neo presidente del Carroccio—Bossi, appunto—si è appreso ieri. Sarà lui, infatti, sia pure accompagnato da una commissione formata da altri cinque dirigenti, ad avere l’ultima parola sulle richieste di espulsione che arriveranno sul tavolo del consiglio federale padano nei confronti dei militanti con anzianità superiore ai 10 anni. Possibilità di ricorso non prevista. Un modo per mettere al riparo i fedelissimi dalle purghe di cuimolto si continua a discutere nel partito, anche al di là della volontà di Maroni stesso. Insomma, se qualcuna delle «ramazze padane» sognava repulisti ad personam, troverà sulla sua strada Bossi in persona. Altra questione aperta, il riequilibrio del peso tra le diverse «nazioni» (regioni) nel consiglio federale e nella platea congressuale: al momento, l’Emilia Romagna (che per la Lega sono due «nazioni») dispone di quattro membri nel federale a fronte dei 5 della Lombardia. Ma soprattutto, la discussione riguarda lo staff che formerà l’ossatura della «Lega 2.0» formato Maroni. Molti dei fedelissimi dell’ex ministro dell’Interno sono assai noti, a partire dal sindaco di Verona Flavio Tosi. Anche se ormai il primo cittadino scaligero ha raggiunto uno status per cui è limitativo definirlo maroniano. Poi, ci sono i dioscuri lombardi: Matteo Salvini, eurodeputato milanese, e Giacomo Stucchi, deputato bergamasco. Entrambi sono in corsa per la segreteria «nazionale» lombarda. Il primo è assai più strategico di quanto possano lasciare pensare le sortite televisive, il secondo è solido deputato con profonde radici nel territorio. Ma sono proprio i sindaci il vivaio del futuro segretario. Ben conosciuto è il sindaco di Varese Attilio Fontana, fidato consulente politico ma anche legale: lui ha accompagnato Maroni nella sua visita in Procura lo scorso 11 aprile. Meno noto, ma da Maroni è assai apprezzato anche Matteo Bianchi, 33 non ancora compiuti, primo cittadino di Morazzone (Varese): sua è stata la prima protesta contro la centralizzazione delle tesorerie comunali. E poi, il vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi, che è anche segretario di una delle province per il Carroccio più importanti. In Valcamonica, Maroni può contare su Bruno Caparini e sul figlio, Davide, deputato e affidabile uomo di media. In Parlamento è anche Gianluca Pini, appena riconfermato segretario della Romagna. Mentre tra dieci giorni, al congresso dell’Emilia, l’exministro punta su Fabio Rainieri. Già eletta in Liguria, invece, Sonia Viale, già sottosegretario all’Economia e all’Interno. In Trentino, l’uomo di fiducia è Maurizio Fugatti. Storicamente vicino al capo dei Barbari anche il Movimento dei giovani padani, e dunque il suo attuale coordinatore, Lucio Brignoli. Ma è nella culla varesina del movimento che Maroni ha i suoi più antichi sodali. L’avvocato Andrea Mascetti ha fondato l’associazione Terra Insubre ed è un ascoltato ideologo, ma anche uomo di fiducia per i consigli d’amministrazione. Mentre Paolo Besozzi, vicepresidente di Serravalle, è il consigliere di una vita. Nel gruppo ristretto anche Stefano Candiani, già sindaco di Tradate e protagonista, da segretario provinciale di Varese, della lotta senza quartiere contro il «cerchio magico».

fonte: http://www.blogncc.com/7928/nella-lega-di-maroni-sara-bossi-a-vigilare-su-tutte-le-espulsioni.html
tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Umberto Bossi; Flavio Tosi; Matteo Salvini; Matteo Bianchi; Davide Caparini; Bruno Caparini; Andrea Mascetti; Paolo Besozzi; Stefano Candiani; blogncc.com

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23157414752 http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 16, 2012 at 10:49AM

Svizzera e Insubria: modelli istituzionali ed economici a confronto. Insubria… Cantone Svizzero?

Svizzera e Insubria: modelli istituzionali ed economici a confronto. Insubria… Cantone Svizzero?:

insubria terra d'europa 2012

Insubria terra d'Europa 2012; Terra Insubre; Giuseppe Prezzolini; Alberto Longatti; Romano Bracalini; Paolo Mathlouthi

https://i1.wp.com/img407.imageshack.us/img407/3349/immagine9vx.png

Domenica 27 maggio
Varese, Via Sacco, Salone Estense
convegno

ore 15:00

Svizzera e Insubria: modelli istituzionali ed economici a confronto. 

Insubria… Cantone Svizzero?

La recente provocazione circa un’eventuale annessione della Lombardia alla Svizzera, lanciata dal ministro della difesa della Confederazione Elvetica, Ueli Maure, ha riportato in auge la vexata quaestio dei rapporti tra la Confederazione Elvetica ed i territori italiani di confine.
Da tempo deputati e leader politici svizzeri hanno rilanciato la provocatoria idea dell’allargamento a sud della Confederazione Elvetica con l’annessione di alcune province dell’Insubria storica quali Varese, Como e Sondrio, Verbania (e per qualcuno anche Bergamo).
La boutade, forte del sostegno mediatico di alcuni amministratori locali operanti al di qua del confine, è stata presa in considerazione perfino da alcuni Consiglieri Comunali di Lugano che hanno chiesto di verificare una tale ipotesi tramite uno studio ad hoc che chiarisca le conseguenze fiscali ed economiche dell’aggregazione.
La provocazione è pertanto quanto mai allettante, e soprattutto attuale.
Cosa sarebbe la Svizzera italofona con l’allargamento a sud delle province di confine, da Verbania a Varese e da Como a Sondrio?
La potenza economica delle province lombarde unita alla straordinaria piazza finanziaria luganese potrebbero dare vita ad una regione oltremodo ricca e vitale.
Un sogno? Forse.
Ma la Storia si muove e di questi tempi, grazie anche alla perdita di credibilità politica della Comunità Europea, nulla può essere escluso.
Negli interventi ci limiteremo a giocare con i numeri e con le ipotesi
Chissà mai che la grande Insubria elvetica, da sogno statistico, non diventi una realtà.
Il futuro, in ogni caso, è come sempre nelle mani dei Popoli.

fonte: http://www.insubriaterradeuropa.net/2012/convegni.html

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Giordano Macchi; Dario Galli; Norman Gobbi Vais; Roberto Maroni; Attilio Fontana; Matteo Bianchi; Andrea Mascetti

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Matteo Bianchi e Roberto Maroni Scelta anti-Equitalia,…

Matteo Bianchi e Roberto Maroni

Scelta anti-Equitalia, Maroni:”Esempio da imitare”

di Redazione InInsubria (29/04/2012)

In vista del raduno del 1 Maggio a Zanica l’ex ministro torna alle proposte rivoluzionarie delle origini. Elogia la scelta anti-Equitalia di Matteo Bianchi e chiede ai sindaci di fare come lui

La Lega di Maroni sceglie la linea dura e questa volta dichiara guerra senza quartiere al pagamento dell’Imu ed esalta la scelta anti Equitalia fatta da alcuni sindaci, tra i quali Matteo Bianchi di Morazzone, che hanno dato il benservito alla società gestita da Befera e hanno preferito gestire in proprio la riscossione dei tributi.

IMU
“Il prossimo 1 maggio nel nostro raduno a Zanica – ha annunciato l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni che ormai parla da leader e di fatto detta la linea del partito – lanceremo la disobbedienza civile e l’obiezione fiscale contro il pagamento dell’Imu. Invitiamo anche i nuovi sindaci – ha aggiunto l’ex ministro – a seguirci perche’ questo dell’Imu e’ un vero e proprio attentato al buon senso”.
Sul governo Monti:”Sta martoriando le famiglie e impoverendo i comuni e per questo serve una grande giornata di mobilitazione. Siamo contrari alla tassazione della prima casa e dobbiamo dire chiaro che i fondi che i Comuni raccoglieranno andranno a Roma e non rimarranno nelle casse locali. Sono nove miliardi di euro che saranno letteralmente scippati ai comuni”.
Poi su Facebook ha rincarato la dose:”Martedì a Zanica lanceremo la DISOBBEDIENZA FISCALE contro l’atroce tassazione sulla prima casa. I nostri sindaci guerrieri partiranno all’attacco del governo centralista montiano”.
Il 1 maggio, infatti, come annunciato nei giorni scorsi, Maroni ha chiamato all’adunata a Zanica, Bergamo, il popolo del Carroccio nel “Lega unita day”.
Un appuntamento finalizzato a compattare la base, militanti ed elettori, verso le prossime battaglie del movimento.

ANTI-EQUITALIA
Roberto Maroni ha poi elogiato la decisione presa da alcuni sindaci, tra i quali Matteo Bianchi di Morazzone (Varese), di “disdire il contratto con Equitalia, assumendoselo in proprio”. 
“Matteo Bianchi – ha scritto Maroni su Facebook – giovane e bravissimo sindaco leghista di Morazzone, indica la strada che tutti i sindaci devono seguire: basta Equitalia, obiezione fiscale”.
“E’ un’iniziativa spontanea, venuta dal basso, se lo facessero tutti sarebbe un segnale forte e chiaro”, ha spiegato l’ex ministro dell’Interno. Cancellare la tassa sulla prima casa”non è un’obiezione fiscale, noi facciamo le cose per bene”.
All’iniziativa anti-Equitalia per ora hanno aderito i Comuni di Morazzone (Varese), Calalzo di Cadore (Belluno) e Vigevano.

L’ex ministro dell’Interno ha poi ricordato che la Lega presenterà la proposta anti-Equitalia durante il raduno del Primo maggio, a Zanica, insieme a quella sull’Imu
“I Comuni tuteleranno i cittadini che non pagheranno l’Imu, diminuirà il gettito delle amministrazioni e troveremo le risorse alternative: sono tre miliardi di euro da recuperare, non è una cifra impossibile”.

fonte: http://www.ininsubria.it/scelta-anti-equitalia-maroni-esempio-da-imitare~A8759

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