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MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA

MARONI: SE SI VOTA NEL 2013 LA REGIONE LOMBARDIA SARA’ NOSTRA:

«Se si voterà in Lombardia prima del 2013, il governatore sarà della Lega»: lo ha detto Roberto Maroni, a margine di un convegno a Sarmede, in provincia di Treviso. Con questa dichiarazione il candidato alla segreteria federale del Carroccio finirà così per alimentare le voci che lo vorrebbero più interessato a sostituire Roberto Formigoni alla guida della Regioen Lombardia che Umberto Bossi a quella della Lega.

Maroni ha poi smentito le voci che dirigenti del movimento, a Treviso e a Brescia, abbiano chiesto l’espulsione di Roberto Calderoli. «Il problema per la Lega non sono le espulsioni – ha precisato -. Il problema è recuperare visibilità e azione politica, subito dopo i congressi che decideranno i nuovi gruppi dirigenti e sottolineo gruppi, a guidare i quali non è un ministero. Mi auguro che in Lombardia sia Matteo Salvini e in Veneto Flavio Tosi. In Lombardia non sarò io, mandiamo avanti i giovani».

«L’importante è il risultato del congresso». Questa è l’opinione di Roberto Maroni in relazione alla critica mossagli da Massimo Bitonci sulla sua presenza a Treviso per sostenere il sindaco di Verona Flavio Tosi alla segreteria regionale del movimento. «Tosi me l’ha chiesto. Bitonci no, altrimenti – ha concluso – sarei andato anche da lui».

«Il prossimo congresso federale dovrà discutere, perchè porrò io la questione, in che ordine di importanza sia la presenza della Lega a Roma rispetto alla presenza più interessante della Lega sul territorio nelle nostre regioni, nel Lombrado-Veneto sul modello della Csu bavarese, che penso sia un modello da valutare. Così Roberto Maroni precisa la sua ‘propostà di decidere per una eventuale non ricandidatura dei parlamentari della Lega alle prossime elezioni politiche. Nel corso di un incontro nel Trevigiano Maroni spiega che “è un dibattito da fare: io dico che è più importante avere governatori qui, a fare le nostre battaglie che non a Roma, lì ci sarà l’eco delle nostre battaglie, ma il fronte si sposta da Roma a qui. Che cosa comporterà questo, se non ripresentarsi alle elezioni, o presentarsi da soli, non lo so. Deciderà il congresso federale”.

«Alleanze? Che lingua è questa? Noi parliamo la lingua del rilancio, della riorganizzazione della Lega, dei contenuti. E in questi congressi, ma soprattutto al congresso federale parleremo di contenuti, di che cosa vogliamo fare, quali sono le nuove parole d’ordine, i cavalli di battaglia, le nostre strategie: le alleanze vengono dopo, forse, ne parleremo». Così il triumviro Roberto Maroni rinvia al mittente, ovvero al segretario del Pdl Angelino Alfano, la possibilità di una nuova alleanza tra Pdl e Lega in vista delle prossime elezioni politiche. Secondo Maroni questa «è una lingua che non riesco a capire». E il triumviro del carroccio non si dice assolutamente preoccupato di un eventuale isolamento della Lega: «isolato da chi? Dal Pdl e dai partiti romani? Meglio. Esattamente quello che vogliamo». «Noi dobbiamo tornare a recuperare e ad aumentare il rapporto di fiducia con i cittadini, con gli elettori, con la gente, con quelli che lavorano, con quelli che hanno visto per tanti anni nella Lega l’unico difensore dei loro diritti. Immagine che ora è un pò appannata. Noi dobbiamo ‘spannarlà, e dobbiamo tornare sul territorio». E per Maroni infatti «Roma è la seconda trincea. La trincea vera è questa: il territorio, le regioni del Nord, i nostri valorosi sindaci-guerrieri. Qui dobbiamo tornare a investire, e a far sentire la nostra voce».

«Al congresso di domenica prossima della Lega Nord-Liga Veneta, ci sarà una sfida tra cambiamento e continuità». Lo ha detto il sindaco di Verona Flavio Tosi candidato a segretario del Carroccio veneto e concorrente dell’altro candidato Massimo Bitonci. Tosi che oggi è stato sostenuto da Roberto Maroni nel corso di un incontro a Sarmede nel Trevigiano ha quindi detto che «da un lato c’è chi ha sempre dimostrato di non subire passivamente certe decisioni interne al partito come Roberto Maroni e dall’altro c’è chi ha fatto diversamente». E sulla presenza oggi di Maroni, che ha scatenato le polemiche e l’attacco dell’altro candidato al vertice del Carroccio veneto Massimo Bitonci, il sindaco di Verona ha risposto: «Sia il sottoscritto che Massimo abbiamo avuto al fianco parlamentari, amministratori regionali, e quindi trovo normale anche l’appoggio di Maroni. E poi, il fatto che ci sia la presenza di Maroni oggi qui non vuol dire che sarà lui a decidere chi è il futuro segretario del Veneto, ma saranno i delegati al congresso di domenica a decidere». «In ogni caso -ha concluso Tosi- sia il sottoscritto che Massimo Bitonci abbiamo assicurato che un minuto dopo il congresso continueremo a lavorare per la Lega Nord».

fonte: http://www.lindipendenza.com/maroni-se-si-vota-nel-2013-la-regione-lombardia-sara-nostra/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; elezioni; Flavio Tosi; Massimo Bitonci; Matteo Salvini; congresso regionale; congresso Bergamo; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/maroni-221-300×167.jpg May 31, 2012 at 10:07PM

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Maroni segretario. Lo incalza Tosi

Maroni segretario. Lo incalza Tosi:

IL SONDAGGIO – L’ex ministro fa il pieno di consensi virtuali su prealpina.it. Il sindaco di Verona meglio di Matteo Salvini e Umberto Bossi

Roberto Maroni con Flavio Tosi (archivio Blitz)

Roberto Maroni con Flavio Tosi (archivio Blitz)

Varese – La possima segreteria nazionale della Lega Nord secondo i lettori di prealpina.it
Al 31 maggio (si vota fino alle ore 14 di venerdì 1 giugno) stravince Bobo Maroni: 50% dei consensi virtuali su oltre settecento votanti (737 per l’esattezza). I candidati nel nostro sondaggio erano quattro, ovveroMaroniUmberto BossiMatteo SalviniFlavio Tosioltre all’opzione “Altri” che ha raccolto l’11%.
Se Maroni ha fatto il pieno di consensi, ben s’è comprotato il sindaco di Verona, Tosi che ha raccolto il19% della “torta” statistica, piazzandosi in modo netto alsecondo posto delle preferenze. Un dato da non sottovalutare perché estrapolato da un contesto “varesino”, prim’ancora che lombardo.
“Sarà merito del trascinamento di Bobo – sorride Tosi – e soprattutto della fortuna d’aver vinto le elezioni. Sì, dico fortuna perché se vedo com’è andata alla Lega in altre parti d’Italia, c’è da ringraziare la buona sorte. Miei meriti oltre la fortuna? Non sta a me celebrarmi”.
Le recenti vicende giudiziarie costano invece care al padre fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi che col 9% dei consensi è l’ultimo della graduatoria, preceduto da Matteo Salvini (10%).
Un punto barca, questo che, benché accertato in periodo di tempesta mediatica (e non solo) per il Carroccio, conferma gli attuali equilibri politici interni alla Lega Nord. Rilanciando, con Maroni, l’appeal politico di Tosi.

di Mario Visco [ 31 maggio 2012 ]

fonte: http://www.prealpina.it/notizie/varese/2012/5/31/maroni-segretario-lo-incalza-tosi/2286100/55/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; Flavio Tosi; Matteo Salvini; Mario Visco; Prealpina

http://www.prealpina.it/all/img/upl/thumbnail/generated/__s1__visco.m__2012__05__31__maronitosi_0_3_908_681_0.jpg_W300.jpg May 31, 2012 at 05:49PM

Norman Gobbi:”Male per la Lega se Bossi si ricandida”

Norman Gobbi:”Male per la Lega se Bossi si ricandida”:

Norman Gobbi:"Male per la Lega se Bossi si ricandida"
Norman Gobbi e Roberto maroni domenica a Varese

Il Consigliere di Stato ticinese:”Il partito deve scegliere una strada diversa”. Al congresso della Lega Lombarda Cesarino Monti sfida Salvini ed emerge il malcontento dei delegati per gli interventi

Ha svicolato le domande sulla possibilità che Umberto Bossi scelga di ricandidarsi e non affronta il tema del congresso nazionale della Lega Lombarda del prossimo fine settimana, “vedremo”, dice.
Roberto Maroni a Palazzo Estense per il convegno di Terra Insubre che ha allargato gli orizzonti guardando alla possibilità di una microregione insubrica, non scarta l’ipotesi che per il Carroccio una strategia possa essere quella di non presentarsi al parlamento
“E’ una delle ipotesi che tratteremo al congresso federale – ha detto l’ex ministro dell’Interno -. In questo momento dobbiamo concentrarci sul Nord. Occuparci del territorio e diventare il partito egemone. Se riusciremo a imporre la nostra egemonia sul territorio, possiamo anticipare il ‘modello tedesco’ già alle prossime elezioni, e farci rappresentare dagli alleati”.

Il Congresso della Lega Lombarda
Prima del federale, tuttavia, sarà il nazionale della Lombardia di venerdì e sabato che detterà le strategie. Soprattutto perché sarà a spaccatura: Matteo Salvini, candidato ufficiale dei maroniani, contro Cesarino Monti, che di fatto proviene dalle file bossiane.
Inutile dire che se Salvini non vincesse con un ampio margine, questo potrebbe rinvigorire Bossi nell’ipotesi di candidarsia al federale contro Maroni.

La Lega dei Ticinesi guarda con interesse
L’ipotesi naturalmente crea interesse. Anche dall’altra parte del confine. “Si tratta di una situazione negativa per la Lega Nord – dice l’esponente della Lega dei ticinesi Norman Gobbi, anche lui a Varese per il convegno di Terra Insubre – Anche i risultati elettorali dell’ultima tornata amministrativa dimostra che il partito deve scegliere una strada diversa. Abbiamo già detto che secondo noi è Maroni il futuro”. 
E se, come qualcuno dice, Bossi avesse intenzione di ricandidarsi? “Saranno i militanti a decidere – conclude Gobbi -. Certo sarebbe un passo indietro rispetto al cambiamento che si è iniziato e di cui la Lega ha bisogno”.

Malcontento prima del Congresso
Intanto, in vista del congresso nazionale lombardo scoppia il malcontento dei militanti sulla possibilità che gli interventi dei delegati siano limitati alla sola serata di venerdì
E quindi non a sabato, giornata clou. In realtà, il presidente dell’assemblea Massimo Garavaglia ha garantito ufficialmente che gliinterventi ci saranno anche sabato. Ma sembra che a lavorare per impedirlo si siani messi all’opera, in questi giorni, il segretario uscente Giancarlo Giorgetti e l’ex ministro Roberto Calderoli
Per qualcuno i rappresentanti della frangia anticambiamento.

fonte: http://www.ininsubria.it/norman-gobbi-male-per-la-lega-se-bossi-si-ricandida~A8993

tags: Roberto Maroni, Insubria terra d’Europa 2012; terra insubre; palazzo estense; Norman Gobbi Vais; Lega Lombarda; congresso regionale; Matteo Salvini; Cesarino Monti; ininsubria

http://www.ininsubria.it/thb.aspx?filename=Upload%2FArticoli%2F2012%2F8993%2FCover%2FImmagine+534%2Ejpg&width=466&height=250 May 28, 2012 at 04:32PM

LA LEGA 2.0 RISCHIA DI ARENARSI AL CONGRESSO LOMBARDO

LA LEGA 2.0 RISCHIA DI ARENARSI AL CONGRESSO LOMBARDO:

La Lega 2.0 potrebbe arenarsi già questo fine settimana. Se non riuscisse a superare l’ostacolo del congresso nazionale. Per non
parlare della grande incognita di fine giugno. Dove l’ipotesi di una ricandidatura di Umberto Bossi al federale non è ancora esclusa. Ad ammetterne la possibilità è un parlamentare leghista che sottolinea chiaramente come “sarà tutto deciso sulla base del risultati del congresso nazionale della Lombardia”. Dove correranno sia Matteo Salvini, candidato ufficiale dei maroniani, che Cesarino Monti, che di fatto proviene dalle file bossiane, sebbene abbia detto che la sua posizione non è antitetica a Maroni. Inutile dire che se Salvini non vincesse con un ampio margine, questo potrebbe rinvigorire Bossi nell’ipotesi di candidarsia al federale contro Maroni. E c’è chi dice che “la vittoria di Salvini non è nemmeno scontata. Pavia, Lodi e  Cremona sono con Monti. E Bergamno stessa è spaccata”.
Che attorno al congresso ci sia tensione (senza dimenticare che anche il congresso della Liga veneta appare tutt’altro che pacifico), lo si vede anche dalla reticenza di Roberto Maroni, ospite domenica pomeriggio al convegno di chiusura del festival “Insubria Terra d’Europa” a Varese. Svicola le domande sulla possibilità che Umberto Bossi scelga di ricandidarsi, e non affronta il tema del congresso nazionale di questo fine settimana. “Vedremo” dice. Parla solo del governo Monti “il governo delle tasse che deve andare a casa”. E lancia un messaggio di positività sulla situazione della Lega Nord “ne
usciremo”. È tutto quello che dice riguardo alla politica interna del partito. “Al congresso federale parleremo soprattutto di contenuti e non di alleanze con altri partiti, che adesso sono molto difficili” sostiene Maroni.
Ma dall’altra parte del confine l’ipotesi di un Bossi bis crea scompiglio. “Si tratta di una situazione negativa per la Lega – dice l’esponente della Lega dei Ticinesi Norman Gobbi – anche i risultati elettorali dell’ultima tornata amministrativa dimostrano che il partito deve scegliere una strada diversa. Abbiamo già detto che secondo noi è Maroni il futuro”. E se, come si sta dicendo, Bossi si ricandidasse? “Saranno i militanti a decidere. Certo sarebbe un passo indietro rispetto al cambiamento che si è iniziato e di cui la Lega ha bisogno”.

Intanto, in vista del nazionale lombardo scoppia il malcontento dei militanti sulla possibilità che gli interventi dei delegati siano limitati alla sola serata di venerdì. E quindi non a sabato, giornata clou. In realtà, il presidente dell’assemblea Massimo Garavaglia ha garantito ufficialmente che gli interventi ci saranno anche sabato. Ma sembra che a lavorare per impedirlo si siano messi all’opera, in questi giorni, il segretario uscente Giancarlo Giorgetti e l’ex ministro Roberto Calderoli. Si vedrà nei prossimi giorni.

FABIO RANIERI NUOVO SEGRETARIO DELLA LEGA NORD EMILIA

Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della Lega Nord e segretario della commissione agricoltura di Montecitorio, maroniano, è il nuovo segretario nazionale della Lega Nord Emilia. A eleggere Rainieri alla guida del Carroccio emiliano – si legge in una nota – è stato il congresso nazionale riunito al Classic Hotel di Reggio Emilia sotto la presidenza di Manuela Dal Lago, uno dei triunviri chiamati a guidare la Lega Nord fino al prossimo congresso federale. «Sono orgoglioso di avere raccolto la fiducia dei militanti emiliani – ha detto Rainieri -. Il legame con la mia terra da leghista e da agricoltore è fortissimo. Per questo motivo affronto questa nuova sfida con rinnovato entusiasmo e con la volontà di fare tornare a soffiare forte il vento del cambiamento sulla nostra terra». «Da quando sono stato eletto parlamentare – ha chiarito Rainieri – sono stato attaccato in ogni modo da chi ha cercato di fermarmi gettando fango su di me come persona prima ancora che come politico. E nemmeno l’archiviazione dei procedimenti con assoluzione in formula piena per ‘non avere commesso il fattò ha fermato chi imperterrito continua a raccontare bugie e a inventare storielle sul mio conto. Ma questo non mi ha fermato». «Sin da ora e al di là di quella che potrebbe sembrare mera retorica – ha aggiunto -, voglio sottolineare che sarò il segretario di tutti. La nostra è una terra dalle mille potenzialità che, insieme, dobbiamo valorizzare. Il tempo delle divisioni è finito. Ci sono state difficoltà, è vero, ma adesso dobbiamo tornare a guardare avanti e a camminare insieme. Ad Angelo Alessandri il ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni e a Riad Ghelfi l’invito a collaborare insieme per difendere la nostra terra».

MATTEO PIASENTE ELETTO ALLA GUIDA DELLA LEGA NORD FRIULI

Matteo Piasente e’ il nuovo segretario regionale della Lega Nord del Friuli Venezia Giulia. Lo ha eletto il Congresso del partito svoltosi ieri, confermando le previsioni della vigilia. Il ‘delfino’ di Pietro Fontanini ha ottenuto 207 consensi; gli altri candidati – Marco Ubaldi e Luca Mazzaro – hanno invece avuto rispettivamente 55 e 44 voti. Con i due sfidanti durante l’assise c’è anche stato un tentativo per arrivare all’elezione in modo unitario, ma Ubaldi e Mazzaro hanno detto no alla richiesta di ritirare la propria candidatura.

di Marco Tavazzi

fonte: http://www.lindipendenza.com/la-lega-2-0-rischia-di-arenarsi-al-congresso-lombardo/

tags: Lega Nord; Lega Lombarda; Matteo Salvini; congresso regionale; Lega 2.0; Cesarino Monti; Marco Tavazzi; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/maroni-salvini-300×225.jpg May 28, 2012 at 10:27AM

LA LEGA 2.0 VUOL MOLLARE ROMA, MA DENTRO E’ UNA POLVERIERA

LA LEGA 2.0 VUOL MOLLARE ROMA, MA DENTRO E’ UNA POLVERIERA:


Lega il giorno dopo, tempo di leccarsi le ferite e guardare avanti. Disertare le politiche e liberarsi definitivamente delle «zavorre». Romane ed interne. Roberto Maroni è tentato dall’idea di giocare il tutto per tutto per rilanciare la Lega Nord e ricompattare il movimento. Un’idea, più che un piano, di cui nel movimento si parla da tempo. Il crollo alle comunali, però, potrebbe aver anticipato i tempi. La fase due, infatti, può passare attraverso la scelta drastica e sofferta di non presentarsi al Parlamento di Roma per concentrarsi sul Nord. In ogni caso, si tratta di una operazione che ovviamente deve prima ottenere il via libera del congresso. Matteo Salvini, maroniano di ferro, l’ha descritta come una ipotesi realistica. Nella notte Maroni su facebook è sembrato accennarlo. «Le sconfitte – ha scritto – sono lezioni da imparare per correggere gli errori ed eliminare le zavorre». Ma quali zavorre? Forse, una interna riferita ai protagonisti degli scandali sui fondi di partito; ed una esterna: il governo di Roma che per i leghisti impedisce al Nord di decollare. Sarebbe comunque un tentativo per recuperare «tanti voti e tanto consenso tra chi è rimasto deluso».

Al congresso, ha detto ancora Maroni,  «faremo una valutazione delle prossime battaglie che la Lega farà. Negli ultimi dieci anni – ha spiegato Maroni ai giornalisti, lasciando l’Aula di Montecitorio – abbiamo tentato di portare il federalismo stando dentro il Parlamento e soprattutto stando dentro il governo. Nei cinque anni precedenti, ovvero dal ’95 al 2000, abbiano tentato la via dell’autoderminazione e della secessione per arrivare allo stesso risultato e non abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ora il congresso valuterà se c’è una terza via, che può anche significare strade diverse rispetto da quelle percorse finora. Il congresso – ha concluso – si sta attrezzando per discutere di questi temi, e io la trovo una cosa molto positiva».

Riflettendo invece sulla botta subita dalla Lega, l’ex ministro ha risposto con una battuta ai giornalisti che lo incalzavano sulla debacle: «Ma quale scomparsa?» e ha richiamato la vittoria di Flavio Tosi: «A noi – ha chiosato lasciando l’Aula di Montecitorio – piace vincere al primo turno, non ai ballottaggi». Per il candidato alla segreteria federale dei ‘lumbard’ in queste elezioni «ci sono state due anomalie», da un lato «le tonnellate di fango che ci hanno colpito e danneggiato, ma alle politiche – ha preannunciato – sarà un’altra musica»; dall’altro «il calo dell’affluenza alle urne» che ha visto tra gli artefici «molti leghisti che non sono andati a votare perchè delusi dalle notizie» sul Carroccio. Ma per Maroni «non solo c’è lo spazio per recuperare, ma anche per aggiungere altri voti».

Ma l’ex ministro deve fare i conti anche e soprattutto con le divisioni interne, più marcate dopo la debacle ai ballottaggi. Dentro la pancia del movimento si fa sempre più profonda la spaccatura fra le due anime. E ne è venuta testimonianza in una polemica fra il sindaco di Verona Tosi e un gruppo di senatori di fede bossiana.

«Fosse confermato che ha autorizzato personalmente le spese dei figli, difficile pensare che Umberto Bossi possa fare il presidente della Lega o a qualsiasi ruolo all’interno del movimento»: ha detto  Tosi alla Zanzara su Radio 24. «Se la storia delle paghette – ha aggiunto, riguardo alle vicende che coinvolgono Renzo Bossi – fosse confermata mi vergognerei come leghista. Io personalmente quando ero ragazzo, alla stessa età, prendevo qualche migliaia di lire, non euro. Renzo dovrebbe essere espulso e ci sono le condizioni per un’azione penale e una richiesta di risarcimento danni. Se fosse tutto confermato, ovvio». Sul rinvio del raduno di Pontida Tosi ha fatto un richiamo anche alle condizioni meteorologiche: «Adesso c’è una stagione di congressi, e arriviamo alla fine di giugno. Pontida è come la nuvola di Fantozzi, o piove che Dio la manda o c’è un caldo infernale. Vedremo all’inizio di luglio com’è la situazione, se c’è troppo caldo meglio non farla». «Io sono leghista al cento per cento, però – ha concluso Tosi – sono democristiano quando amministro, per il modo di far politica. La Dc quella buona dei bei tempi che stava in mezzo alla gente, che ascoltava».

Le valutazioni tosiane sul ruolo di Bossi hanno scatenato la reazione di un gruppo di senatori:«Non è ammissibile che un qualunque esponente della Lega Nord si permetta di fare processi sommari al padre fondatore del nostro movimento. Ricordiamo che tutti noi, a partire da Tosi, senza Bossi saremmo a fare tutt’altro». Lo hanno detto in una nota i senatori  Luciano Cagnin, Roberto Castelli, Cesarino Monti, Giuseppe Leoni e Armando Valli che parlano di «un’abitudine tutta italiota, non certo leghista, di accanirsi contro chi, in un particolare momento storico, può apparire debole».

E che la frattura sia pesante lo ha confermato anche il governatore veneto Luca Zaia parlando di una possibile candidatura unica al congresso federale:  «Sono il primo a condividerla, ma mi sembra che la spaccatura tra le due anime del partito sia troppo profonda per presentarsi uniti al congresso». «Io comunque – ha proseguito – mi preoccuperei soprattutto di quel che fanno gli amministratori della Lega: con tutti problemi che ci sono, mi sembra di essere arrivato alle ‘figurine Paninì, di cui anch’io sono stato da bambino appassionato collezionista, ma che in questo contesto sono fuori luogo. Non dobbiamo mettere il futuro italiano in mano alle cordate per le segreterie politiche, altrimenti Grillo continuerà a fare en-plein. Almeno finchè anche lui non avrà problemi di segreterie politiche».

Sul suo nome come possibile vicesegretario vicario Zaia ha osservato che la partita del vice segretario non è risolutiva «per la rappresentanza dei Veneti all’interno della Lega Nord»; la vera questione è che ci vuole «un segretario forte, e auspico che si tratti di Maroni, e una segreteria politica forte, sintesi del bagaglio e delle proposte portate dai territori».

Al congresso federale di fine giugno manca meno di un mese e mezzo, ma di acqua sotto i ponti leghisti deve ancora passarne parecchia e si annuncia turbolenta.

di GIANMARCO LUCCHI

fonte: http://www.lindipendenza.com/la-lega-si-lecca-le-ferite-ma-dentro-e-una-polveriera/

tags: Lega Nord; Lega 2.0; Roberto Maroni; Flavio Tosi; Matteo Salvini; Luca Zaia; Gianmarco Lucchi; L’Indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/gli_sgommati_maroni_dimissioni_bossi-300×187.jpg May 23, 2012 at 02:46PM

Lega: Salvini, raduno Pontida si farà ma slitterà a metà luglio

Lega: Salvini, raduno Pontida si farà ma slitterà a metà luglio:


Milano, 20 mag. (Adnkronos) – Il raduno di Pontida si terrà ma subirà uno slittamento, forse a metà luglio. A confermare che il consueto appuntamento del Carroccio con il popolo leghista, che solitamente si tiene a giugno, non salterà, come qualcuno sostiene, è l’europarlamentare della Lega Nord, Matteo Salvini, che all’Adnkronos spiega “che lo slittamento è dovuto a causa dei congressi nazionali di Lombardia e Veneto tra fine maggio e inizio giugno e il congresso federale di fine giugno”. 

20/05/2012 17.12

fonte: http://www.sassarinotizie.com/24ore-articolo-97106-lega_salvini_raduno_pontida_si_fara__ma_slittera__a_meta__luglio.aspx

tags: Lega Nord; Matteo Salvini; Pontida; sassarinotizie.com

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 20, 2012 at 06:58PM

Lega Nord, accordo su Salvini: candidato a segretario lombardo

Lega Nord, accordo su Salvini: candidato a segretario lombardo:

Lui: “Ci metterò anima e cuore”

La candidatura dell’europarlamentare leghista a guidare il partito in Lombardia è frutto di un accordo raggiunto durante un pranzo tra lo stesso Salvini, Roberto Maroni e Giacomo Stucchi, deputato bergamasco

Matteo Salvini, Lega Nord

Matteo Salvini, Lega Nord
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 Milano, 18 maggio 2012 – Matteo Salvini si candiderà al congresso che eleggerà il nuovo segretario nazionale della Lega lombarda. Secondo quanto si apprende, la candidatura dell’europarlamentare leghista a guidare il partito in Lombardia è frutto di un accordo raggiunto durante un pranzo tra lo stesso Salvini, Roberto Maroni e Giacomo Stucchi, deputato bergamasco, che era nella rosa dei possibili candidati, e che ora risulterebbe primo firmatario a sostegno della candidatura di Salvini.

MATTEO SALVINI – ”Sono orgoglioso e felice di mettermi a disposizione della Lega Nord come candidato a segretario nazionale della Lega lombarda”. E’ quanto ha scritto sul suo profilo Facebook Matteo Salviniconfermando la sua corsa alla leadership del Carroccio in Lombardia. “Se i militanti al congresso lo vorranno con il loro voto – ha aggiunto Salvini – metterò anima e cuore a disposizione del movimento per fare in modo che la Lega diventi la prima forza, di riferimento e di liberazione, in Lombardia”. L’europarlamentare leghista ha chiuso il suo post ringraziando i militanti, Umberto Bossi “per averci portato fino a qui” e, Roberto Maroni “che ci porterà molto lontano, Giacomo Stucchi e altri esponenti leghisti.

fonte: http://www.ilgiorno.it/milano/politica/2012/05/18/714822-milano-lega-salvini-candidato-segretario-lombardo.shtml

tags: Matteo Salvini; Lega Nord; Lega Lombarda; Roberto Maroni; Giacomo Stucchi; via bellerio; il giorno

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Salvini unico Candidato Lega Nord Lombardia

Salvini unico Candidato Lega Nord Lombardia:

L’europarlamentare è il nome forte uscito da via Bellerio dopo l’incontro con Maroni e Stucchi. Per ora nessun altro candidato si è fatto avanti

di Redazione 18/05/2012
Salvini unico Candidato Lega Nord Lombardia

Salvini con Maroni

Matteo Salvini, europarlamentare e consigliere comunale di minoranza, é il candidato alla segreteria della Lega Lombarda in vista del Congresso in programma l’1 e il 2 giugno.

“Sono orgoglioso e felice di mettermi a disposizione della Lega Nord come candidato segretario nazionale della Lega lombarda – ha scritto su Facebook -. Se i militanti al Congresso lo vorranno con il loro voto, metteró anima e cuore a disposizione del Movimento per fare in modo che la Lega diventi la prima forza, di riferimento e di liberazione, in Lombardia. Grazie uno per uno ai nostri splendidi 10mila militanti, grazie a Umberto Bossi per averci portato fino a qui, grazie a Roberto Maroni che ci porterà molto lontano”.

MATTEO SALVINI CANDIDATO ALLA LEGA LOMBARDA

  • A una cena
  • Altro ritratto di Salvini
  • Capolista alle scorse Comunali
  • In piazza Piemonte
  • In ufficio

Lo si è appreso da fonti leghiste, al termine di un incontro a pranzo tra Roberto Maroni, lo stesso Salvini, e il deputato bergamasco Giacomo Stucchi che era tra i possibili candidati. Al momento nessuna altra candidatura alternativa a Salvini è stata avanzata.

Salvini ha già iniziato la raccolta delle firme tra i delegati necessarie a presentare la candidatura per il congresso delle Lega Lombarda che si terrà l’ 1-2 giugno a Bergamo. La prima firma è proprio quella di Giacomo Stucchi, a seguire quelle dei responsabili del Movimento Giovani Padani che sono tra i più vivaci sostenitori di Salvini, al quale occorrono una cinquantina di firme.

fonte: http://www.milanotoday.it/politica/salvini-candidato-segreteria-lega.html

tags: Lega Nord; Matteo Salvini; Lega Lombarda; Roberto Maroni; Giacomo Stucchi; via bellerio, milanotoday.it

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23297182818 http://www.milanotoday.it/~media/immagine_articolo/20540101543501/salvini-e-formigoni-2.jpg May 18, 2012 at 07:23PM

Maroni si smarca da Bossi: «Nella mia Lega deciderà la base»

Maroni si smarca da Bossi: «Nella mia Lega deciderà la base»:

Il senatur continua a tacere. L’ex ministro: Umberto ha il morale sotto i piedi. Borghezio pronto a candidarsi

 La Lega 2.0 inizia a prendere corpo. C’è ancora Umberto Bossi, che appare sempre più relegato a un ruolo non di primissimo piano; c’è Roberto Maroni che traccia la linea e si preparaa guidare il movimento, dettando le regole. In primis quella «aurea», come la definisce lui stesso, secondo cui nel Carroccio del futuro «decide la base» e scompaiono le «imposizioni dall’alto». Insomma, una netta presa di posizione rispetto al vecchio corso di Bossi. Sarà Maroni il nuovo segretario. Anche se il diretto interessato prova a nascondersi: «Sarà il congresso a decidere – dice – Siamo un movimento democratico». Ma la sua elezione appare scontata, anche se Mario Borghezio rilancia la propria candidatura.

Bossi tace. Bossi, intanto, continua a tacere. «Il senatur ha il morale sotto i piedi – racconta Maroni – La vicenda giudiziaria è una cosa che non ha fatto piacere né a lui, nè a me, né a nessun leghista. La Lega, però, deve andare avanti e l’opera di pulizia continua».

Borghezio pronto a candidarsi. Borghezio si presenta a sorpresa a Montecitorio e, ascoltato da un gruppetto di parlamentari, spiega che «ove le candidature non dessero prospettive alle istanze indipendentiste» lui è «pronto» a farsi avanti. Lo stesso Borghezio sa di avere poche chance, anche se dice che «gli indipendentisti non sono mica pochi ma il 20%, il 30% o anche il 40%». La sua è piuttosto una provocazione per dare voce all’ala più estremista del movimento. Così avvisa Maroni: «Staremo a vedere» quel che fa, dice. Ma poi lo benedice perché lo ha scelto Bossi e «Umberto in politica non ne sbaglia una». L’esponente leghista lancia infine una stoccata alla “Padania”: «Ieri tutti hanno ripreso le mie parole di sostegno a Bossi ma non “La Padania”, forse non le hanno viste o non c’era spazio…». Sintomo che le polemiche interne sono tutt’altro che sopite. 

I congressi. Quanto ai congressi a fine mese toccherà a quelli regionali di Lombardia e Veneto. Ed è questo il primo caso dove verrà applicata la “regola aurea”. «Questa volta i delegati saranno davvero liberi di scegliere tra chi deciderà di candidarsi e non ci saranno imposizioni dall’alto» dice Maroni. In Lombardia sembra una partita a due tra Matteo Salvini e Giacomo Stucchi, entrambi maroniani. In Veneto la partita è più complessa: l’ala cerchista resiste, mentre l’ala bossiana è forte e sta scegliendo un candidato da contrapporre al maroniano Flavio Tosi. La partita è apertissima.

Salvini: chi chiede soldi per conto del padre non fa una cosa intelligente. «Io ho un bimbo di nove anni a cui tirerò due ceffoni se quando crescerà sarà così fesso – dice Salvini a chi gli chiede un commento sulla presunta cessione di soldi del partito a Riccardo Bossi – Io sono un non violento, ma se uno va a chiedere soldi della Lega per nome e per conto del padre non fa una cosa né giusta né intelligente».

Calderoli: «Bossi? Nulla modifica il mio affetto e la mia stima per Bossi». «L’indagine su Bossi – dice Roberto Calderoli – penso sia un atto dovuto e sia conseguente a una firma, o sigla, apposta in assoluta buona fede, facendo affidamento sulla correttezza di un documento contabile predisposto dall’amministrazione del Movimento. Ho visto dare da Bossi alla Lega tutta la sua intelligenza, il suo genio politico, le sue risorse, anche economiche, le sue energie, al punto di essere arrivato ad un passo dalla morte, nulla potrà modificare la stima e l’affetto che provo per lui».

Venerdì 18 Maggio 2012 – 13:06
tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega 2.0; Umberto Bossi; Matteo Salvini; Roberto Calderoli; Mario Borghezio; il messaggero

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Salvini ci crede «La Lega vincerà in sei comuni su sette»

Salvini ci crede «La Lega vincerà in sei comuni su sette»:

La Lega si gioca il riscatto a Cantù, Meda, Senago, Tradate, Palazzolo in Lombardia, Thiene e San Giovanni Lupatoto in Veneto. L’europarlamentare galvanizza la base

di Rossella Minotti

Matteo Salvini

Matteo Salvini

Milano, 18 maggio 2012 – Almeno l’onore dei ballottaggi. La Lega Nord, travolta dalle inchieste giudiziarie che l’hanno affossata al primo turno delle amministrative, subisce ora pesantemente la mazzata degli avvisi di garanzia. Ma non si perde d’animo. I giovani della Lega 2.0, la nuova Lega di Roberto Maroni per intenderci, da giorni e giorni lavorano per questo nuovo week-end elettorale. Dove si deciderà la sorte di sette comuni: cinque lombardi e due venetiSette sindaci che potrebbero essere il trampolino di rilancio per un Carroccio che, con l’11 per cento perso alle urne, rischia davvero di scomparire come il Pdl, l’ex alleato ora nemico.

Accade ad esempio nell’importante realtà di Cantù, dove Nicola Molteni, battagliero candidato leghista sostenuto anche da La Destra e da due liste civiche, deve vedersela con un avversario che di liste civiche di impronta decisamente rossa ne ha ben sette. ora Claudio Bizzozzero che è sotto al leghista di appena due punti, è sostenuto anche dal Popolo della Libertà. Sono le liste civiche, le grandi protagoniste di queste elezioni e verosimilmente di un nuovo corso della politica italiana. Figlie dell’antipartitismo dilagante, hanno comunque colorazioni se non precise almeno amiche del centrodestra o del centrosinistra. A volte sono centriste e basta. Molto rossa è quella che sostiene a Meda, cuore dell’operosa Brianza, Giovanni Caimi, che per ora è ben al di sotto del leghista Giorgio Fiorenzo Taveggia, sindaco uscente ricandidato.

A Senago appare improba l’impresa del giovane leghista Riccardo Pase che va a sfidare, col suo 21 per cento e il sostegno dei tanti giovani del Carroccio, il 42 di Lucio Fois. Ma al comizio tenuto da Maroni per sostenerlo c’erano ben quattrocento persone, e la sfida potrebbe riservare sorprese. A Tradate invece Gianfranco Crosta è di poco sotto alla candidata di centrosinistra Laura Fiorina Cavallotti, e potrebbe farcela. Quindi per lui ieri sera risottata in piazza con Maroni e Salvini. Sfida apertissima anche a Palazzolo sull’Oglio dove il leghista Alessandro Sala e il rosso Gabriele Zanni sono distanti meno di un punto.

Poi c’è il Veneto, con l’importante Thiene che vede però in svantaggio la leghista Busetti, e Fabrizio Zerman che potrebbe invece tenere alto lo spadone di Alberto da Giussano a San Giovanni Lupatoto. Niente apparentamenti né appoggi, libera scelta ai ballottaggi aveva annunciato battagliero Maroni. Ma se il rapporto fra Lega e Pdl in Lombardia appare parecchio in crisi, musica diversa c’è ad esempio in Piemonte, dove la Lega ha deciso di appoggiare il candidato sindaco uscente ad Asti, il pidiellino Giorgio Galvagno.

Vinceremo tutto, promette Matteo Salvini, braccio destro del futuro segretario federale Roberto Maroni e astro nascente della nuova Lega. E in questi giorni il popolo leghista è impegnatissimo a dimostrare di saper combattere e vincere. Gazebo, presidi e campagne via Facebook e su Radio Padania. Salvini, voce di Maroni, dopo l’arrivo dell’avviso di garanzia a Umberto Bossi ha saggiato gli umori della base. Così, dopo aver difeso il capo in prima battuta, Salvini è passato all’attacco del figlio Renzo, il più inviso ai militanti, soprattutto ai giovani.

Commenti ironici sulla paghetta del Trota, poi ieri attacco sistematico: «Renzo Bossi? È stato un errore portarlo in politica. Comunque con la politica ha finito. La parte lesa è la Lega. Vediamo cosa emergerà dall’inchiesta ma i figli di Bossi restituiranno tutto fino all’ultimo quattrino dei soldi eventualmente male utilizzati». 
Sarà il leader dei Barbari sognanti, Maroni, a chiudere la campagna elettorale stasera a Cantù. Mentre da ieri un nuovo tormento impazza fra i fan su Facebook: «Questa è la Lega che voglio: Maroni al Federale, Tosi in Veneto e Salvini in Lombardia». E sia Maroni che Salvini in Lombardia di eventi a favore dei cinque sindaci al ballottaggio non ne hanno saltato uno.

fonte: http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/05/18/714548-salvini_crede_lega_vincera.shtml

tags: Matteo Salvini; Lega Nord; Lega 2.0; Roberto Maroni; Flavio Tosi; il giorno

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