Archive for the ‘Max Ferrari’ Tag

Alla guerra d’Asia, i retroscena del viaggio di Obama

Alla guerra d’Asia, i retroscena del viaggio di Obama:

“Gli Stati Uniti sono una potenza asiatica e noi siamo qui per restare!”

La frase in questione,  pronunciata non da un soldato sbronzo, ma da Barack Obama in visita ad una base militare USA in Australia spiega il senso profondo del tour che tra il 17 e il 20 novembre porterà il presidente in Birmania, Thailandia e Cambogia.

Chi pensa che sia un viaggetto esotico e poco importante non ha capito che in ballo c’è la grande partita con la Cina per il controllo non solo di tutto il Sudest Asiatico, ma, soprattutto, dell’enorme area commerciale dell’ Oceano Pacifico che coinvolge quasi la metà della popolazione mondiale e il 50% degli scambi commerciali globali.  Area ancor più appetibile da quando è stato scoperto che il Mar Cinese è ricco di gas e petrolio che alla Cina, grande potenza assettata ma senza risorse energetiche, farebbe davvero comodo.

Peccato che dopo Fukushima, anche il rivale Giappone ha enorme sete di energie diverse dal nucleare ed ecco allora che nelle acque di confine prima si è cominciato a litigare e oggi si rischia la guerra per il possesso delle isole Senkaku, pochi scogli  la cui proprietà, però, dà diritto allo sfruttamento del tesoro energetico sottomarino.  Tra i due litiganti il terzo gode ed ecco allora che il Giappone che aveva appena finito di cacciare i marines da Okinawa, li richiama in servizio e l’America incredula viene addirittura chiamata in aiuto dai vietnamiti che un po’ più sud, a loro volta, litigano aspramente con i cinesi per il possesso delle Paracelso, un altro pugno di isole che galleggiano sui preziosi idrocarburi.

Gli yankees cacciati a pedate dai vietcong del Generale Giap tornano quindi sulle spiagge di Da-Nang  (ricordate i surfisti di Apocalypse Now?) da alleati di un paese ancora comunista (almeno sulla carta) contro la Cina anch’essa comunista. Uno spasso per gli USA che, inoltre si tolgono la soddisfazione di tornare anche nelle Filippine anch’esse in rotta con Pechino e alla ricerca della protezione dello Zio Sam.

Così mentre il perdente Romney blaterava di pericolo Russia ed era fermo ai vecchi schemi americani miranti al controllo dell’ormai inutile Medio-Oriente, Obama va al nocciolo della questione e, da invitato, si infila nella torta con due obiettivi: impedire che la Cina metta le mani su risorse energetiche che potrebbero renderla meno dipendente dall’estero e, non meno importante, sfilare a Pechino il controllo degli affari e del commercio asiatico. La Cina è oggi il primo partner commerciale di tutti i paesi dell’area e minoranze cinesi, magari con doppio passaporto, sono a capo dei business più importanti in tutti i paesi del sudest asiatico. Una posizione da monopolista, consolidata da politiche accorte quali gli aiuti economici ai paesi più in crisi (Cambogia,Birmania, Laos) e dalla stipula di un trattato doganale di libero scambio tra la Cina stessa e tutti i membri dell’ASEAN, l’associazione dei paesi dell’area.

Una posizione che pareva impossibile da scalzare, ma oltre alla nuova presenza navale gli USA han tirato fuori dal cappello uno strumento dirompente: il Trans Pacif Pact (TPP). Sembrava una idea estemporanea di un Obama in camicia hawaiana, l’anno scorso al vertice APEC di Honolulu, ma la settimana seguente lo stesso presidente, con un’altra camicia sgargiante si presentò alla riunione dell’ASEAN in Cambogia e disse che aveva in mente di creare un’ area di scambio senza dazi tra Canada, USA e Messico da un lato del Pacifico e ASEAN dall’altro.

Tradotto: tutti insieme appassionatamente tranne la Cina che in teoria potrebbe partecipare, ma in pratica non potrà farlo perché le regole del gioco saranno studiate per escluderla. Pechino naturalmente non sta a guardare e nell’area  tra Birmania, Cambogia e Indonesia è tutto un tira e molla di corteggiamenti, promesse, tradimenti nel grande gioco delle alleanze strategiche. Un gioco da cui l’Europa dei tecnocrati, presuntuosamente sganciata dalla Russia e quindi dall’Eurasia, è totalmente esclusa. Talmente esclusa da non capire, leggete i giornali, che il motivo del viaggio di Obama non è affatto parlare di democrazia in Birmania, ma di ricreare quegli avamposti militari e commerciali che gli inglesi fondarono e poi gli stessi americani difesero contro l’Impero Giapponese che perse la guerra proprio perché si andò ad impantanare nel Pacifico.

Oggi il nemico degli interessi USA è a Pechino e Tokio è alleata, ma gli elementi fondamentali del risiko son sempre quelli e la guerra, per ora fredda, si combatte ancora sull’Oceano.

Max Ferrari (pag. 7 La Padania del 17-11-2012)

http://maxferrari.net/2012/11/18/alla-guerra-dasia-i-retroscena-del-viaggio-di-obama/

Tags: Max Ferrari, 

http://ifttt.com/images/no_image_card.png November 18, 2012 at 02:17PM

Annunci

Gli spartani di Silvio

Gli spartani di Silvio:

“I 30 di Silvio contro i 300 di Alfano”.  “I 30 di Silvio contro i 300 di Alfano”. I titoli dei giornali che riassumono la rivolta dei parlamentari PDL contro Berlusconi rimandano un po’ ai famosi 300 della spedizione di Pisacane a Sapri e un po’ al drappello di indomiti spartani di Leonida. Qui però non c’è niente di epico, e l’unico ideale in ballo è la salvaguardia della propria poltrona in vista di elezioni che si preannunciano drammatiche.

Razionalmente, anche se gli alfaniani fossero 3000 e gli spartani di Berlusconi soltanto 3, punterei tutto sul vecchio Silvio perché, paradossalmente, tra i due, è lui l’unico potenziale innovatore, mentre Alfano che si spaccia per nuovista è ormai il rappresentante degli interessi degli ex AN, degli ex PSI, degli antileghisti incalliti e di tutti coloro che con la scusa di tenere in vita il partito non vedono l’ora di gettarsi nelle braccia di Casini e di un secondo governo “tecnico”.
La cosa potrebbe anche non interessare la Padania se non fosse che di mezzo ci sono le elezioni in Lombardia e che la battaglia tra fazioni del PDL si gioca anche e soprattutto su questo fronte con un Berlusconi che si ricorda di essere un imprenditore brianzolo e appoggia una candidatura Maroni rispolverando vecchi cavalli di battaglia su tasse e impresa e un Alfano che, lontano anni luce dalla realtà lombarda, si ostina a seguire i desiderata di Formigoni e appoggia un Albertini la cui corsa non farà altro che agevolare la vittoria della coalizione PD-UDC.
Una situazione intricata che vede i vari commentatori padanisti schierati su due fronti: c’è chi dice che occorrerebbe turarsi il naso e, nel caso, intrupparsi dietro Albertini e chi, come l’ottimo Gilberto Oneto, sprona alla rottura totale con ogni declinazione del PDL e incita alla corsa solitaria in alleanza con altre liste autonomiste.
Probabilmente, visto quanto scritto finora, ci sarebbe una terza via: una lista Maroni Governatore, affiancata naturalmente dalla Lega Nord e appoggiata da una lista di giovani senza macchia (vedi i “formatta tori” vicini a Cattaneo, sindaco di Pavia) gradita e sponsorizzata dal Cavaliere ma senza il marchio PDL che comunque nei suoi piani andrà in cantina. Il tutto naturalmente aperto alle liste autonomiste e civiche che avranno le carte in regola.
A quel punto sarà bello capire chi finanzierà davvero la campagna di Albertini e quanti voti prenderà fuori dalle mura della città di Milano. Perché un conto sono le firme degli amici della Milano alto-borghese e un conto i voti degli imprenditori e della media borghesia impoverita da questo governo che loro invece esaltano.
In ogni caso, quei voti, non saranno abbastanza per dar fastidio alla nuova compagine politica pro Maroni, una nuova “Lega Lombarda”, che sulle ali del rinnovamento, della pulizia, della lotta durissima alla mafia, del catalanismo e nel segno dell’autonomia fiscale più spinta non farà fatica a spazzare via ogni vecchio arnese, di sinistra o destra che sia.

Max Ferrari (pag. 2 La Padania del 01-11-2012)

http://maxferrari.net/2012/11/01/gli-spartani-di-silvio/

http://ifttt.com/images/no_image_card.png November 01, 2012 at 02:50PM

Sicilia: una lezione utile.

Chi ha vinto in Sicilia? Uno, nessuno, centomila! I giornali fingono di credere che abbia trionfato il Pd con Crocetta, omettendo di specificare che ha vinto anche e soprattutto grazie ai voti democristiani che in giorni non lontani furono di Totò Cuffaro, oggi recluso, ma ieri potentissimo governatore.

Comunque sia , la maggioranza per governare non ce l’ha, neanche lontanamente, e allora ecco comparire all’orizzonte i possibili alleati che, per l’appunto, sono 100.000: Miccichè con Grande Sud, Raffaele Lombardo con l’ex MPA e partitelli vari a fare da utile contorno.

Il risultato è che la giunta Lombardo, prima osteggiata dal PD, poi appoggiata e infine ripudiata e accusata di sperperi e scandali ha superato indenne queste elezioni “rivoluzionarie” e si riproporrà presto sotto mentite spoglie. Il governo di Don Raffaele infatti si fondava su un patto tra il suo MPA, il PD e l’UDC mentre il governo del “rivoluzionario” Crocetta si reggerà sul patto PD-UDC-MPA. Tutto cambia perché nulla cambi: il Gattopardo versione 2012.

E naturalmente nulla cambierà nella gestione delle spese allegre dei cosiddetti Onorevoli del Consiglio
Regionale Siciliano e sul fronte delle spese pazze in consulenze, lavori pubblici e chi più ne ha più ne metta.

Ce ne accorgeremo presto, quando Monti ci racconterà che occorre ripianare gli ennesimi 7 miliardi di buco, ma, tutto sommato, in previsione delle elezione lombarde, questa tornata sicula, un paio di indicazioni utili ce le dà.

In primis chiarisce che, con le sue idee spesso condivisibili, non sarà certo Grillo a poter risolvere la questione settentrionale, per il semplice fatto che il suo movimento si prefigge di far diventare virtuosi i furbacchioni, cosa un po’ velleitaria e comunque lunghissima da realizzare, ma, nel frattempo, non contempla nessuna forma di autonomismo e di responsabilizzazione regionale e quindi i furbi continueranno a fare i furbi (magari un po’ meno per i primi tempi, poi…) e gli altri a pagare.

Secondariamente, queste elezioni confermano che con la frammentazione esistente un partito nel bene o nel male radicato sul territorio (in questo caso il partito dei siciliani di Lombardo) può liberamente decidere di sottrarsi ai diktat dei grandi (nel caso specifico del PDL di Alfano) e trasformarsi , poi, nell’ago della bilancia indispensabile a chiunque vinca le elezioni.

E allora? Allora visto il comportamento padronale di Formigoni che pretende di imporre il suo successore e di decidere le alleanze e viste le dichiarazioni tutt’altro che rassicuranti in termini di programmi e di  spazio riservato alle tematiche autonomiste di Albertini, forse sarebbe il caso che la Lega facesse anche lei quella che balla da sola e poi, se non dovesse vincere, decida di dare l’appoggio agli uni o agli altri (tanto non c’è gran differenza) in cambio di vitali concessioni in termini di programma e di comune lotta per una sempre maggiore autonomia regionale.

La Padania del 31/10/2012

http://ifttt.com/images/no_image_card.png October 31, 2012 at 08:08PM

Un po’ di memoria!

Un po’ di memoria!:

Visto che qualche vile personaggiucolo ha messo in dubbio il fatto che io, da sempre, abbia detto e scritto cose a favore della causa dei Vigili del Fuoco, sono andato a cercare qualche prova rintracciabile da tutti su internet e ho ritrovato un po’ di pezzi interessanti anche per alcune tematiche che in essi venivano sviluppate a latere della questione in oggetto e che, oggi, sono quanto mai interessanti e attuali. Chi avrà la voglia e la pazienza di leggere potrà capire bene.

P.S.  Visto che il mio archivio di TelePadania è stato dolosamente distrutto e disperso da chi è venuto immediatamente dopo di me, la maggior parte di questi pezzi fanno data al periodo posteriore alla mia espulsione (colpevole di aver criticato il buco Credieuronord e aver litigato con Balocchi e Rosy Mauro) e alle esperienze (che non rinnego affatto vista la trasparenza e l’onestà d’intenti dei due movimenti) con il Fronte Indipendentista e Lombardia Autonoma. 

Per questo si intravvede anche un po’ di astio nelle parole, ma, come il tempo ha dimostrato, è un astio giustificabile da parte di chi è stato trattato come un pazzo e un traditore della causa, soltanto perché, proprio in nome di quella causa, pretendeva coerenza e pulizia. Ma andiamo con ordine e partiamo con un pezzo del 2006 apparso su Varesenews: si parte col commentare dolorosamente una tragedia avvenuta sul Lago di Varese, ma si va a parare bel oltre:

I pompieri e i politici
Leggo con stupore che, in relazione alla tragedia che ha colpito la famiglia Visintini,i soliti politici di professione scoprono “il pericolo Lago” e avanzano fantasiose soluzioni tipo la realizzazione di un ponte sull’Isolino o, sapendo che non se farà mai niente, l’ennesimo corpo di polizia (stavolta lacuale). Questo significa prendere per i fondelli la gente e fingere di non sapere che il problema, annoso, va ben oltre le sponde del Lago, e investe la sicurezza della Provincia in generale. La provincia dei 7 laghi, dell’Aeroporto intercontinentale, del CCR di Ispra, delle mille fabbriche e fabbrichette ridotta ad avere un corpo dei Vigili del Fuoco con 15 uomini a turno, 3 gommoni adatti alle gite in vasca da bagno, una sola gru e una serie di caserme esistenti quasi solo sulla carta. Questo nell’Italia dei 14.000 forestali calabresi, dei lavoratori socialmente utili del napoletano e dei burocrati siciliani pagati 1500 euro al giorno. Una VERGOGNA. Con responsabilità ben precise. La Lega che continua a sbraitare contro i palazzi di Roma in cui comodamente risiede da anni, cosa ha fatto per la sicurezza della nostra Provincia e per soddisfare le legittime richieste dei Vigili del Fuoco della Lombardia e del Nord in generale? Nulla. Anzi, il sottosegretario Balocchi, ( forse più noto alle cronache per vicende legate alle sale Bingo e al finanziamento pubblico ai partiti) messo dalla Lega al Ministero dell’Interno con delega sui pompieri, ha sempre mostrato un atteggiamento ben poco collaborativo nei loro riguardi (e per rendersene conto basti leggere cosa dicono di lui i vari blog dei VDF) e si è ben guardato dall’esaudirne le legittime richieste in tema di assunzioni regionali, stipendi normali e mezzi all’altezza. Oggi con che coraggio questa gente urla ancora contro Roma, le sue ruberie i suoi disservizi e si ripropone per gestire la cosa pubblica?
Max Ferrari – Fronte Indipendentista (redazione@varesenews.it 6-11-2006)

(http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id=120876)

Interessante no?, ma  qualcuno potrebbe dire che si trattava di una boutade fatta per caso e allora andiamo al 2009  con un pezzetto del Corriere relativo al programma di Lombardia Autonoma (oggi sciolta) per Milano e poi, ad un mio pezzo sul blog  del movimento:

Ferrari: autonomia subito e Province autonome
«La Lega ci ha deluso, il federalismo fiscale è un imbroglio, serve una provincia autonoma, sul modello di Trento e Bolzano». Max Ferrari ha piglio e grinta da vendere: dopo 19 anni trascorsi in Lega con svariati incarichi (segretario provinciale di Varese, direttore di Telepadania, fondatore della prima sezione dei giovani della Lega, nell’ 89), tre anni fa lo strappo. «Per incompatibilità ideologiche». E ora l’ esordio al voto della lista Lombardia Autonomista, movimento di cui è segretario e presidente l’ ex assessore del Carroccio Roberto Bernardelli e che punta a riunificare tutti i delusi dell’ area leghista. «Il federalismo fiscale fra dieci anni – attacca Ferrari, candidato alla presidenza – è una legge fumosa che non risolve nulla. Serve l’ autonomia subito e servono province autonome per poter trattenere l’ 80 per cento delle tasse e avere bilanci reali su cui contare. Solo con i soldi si risolvono i problemi aperti: il rilancio dell’ impresa, l’ aiuto ai disoccupati, il sostegno ad anziani e categorie deboli». Ferrari insiste: «Senza soldi non si può neppure garantire maggiore sicurezza, non si possono sostenere le forze dell’ ordine, non si può implementare l’ organico e lo stipendio dei vigili del fuoco milanesi.
Soglio Elisabetta (pag 3  Corriere della Sera 4-06-2009)

(http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/04/Ferrari_autonomia_subito_Province_autonome_co_7_090604016.shtml)

E adesso il blog

Terremoto, cialtroni e sciacalli

Rieccoci: il paese dei cialtroni e dei politici a 20.ooo euro al mese oggi riscopre i Vigili del Fuoco e si aggrappa al loro spirito di sacrificio.Dopodomani essi ripiomberanno nel dimenticatoio e in una realtà fatta di precariato, mancate assunzioni, organico ridottissimo, mezzi obsoleti o assenti. Con quattro soldi questo eroico e indispensabile corpo di prima emergenza potrebbe viaggiare al massimo, ma quelle due lire non si trovano. Non è una cosa che dico oggi, ma è una battaglia che ho condotto con grande costanza da direttore di TelePadania (scontrandomi fortemente con l’allora sottosegretario leghista Balocchi, delegato ai vigili del fuoco ma per nulla interessato alle loro problematiche) e di cui continuo a parlare in Lombardia Autonoma seguendo le vertenze dei pompieri in Lombardia e in particolare a Milano, Varese e Como dove si opera in condizioni da terzo mondo e pochissimi uomini coprono territori immensi. 
 
Si trovano soldi per parassiti e paraculi politici di ogni tipo, ma non per questa gente. 
Inserito su lombardia-autonoma.org
 il 6 aprile, 2009 da Max Ferrari (http://www.lombardia-autonoma.org/20…i-e-sciacalli/)
Per oggi fermiamoci qui con un ultimo richiamo datato 2007 . Era il sunto del programma autonomista che qualche cerchista aveva definito un DELIRIO. Vedete voi.

Da VARESENOTIZIE
Lui è il capo dei “ribelli” della Lega, l’uomo che che dopo avere diretto la televisione del movimento di Umberto Bossi ne è uscito, espulso, ed ha fondato il “Fronte Indipendentista Lombardia”, un soggetto politico radicale, senza compromessi, animato da circa 500 militanti che hanno voluto seguirlo.  
Lui è Max Ferrari, giornalista varesino di 35 anni, che ieri ha annunciato una lista per il suo movimento pronto alla sfida in vista delle provinciali di primavera. Appuntamento per il quale Max Ferrari si propone di portare almeno un consigliere al tavolo di Villa Recalcati.  
”Solo in questo modo – dice lui – saremo in grado di porre una questione prioritaria: lo statuto speciale per la provincia di Varese. Una proposta che nessuno ha mai voluto fare ma che è realizzabile tramite referendum provinciale. Ottenuto lo Statuto speciale, Varese diventerà Provincia autonoma come Trento e Bolzano e potrà trattenere in loco fino all’80 percento delle tasse e gestirle per migliorare servizi pubblici (ospedali, asili, scuole, ospizi, mezzi di trasporto etc.) e infrastrutture. Oggi da Roma torna solo il 7 percento delle tasse raccolte. Assurdo”.  
 
La “lista” delle cose da fare passa per negozi e supermercati, i primi “stritolati” dai secondi che a Varese crescono senza limite alcuno”, le strade, le ferrovie e le altre infrastrutture, – ” trattenere le tasse permetterà di realizzare in poco tempo opere attese da decenni come la Pedemontana, i collegamenti ferroviari con Svizzera e Malpensa, il raddoppio dell’A8 con l’eliminazione dei caselli e la miglioria delle inadeguate reti ferroviarie.  
 
Si passa poi alla Sanità, – ” Usiamo le nostre tasse per far tornare i nostri ospedali ad un livello di decenza. Con le tasse che paghiamo potremmo avere una sanità gratuita di primo livello e invece ci troviamo a pagar ulteriori balzelli (ticket) per servizi da terzo mondo con operatori malpagati e demotivati” -, al no alla alla privatizzazione di Acqua, Gas e Fonti Energetiche, alla precedenza “ai lombardi e coloro le cui famiglie sono in Lombardia da lungo tempo, 20 anni, nellassegnazione di posti di lavoro pubblici, alloggi e accesso a pubblici servizi”, nonchè al potenziamento dei Vigili del Fuoco.  
 
Infine, idee decise anche per quanto riguarda il fronte immigrazione:”Qui ci sono già migliaia di extracomunitari senza lavoro. Perchè farne venire altri? Perchè creare nuovi disadattati a carico della società? Con quel che costa un immigrato disoccupato qui da noi, si potrebbero aiutare decine di persone in Africa. Pensiamoci”.  
 
 
venerdì 2 febbraio 2007  
A. Men.  
redazione@varesenotizie.it

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 31, 2012 at 06:25PM

Max Ferrari: intervista a Jean-Marie Le Pen del novembre 2005 su La Padania

Max Ferrari: intervista a Jean-Marie Le Pen del novembre 2005 su La Padania:

LE PEN: «E’ la prova generale per qualcosa di ancora più grave»

Max Ferrari

«Il coprifuoco? Mi fa ridere», dice uno scatenato Jean-Marie Le Pen nella sua casa fortilizio sulla collina di Saint-Cloud. «A cosa serve il coprifuoco se poi la polizia ha avuto l’ordine di ritirarsi da molte banlieue lasciate in mano ai boss stranieri? Chi lo fa rispettare?»

«Altra presa in giro – aggiunge il leader del Fronte Nazionale – è la proposta fintamente dura di Sarkozy di espellere i violenti anche se hanno il permesso di soggiorno. Tutti sanno che costoro sono pochissimi perché la maggioranza dei teppisti ormai ha piena cittadinanza francese con connesso diritto di voto e di ricatto. Se veramente si volesse stroncare la rivolta, che poi è solo un test per cose più grosse in futuro, occorrerebbe modificare la legge sulla cittadinanza che oggi si basa sul diritto di suolo e viene regalata a chiunque nasca in Francia o vi risieda per un breve periodo».

Lei sa che in Italia sinistra e centrodestra esclusa la Lega vorrebbero invece fare l’inverso e passare dal diritto di sangue, oggi vigente, al diritto di suolo?

«E’ una follia, perché è una strada senza ritorno e mette il paese sotto il ricatto di stranieri spesso etero-diretti che poi non si riesce più ad allontanare. No: la soluzione per raddrizzare la situazione è in primis il blocco militare delle frontiere esterne alla Ue, il ripristino delle frontiere interne, l’espulsione dei clandestini e dei regolari senza un vero lavoro e, appunto, la revoca della nazionalità a chi ha dimostrato di non meritarsela».

Le pare possibile? Haider in Austria è finito sotto sanzioni internazionali per molto meno.

«L’Unione europea è una gabbia costruita da altri per distruggere l’Europa. Il Fronte nazionale, per esempio, non gode di quei diritti di libertà di espressione di cui godono boss immigrati e imam radicali. Tutte le leggi sono fatte per metterci il bavaglio giudiziario e il sistema politico è concepito in modo da lasciarci fuori dal Parlamento pur avendo il 15% dei consensi. Per non parlare poi dei nostri candidati e simpatizzanti nelle banlieue che vengono messi all’indice dalla sinistra e lasciati alla mercè  dei teppisti stranieri che fanno di tutto per intimorirli».

Perché i francesi esausti non votano in massa il Fronte?

«Perché noi siamo demonizzati e perché la destra moderata, in campagna elettorale, promette misure drastiche e pugno di ferro, ma una volta al governo si inchina di fronte alle lobby pro-immigrazione e mondialiste. Guardate Sarkozy: ha promesso tolleranza zero, ma non riesce a fare nulla e si limita alle dichiarazioni in Tv».

La situazione però sembra calmarsi. Chirac ha promesso nuovi aiuti alle periferie..

«Ancora una volta comprano, a carissimo prezzo, la pace sociale. Ancora una volta cedono al ricatto dei boss. Nelle periferie sono stati gettati miliardi di euro in opere che sono state subito vandalizzate e vasta parte di quei soldi sono finiti in mano ad associazioni ambigue che tutto fanno tranne che lavorare per la convivenza. Regalare altri soldi significa arrendersi alla violenza, rafforzare il potere dei trafficanti e degli islamisti e dimostrare di avere paura. Il governo e i francesi non faranno la figura dei generosi, ma dei codardi arrendevoli e questo non farà altro che scatenare nuove pretese. Quest’ondata di violenze è stata solo una prova generale: la prossima sarà molto più dura e organizzata, anche grazie ai nostri finanziamenti».

E’ pessimista?

«La situazione è tragica e i dati demografici fanno paura, ma noi lavoriamo per tornare padroni a casa nostra. Oggi lo Stato vede i francesi onesti come delle pecore da tosare con tasse che servono far vivere nel lusso gli immigrati. E’ ora di ribellarsi. La libertà e la dignità non si comprano coi soldi, anche perché, grazie alla Ue, la nostra economia è in crisi, milioni di francesi sono alla canna del gas e quando i soldi finiranno, gli immigrati si ribelleranno lo stesso e in maniera ancor più violenta. Noi dobbiamo ribellarci prima.»

Max Ferrari (pag. 7 La Padania 16-11-2005)

fonte: http://maxferrari.net/2012/05/25/mia-intervista-a-jean-marie-le-pen-del-novembre-2005-su-la-padania/

tags: Max Ferrari; La Padania; Jean-Marie Le Pen; maxferrari.net

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 26, 2012 at 04:33AM

L’ultimo Tg di Max Ferrari a TelePadania

L’ultimo Tg di Max Ferrari a TelePadania:

24-10-2006, 01:12  #1

 

L'avatar di Gioàn Padàn
 

Iscritto dal: 23-03-2005
Località: Dèl – Brèsa | Hèmpèr Pròncc, Mìa Pòra | Europa – il Crepuscolo degli Dei
Messaggi: 1.650
Post L’ultimo Tg di Max Ferrari a TelePadania

E’ disponibile sulla rete, diviso in sei parti, l’ultimo Telegiornale di TelePadania diretto e condotto da Max Ferrari. Nell’ultima parte, la sesta, si nota la censura messa a punto dall’equipe giornalistica di TP. Molto esilaranti le scuse prese da quest’ultimi. Questa puntata mostra l’incontro di Brèsa organizzato dai ragazzi di Identità Padana, con ospiti Oneto e Pagliarini.

Suggerisco a Luca di inserirlo in “link utili” 

Parte 1: 

Parte 2:

Parte 3:

Parte 4:

Parte 5:

Parte 6:

  

http://www.maxhead.org/pol2009/images/customavatars/avatar7739_14.gif May 20, 2012 at 03:53PM

Il caso “Max Ferrari”

Il caso “Max Ferrari”:

L’islam ci chiude già la bocca, è quello che è successo al direttore di Telepadania Max Ferrari. 
E’ stato querelato dall’Islamic Anti-defamation League e la Digos ha sequestrato il tg dell’11 Luglio in cui si racconta di presunte esultanze in un paese romagnolo dopo gli attentati di Londra. 

«Io sto con Max Ferrari» è questo l’ultimo slogan della Lega, stare dalla parte del direttore di Telepadania Max Ferrari significa essere dalla parte di chi ha svolto il suo mestiere di giornalista: dare una notizia così come fu data da un importante quotidiano locale e ripresa dal più autorevole giornale italiano. 

Ma, chissà perché, l’unico ad essere querelato è stato il direttore di Telepadania. 

I fatti sono noti, li ricapitoliamo in breve, prima di ascoltare direttamente lo stesso Ferrari. Due giorni dopo gli attentati dinamitardi effettuati a Londra da terroristi che Scotland Yard aveva immediatamente definito “estremisti islamici”, alla redazione di Telepadania arriva un fax che, riprendendo un articolo pubblicato sul Resto del Carlino, racconta di una scena inquietante: a Pieve di Cento, nel Ferrarese, dove un gruppetto di immigrati di fede musulmana avrebbe lanciato urla di giubilo e cantato a squarciagola lodi rivolte ai bombaroli di Londra. 
Era l’11 luglio, quando Max Ferrari riporta la notizia nel corso del tg serale sull’emittente padana. 

R: «Come si fa normalmente e quotidianamente in tutte le televisioni del mondo – racconta Ferrari -, mentre leggevo la notizia e trovandomi non in radio, ma in tv, ho pensato di far scorrere un filmato di repertorio che raffigurava scene di islamici in festa, dove peraltro non si faceva fatica a capire che Pieve di Cento non c’entrava nulla, visto che si vedeva bene sullo sfondo del filmato il Duomo di Milano e la scritta “immagini di repertorio”. Io non ho mai detto che si trattava di islamici che esultavano a Pieve di Cento». 

D: E per questo motivo sei stato querelato dall’Islamic Anti-defamation League e la Digos, a fine Novembre, è giunta in redazione a sequestrare la videocassetta del tg dell’11 Luglio? 
R: «Sì. E a notificarmi un avviso di garanzia per istigazione all’odio razziale e diffusione di notizia falsa. Sono stato accusato, in pratica, di aver riportato una notizia pubblicata da altri colleghi e ripresa anche da importanti esponenti politici, tra i quali Dario Franceschini della Margherita, che sul Corriere stigmatizzava un simile episodio. 

D: Ma il fatto grottesco è che il “caso Max Ferrari” – permettimi questa espressione personalizzata – è scoppiato non il 12 luglio, ma due settimane più tardi, grazie all’articolone di Gian Antonio Stella sul Corriere. Il giornalista criticava nel suo pezzo le dichiarazioni rese in un comizio dal ministro Castelli, in cui il Guardasigilli sottolineava che la notizia dei festeggiamenti in onore dei kamikaze di Londra era stata riportata soltanto da Telepadania. Secondo Stella, e anche secondo l’Islamic Anti-defamation League, si tratta di un episodio mai verificatosi, nonostante diversi testimoni oculari di Pieve di Cento per diversi giorni avessero confermato quella versione. 
R: “A fine Luglio mi telefona un avvocato della potente organizzazione islamica dicendomi gentilmente che mi avevano querelato”. 

D: Anche se non sei stato tu a dare la notizia, ma hai riportato un ritaglio altrui. Ma ti sei recato poi sul posto per verificare l’esattezza della notizia? 

R: “Certo, sono andato diverse volte a Pieve di Cento, ho intervistato il principale testimone oculare, denunciato e indagato anche lui, e alcuni abitanti della località che, pur chiedendo l’anonimato perché hanno paura di finire sotto processo o anche peggio, hanno comfermato la notizia”. 

D: Siamo arrivati alla fine, momentanea, della storia: la Digos arriva in redazione e sequestra la videocassetta del tg incriminato. E adesso? 

R: “Adesso aspetto. Di querele, facendo il direttore di Telepadania, la tv maledetta dei leghisti, ne ho ricevute altre e non ho mai fatto la vittima, questa volta però ho deciso di rendere pubblica la vicenda, l’ho fatto perchè simili situazioni servono a tappare la bocca a chi non è politicamente corretto e potrebbe rappresentare un pericoloso precedente. Insomma, mi sa tanto di attacco politico. Ripeto: mi arriva una notizia in redazione piuttosto clamorosa, pubblicata su un quotidiano importante, mi sono informato sulla veridicità della notizia, che altro dovevo fare poi se non leggerla ai nostri telespettatori, visto che si trattava di un tema caldo?”

fonte: http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Il-caso-quot-Max-Ferrari-quot-/D5236364.html

tags: Max Ferrari; Lega Nord; TelePadania; Gian Antonio Stella; Islamic Anti-defamation League

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 20, 2012 at 03:44PM

Max Ferrari Massimiliano Ferrari, meglio noto come Max…

Max Ferrari

Massimiliano Ferrari, meglio noto come Max Ferrari (Varese29 maggio 1971), è un giornalista e politico italiano. Sposato, padre di una bimba, dal 12 ottobre 2002 è direttore responsabile del telegiornale di TelePadania e ci rimane fino all’ aprile 2006; in varie occasioni è anche reporter di guerra, come in SerbiaKosovoIraq e Afghanistan.

Biografia

Ferrari a 16 anni aderisce alla Lega Lombarda e nel 1989 diventa militante e responsabile del primo gruppo giovani del movimento, poi con la nascita della Lega Nord fa parte delle prime Guardie Padane. A partire dal 1990, con lo scoppiare delle rivoluzioni che porteranno allo sgretolamento della Jugoslavia, compie insieme a giovani leghisti varesini e piemontesi (come l’on. Giuseppe Guido Rossi) molte spedizioni in Croazia e in tutti i Balcani per prestare aiuto alle popolazioni locali. Dal 1994 al 1998 ricopre l’incarico di consigliere comunale a Malnate, alle porte di Varese, comune dove ha sempre vissuto.

Nel 2002, non appena nominato direttore del TGNord di TelePadania, si auto-inviò in missione solitaria con poche centinaia di euro e senza telefono satellitare. Compie interviste personali a capi di stato ed esponenti politici come: Rafic HaririVojislav KostunicaIbrahim RugovaStipe MesicAleksandr KwasniewskiIon IliescuJorg HaiderJohannes Rau,Vaclav HavelEdmund StoiberCristoph BlocherJean-Marie Le Pen. Nel 2006 viene allontanato dall’emittente leghista, dopo quattro anni di reportage internazionali dai vari teatri di guerra e azioni controcorrente quali le molte denunce di crimini commessi da cittadini islamici in Italia, o aver aspramente criticato sull’emittente del partito, la malagestione della Lega (con le vicende Banca CredieuroNord) e la sua deriva romana operata da una corte di personaggi che circondano Umberto Bossi[1][2].

La sera del 10 aprile 2006, il giorno in cui si concludevano le elezioni politiche del 2006 con la sede federale della Lega colma di cronisti e troupe televisive, conduce l’irruzione di una trentina di militanti dissidenti leghisti e contesta pesantemente Rosi Mauro apostrofandola «terrona terrona» [3]. Pochi giorni dopo l’occupazione della sede di via Bellerio è stato espulso dalla Lega ed ha fondato il Fronte Indipendentista Lombardia[4], con il quale si è candidato alle elezioni provinciali di Varese ottenendo 3.143 voti e lo 0,9 %.

Nel 2009 forma la coalizione Lombardia Autonoma insieme alla Lega Padana Lombardia di Roberto Bernardelli ed al Progetto Lombardia di Giulio Arrighini. Sotto le insegne diLombardia Autonoma si candida alle elezioni provinciali di Milano ottenendo 5.585 voti. Sempre nel 2009 si candida per le elezioni europee nella lista L’Autonomia[5].

Alle elezioni regionali in Lombardia del 2010 afferma che la Lega Padana Lombardia appoggerà la Lega Nord[6] e nell’aprile 2010 torna alla Lega Nord.

  1. ^ Ferrari intervistato da Rete 55
  2. ^ Max Ferrari va all’attacco. «Ignorati i militanti della base»
  3. ^ Corriere: La Lega delusa punta tutto sul referendum
  4. ^ Un’ altra Lega, nasce il «Fronte padano»
  5. ^ Ferrari interviene a Tribuna elettorale – RAI 3
  6. ^ Ferrari: “Alle regionali voteremo Lega Nord”

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Ferrari

tags: Max Ferrari; Lega Nord; TelePadania; Varese; Malnate; wikipedia

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23221084054 http://25.media.tumblr.com/tumblr_m45tk0REhv1rugh1so1_400.jpg May 17, 2012 at 11:12AM

Pubblicato in data 23/apr/2012 da Jaro Slav Max Ferrari ricorda…

Pubblicato in data 23/apr/2012 da 

Max Ferrari ricorda quando si scontrò con Rosi Mauro e cerchio magico 

Max Ferrari, l’ex direttore di TelePadania espulso 6 anni fa dalla Lega, ricorda quando si scontrò con Rosy Mauro e l’allora nascente cerchio magico. Ferrari, allontanato perchè troppo lungimirante, ricorda la propria idiosincrasia per “la corte dei miracoli” che ha rovinato il Senatur e auspica una nuova Lega Nord sotto la guida di Roberto Maroni.

Intervista di Rete 55 del 16 aprile 2012.

Tags: Max Ferrari; Lega Nord; Roberto Maroni; Rosy Mauro; cerchio magico; Rete 55; TelePadania

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/22983307624 http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 13, 2012 at 08:20PM

Max Ferrari ricorda quando si scontrò con Rosy Mauro e cerchio…

Max Ferrari ricorda quando si scontrò con Rosy Mauro e cerchio magico

Max Ferrari, l’ex direttore di Telepadania espulso 6 anni fa dalla Lega Nord, ricorda quando si scontrò con Rosi Mauro e l’allora nascente cerchio magico. Ferrari, allontanato perchè troppo lungimirante, ricorda la propria idiosincrasia per “la corte dei miracoli” che ha rovinato il Senatur e auspica una nuova Lega Nord sotto la guida di Roberto Maroni. Intervista di Rete 55 del 16 aprile 2012.

tags: Max Ferrari; Rosi Mauro; Rete 55; Lega Nord; Roberto Maroni; cerchio magico

via Tumblr http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/22853528672 http://ifttt.com/images/no_image_card.png Max Ferrari, Rosi Mauro, Rosy Mauro, Lega Nord, TelePadania, Roberto Maroni, Cerchio Magico May 11, 2012 at 09:48PM