Archive for the ‘Roberto Calderoli’ Tag

Lega: Maroni lascia via Bellerio dopo incontro con Bossi

Lega: Maroni lascia via Bellerio dopo incontro con Bossi:

Milano, 18 mag. (Adnkronos) – Roberto Maroni ha lasciato da pochi minuti la sede della Lega Nord di via Bellerio dove nel pomeriggio si e’ incontrato con il presidente del Carroccio Umberto Bossi. Maroni, che questa sera a Cantu’, in provincia di Como, alle 21 chiudera’ la campagna elettorale a sostegno del candidato sindaco non ha rilasciato alcuna dichiarazione. In sede oggi pomeriggio, oltre a Maroni e a Bossi, vi erano anche gli altri due triumviri Emanuela Dal Lago e Roberto Calderoli, oltre a Giancarlo Giorgetti, il tesoriere Stefano Stefani e il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota.

fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Lega-Maroni-lascia-via-Bellerio-dopo-incontro-con-Bossi_313317583764.html

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Umberto Bossi; Emanuela Dal Lago; Roberto Calderoli; Giancarlo Giorgetti; Roberto Cota; via bellerio; adnkronos

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23297899154 http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 18, 2012 at 07:41PM

Maroni si smarca da Bossi: «Nella mia Lega deciderà la base»

Maroni si smarca da Bossi: «Nella mia Lega deciderà la base»:

Il senatur continua a tacere. L’ex ministro: Umberto ha il morale sotto i piedi. Borghezio pronto a candidarsi

 La Lega 2.0 inizia a prendere corpo. C’è ancora Umberto Bossi, che appare sempre più relegato a un ruolo non di primissimo piano; c’è Roberto Maroni che traccia la linea e si preparaa guidare il movimento, dettando le regole. In primis quella «aurea», come la definisce lui stesso, secondo cui nel Carroccio del futuro «decide la base» e scompaiono le «imposizioni dall’alto». Insomma, una netta presa di posizione rispetto al vecchio corso di Bossi. Sarà Maroni il nuovo segretario. Anche se il diretto interessato prova a nascondersi: «Sarà il congresso a decidere – dice – Siamo un movimento democratico». Ma la sua elezione appare scontata, anche se Mario Borghezio rilancia la propria candidatura.

Bossi tace. Bossi, intanto, continua a tacere. «Il senatur ha il morale sotto i piedi – racconta Maroni – La vicenda giudiziaria è una cosa che non ha fatto piacere né a lui, nè a me, né a nessun leghista. La Lega, però, deve andare avanti e l’opera di pulizia continua».

Borghezio pronto a candidarsi. Borghezio si presenta a sorpresa a Montecitorio e, ascoltato da un gruppetto di parlamentari, spiega che «ove le candidature non dessero prospettive alle istanze indipendentiste» lui è «pronto» a farsi avanti. Lo stesso Borghezio sa di avere poche chance, anche se dice che «gli indipendentisti non sono mica pochi ma il 20%, il 30% o anche il 40%». La sua è piuttosto una provocazione per dare voce all’ala più estremista del movimento. Così avvisa Maroni: «Staremo a vedere» quel che fa, dice. Ma poi lo benedice perché lo ha scelto Bossi e «Umberto in politica non ne sbaglia una». L’esponente leghista lancia infine una stoccata alla “Padania”: «Ieri tutti hanno ripreso le mie parole di sostegno a Bossi ma non “La Padania”, forse non le hanno viste o non c’era spazio…». Sintomo che le polemiche interne sono tutt’altro che sopite. 

I congressi. Quanto ai congressi a fine mese toccherà a quelli regionali di Lombardia e Veneto. Ed è questo il primo caso dove verrà applicata la “regola aurea”. «Questa volta i delegati saranno davvero liberi di scegliere tra chi deciderà di candidarsi e non ci saranno imposizioni dall’alto» dice Maroni. In Lombardia sembra una partita a due tra Matteo Salvini e Giacomo Stucchi, entrambi maroniani. In Veneto la partita è più complessa: l’ala cerchista resiste, mentre l’ala bossiana è forte e sta scegliendo un candidato da contrapporre al maroniano Flavio Tosi. La partita è apertissima.

Salvini: chi chiede soldi per conto del padre non fa una cosa intelligente. «Io ho un bimbo di nove anni a cui tirerò due ceffoni se quando crescerà sarà così fesso – dice Salvini a chi gli chiede un commento sulla presunta cessione di soldi del partito a Riccardo Bossi – Io sono un non violento, ma se uno va a chiedere soldi della Lega per nome e per conto del padre non fa una cosa né giusta né intelligente».

Calderoli: «Bossi? Nulla modifica il mio affetto e la mia stima per Bossi». «L’indagine su Bossi – dice Roberto Calderoli – penso sia un atto dovuto e sia conseguente a una firma, o sigla, apposta in assoluta buona fede, facendo affidamento sulla correttezza di un documento contabile predisposto dall’amministrazione del Movimento. Ho visto dare da Bossi alla Lega tutta la sua intelligenza, il suo genio politico, le sue risorse, anche economiche, le sue energie, al punto di essere arrivato ad un passo dalla morte, nulla potrà modificare la stima e l’affetto che provo per lui».

Venerdì 18 Maggio 2012 – 13:06
tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega 2.0; Umberto Bossi; Matteo Salvini; Roberto Calderoli; Mario Borghezio; il messaggero

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23287005822 http://www.ilmessaggero.it/MsgrNews/MED/20120518_maroni_bossi_2.jpg May 18, 2012 at 02:17PM

Maroni: «Sono ultracerto, Umberto è in buona fede»

Maroni: «Sono ultracerto, Umberto è in buona fede»:

REAZIONI. L’ex ministro: «Via dal partito faccendieri, ladri e ciarlatani»

Zoom Foto

L’ex ministro Roberto Maroni

L’avviso di garanzia nei confronti di Umberto Bossi per l’uso dei fondi di partito è un terremoto per la Lega Nord. I fragili equilibri apparentemente raggiunti in questi giorni potrebbero nuovamente di saltare, mettendo a rischio anche la «presidenza onoraria a vita» del Senatùr. Roberto Maroni si dice «ultracerto della totale buonafede» di Umberto ma, evidentemente, non di chi gli è stato vicino. E assicura che «faccendieri, ladri e ciarlatani non avranno posto nella Lega del futuro». Ieri sera, l’ex ministro ha detto che ha telefonato a Bossi e che l’ha sentito «giù di morale»; ma che il Senatùr reagirà. Quanto al prossimo segretario, Maroni ha sottolineato che «lo deciderà il congresso federale». Serie di reazioni nel partito al caso-Bossi. «Ho estrema fiducia nella magistratura. Se saranno riconosciute responsabilità, chi ha sbagliato dovrà pagare», dice il governatore del Veneto, Luca Zaia. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, se la prende «non con Bossi, ma con chi gli stava vicino e si è approfittato di lui». Manca però una linea unica e difensiva, se non per Bossi quantomeno per il movimento. Matteo Salvini spiega che «è in corso un attacco bestiale» contro la Lega per «coprire le porcherie del governo Monti». Giancarlo Gentilini, lo «sceriffo» di Treviso, svela i giochi e invoca «una fucilazione elettorale alla schiena per alto tradimento» nei confronti di chi, Bossi compreso, è stato raggiunto da avviso di garanzia. Mario Borghezio prova a giustificare Bossi, le sue responsabilità sono dovute ad una «incomprensibile distrazione» e alla sua «malattia». Ma «chi tocca Bossi finisce male», avvisa. «Nulla potrà modificare la stima e l’affetto che provo per lui», gli fa eco Roberto Calderoli. Manuela Dal Lago, membro del triumvirato che guida il partito, dice: «Mi stringo intorno a Umberto, pronta a difenderlo fino alla fine». E la base come reagisce? «Ditemi che è una bufala, ditemi che non è vero quella storia del Trota che è in vacanza in Marocco». È quasi una supplica quella di Beppe da Milano che interviene ai microfoni di Radio Padania. È messa di nuovo alla prova la fede leghista. La base si sfoga con la radio e si divide tra chi difende senza tentennamenti il suo leader, parlando ancora di complotti, e chi non è più disposto a concedere alcuna attenuante.

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Umberto Bossi; Luca Zaia; Flavio Tosi; Roberto Calderoli; Giancarlo Gentilini; Mario Borghezio; Matteo Salvini; bresciaoggi.it

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23223543238 http://media.bresciaoggi.it/media/2012/05/17_3_are_f1_77_a_resize_253.jpg May 17, 2012 at 01:04PM

Bossi e la candidatura al congresso: ecco il cerchio che fa pressing sul suo ritiro

Bossi e la candidatura al congresso: ecco il cerchio che fa pressing sul suo ritiro:

(Credits: Ansa/Paolo Magni)

(Credits: Ansa/Paolo Magni)

Dal cerchio magico di Gemonio a quello della ramazza maroniana di Via Bellerio. Sempre un cerchio sembra stringersi attorno a Umberto Bossi. Ora sarebbe quello del forsennato pressing sul Senatùr perché ritiri la candidatura al congresso annunciata il Primo maggio e poi di fatto uffcializzata da Roberto Castelli.

VAI ALLO SPECIALE SULLA FINE DELL’ERA BOSSI

Candidatura alla quale un mese fa, dopo lo scandalo Belsito, Roberto Maroni aveva detto che sarebbe stato pronto a dire sì. Salvo poi ripensarci.

Fatto sta che, dalla guerra della Lega – che somiglia sempre più a un Vietnam – giungono i rumors più disparati, quasi da fantapolitica. Narrano gole profonde leghiste che il Senatùr in queste ore sarebbe oggetto di pressioni continure e fortissime dei maroniani e, nella sede di Via Bellerio, anche dello stesso triumviro Roberto Calderoli che appare sempre più alleato di Maroni, perché torni sui suoi passi per aprire la strada a Maroni nuovo segretario federale al congresso.

C’è chi avrebbe visto sere fa lo stesso governatore Roberto Cota, ritenuto calderolian-maroniano, nelle nuove alleanze interne, precipitarsi dal Piemonte per marcare stretto Bossi raggiunto in un bar vicino a Gemonio.

C’è chi dice che Bossi sarebbe addirittura inseguito nella sede di Via Bellerio anche quando esce dall’ufficio per andare alla macchinetta del caffè. Non lo lascerebbero mai solo, un vera morsa che lo stringerebbe anche quando si muove all’interno del castelletto di uffici leghisti.

Calderoli e i collaboratori del suo staff sarebbero ormai diventati la sua onnipresente ombra in via Bellerio. Rumors, fantapolitica? Un fatto è certo: la guerra della Lega va avanti senza esclusione di colpi. E con modalità che appaiono più simili a una guerriglia in stile Vietnam che alle altre guerre giocate nei partiti più tradizionali e normali di quello strano animale che è la Lega Nord.

Partito sempre a guida carismatica e finora senza correnti, dove quando il conflitto deflagra rischia di diventare lo scontro tra persone. Ritirerà Bossi davvero la sua candidatura, come le cronache hanno scritto?

Chi conosce bene il suo pensiero è pronto a giurare che il suo cruccio in questo momento è uno solo: l’unità della Lega, salvare il movimento. Bossi cederà a chi gli dice: ritirati sennò sei tu che spacchi tutto?

Per il Senatùr questo suonerebbe come un ricatto. Così come, denunciano gole profonde leghiste, doversi sentire ogni volta rivangare le accuse sulla sua sua famiglia. Sale sulle ferite del Senatùr, che aveva già chiesto scusa dal palco di Bergamo, circondato dalle ramazze.

Il Vietnam leghista è solo agli inizi.

fonte: http://blog.panorama.it/italia/2012/05/12/bossi-e-la-candidatura-al-congresso-ecco-il-cerchio-che-fa-pressing-sul-suo-ritiro/

tags: Lega Nord; Roberto Maroni; Umberto Bossi; Roberto Calderoli; Roberto Castelli; Roberto Cota; Panorama

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/22907996339 http://blog.panorama.it/italia/files/2012/05/11a1cb580f6cbdcc76bebeaf4a97302c-large.jpg May 12, 2012 at 06:15PM