Archive for the ‘Terra Insubre’ Tag

Festa dul Dì di Mort – Varese, sabato 3 novembre – Terra Insubre

AUTUNNO 2012
Sabato 3 novembre, dalle ore 15.00 in avanti, in Piazza del Podestà a Varese, l’associazione Terra Insubre ti aspetta per festeggiare la Festa dul dì di Mort, l’antica Trinox Samonios dei Celti. Allo stand nella piazza centrale di Vares potrai trovare il libretto appena stampato sulle tradizioni insubri e lombarde del giorno dei Morti, ‘Quei giorni in cui i Morti ritornano. La vera storia di una nostra antica tradizione”; ma potrai anche gustare i dolci della tradizione di questi giorni come il ‘pane dei morti’, accompagnati da idromele bretone. Per la degustazione e il libretto ti chiederemo 10 euro per finanziare l’associazione. Ti aspettiamo in piazza a Vares… Perché le lümere e i castègn offerti alle anime trapassate che tornavano a visitarci ci sono da ben prima dell’ Halloween americana….terra insubre halloween

http://www.terrainsubre.org/img/mortiritornano.jpg October 31, 2012 at 08:19PM

A Cuasso al Monte di scena la prima Festa celtica

A Cuasso al Monte di scena la prima Festa celtica:

A Cuasso al Monte di scena la prima Festa celtica
Un banchetto di Asterix e i suoi Galli: erano Celti

Terra Insubre “firma” la due giorni in programma questo fine settimana: cultura del territorio, birra, buona cucina e musica Folk’n’roll e metal. Per divertirsi a braccetto con la tradizione

Metteteci la voglia di stare insieme in un bel posto, fare festa all’aperto, bere buona birra, ascoltare buona musica e gustare una cucina semplice che fa della carne grigliata e nei prodotti tipici i piatti forti del suo menù.
In più, aggiungeteci la voglia di rinsaldare i legami con il proprio territorio attraverso mostre e rievocazioni storiche ed ecco servita la prima edizione della Festa celtica della Valceresio, iniziativa che nasce dalla collaborazione tra l’associazione culturale Terra Insubre e le sue sezioni di Bisuschio, Cuasso e Porto Ceresio.
Dopo il successo del Festival Insubria Terra d’Europa il sodalizio culturale transfrontaliero mette la firma su un appuntamento decisamente più popolare e in grado di riscuotere “l’alto gradimento” delle giovani generazioni e di quelli che semplicemente vogliono passare una serata in un contesto diverso dal solito.

La Festa celtica si svilupperà in una due giorni di eventi di cultura e divertimento, aprendo i battentivenerdì 15 Giugno per proseguire nella giornata di sabato 16 presso l’area pic-nic di Cuasso al Monte, nell’alto Varesotto.
Si comincia nel pomeriggio e per entrambi i giorni saranno visitabili due mostre – una sui Celti e l’altra sul cinghiale, animale centrale per l’arte e i miti dei popoli celtici che ne riconoscevano la sua astuzia e la sua natura feroce – e la rievocazione di un villaggio celtico a cura del Gruppo “I Lupi del Ticino”.
La sera, alle 21, spazio al concerto dei Fiò de la Serva, band di Folk’n’roll inedito che parecchio successo sta riscuotendo sul territorio.

Sabato sera, invece, sempre alle 21, concerto dei Folk Stone, band di Bergamo che propone musica folk metal che unisce alle sue sonorità “cattive” testi prevalentemente ispirati a tematiche attuali.
Insomma, un appuntamento da non perdere per vivere un fine settimana… “alternativo” all’insegna dellatradizione locale.

fonte: http://www.ininsubria.it/a-cuasso-al-monte-di-scena-la-prima-festa-celtica~A9128

tags: Terra Insubre; Festa Celtica della Valceresio; Cuasso al Monte; ininsubria.it

http://www.ininsubria.it/thb.aspx?filename=Upload%2FArticoli%2F2012%2F9128%2FCover%2Fvolantino%2Dfesta%2Ejpg&width=466&height=250 June 14, 2012 at 11:51PM

Lecco, Terra Insubre alla guerra per i cartelli in lingua lombarda

Lecco, Terra Insubre alla guerra per i cartelli in lingua lombarda:

Lecco, Terra Insubre alla guerra per i cartelli in lingua lombarda
Foto mstefano80

Il sindaco di sinistra decide di rimuove quelli bilingue:”Contrari al Codice”, ma poi svela “sono un marchio”. L’associazione culturale:”Si vogliono estirpare le nostre radici”

Per i contrari si tratta di cancellare le proprie radici, disconoscere una lingua romanza – e non un dialetto – evidentemente non tutelata e suscitare lo sdegno di chi considera il suo territorio un patrimonio da tutelare in tutte le sue forme.
A Lecco tiene banco l’eliminazione dei cartelli bilingue all’entrata della città. Spariti. Il Comune in questi giorni li ha fatti togliere lungo le strade di accesso: il cartello a tinte marroni con la scritta “Lecch” è stato ripudiato dallo stesso sindaco Virginio Brivio che ha addotto due livelli di spiegazioni.
La prima che quel cartello, così come quelli con i nomi della città gemellate, sarebbero contrari al Codice della strada; la seconda, quella che a molti appare la vera causa dell’operazione, che la scritta “Lecch” rappresentava una sorta di “marchio” che non avrebbe “nulla a che vedere con la vera conoscenza del dialetto” (lingua lombarda, sindaco Brivio, lingua lombarda, n.d.r.) nonché un’esercizio di “esibizione” politica.

Da qui un forte dibattito che in queste ore si sta sviluppando, dividendo la cittadinanza tra favorevoli e contrari alla scomparsa dei cartelli.
Ad opporsi non solo i rappresentanti politici della Lega Nord attraverso il capogruppo in Consiglio comunale,Cinzia Bettega, ma anche la sezione lecchese dell’associazione culturale Terra Insubre coordinata sul posto da Maria Vittoria Sala.

“Ci teniamo a ribadire l’importanza della lingua madre come fattore che contraddistingue l’identità di una comunità e come patrimonio inestimabile della stessa – spiega la responsabile della sezione di Terra Insubre -. Facciamo presente che, sebbene il lombardo venga erroneamente considerato un dialetto dell’italiano a volte anche dai suoi stessi parlanti, i linguisti lo annoverano tra le lingue romanze e attribuiscono la qualità di dialetto alle sue varianti (milanese, brianzolo, laghée…). Purtroppo lo Stato italiano non riconosce un regime di bilinguismo ufficiale nei nostri territori e nemmeno riconosce alla lingua lombarda il rango di minoranza linguistica tutelata. Il risultato è che, sotto la livella delle forze globalizzatrici e omologatrici di quest’epoca storica, sempre un minor numero di persone parlano lumbard e l’UNESCO lo ha definito una lingua in serio pericolo di estinzione”.

Da qui Terra Insubre considera il gesto dell’amministrazione comunale lecchese “ancor più deplorevole: la furia legalista e giacobina con cui si è mobilitata per sanare una violazione del codice della strada è di tutta evidenza un tentativo malcelato di estirpazione delle radici lombarde della città di Lecco.
Sembrerà ai più un fatto banale, ma il valore simbolico della rimozione dei cartelli in lombardo è devastante – continua Maria Vittoria -. E’ uno sfregio a sentimenti ed affetti collettivi, la cui vitalità a certe latitudini preoccupa più che ad altre. E far dimenticare a un popolo chi è e da dove viene è l’arma più potente per condannare la sua esistenza all’oblio della storia”.

“L’amministrazione comunale, mettendo in atto questa rappresaglia antidentitaria – conclude Maria Vittoria Sala – ha dimostrato di essere asservita al progetto mondialista di sradicamento e massificazione socio-culturale pianificato dai poteri forti nemici dei popoli.
Noi di Terra Insubre non dimentichiamo che Lecco è primariamente lombarda e che il lombardo è la lingua che storicamente si parla su questo ramo del Lago di Como da ben prima che fosse imposto l’italiano come lingua franca. Conservarla e non dimenticarla è una garanzia della nostra esistenza. Estirparla è incomprensibile”.

fonte: http://www.ininsubria.it/lecco-terra-insubre-alla-guerra-per-i-cartelli-in-lingua-lombarda~A9114

tags: Terra Insubre; Lecco; cartelli stradali lombardi; Maria Vittoria Sala; Cinzia Bettega; ininsubria.it

http://www.ininsubria.it/thb.aspx?filename=Upload%2FArticoli%2F2012%2F9114%2FCover%2FLecco%5Fcartello%2Ejpg&width=466&height=250 June 12, 2012 at 06:58PM

Terra Insubre: Mostra felix Austria a Galbiate, LA LOMBARDIA AUSTRIACA PRIMA DELL’UNITA’

Terra Insubre: Mostra felix Austria a Galbiate, LA LOMBARDIA AUSTRIACA PRIMA DELL’UNITA’:

L’”Associazione Culturale Terra Insubre” e l’“Associazione Culturale Identità Europea” hanno ideato e curato la mostra e il convegno “Felix Austria – la Lombardia austriaca prima dell’unita’ d’Italia” promosse e sostenute da Provincia di Lecco e Comune di Galbiate con il patrocinio del Parco del Monte Barro.

Le due iniziative si terranno presso Villa Bertarelli di Galbiate dal 29 maggio al 6 giugno p.v.. Il convegno si terrà il 29 maggio, giorno di apertura della mostra, alle ore 18.00.

Prima dell’inizio del processo di unificazione italiano la penisola era politicamente suddivisa in numerosi stati distinti, molti dei quali direttamente o indirettamente sotto il controllo della potenza imperiale asburgica. Ciò in conseguenza di un processo di formazione che nel corso dei millenni aveva portato alla graduale e naturale formazione di queste comunità, molte delle quali caratterizzate da una lunga esperienza di convivenza e da un grado di benessere e di civiltà che le portarono a primeggiare tra gli stati dell’Europa dell’epoca.

La mostra e il convegno hanno la finalità di approfondire la conoscenza di queste realtà, ponendo particolare attenzione alle condizioni sociali ed economiche del territorio insubrico e lombardo e all’eredità lasciata ai nostri territori dalla lunga presenza austriaca.

fonte: http://leccoprovincia.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=1120:mostra-felix-austria-a-galbiate&Itemid=261

tags: Terra Insubre; Felix Austria; Galbiate; Identità Europea; Parco del Monte Barro; Asburgo; leccoprovincia.it

http://ifttt.com/images/no_image_card.png June 01, 2012 at 11:39AM

Norman Gobbi:”Male per la Lega se Bossi si ricandida”

Norman Gobbi:”Male per la Lega se Bossi si ricandida”:

Norman Gobbi:"Male per la Lega se Bossi si ricandida"
Norman Gobbi e Roberto maroni domenica a Varese

Il Consigliere di Stato ticinese:”Il partito deve scegliere una strada diversa”. Al congresso della Lega Lombarda Cesarino Monti sfida Salvini ed emerge il malcontento dei delegati per gli interventi

Ha svicolato le domande sulla possibilità che Umberto Bossi scelga di ricandidarsi e non affronta il tema del congresso nazionale della Lega Lombarda del prossimo fine settimana, “vedremo”, dice.
Roberto Maroni a Palazzo Estense per il convegno di Terra Insubre che ha allargato gli orizzonti guardando alla possibilità di una microregione insubrica, non scarta l’ipotesi che per il Carroccio una strategia possa essere quella di non presentarsi al parlamento
“E’ una delle ipotesi che tratteremo al congresso federale – ha detto l’ex ministro dell’Interno -. In questo momento dobbiamo concentrarci sul Nord. Occuparci del territorio e diventare il partito egemone. Se riusciremo a imporre la nostra egemonia sul territorio, possiamo anticipare il ‘modello tedesco’ già alle prossime elezioni, e farci rappresentare dagli alleati”.

Il Congresso della Lega Lombarda
Prima del federale, tuttavia, sarà il nazionale della Lombardia di venerdì e sabato che detterà le strategie. Soprattutto perché sarà a spaccatura: Matteo Salvini, candidato ufficiale dei maroniani, contro Cesarino Monti, che di fatto proviene dalle file bossiane.
Inutile dire che se Salvini non vincesse con un ampio margine, questo potrebbe rinvigorire Bossi nell’ipotesi di candidarsia al federale contro Maroni.

La Lega dei Ticinesi guarda con interesse
L’ipotesi naturalmente crea interesse. Anche dall’altra parte del confine. “Si tratta di una situazione negativa per la Lega Nord – dice l’esponente della Lega dei ticinesi Norman Gobbi, anche lui a Varese per il convegno di Terra Insubre – Anche i risultati elettorali dell’ultima tornata amministrativa dimostra che il partito deve scegliere una strada diversa. Abbiamo già detto che secondo noi è Maroni il futuro”. 
E se, come qualcuno dice, Bossi avesse intenzione di ricandidarsi? “Saranno i militanti a decidere – conclude Gobbi -. Certo sarebbe un passo indietro rispetto al cambiamento che si è iniziato e di cui la Lega ha bisogno”.

Malcontento prima del Congresso
Intanto, in vista del congresso nazionale lombardo scoppia il malcontento dei militanti sulla possibilità che gli interventi dei delegati siano limitati alla sola serata di venerdì
E quindi non a sabato, giornata clou. In realtà, il presidente dell’assemblea Massimo Garavaglia ha garantito ufficialmente che gliinterventi ci saranno anche sabato. Ma sembra che a lavorare per impedirlo si siani messi all’opera, in questi giorni, il segretario uscente Giancarlo Giorgetti e l’ex ministro Roberto Calderoli
Per qualcuno i rappresentanti della frangia anticambiamento.

fonte: http://www.ininsubria.it/norman-gobbi-male-per-la-lega-se-bossi-si-ricandida~A8993

tags: Roberto Maroni, Insubria terra d’Europa 2012; terra insubre; palazzo estense; Norman Gobbi Vais; Lega Lombarda; congresso regionale; Matteo Salvini; Cesarino Monti; ininsubria

http://www.ininsubria.it/thb.aspx?filename=Upload%2FArticoli%2F2012%2F8993%2FCover%2FImmagine+534%2Ejpg&width=466&height=250 May 28, 2012 at 04:32PM

Roberto Maroni: “Creiamo una microregione insubrica”

Roberto Maroni: “Creiamo una microregione insubrica”:

Creare una micro regione insubrica. Questo è quanto ha proposto ieri al convegno di Terra Insubre Roberto Maroni. A palazzo Estense si è parlato di uno stato che con il 60% di tassazione non è più democratico, ma uno stato tiranno che affama i propri cittadini efavorisce l’economia della vicina Svizzera, ma anche la fuga della forza lavoro olytre confine. Il punto di partenza, secondo Maroni, sarebbe l’istituzionalizzazione di un’associazione volontaria già presente sul territorio regio Insubrica. Come ha affermato Mascetti, presidente dell’associazione, i ticinesi hanno i notri cognomi e parlano la nostra lingua, ma la loro qualità di vita e di gran lunga superiore alla nostra e lanciando una provocazione ha affermato: “Se la provincia di Varese entrasse a far parte del Canton Ticino, cosa succederebbe?” Come ha affermato Dario Galli, presidente della provincia, sarebbe necessario agevolare le imprese e fare delle manovre per dare aria al commercio e favorire la ripresa dell’economia italiana.

fonte: http://www.insubriatv.tv/Details_News.awp?P1=10222

tags: Roberto Maroni; Andrea Mascetti; Terra Insubre; Insubria terra d’Europa 2012; Dario Galli; insubriatv

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 28, 2012 at 03:18PM

SVIZZERA, IL MODELLO PER I NOSTRI PROGETTI DI LIBERTA’

SVIZZERA, IL MODELLO PER I NOSTRI PROGETTI DI LIBERTA’:

L’Associazione “Terra Insubre” ha fatto un lavoro straordinario: una settimana di dibattiti, mostre, manifestazioni e incontri sul rapporto fra l’Insubria e la Svizzera.  Anche l’ultima giornata, dedicata a temi di più stretta pertinenza “politica”, ha avuto sviluppi piuttosto interessanti. Si sono incontrati quattro amministratori locali (il ticinese Giordano Macchi e i lombardi Dario Galli, Attilio Fontana e Matteo Bianchi) che hanno confrontato situazioni decisamente – e drammaticamente – diverse. Uno stesso popolo, con identiche  cultura, lingua e attitudini sociali è attraversato da una frontiera politica che vale un oceano per quanto riguarda i suoi effetti concreti sul modo di vivere della gente: un paese ordinato, civile, prospero e democratico a nord, un pezzo di Italia a sud.

Naturalmente i due interventi più attesi erano quelli dei due politici “nazionali”, il Consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi Vais e Roberto Maroni.

Il primo ha fatto una esposizione impeccabile delle vicende storiche che hanno portato alla formazione della Confederazione ma si è soprattutto soffermato su come vengono gestiti potere e risorse  in Svizzera, come è strutturato il sistema fiscale e quale sia l’effettivo potere popolare nel determinare le decisioni e nel verificarne gli effetti. La ramina di confine segna uno iato spazio-temporale superiore a quello percorso da tutti gli Shuttle nella loro storia.

Si è anche intrattenuto sulle varie proposte che periodicamente emergono di allargamenti dei confini per inglobare comunità confinanti che magari ambiscono a diventare svizzere, ricordando però il caso emblematico del Voralberg. Subito dopo la Prima Guerra mondiale, questa provincia austriaca aveva votato a larga maggioranza la richiesta di annessione che però la Confederazione aveva cortesemente rifiutato con la scusa di non turbare gli esistenti equilibri religiosi fra i Cantoni. Si è trattato di un esempio il cui ricordo dovrebbe mettere fine alle speranze che emergono sempre più di frequente di “fughe in Svizzera” di brani di territori oggi italiani.

Maroni si è soffermato sulla possibilità di elaborazione di progetti di collaborazioni transfrontaliere, riprendendo l’idea di Regio Insubrica (che esiste già per alcuni obiettivi settoriali) e prospettando  di aumentarne le competenze fino a farla diventare un organismo  politico e amministrativo “reale”.

Pur suscitando la calorosa approvazione del pubblico, l’idea è però parsa poco più che un espediente dialettico, un ulteriore obiettivo intermedio per rinfocolare dibattiti ed entusiasmi, ma privo di una vera consistenza ideale. La cosa è parsa un pochino debole, quasi sminuente, rispetto alla costruzione culturale che “Terra Insubre” ha messo in piedi e arricchito di argomenti e di “ciccia” in questi giornate di studio ma anche in una decennale opera di costruzione culturale. Quello che si è voluto con forza rimarcare anche in questi giorni è infatti lo straordinario ruolo di esempio che la Svizzera può dare, la sua insostituibile funzione di modello per ogni lotta per la libertà, l’autonomia e le identità. Anche tutte le iniziative (raccolte di firme, lanci di progetti di annessione eccetera) che occupano la cronaca delle ultime settimane sono finalizzate a questa opera di evidenziatura della Svizzera come ideale da seguire e imitare: nessuno crede naturalmente che possano avere esito politico, ma si tratta di straordinari strumenti di creazione di consenso e di “sveglia” per troppe coscienze autonomiste assopite.

Forse da Maroni ci si aspettava una presa di posizione più coerente con questo tipo di impegno, tutto rivolto alla ricerca di libertà, autonomia e indipendenza delle nostre terre e non certo a inseguire impossibili sogni annessionistici. Alla Svizzera ci si deve ispirare nella lotta padanista, alle sue istituzioni si deve fare riferimento per disegnare i nostri progetti di libertà. Con gli svizzeri, soprattutto con la Lega dei Ticinesi,  si devono studiare tutte le forme di collaborazione possibili e utili al raggiungimento dei nostri obiettivi.  Maroni dovrebbe vedere nella Confederazione un forziere di idee buone a cui attingere per un progetto molto chiaramente federalista ma soprattutto indipendentista.

Questo fa una radicale differenza rispetto alla visione dei suoi avversari “cerchiobottisti” che della Svizzera hanno una visione più tradizionale, di forziere tout-cour, una Tanzania più vicina. Se vuole batterli, deve abbracciare idee più forti e meno politicamente corrette: non serve una regione transnazionale ma una comunità padana che sia una Svizzera un poco più grande. E magari anche più ricca.

di GILBERTO ONETO

fonte: http://www.lindipendenza.com/svizzera-il-modello-per-i-nostri-progetti-di-liberta/

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Giordano Macchi; Dario Galli; Attilio Fontana; Matteo Bianchi; Norman Gobbi Vais; Roberto Maroni; Gilberto Oneto; L’indipendenza.com

http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/05/insubria-svizzera-1-300×252.jpg May 28, 2012 at 10:02AM

Insubria 27esimo cantone svizzero?

Insubria 27esimo cantone svizzero?:

Fantapolitica o realtà possibile? In attesa di un’espansione della Confederazione, se n’è parlato domenica 27 maggio a Varese, dove sul tema di un’Insubria totalmente rossocrociata si è chiuso il festival dell’associazione “Terra insubre”.

Duecento i presenti a Palazzo Estense: quasi tutti italiani. E quasi tutti plaudenti di fronte a una prospettiva elvetica. Come dare loro torto: a pochi chilometri di distanza si vive bene con tasse basse, stipendi alti, servizi che funzionano. “Per gli svizzeri – ha detto Roberto Maroni, segretario in pectore della Lega Nord – è una situazione normale. Per noi sono cose straordinarie: l’ennesimo esempio di come i modelli politici centralisti abbiano fallito, mentre quelli federalisti abbiano portato benessere. E’ per questo che dobbiamo allearci nella creazione di una micro-regione insubrica. Ci sono trattati europei che lo consentono. Dobbiamo attivarci”. Già perché finora il primo passo verso una maggiore cooperazione transfrontaliera, con la creazione della Regio insubrica, è stato piuttosto corto. Mentre Maroni si augura una svolta “da associazione volontaristica a soggetto istituzionale”. Facile? Per niente. Lo ha affermato anche Norman Gobbi, consigliere di Stato e direttore del dipartimento delle istituzioni: “Nella Regio vorremmo fare molte cose ma rispetto al Baden, alla Baviera e al Giura francese, che sono partner territoriali con forti deleghe ricevuti dai loro Stati, con la Lombardia la situazione è profondamente diversa. Col Ticino ci sono troppe differenze che creano una barriera per un normale sviluppo socio-economico comune”. Eppure qualcosa si sta muovendo su argomenti più concreti rispetto a quelli che finora ha potuto trattare l’organismo con sede a Balerna: “Prossimamente – ha aggiunto Gobbi – usciranno i risultati di una ricerca sulla possibilità delle banche svizzere di dare supporto e consulenza alle aziende varesine e comasche”. Vale a dire quelle imprese “abbandonate” in mezzo al deserto dalla crisi dagli istituti di credito italiani.

Certo, come si sono augurati Dario Galli e Attilio Fontana, rispettivamente presidente della Provincia e sindaco di Varese, tutto sarebbe più semplice se il territorio acquisisse lo status di regione a statuto speciale. Per ragioni storiche e geografiche questo privilegio fu concesso a Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna. “Qualcuno ne ha abusato – ha detto Galli – per altri questi vantaggi non hanno più molto senso, mentre ora noi avremmo tutte le carte per richiedere un trattamento speciale. A partire dalla vicinanza con una nazione extra Ue”. E invece? E invece si è arrivati al paradosso che “per importare un po’ di Merlot ticinese per festeggiare la chiusura del festival – ha dichiarato Andrea Mascetti, presidente di Terra insubre – ci hanno chiesto più analisi e documenti di quante ne servano per la carne importata dalla Cina”. In vino veritas? Può essere perché è anche per colpa di paradossi del genere che, almeno salvo cambiamenti epocali, un’Insubria svizzera, appare più un sogno irrealizzabile che una concreta prospettiva politica.

27 maggio 2012 – 20:21

fonte: http://www.infoinsubria.com/2012/05/insubria-27esimo-cantone-svizzero/

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Roberto Maroni; Andrea Mascetti; Dario Galli; Attilio Fontana; Norman Gobbi Vais; infoinsubria

http://www.infoinsubria.com/wp-content/uploads/2012/05/CARTINA-300×281.png May 27, 2012 at 09:48PM

Maroni archivia l’Europa per il super cantone

Maroni archivia l’Europa per il super cantone:

Il triumviro del Carroccio: “Mi interessa il progetto di una macroregione alpina, ma potremmo invece pensare a una microregione insubrica, più facile da realizzare, anche perché ci sono gli strumenti legislativi per farlo”

Roberto Maroni (Olycom)

Varese, 27 maggio 2012 – ”Mi interessa parlare di contenuti e prospettive. Le alleanze sono una cosa da Prima Repubblica, neanche da Seconda”. Roberto Maroni liquida così la possibilità di riaprire il dialogo con il Pdl. La domanda arriva a margine di unconvegno sui rapporti ”fra Padania e Svizzera” a Varese. Il triumviro del Carroccio ha dribblato il tema del rapporto con l’ex alleato azzurro. “Se ne discuterà al congresso federale”, ha detto; poi sull’iniziativa dei formattatori del Pdl a Pavia: ”A me – sta bene che tutti facciano quello che devono fare nel proprio partito: noi abbiamo un compito importante nella Lega che è quello di ripartire, di rilanciare l’azione politica e lo faremo nei congressi”.

Roberto Maroni (Olycom)

Nel corso dell’incontro pubblico promosso dall’associazione Terra Insubre (di area leghista e in passato contestata da Umberto Bossi) Maroni ha ribadito che il Carroccio è “l’anticorpo” nei confronti del centralismo italiano ed europeo. L’ex ministro dell’Interno ha citato la questione dei rapporti con l’Europa, ”che deve diventare delle regioni”. Maroni ha elogiato il federalismo svizzero, con il quale allacciare rapporti di collaborazione. Il progetto sarebbe quello di una regione transfrontaliera. ”Mi interessa il progetto di una macroregione alpina – ha detto – ma potremmo invece pensare a una microregione insubrica, più facile da realizzare, anche perché ci sono gli strumenti legislativi per farlo”.

Attualmente un’associazione, la Regio Insubrica, raccoglie rappresentanti delle province di Varese, Lecco, Como, Verbania e Novara, oltre che del Canton Ticino. ”Magari un giorno, con un Cantone Insubria, la Svizzera avrà 27 cantoni”, ha scherzato Maroni, secondo il quale la nuova Europa nascerà proprio da aggregazioni come quella da lui suggerita, anche perché si è detto convinto che ”l’euro finirà probabilmente in archivio”.

fonte: http://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/2012/05/27/719482-Maroni-Canton-Ticino-Annesione-Maxi-Regione.shtml

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Terra Insubre; Insubria Terra d’Europa 2012; il giorno

http://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/2012/05/27/719482/images/1104072-manifest.JPG May 27, 2012 at 08:50PM

L’Insubria cantone svizzero? Ne parlano Maroni e Norman Gobbi

L’Insubria cantone svizzero? Ne parlano Maroni e Norman Gobbi:

Macroregione trasfrontaliera?

L'Insubria cantone svizzero? Ne parlano Maroni e Norman Gobbi
Maroni e Norman Gobbi

Domenica pomeriggio incontro conclusivo del Festival organizzato da Terra Insubre. Modelli istituzionali e possibili “fusioni” con il contributo di Dario Galli, Attilio Fontana e Matteo Bianchi

E’ sicuramente l’appuntamento di maggior richiamo e non a caso è stato tenuto per ultimo, sulla falsariga di un sigillo per l’edizione numero 6 del Festival Insubria Terra d’Europa.
Domenica pomeriggio, nel Salone Estense di via Sacco – che si prevede non basterà a contenere l’affluenza – la letteratura, l’archeologia e la storia dei giorni scorsi lasceranno spazio all’economia e alla politica con ospiti d’eccezione: l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni e il Consigliere di stato ticinese Norman Gobbi, ma anche Dario Galli, presidente della Provincia di Varese; Attilio Fontana e Matteo Bianchi, rispettivamente sindaci di Varese e Morazzone e Giordano Macchi, consigliere Comunale di Lugano
I rappresentanti della regione transfrontaliera insubre, moderati da Andrea Mascetti, parleranno di modelli istituzionali ed economici a confronto cercando di rispondere a un interessante quesito: l’Insubria cantone svizzero?

Argomenti d’attualità che mettono in primo piano la necessità di maggiori rapporti – a livello economico, politico e culturale – tra i territori lombardo-piemontesi e ticinesi. Magari senza scartare l’ipotesi delle “piccole patrie” e delle macroregioni che in un futuro non troppo lontano potrebbero presentarsi come valide alternative alfallimento dell’Unione europea, dei sui Stati nazionali e della crisi italiana generata da decenni di sciagurata e incapace gestione della sua classe politica. 
Inoltre, la recente provocazione circa un’eventuale annessione della Lombardia alla Svizzera, lanciata dal ministro della difesa della Confederazione Elvetica, Ueli Maure, ha riportato in auge la vexata quaestio dei rapporti tra la Confederazione Elvetica ed i territori italiani di confine.

Da tempo deputati e leader politici svizzeri hanno rilanciato la provocatoria idea dell’allargamento a sud della Confederazione Elvetica con l’annessione di alcune province dell’Insubria storica quali Varese, Como e Sondrio, Verbania (e per qualcuno anche Bergamo).
La boutade, forte del sostegno mediatico di alcuni amministratori locali operanti al di qua del confine, è stata presa in considerazione perfino da alcuni Consiglieri Comunali di Lugano che hanno chiesto di verificare una tale ipotesi tramite uno studio ad hoc che chiarisca le conseguenze fiscali ed economiche dell’aggregazione.
La provocazione è pertanto quanto mai allettante, e soprattutto attuale.
Cosa sarebbe la Svizzera italofona con l’allargamento a sud delle province di confine, da Verbania a Varese e da Como a Sondrio?
 La potenza economica delle province lombarde unita alla straordinaria piazza finanziaria luganese potrebbero dare vita ad una regione oltremodo ricca e vitale.
Un sogno? Forse.
Ma la Storia si muove e di questi tempi, grazie anche alla perdita di credibilità politica della Comunità Europea, nulla può essere escluso.
“Negli interventi ci limiteremo a giocare con i numeri e con le ipotesi – dicono da Terra Insubre, l’associazione culturale che ha promosso il Festival transsfrontaliero -. Chissà mai che la grande Insubria elvetica, da sogno statistico, non diventi una realtà. Il futuro, in ogni caso, è come sempre nelle mani dei popoli”.

Infine, da ricordare che a conclusione del Festival, alle ore 18, in corso Matteotti, è in programma la festa di chiusura. Concerto di corni alpini e degustazione di Merlot del Ticino e prodotti tipici dell’Insubria.

tags: Insubria terra d’Europa 2012; Terra Insubre; Roberto Maroni; Norman Gobbi Vais; Andrea Mascetti; Attilio Fontana; Matteo Bianchi; Dario Galli; Giordano Macchi; ininsubria

http://www.ininsubria.it/thb.aspx?filename=Upload%2FArticoli%2F2012%2F8981%2FCover%2FGobbi+e+Maroni%2Ejpg&width=466&height=250 May 26, 2012 at 08:21PM