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Tosi: “La musica pop aiuta la lirica”

Tosi: “La musica pop aiuta la lirica”:

Flavio Tosi con Antonella Clerici e Gianmarco Mazzi

31/05/2012 14:21


“Credo che sia una distinzione poco intelligente anche dal punto di vista strategico dire la lirica va bene, l’extralirica è peggio”. Lo ha detto il sindaco di Verona, Flavio Tosi, rispondendo, a margine della presentazione di “Arena di Verona lo spettacolo sta per iniziare”, sul fatto che eventi del genere siano organizzati a discapito della tradizione operistica.

“Come amministrazione – ha sottolineato Tosi – siamo riusciti a far aumentare le serate complessive, incrementando sia la lirica sia l’extralirica. Adesso arriveremo ad allargarle ancora di più, perché potremo usare il monumento in un periodo, gestendo liberamente il numero delle serate”.

Tosi, che è anche presidente della Fondazione Arena di Verona ha spiegato che “uno spettacolo di questo tipo – ha spiegato -, piacevole, veloce, con le arie più celebri dell’opera unite alla musica leggera, è la formula ideale per far conoscere di più la musica lirica.

“In realtà – ha aggiunto – sono due generi diversi, con due pubblici che di fatto possono essere anche uguali, bisogna lavorare per la cultura, per l’indotto”.

“E tutti e due questi tipi di eventi fanno parte della cultura e dello spettacolo. Non è che uno sia più alto e uno più basso” ha concluso Tosi.

fonte: http://www.tgverona.it/index.cfm/hurl/contenuto=327992/spettacoli/tosi_la_musica_pop_aiuta_la_lirica.html

tags: Flavio Tosi; Verona; lirica; TG Verona

http://cdn.telenuovo.it/cached/images/180/dfc2a0260cf3a40127f8956c84adb87e/Trio_Arena_Extra_1.jpg May 31, 2012 at 03:21PM

Varata la giunta Tosi, 7 assessori civica, 3 Lega

Varata la giunta Tosi, 7 assessori civica, 3 Lega:

Nuova giunta Tosi

Il sindaco di Verona Flavio Tosi ha firmato oggi i decreti di nomina dei nuovi componenti della giunta comunale che amministrerà la città nel quinquennio 2012/2017. La giunta è formata da sette assessori della lista civica del sindaco Tosi e tre delle Lega Nord.

Tosi si è riservato le deleghe alla sicurezza e polizia municipale, protezione civile, promozione del lavoro e cultura. Vicesindaco è stato confermato Vito Giacino al quale sono state assegnate le deleghe all’urbanistica, edilizia privata, edilizia economico popolare. L’unica donna in giunta è Anna Leso, eletta nella Lista Tosi, che si occuperò di servizi sociali, famiglia e pari opportunità.

Gli altri assessori sono: Enrico Corsi, Luigi Pisa, Enrico Toffali, Pier Luigi Paloschi, Stefano Casali, Alberto Benetti, Antonio Lella e Marco Giorlo.

22/05/2012 15:44


fonte: http://www.tgverona.it/index.cfm/hurl/contenuto=327170/cronaca/varata_la_giunta_tosi_7_assessori_civica_3_lega.html

tags: Flavio Tosi; Lega Nord; Verona; TG Verona

http://cdn.telenuovo.it/cached/images/180/cb88fd5a390d4f5c9db23360f798c4e6/Nuova_giunta_2012_1.jpg May 22, 2012 at 04:28PM

Lega: Tosi, deve fare con la Svp e contrattare con Roma

Lega: Tosi, deve fare con la Svp e contrattare con Roma:

22 mag. – (Adnkronos) – “La Lega nord deve fare come la Svp: contrattare con il governo i vantaggi per il territorio”. Lo ha sottolineato il sindaco di Verona Flavio Tosi nel corso di una trasmissone televisiva ad ‘Antennatre’. “La Lega nord a livello locale si salva per quanto riguarda cio’ che si e’ fatto nel territorio, ma a livello nazionale gli ultimi sono stati anni disastrosi -ha sottolineato Tosi- dopo tre anni e mezzo di governo con Berlusconi, i nostri militanti ci dicevano: ‘ma a Roma che cosa avete fatto?’. Ed era difficile dare un risposta, al di la’ di quanto fatto in maniera brillante da Roberto Maroni come ministro dell’Interno”. “Infatti, rispetto all’obiettivo principale, il federalismo fiscale, siamo rimasti a meta’ del guado -ha ammesso il sindaco di Verona- e poi, ci ha pensato Mario Monti a spazzare via tutto”.

Per il sindaco di Verona che oggi presentera’ la sua giunta a Palazzo Barbieri non c’e’ dubbio quindi “bisogna ritornare su questo tipo di tematiche, contrattando con Roma cio’ che serve al territorio, sull’esempio di quanto fa Svp in Alto Adige, che mette a disposizione del governo che c’e’ a Roma qualunque esso sia i suoi voti per contrattare appunto i vantaggi per il proprio territorio”.

“La Lega quindi deve tornare a fare questo. Deve confrontarsi -spiega Tosi- con il sistema di Roma e dire: ‘noi vogliamo il federlismo fiscale’, puntando ad essere il primo partito del Nord e imporre il cambiamento. Certo -ammette il sindaco di Verona- bisogna che cambi la legge elettorale, anche se, dobbiamo ammetterlo, l’abbiamo fatta noi”.

fonte:http://www.liberoquotidiano.it/news/1020755/Lega-Tosi-deve-fare-con-la-Svp-e-contrattare-con-Roma.html

tags: Flavio Tosi; Lega Nord; SVP; Roma; Verona; Governo Monti; libero quotidiano

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 22, 2012 at 11:22AM

Perché i veronesi amano Tosi

Perché i veronesi amano Tosi:

Perché i veronesi amano Tosi

di Giorgio Montolli

Un sindaco che ha messo insieme gli interessi dell’edilizia (fortissimi), quelli della finanza e quelli della Chiesa. Creando una rete di potere straordinaria. E mescolando il tutto con una presenza ossessiva sia in tivù sia per strada

(21 maggio 2012)

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Flavio Tosi

Caro direttore, 

Tra pochi giorni Flavio Tosi giurerà da sindaco per la seconda volta dal 2007, forte del consenso dei 77.022 veronesi che il 6 e 7 maggio hanno fatto la croce sul suo nome sparpagliato su ben 7 liste: 6 civiche più la Lega Nord. Nel frattempo Tosi ha regolato i conti su due fronti: quello nazionale, rinsaldando il legame con Roberto Maroni a spese di Umberto Bossi, e quello interno, liberandosi del Pdl con cui ha governato negli ultimi 5 anni. 

In un consiglio comunale che passa da 46 a 36 consiglieri e da 12 a 10 assessori (più il sindaco), Tosi è pronto a riprendere in mano le grandi opere che hanno caratterizzato la precedente amministrazione: la realizzazione del passante Nord – traforo delle Torricelle, il filobus a gasolio, il termovalorizzatore di Ca’ del Bue, la riqualificazione dell’area ex cartiere a Sud della città, il nuovo quartiere universitario. 

Opere di forte impatto ambientale, di cui sono al vaglio della Procura le procedure per l’aggiudicazione degli appalti e sulle quali è stata costruita l’opposizione a Tosi. Caso più unico che raro i nuovi assessori non saranno l’espressione di un accordo tra partiti, ma della volontà di un’unica persona che potrà sostituirli a piacimento. 

Il tema ambiente a Verona è subito diventato strategico per la coalizione di centrosinistra. A vincere le primarie, e a candidarsi come sindaco, è stato infatti l’ex presidente regionale di Legambiente. Ma per Michele Bertucco (Pd) il risultato uscito dalle urne si è fermato a un deludente 22,8 per cento. Ancora più modesti i consensi per la lista Piazza Pulita (2.896 voti, 2,38 per cento), nata per raccogliere la protesta di associazioni e comitati ambientalisti. Il leader carismatico degli anti traforo Alberto Sperotto ha portato a casa 834 voti. Daniele Nottegar, una vita contro l’inceneritore, si è dovuto accontentare di 174 preferenze. Con gli stessi argomenti, ma con alle spalle Beppe Grillo, ha fatto bingo il Movimento 5stelle: 11.574 preferenze, 9.35 per cento dei voti e tre consiglieri in Comune. 

Il ‘sindaco più amato dagli italiani’, che ha seminato bene nei salotti di Floris, Mineo, Lerner e Santoro ha stravinto con il 57,35 per cento delle preferenze. 

Perché Tosi, condannato nel 2009 dalla Cassazione in via definitiva per istigazione al razzismo, ha preso tutti questi voti? 

Perché a Tosi, in una delle città più inquinate d’Italia, i veronesi hanno affidato il compito di riaccendere i forni dell’inceneritore e di costruire un’autostrada in città, dove transiteranno i camion provenienti dall’Adriatico e diretti verso il Nord Europa? 

Eppure i dati epidemiologici forniti dal Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 20 parlano chiaro: le malattie legate all’inquinamento a Verona si fanno sentire e i primi a farne le spese sono anziani e bambini. 

Tosi si fa vedere e pianifica la sua presenza nei luoghi e sui media in modo ossessivo. L’Audi blu con targa bollata Padania arriva a tutta velocità nei mercati rionali. Il sindaco scende protetto dal suo body guard mentre le signore fanno a gara per stringergli la mano. Lui si presta. La sera prima sedeva tranquillamente nel salotto di Bruno Vespa. 

Dove Tosi non si fa vedere è nei contraddittori pubblici. Meglio la televisione, e quando si tratta di tivù locali, dove i nodi vengono al pettine, solo con precise garanzie. Nonostante gli inviti, il sindaco leghista non ha mai voluto incontrare quella parte di popolazione che dissente sul suo modo di amministrare. Nessuna intervista concessa alla piccola editoria locale, mentre per ben 42 volte da Palazzo Barbieri sono partite querele a giornalisti e politici. 

Nonostante questa carneficina Tosi è uno dei personaggi più ricercati dai media e dagli anchormen di sinistra di rango nazionale: ormai parlano bene di lui opinion maker come Eugenio Scalfari e Massimo Cacciari, con grande afflizione dell’opposizione veronese. 

Un altro fattore che determina il successo di Tosi è la sua penetrazione nei gangli finanziari del territorio che amministra, come è avvenuto in

Fondazione Cariverona (3,5 per cento di Unicredit). L’ente tra il 2007 e il 2011 ha riversato sulla città 615 milioni di euro per interventi nei settori socio-assistenziale e culturale. Dall’ottobre 2010 la Fondazione ha un nuovo CDA, più vicino a Tosi, frutto di accordi che hanno garantito all’ingegner Paolo Biasi altri 5 anni come presidente (quest’anno è al ventesimo), pur essendo all’epoca dei fatti accusato di bancarotta preferenziale nell’ambito di un’indagine della Procura di Teramo e quindi di dubbia eleggibilità. 

Il sostegno a Tosi viene poi dal mondo del mattone. Per motivi intuibili, visto che la spesa prevista per il solo passante Nord supera gli 800 milioni di euro e che attorno a questa e ad altre opere sorgeranno alberghi, parcheggi e via dicendo. Durante la campagna elettorale le opposizioni hanno fatto notare che nelle Associazioni temporanee di impresa, in gara per aggiudicarsi i vari appalti, figurano spesso Technital e Mazzi Costruzioni e che la famiglia Mazzi nel 2007 avrebbe finanziato la campagna elettorale di Tosi per alcune migliaia di euro. Tutto vero, lo ammette anche Tosi che a pochi giorni dal voto porta in procura le carte relative alle procedure di aggiudicazione delle gare d’appalto chiedendo di «verificare la perfetta legittimità dei procedimenti adottati dall’amministrazione comunale e dalle stazioni appaltanti». 

A spiegare il successo di Tosi ci sono poi i fattori culturali. Giorgio Forti è un noto architetto veronese che nel 2008 si è battuto contro l’amministrazione comunale raccogliendo 10.572 firme per impedire che il Comune vendesse i palazzi storici di sua proprietà per fare cassa. Riuscito in parte nel suo intento, Forti ha fatto una lista a difesa della cultura, che a Verona vale appena 800 voti, lo 0,66 per cento. Ma non è stata una sorpresa, perché a fronte di un patrimonio storico cittadino notevolissimo, già si sapeva che il veronese medio è un uomo semplice, pragmatico, interessato semmai alla cultura contadina a cui sente di appartenere. 

Verona è città romana, scaligera, veneziana, austriaca e francese, ha incrociato il genio di Dante e Shakespeare, ma le tracce più evidenti presenti nella popolazione sono quelle religiose locali. Tocca infatti alla chiesa dell’Ottocento sollevare dalla miseria materiale e morale la gente dei quartieri poveri di Verona. 

Questo debito di riconoscenza si traduce oggi nel simulacro di un sentimento religioso che rimane comunque una valida leva per ottenere consenso. Quando il vescovo Giuseppe Zenti, nel gennaio 2012, e quindi in tempi già sospetti, dichiara al mensile Jesus che quella veronese è «una Lega stemperata dal leghismo: con loro si può interloquire» questo significa il voto pro Tosi degli Istituti religiosi scaligeri e del variegato universo che ci sta attorno. 

Quella veronese è dunque una società tradizionalista catapultata nella modernità che chiede al sindaco leghista di salvaguardare la propria identità. 

Ma a quale prezzo? 

Secondo chi si oppone a Tosi il prezzo che i veronesi stanno già pagando è l’isolamento culturale ed economico. «La città è in una posizione geografica eccezionale, al crocevia dell’Europa, ma uno dei primi atti dell’amministrazione Tosi è stato quello di cancellare il progetto del Polo Finanziario sostenuto, non senza problemi, dal precedente sindaco Paolo Zanotto» dichiara Michele Bertucco. «Al suo posto oggi c’è un immenso mare di asfalto, un parcheggio sempre deserto che si riempie solo nei giorni dei grandi appuntamenti fieristici, creando enormi problemi di viabilità». 

E’ successo che il Polo Finanziario, volano economico e luogo di possibile occupazione per i giovani laureati dell’Università scaligera, è migrato a Milano mentre anche la Fiera inizia a perdere colpi: Solar Expo, l’evento leader in Italia per le energie rinnovabili, dal 2013 si svolgerà nella città meneghina, più aperta al resto del mondo. E si comincia a temere per Vinitaly e Fieracavalli. 

Giorgio Montolli

fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/perche-i-veronesi-amano-tosi/2181069/8

tags: Flavio Tosi; Lega Nord; Verona; Espresso

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 21, 2012 at 10:13AM

Tosi alla manifestazione di solidarietà con Brindisi

Tosi alla manifestazione di solidarietà con Brindisi:

Verona. Orrore e sdegno per il vile attentato di Brindisi e cordoglio per le giovani vittime sono stati espressi a nome della città di Verona dal sindaco Flavio Tosi. Il primo cittadino scaligero chiede allo Stato «una risposta rapida ed efficace per individuare e punire i colpevoli». L’amministrazione comunale veronese sarà presente in forma ufficiale alle manifestazioni di condanna dell’attentato già programmate nel capoluogo e, in segno di lutto, ha sospeso la «Notte dei Musei» prevista questa sera. Rappresentanti dell’amministrazione comunale parteciperanno domattina al sit in di solidarietà con la città di Brindisi promosso da Cgil, Cisl e Uil davanti al liceo scientifico «Messedaglia».

fonte: http://www.larena.it/stories/Home/363781_tosi_alla_manifestazionedi_solidariet_con_brindisi/

tags: Flavio Tosi; Verona; Attentato di Brindisi; L’Arena

http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 19, 2012 at 07:32PM

Verona: Tosi, su delitto Tommasoli Cassazione accoglie nostro ricorso

Verona: Tosi, su delitto Tommasoli Cassazione accoglie nostro ricorso:

18 Maggio 2012 – 16:38

(ASCA) – Verona, 18 mag – La Corte di Cassazione, nel disporre l’annullamento della sentenza d’appello per il delitto Tommasoli e il conseguente rinvio per un nuovo esame davanti a una diversa Sezione della Corte d’Appello di Venezia, ha anche annullato l’estromissione dal processo come parte civile del Comune di Verona che, pertanto, sara’ presente in quella veste nel nuovo giudizio. Lo rende noto il Sindaco di Verona Flavio Tosi che ricorda, inoltre, come le perplessita’ sulla sentenza d’appello espresse dai familiari della vittima e dalla stessa Amministrazione comunale abbiano trovato accoglimento da parte della Suprema Corte.

fonte: http://www.asca.it/newsregioni-Verona__Tosi__su_delitto_Tommasoli_Cassazione_accoglie_nostro_ricorso-1156085-.html 

tags: Flavio Tosi; delitto tommasoli; Corte d’Appello di Venezia; Verona; asca.it

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23295743463 http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 18, 2012 at 06:47PM

Tosi difende Equitalia: “Le leggi sono sbagliate, non gli ispettori”

Tosi difende Equitalia: “Le leggi sono sbagliate, non gli ispettori”:


flavio tosi

Flavio Tosi (Lapresse)

ROMA – ”Mi spiace moltissimo per i dipendenti e i funzionari: e’ gente che lavora, non hanno alcuna colpa. E’ il sistema Equitalia che e’ cinico, impietoso e non guarda in faccia a nessuno”. Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera, il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, cui fa eco dalle pagine di Repubblica un altro esponente del Carroccio, il governatore del Piemonte Roberto Cota, secondo il quale ”il fisco deve avere un volto piu’ umano” e ”considerare la realta’ quotidiana delle persone e delle aziende” perche’ ”imprese e famiglie sono stremate”.

Il problema, per Tosi e’ ”l’assoluta mancanza di elasticita’: il meccanismo di Equitalia e’ stabilito dalla politica ed e’ sbagliato”. Tanto che il sindaco di Verona si augura che ”il Veneto segua le’esempio del Piemonte che ha gia’ creato un ente di riscossione locale. E se non lo fa la Regione lo facciamo noi a Verona”.

E in effetti, come sottolinea Cota, ”in Piemonte stiamo creando una nostra societa’ di riscossione, meno burocratica e piu’ comprensiva” con la convinzione che ”con un approccio diverso si puo’ invertire la tendenza facendo diventare in contribuenti piu’ responsabili”.

Nel frattempo, secondo Tosi ”non sarebbe un errore se il governo desse mandato a Equitalia di congelare con una moratoria le situazioni di quei contribuenti veramente al limite, un tentativo di conciliazione che fermerebbe il clima terribile di oggi”.

13 maggio 2012 10:02 | Politica Italia

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/tosi-difende-equitalia-leggi-sbagliate-ispettori-1229215/

tags: Lega Nord; Flavio Tosi; Verona; Equitalia; Blitzquotidiano.it

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Maroni e il bicchiere mezzo pieno “Flavio un modello per il futuro”

Maroni e il bicchiere mezzo pieno “Flavio un modello per il futuro”:

Il ticket Roberto Maroni in piazza a Verona per la chiusura della campagna elettorale di Flavio Tosi, suo alleato dentro il partito

Tonfo in molti Comuni, 
ma in via Bellerio si pensa 
all’Opa sui voti del Pdl

GIOVANNI CERRUTI
MILANO

Appena Bobo Maroni mette il vivavoce, da via Bellerio partono i «Bravo Flavio», «Complimenti», «Sei un grande». Si affollano in tanti, per farsi sentire dal sindaco di Verona. È l’evviva della Lega, che da queste elezioni se la cava grazie a Tosi. Si affollano in tanti meno uno, proprio lui, Umberto Bossi. E si può capire. Nella città meno bossiana ha vinto il leghista meno bossiano, quello che ha rischiato almeno tre volte l’espulsione, «quello che ha portato i fascisti nelle nostre sedi e vuole spaccare la Lega», quello che ha dovuto minacciare di andarsene pur di andare al voto di ieri come voleva lui. E ha stravinto.

Non ci fosse Tosi le facce di via Bellerio sarebbero quelle dei contabili della moria di sindaci leghisti. Addio a Cassano Magnago, dove è nato Bossi. Addio a Mozzo, dove vive Roberto Calderoli. Addio a Monza, dove Bossi ha chiuso la campagna elettorale e resterà imperituro ricordo del fugace trasferimento di un paio di ministeri alla Villa Reale, nelle intenzioni fulgido esempio di federalismo amministrativo. Però vittoria a Mortara, a Rovato, a Cittadella. Avevano 159 sindaci, fino a ieri. E solo nel pomeriggio di oggi concluderanno il calcolo di quanti pochi son rimasti, dei molti persi, di quanti al pericoloso ballottaggio.

Ma grazie a Tosi alle sei e mezzo del pomeriggio può cominciare la rapida conferenza stampa di chi l’ha scampata. Si può annotare che cambiano i protagonisti, non c’è Bossi e nemmeno Calderoli. L’unico dei fedelissimi presenti è il senatore Giovanni Torri, che però resta in portineria e non si pronuncia: «Commentare in questi momenti è come mangiare una scodella di m… con le bacchette cinesi». Nella sala al primo piano ecco il mantovano Gianni Fava, il trentino Maurizio Fugatti, il senatore Massimo Garavaglia. Sono loro gli apripista, e da adesso tocca a Bobo Maroni. Affatto mesto, anzi. «La Lega sopravvive, e con successi clamorosi».

Ci vuol mestiere per evitare l’elenco dei sindaci leghisti ora disoccupati, e così Maroni vira subito su Verona. «È il successo di un modello di candidatura leghista che allarga il consenso e può rappresentare la fase nuova. È un caso molto interessante che vogliamo approfondire. Dobbiamo muoverci sul territorio al di fuori della Lega. Penso che questa sarà la strada per il futuro. Si vedrà dove potremo applicare questo modello, ma come dice una pubblicità: no limits». Sarebbe, questo, il Partito del Nord. O la Lega primo partito del Nord. «A ben guardare – dice Maroni in serata – Tosi ha anticipato lo sfaldamento del berlusconismo».

Dovrebbe esser questo, il modello Verona. Da qui alle prossime elezioni politiche, poco più di un anno di tempo per pescare in quell’area elettorale. Ma se questa è la «fase nuova» ci vorrebbe pure una «Lega nuova», credibile, che si metta a correre su un progetto politico realizzabile, non sui miraggi di Padania e Pontida o di un paio di ministeri da spostare in Brianza. E qui si arriva ai prossimi appuntamenti, ai congressi dei leghisti veneti e lombardi e infine, il 30 giugno, al congresso federale. La nuova Lega di Maroni e Tosi se ha da nascere e deve nascere lì. E sarebbe la fine della Lega di Bossi, già ammaccata dal voto di ieri.

Il «modello Verona» a Bossi non è mai piaciuto, l’ha boicottato fino all’ultima ora utile e pare si sia arreso solo per stanchezza. Fino alle otto di sera, quando ha lasciato via Bellerio, il vecchio Capo non aveva voluto commentare. Nella sua stanza, con Maroni, qualcosa sul congresso si sono detti, certo, ma con Bossi nulla può essere definitivo. Può aver sostenuto che non si ricandida, e poi qualche ora dopo annuncia che vuole ricandidarsi. Maroni, da oggi, a Roma con tutti i parlamentari, potrebbe dire cosa ne pensa di un’eventuale ricandidatura di Bossi. L’aveva promesso venerdì, che la mantenga non è detto.

In conferenza stampa se l’è cavata evitando quell’elenco di sconfitte. «Abbiamo pagato un prezzo legato a vicende che hanno avuto molto spazio sui giornali, ma nonostante questo la Lega sopravvive». Insomma, non è vero che sia finita o quasi. Non è vero che paga la fine dell’alleanza con il Pdl: «Con loro non avremmo fatto meglio». E non è vero che i voti leghisti siano finiti alle liste Grillo: «Penso che i nostri (ex) elettori non abbiano votato. E se è così sono convinto che da qui alle elezioni politiche li potremmo recuperare tutti. Noi siamo la risposta alla «Questione Settentrionale», Grillo all’antipolitica».

Almeno Maroni non ha parlato di vittoria. Vale solo per Verona e un paio d’altre città. Quel che preme, o almeno così sembra, è lanciare quel «modello», la «fase nuova», la Lega nuova. Ha tentato di spiegarlo, a Bossi. E se andrà a Roma oggi il vecchio Capo se lo sentirà ripetere da parecchi altri parlamentari. «Devo parlare del congresso con Maroni», l’avevano sentito dire venerdì sera, prima del comizio di Monza, al deputato bergamasco Giacomo Stucchi. Perché è il congresso, da ieri, a turbare Bossi e chi ancora lo vuol mandare avanti. Ma se si candida rischia davvero di perdere. Il «modello Verona» non prevede Bossi segretario.

fonte: http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/453317/

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Flavio Tosi; Verona; La Stampa 

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Flavio Tosi: né con Monti, né con Bossi

Flavio Tosi: né con Monti, né con Bossi:

Flavio Tosi: né con Monti, né con Bossi

Il sindaco leghista di Verona lancia la protesta contro la tassa sugli immobili. E anche la resistenza contro il ritorno del Senatur

Flavio Tosi, appena rieletto sindaco di Verona

Flavio Tosi, appena rieletto sindaco di Verona

Vede, la situazione rischia di diventare drammatica. Perché è sicuro, decine di migliaia di italiani non riusciranno a pagare l’ultima rata dell’Imu. E lì rischieremo grosso. Quando i numeri dei disperati sono così alti, nessuno è in grado di scongiurare il pericolo di tensioni sociali. Il rischio di gesti estremi è davvero concreto. E per evitarlo noi sindaci siamo pronti alla guerra contro il governo». Poco prima di venire travolto da un terremoto politico e familiare, Umberto Bossi aveva detto di lui: “Se fa la sua lista a Verona, Tosi si mette automaticamente fuori dalla Lega”. Due mesi dopo, il Senatur ha dovuto lasciare la guida del Carroccio, a cui adesso pensa di ricandidarsi. E il quarantatreenne leghista Flavio Tosi è lì, con le sue liste, a un passo dall’immediata riconferma a sindaco di Verona. Con due crucci in testa, di cui parla in quest’intervista ad “A”. La guerra all’Imu, la tassa sulla casa. E la disperazione che porta a gesti estremi, come i tanti suicidi questi mesi e come il sequestro di 15 persone, giovedì scorso, all’Agenzia delle entrate di Romano di Lombardia, vicino a Bergamo.

Tosi, non è che la drammatizzazione dei sindaci sull’Imu è eccessiva?
«Lo Stato sta saltando addosso alla gente. E sa che cosa succederà quando molte famiglie italiane non riusciranno a pagare l’ultima rata dell’Imu?». 
Che cosa?
«Succederà che questa povera gente verrà da noi sindaci, verrà in comune a chiederci aiuto. E i comuni, che sono alla fame, non potranno darglielo anche perché sono già stati costretti a tagliare i servizi sociali. Ora dobbiamo muoverci in fretta anche perché il rischio che questa storia si trasformi in un dramma è concreto». 
Parla del rischio di tensioni sociali?
«Ripeto: quando il numero dei disperati è così alto non si può escludere nulla. Purtroppo, a Palazzo Chigi non c’è mica un esecutivo di tecnici. Ma un governo di burocrati di un’ottusità assoluta. Che, tra l’altro, hanno sempre avuto dei super-stipendi». 
Lei è pronto ad allearsi anche coi sindaci di centrosinistra per provare a fermare il governo sull’Imu?
«Io sono già sceso in piazza contro i tagli del governo precedente, quelli di Giulio Tremonti, quando anche una parte della Lega Nord mi diceva di non farlo. Si figuri se non sono pronto a una guerra adesso. Il sottoscritto fa il sindaco. Di conseguenza, pensa soltanto al bene delle famiglie veronesi. È questo che mi interessa».
Come pensate di muovervi? Con uno sciopero dei sindaci, magari?
«Valuteremo tutti gli strumenti legittimi per mettere in difficoltà il governo. Per costringerlo quantomeno a togliere l’Imu sulla prima casa».
Lei parla di “governo di burocrati”. Non salverebbe proprio nessuno dei ministri di Monti da questa bocciatura senz’appello?
«Molti di loro non li conosco nemmeno. Ma se proprio dovessi toglierne uno dal mazzo sceglierei Corrado Passera. Almeno lui è stato un manager privato che ha gestito una banca molto meglio di come non abbiano fatto altri banchieri».

E sul fronte Lega? Lei ha appena giudicato “inopportuna” la ricandidatura di Umberto Bossi alla guida del movimento.
«E lo ribadisco. Inopportuna». 
Bossi dice che si potrebbero fare le primarie. Lei sarebbe d’accordo?
«Io sono più favorevole all’ipotesi di un congresso. E poi, mi scusi, chi gestirebbe le primarie? Chi potrebbe garantire la loro regolarità? C’è un altro aspetto, che non va trascurato. Le primarie non farebbero altro che aumentare la tensione che già c’è dentro la Lega».
E se Bossi non facesse un passo indietro? Se il Senatur si candidasse per davvero?
«Io spererei che si candidasse Roberto Maroni. E voterei per Maroni convinto delle sue possibilità». 
Sta dicendo che Bossi potrebbe anche perdere?
«Non penso di essere l’unico (sorride, ndr) a considerare inopportuna una ricandidatura di Bossi. Mi creda, sono tantissimi i militanti che avevano apprezzato il gesto di Umberto di dimettersi e che adesso, invece, giudicano incomprensibile un suo ritorno alla segreteria federale». 
Viste le tensioni interne, sicuro che questa storia non finisca con una scissione?
«La nostra gente vuole una svolta. E questo processo di modernizzazione della Lega, che andrà avanti con i congressi, è irreversibile». 
Non pensa che Maroni sia stato, finora, un po’ troppo prudente? 
«Maroni si sta muovendo in maniera molto intelligente. E, soprattutto, per il bene della Lega». 
Il “Trota” Renzo, intanto, giura che farà il contadino o il muratore.
«Buon lavoro». 
Si sente di suggerirgli una delle due strade?
«Ognuno nella vita deve saper scegliere il lavoro per cui è portato. Contadino o muratore, che lo faccia con passione e tenacia. Io gli faccio i miei auguri». 
L’ondata di antipolitica non sembra arrestarsi. E i politici di professione, adesso, iniziano a temere il Movimento Cinquestelle di Beppe Grillo. Che cosa pensa lei del comico genovese? 
«Alla prova dei fatti, devo ammettere che sulla sua onestà non ho nulla da dire. Da un punto di vista strettamente politico, invece, non so se sarebbe davvero in grado di governare».

fonte: http://www.leiweb.it/a/2012/flavio-tosi-ne-monti-ne-bossi-30670439898.shtml

tags: Flavio Tosi, Umberto Bossi, Roberto Maroni, Lega Nord, Verona, Governo Monti leiweb.it

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Festa a Varese dopo il tracollo, nella Lega è subito…

Festa a Varese dopo il tracollo, nella Lega è subito polemica

La Provincia di Varese del 10 maggio 2012

VARESE – Il travaglio per la nuova Lega spacca la sezione di Varese. La storica “culla” del Carroccio si ritrova divisa, dopo la debacle elettorale che ha colpito il movimento soprattutto nella nostra provincia. E a innescare la scintilla dello scontro è stata la festa che i maroniani hanno organizzato, nella serata di lunedì, per celebrare la vittoria di Flavio Tosi a Verona. In apparenza una sorta di “premio di consolazione”. Invece, a detta degli organizzatori, tra cui l’ex direttore di Telepadania Max Ferrari, si sarebbe trattato della caduta della Lega vicina al cerchio magico e della dimostrazione che, a vincere, può essere solo la Lega maroniana. Tuttavia, non la vedono così molti lumbard della vecchia guardia. Tra cui l’assessore varesino Fabio Binelli, critica che Binelli ha anche mandato, attraverso un messaggio in posta privata su Facebook, a Roberto Maroni in persona. Il tenore dello scritto era: «Assurdo che festeggino in un momento di grave lutto per il movimento». «Il punto – puntualizza Binelli in merito – è che la Lega ha subito una grave sconfitta. E Tosi ha vinto non grazie ai voti della Lega, ma con le liste civiche». Frase che, circolata nel partito, avrebbe fatto infuriare i protagonisti della serata di lunedì. «Stiamo ricostruendo un partito che i bossiani hanno praticamente affondato. Ogni giorno battiamo il territorio per ricostruire la fiducia con la gente. E ci viene detto anche che non possiamo festeggiare, quando è chiaro che il risultato di Verona è l’unico appiglio per risollevarci?» è lo sfogo che arriva dal gruppo dei maroniani. Alla serata hanno preso parte, oltre ai militanti eretici e a buona parte della sezione varesina, anche amministratori locali come il sindaco di Morazzone Matteo Bianchi e l’assessore varesino Sergio Ghiringhelli, compagno di giunta di Binelli. Insomma, il crollo e il tentativo di costruire una nuova Lega non sembra abbia la strada spianata. Le divergenze all’interno non mancano. E rischiano di contagiare la sezione di Varese dove finora, pur nel terremoto che ha subito il Carroccio, la segreteria di Marco Pinti è riuscita a garantire al partito. Dal canto suo, l’assessore Ghiringhelli getta acqua sul fuoco: «Ci siamo trovati in pizzeria, non certo a festeggiare. Mi hanno invitato a mangiare una pizza e ci sono andato. Non vedo quale sia lo scandalo. O dove sia il problema». Il problema potrebbe essere rappresentato da quella minoranza di bossiani presenti nella sezione varesina. Una decina scarsa, dicono fonti interne, su oltre cento militanti iscritti in piazza Podestà. Una presenza ininfluente, ma rischiosa per gli equilibri interni. Se infatti l’area binelliana, che pur criticando la radicalizzazione dello scontro interno si è sempre trovata più vicina a Maroni che ai bossiani, finisse per dialogare con la minoranza del cerchio magico della sezione, lo scontro sarà aperto.

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via Tumblr http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/22849601475 http://25.media.tumblr.com/tumblr_m3vew3DfjG1rugh1so1_400.jpg La Provincia di Varese, Varese, Lega Nord, Flavio Tosi, Verona, Roberto Maroni, Max Ferrari, Fabio Binelli, Marco Pinti, Matteo Bianchi, Sergio Ghiringhelli, TelePadania May 11, 2012 at 08:19PM