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Rosy Mauro: La Lega Nord è morta. Roberto Maroni: E’ morto il partito di chi è stato espulso

Rosy Mauro: La Lega Nord è morta. Roberto Maroni: E’ morto il partito di chi è stato espulso:

Roberto Maroni (foto Facebook official)

LEGA NORD – Ieri pomeriggio nella sede centrale di via Bellerio i vertici della Lega Nord si sono ritrovati per fare il punto della situazione in seguito allo scandalo che ha travolto il partito e i suoi principali esponenti. C’erano Roberto Maroni, Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Emanuela Dal Lago, Giancarlo Giorgetti, il nuovo tesoriere Stefano Stefani, il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota e persino il primogenito del Senatur, Riccardo Bossi, indagato per la poco chiara gestione dei fondi leghisti. Ma ad alimentare le tensioni tra le fila padane è l’ormai espulsa Rosy Mauro, vicepresidente del Senato, che continua a lodare Bossi e a gettare fango sull’ex ministro Maroni: “Io non credo a Maroni segretario. E sempre stato un secondo e un secondo resterà – ha dichiarato ai microfoni di SkyTg24 -. La Lega Nord è morta perchè Bossi ha sbagliato a dimettersi – ha poi aggiunto – e all’interno del partito c’è stato un complotto. La Lega non era un bancomat e io non ho preso soldi dal partito”.

La senatrice prosegue imperterrita nella difesa personale e tenta invano di mascherare le ‘malefatte’ del Carroccio in termini di gestione dei fondi, sebbene le carte della magistratura facciano emergere colpevolezze nette e ben definite. Al termine del summit in via Bellerio il futuro leader Roberto Maroni si reca a Cantù per un comizio elettorale e risponde per le rime a Rosy Mauro: “Se qualcuno che è stato espulso dice che la Lega è morta ha ragione. Ma è morta quella Lega, la sua, quella non c’è più. Esiste, rimane e continuerà la Lega delle origini, sulle cui sorti sono ottimista”.

Intanto stasera Umberto Bossi metterà fine al suo silenzio stampa e parlerà dal palco di Lesa, nel Novarese, anche per tastare il suo indice di gradimento post-scandalo, dopo venti anni passati alla guida di un movimento che non può non riconoscergli la paternità. Ma lo scettro del Carroccio sembra destinato a passare nelle mani di Bobo Maroni, a furor di popolo.

Luigi Ciamburro

fonte: http://www.direttanews.it/2012/05/19/rosy-mauro-la-lega-nord-e-morta-roberto-maroni-e-morto-il-partito-di-chi-e-stato-espulso/

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Rosi Mauro; Rosy Mauro; via bellerio; direttanews.it

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Lega Nord, accordo su Salvini: candidato a segretario lombardo

Lega Nord, accordo su Salvini: candidato a segretario lombardo:

Lui: “Ci metterò anima e cuore”

La candidatura dell’europarlamentare leghista a guidare il partito in Lombardia è frutto di un accordo raggiunto durante un pranzo tra lo stesso Salvini, Roberto Maroni e Giacomo Stucchi, deputato bergamasco

Matteo Salvini, Lega Nord

Matteo Salvini, Lega Nord
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 Milano, 18 maggio 2012 – Matteo Salvini si candiderà al congresso che eleggerà il nuovo segretario nazionale della Lega lombarda. Secondo quanto si apprende, la candidatura dell’europarlamentare leghista a guidare il partito in Lombardia è frutto di un accordo raggiunto durante un pranzo tra lo stesso Salvini, Roberto Maroni e Giacomo Stucchi, deputato bergamasco, che era nella rosa dei possibili candidati, e che ora risulterebbe primo firmatario a sostegno della candidatura di Salvini.

MATTEO SALVINI – ”Sono orgoglioso e felice di mettermi a disposizione della Lega Nord come candidato a segretario nazionale della Lega lombarda”. E’ quanto ha scritto sul suo profilo Facebook Matteo Salviniconfermando la sua corsa alla leadership del Carroccio in Lombardia. “Se i militanti al congresso lo vorranno con il loro voto – ha aggiunto Salvini – metterò anima e cuore a disposizione del movimento per fare in modo che la Lega diventi la prima forza, di riferimento e di liberazione, in Lombardia”. L’europarlamentare leghista ha chiuso il suo post ringraziando i militanti, Umberto Bossi “per averci portato fino a qui” e, Roberto Maroni “che ci porterà molto lontano, Giacomo Stucchi e altri esponenti leghisti.

fonte: http://www.ilgiorno.it/milano/politica/2012/05/18/714822-milano-lega-salvini-candidato-segretario-lombardo.shtml

tags: Matteo Salvini; Lega Nord; Lega Lombarda; Roberto Maroni; Giacomo Stucchi; via bellerio; il giorno

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Lega: Maroni lascia via Bellerio dopo incontro con Bossi

Lega: Maroni lascia via Bellerio dopo incontro con Bossi:

Milano, 18 mag. (Adnkronos) – Roberto Maroni ha lasciato da pochi minuti la sede della Lega Nord di via Bellerio dove nel pomeriggio si e’ incontrato con il presidente del Carroccio Umberto Bossi. Maroni, che questa sera a Cantu’, in provincia di Como, alle 21 chiudera’ la campagna elettorale a sostegno del candidato sindaco non ha rilasciato alcuna dichiarazione. In sede oggi pomeriggio, oltre a Maroni e a Bossi, vi erano anche gli altri due triumviri Emanuela Dal Lago e Roberto Calderoli, oltre a Giancarlo Giorgetti, il tesoriere Stefano Stefani e il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota.

fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Lega-Maroni-lascia-via-Bellerio-dopo-incontro-con-Bossi_313317583764.html

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Umberto Bossi; Emanuela Dal Lago; Roberto Calderoli; Giancarlo Giorgetti; Roberto Cota; via bellerio; adnkronos

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Salvini unico Candidato Lega Nord Lombardia

Salvini unico Candidato Lega Nord Lombardia:

L’europarlamentare è il nome forte uscito da via Bellerio dopo l’incontro con Maroni e Stucchi. Per ora nessun altro candidato si è fatto avanti

di Redazione 18/05/2012
Salvini unico Candidato Lega Nord Lombardia

Salvini con Maroni

Matteo Salvini, europarlamentare e consigliere comunale di minoranza, é il candidato alla segreteria della Lega Lombarda in vista del Congresso in programma l’1 e il 2 giugno.

“Sono orgoglioso e felice di mettermi a disposizione della Lega Nord come candidato segretario nazionale della Lega lombarda – ha scritto su Facebook -. Se i militanti al Congresso lo vorranno con il loro voto, metteró anima e cuore a disposizione del Movimento per fare in modo che la Lega diventi la prima forza, di riferimento e di liberazione, in Lombardia. Grazie uno per uno ai nostri splendidi 10mila militanti, grazie a Umberto Bossi per averci portato fino a qui, grazie a Roberto Maroni che ci porterà molto lontano”.

MATTEO SALVINI CANDIDATO ALLA LEGA LOMBARDA

  • A una cena
  • Altro ritratto di Salvini
  • Capolista alle scorse Comunali
  • In piazza Piemonte
  • In ufficio

Lo si è appreso da fonti leghiste, al termine di un incontro a pranzo tra Roberto Maroni, lo stesso Salvini, e il deputato bergamasco Giacomo Stucchi che era tra i possibili candidati. Al momento nessuna altra candidatura alternativa a Salvini è stata avanzata.

Salvini ha già iniziato la raccolta delle firme tra i delegati necessarie a presentare la candidatura per il congresso delle Lega Lombarda che si terrà l’ 1-2 giugno a Bergamo. La prima firma è proprio quella di Giacomo Stucchi, a seguire quelle dei responsabili del Movimento Giovani Padani che sono tra i più vivaci sostenitori di Salvini, al quale occorrono una cinquantina di firme.

fonte: http://www.milanotoday.it/politica/salvini-candidato-segreteria-lega.html

tags: Lega Nord; Matteo Salvini; Lega Lombarda; Roberto Maroni; Giacomo Stucchi; via bellerio, milanotoday.it

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Lega, Maroni: sarà newco. Ipotesi vendita via bellerio

Nella Lega che nascerà; il 3 luglio (subito dopo il congresso federale che lo nominerà; segretario, ndr) queste cose non dovranno più; capitare. La Lega sarà una newco. Parola di Roberto Maroni a cui sono rivolti tutti gli occhi leghisti dopo l´avviso di garanzia a Umberto Bossi. Il delfino ritrovato, il futuro segretario federale deve parlare, dare la linea a chi scalpita dentro il partito e scoprirsi con quel resta dei nemici interni. Così; Bobo dice di non credere ad un complotto contro il Senatu’r, ma una cosa ai militanti in subbuglio la garantisce: la Lega che nascerà; dopo la sua incoronazione sarà; una ‘new company’ scrive Alberto D’Argenio a pagina 3 di Repubblica. Un nuovo corso nel segno della discontinuità; che scrive Marco Cremonesi a pagina 3 del Corriere della sera contempla l’ipotesi addirittura di vendere via Bellerio, simbolo del vecchio apparato. Dopo l’avviso di garanzia a Umberto Bossi e ai figli Riccardo e Renzo, il prendere le distanze dal passato, per il Carroccio, diventa questione di vita o di morte”. “il Senatur – scrive Paolo Colonnello a pagina 2 della Stampa – è entrato nel nuovo cerchio, per nulla magico, inaugurato dalla procura milanese il 3 aprile scorso con l’esplodere dello scandalo Lega: quello degli indagati che dovranno rispondere della dissipazione dei fondi dello Stato per i rimborsi elettorali versati al partito di via Bellerio. Dove ieri si sono presentati i carabinieri, cosi’ come a Gemonio, per consegnare uno dei cinque provvedimenti firmati dai pm Alfredo Robledo, Roberto Pellicano e Paolo Filippini, e che riguardano anche due figli del ‘capo’: ovvero il ‘Trota’ Renzo, attualmente in vacanza in Marocco per riprendersi dagli stress della finta laurea e delle dimissioni dal consiglio regionale lombardo, e del ‘pilota’ Riccardo, accusati entrambi di concorso in appropriazione indebita; nonche’ del senatore Piergiorgio Stiffoni, che deve rispondere di peculato per essersi servito dei soldi destinati al gruppo parlamentare; e infine del mediatore Paolo Scala, l’uomo dei conti a Cipro e in Tanzania la cui posizione processuale peggiora con una riqualificazione del reato che passa da concorso in appropriazione indebita a riciclaggio. Diventano cosi’ otto le persone sottoposte a indagine nella vicenda partita degli investimenti in Tanzania dell’ex tesoriere ‘piu’ pazzo del mondo’. Numero destinato a salire, stando alla mole di documenti sequestrati nelle ultime settimane dalla Guardia di Finanza e sottoposti alla verifica dei periti nominati dall’accusa. All’esame e’ infatti anche la posizione di Rosi Mauro, vicepresidente del Senato e segretaria del Sindacato Padano, i cui conti (privi di un qualsiasi bilancio) sono ora passati al setaccio nell’ipotesi che i cospicui finanziamenti al sindacato siano finiti in buona sostanza nella sua disponibilita’. Cosi’ come, sotto la lente d’ingrandimento, e’ anche la posizione della moglie di Bossi, Manuela Marrone, considerata da molti la vera ‘capa’ del Cerchio Magico, destinataria, secondo le intercettazioni di Belsito e della Dagrada, di rilevanti somme per finanziare acquisto di case e terreni nonche’ la scuola privata Bosina (un milione di euro, almeno). Ma i bilanci raccontano anche di spese da verificare per iniziative del partito tutte da dimostrare, come i soldi finiti alla Guardia Padana.

fonte: http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=68162&idsezione=1
tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Umberto Bossi; via bellerio; imgpress.it

via http://cuoreimpavido.tumblr.com/post/23220305856 http://ifttt.com/images/no_image_card.png May 17, 2012 at 10:31AM

Dal Lago: «Lega, unico candidato al congresso»

Dal Lago: «Lega, unico candidato al congresso»:

SCENARI NEL CARROCCIO

La componente del triumvirato: «Al federale vedo Maroni in pole».

Manuela Dal Lago.

Manuela Dal Lago.

Scenari leghisti. Segreteria, futuro politico del partito, candidati da pensionare o da lanciare in prima linea.

Ne ha parlato l’onorevole Manuela Dal Lago, membro del triumvirato con Roberto Maroni e Roberto Calderoli, prima riferendosi alla componente regionale del Carroccio, in Veneto: ha detto che a inizio giugno è in programma il congresso e lì «verificheremo se ci sarà un candidato solo oppure di più, io mi auguro che ci sia un unico candidato».
«Da un pezzo», ha aggiunto, «sto lavorando e mi sto adoperando non solo per il Veneto, ma dappertutto. Spero che questa unità che stiamo dimostrando sia esplicitata proprio con le candidature uniche».
«MARONI IN POLE POSITION». Alla domanda se Roberto Maroni potrebbe essere il candidato unico per il federale, la Dal Lago ha detto che «Maroni mi sembra decisamente il nome in pole position».
«Io credo che il Veneto», ha risposto a una domanda, «possa  possa ambire a tutto, anche ad avere il segretario, ma che non sia assolutamente questo il problema principale. Il problema non è la questione da dove viene il segretario federale, ma la questione dei rapporti e il modo di interloquire gli uni con gli altri. In questo senso sono d’accordo con Muraro quando dice che il Veneto deve assolutamente contare di più».
«PER SALVARE L’ITALIA BUTTIAMO GIÙ IL GOVERNO». Poi la ricetta per la politica nazionale: «Per salvare questo Paese è necessario buttare giù il governo», ha detto.
«L’Italia è in difficoltà, il debito pubblico, creato in decenni di politica italiana, è addirittura peggiorato negli ultimi mesi. Abbiamo capito che a questo governo il federalismo fiscale non piace, ma almeno un decreto lo potevano applicare e lo possono fare ancora: mi riferisco a quello dei costi standard. Con quello noi impediremmo a tanti enti locali e a tante regioni sperperi di denaro pubblico».

Lunedì, 14 Maggio 2012

fonte: http://www.lettera43.it/politica/dal-lago-lega-unico-candidato-al-congresso_4367550727.htm
tags: Roberto Maroni; Lega Nord; via Bellerio; Manuela Dal Lago; Consiglio Federale; lettera43.it

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Lega, da Bossi via libera a Maroni

Lega, da Bossi via libera a Maroni:

IN VISTA DEL CONGRESSO DELLA LEGA

Il Consiglio federale discute della candidatura unica

Umberto Bossi (Ansa)Umberto Bossi (Ansa)

MILANO – Bossi ha dato il via libera alla candidatura unica di Roberto Maroni in vista del congresso della Lega. È quanto filtra dalla riunione del Consiglio federale del movimento padano, riunito dalle 15 nella sede della Lega in via Bellerio a Milano. Tra i temi all’ordine del giorno la posizione della Lega nel secondo turno delle elezioni amministrative ma soprattutto i congressi nazionali e federali del movimento. A quanto pare il senatur, che aveva annunciato la sua ricandidatura, avrebbe fatto un passo indietro. Sul tema, nei giorni scorsi, all’interno del gruppo dirigente si è cercata un’intesa tra lo stesso ex leader e Maroni. Che a quanto pare sarebbe stata alla fine trovata.

L’ACCORDO – Bossi avrebbe parlato di un accordo che prevede Maroni Segretario con tre Vicesegretari, il Vicario fra i quali dovrà essere un veneto. Mentre al Senatur verrebbe riservata la carica di Presidente fondatore.

Redazione Online14 maggio 2012 | 18:22

fonte: http://www.corriere.it/politica/12_maggio_14/bossi-maroni_77e11edc-9ddf-11e1-99ad-758cf3da80f7.shtml

tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Umberto Bossi; via Bellerio; Consiglio Federale; Corriere della Sera

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Maroni parla da leader: “Potremmo non candidarci più al Parlamento”

Maroni parla da leader: “Potremmo non candidarci più al Parlamento” :

A Cesena la prima uscita dopo l’accordo con Bossi: “Equitalia ha fallito. Il Trota? Bisogna scegliersi meglio gli autisti”. E sul simbolo: “Appartiene al movimento, la scritta Bossi verrà modificata”

“Domani c’è il consiglio federale e lì si dirà qualcosa”. A un giorno dalla riunione di via Bellerio che dovrebbe sancire il raggiungimento di un accordo tra Umberto Bossi e Roberto Maroni in vista del prossimo congresso della Lega nord a fine giugno, l’ex ministro degli interni è arrivato a Cesena per il congresso del partito in Romagna e con un sorriso ha dribblato la domanda più attesa. Ieri pomeriggio era infatti trapelata la notizia di un incontro tra Bobo e il Senatur che avrebbe portato a un patto per cui al vecchio leader andrà la presidenza, mentre il capo dei barbari sognantiprenderebbe in mano la segreteria federale e quindi il partito.

 Di sicuro per Maroni, che ha tenuto una lunga conferenza stampa in questo estremo lembo meridionale del ‘regno padano’, non ha mancato ancora una volta di segnare le distanze dall’era di Bossi. “Siamo sereni e pronti a rilanciare il movimento. Riteniamo chiusa una stagione della Lega nord. Anche se potranno esserci degli strascichi per un po’, quella dei soldi in Tanzania e dintorni è una pagina chiusa che riguarda la Lega del passato, noi adesso guardiamo alla Lega del futuro, laLega 2.0. Partiremo dal congresso federale che sancirà una svolta”.

Dunque pagina chiusa, e la conferma sembra arrivare quando Bobo Maroni parla del simbolo del movimento e di quella scritta Bossiche da anni vi campeggia. Nei giorni scorsi uno dei fondatori del Carroccio, il senatore Giuseppe Leoni era uscito dal suo solito silenzio sostenendo che il simbolo fosse intoccabile senza il permesso dei suoi proprietari come da notaio: lo stesso Leoni, Umberto Bossi e sua moglie, Manuela Marrone. Oggi Maroni ribatte. “I simboli, da statuto, appartengono al movimento. È cambiato in tanti anni. Prima sotto c’era la scritta Padania, oggi quella di Bossi”. E qui l’ex capo del Viminale conclude sibillino: “Il simbolo evolve”.

Poi Bobo è costretto a tornare sulle questioni giudiziarie. Prima la storia delle “donazioni” chieste ai parlamentari, sulle quali sta indagando la procura di Forlì che nei giorni scorsi ha inviato in via Bellerio anche la polizia giudiziaria per una perquisizione. Per i magistrati potrebbe trattarsi di una vera e propria compravendita del posto in parlamento. “Questa tecnicamente è una stronzata, quei soldi sono una donazione volontaria che tutti i parlamentari fanno e che io stesso faccio da 20 anni”, ha detto Maroni. Poi difende il segretario romagnolo, il deputato Gianluca Pini, indagato sempre dalla procura romagnola. “La sua rielezione al congresso romagnolo di oggi sgombra il campo da tutte le insinuazioni che lo riguardano e che non hanno alcun fondamento”.

Poi continua: “Mi sembra tutta aria fritta che peraltro non tocca la sua azione politica. È chiaro che chi ha messo in moto il meccanismo sapendo che era tutto falso sarà chiamato a rispondere, così come chi ha accusato la Lega di aver preso tangenti da Finmeccanica è già stata denunciato e gli abbiamo chiesto 10 milioni di euro di danni”.

 Il leader in pectore del Carroccio ne ha anche per la magistratura. “Non possiamo accettare che qualcuno si comporti in modo scorretto. L’altro giorno ho parlato con il vicepresidente del Csm (Pasquale Vietti, ndr) e abbiamo fatto una denuncia”. Il riferimento è all’articolo di qualche giorno fa in cui si riportava un interrogatorio della segretaria amministrativa della Lega avvenuto proprio allaprocura di Forlì. “La magistratura non può pensare di giocare con noi inventando cose inesistenti”.

Maroni poi parla dell’allarme terrorismo e degli attacchi a Equitalia: “È un esperimento fallito. Non funziona e crea disagio. Le reazioni violente, che io condanno, dovrebbero però far pensare. Non si tratta di terroristi o pericolosi criminali. Quelli hanno gambizzato Adinolfi di Finmeccanica”. Troppo centralizzata, troppo lontana questa agenzia per capire i problemi dei cittadini e dal contesto di crisi in cui vivono. Anche la politica romana è troppo lontana, e per questo, alla fine dell’intervista Bobo rilancia. “Non è detto che non passi presto la linea di non candidarci alle elezioni politiche e non mandare più i nostri rappresentanti al Parlamento”.

Infine una battuta sulle ultime notizie riguardanti Renzo Bossi e l’uso che avrebbe fatto a lungo dei soldi del partito per faccende personali. Notizie trapelate dai due accompagnatori del Trota: “Bisognerebbe scegliersi al meglio gli autisti”, ha ironizzato Maroni.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/maroni-cesena-parla-leader-potremmo-candidarci-parlamento/228264/
tags: Roberto Maroni; Lega Nord; Lega 2.0; Umberto Bossi; via Bellerio; Equitalia; il fatto quotidiano

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Lega, verso la pace Senatùr-Maroni

Lega, verso la pace Senatùr-Maroni:

POLITICA
12/05/2012 –

Lega, verso la pace Senatùr-Maroni

L’ex ministro dell’Interno, e oggi tra i coordinatori del partito, Roberto Maroni

Bossi pensa di non 
correre: «Tutto bene»

GIOVANNI CERRUTI
MILANO

Ci vuol pazienza, come per la “Devolution”, il Federalismo e la Padania. Pazienza perché in via Bellerio anche ieri si aspettavano qualche novità, invece bisogna aspettare almeno fino a lunedì. «Tutto bene», è la frase che attribuiscono a Umberto Bossi, in sede fino all’ora di pranzo. Roberto Maroni, che se ne va a metà pomeriggio, nulla dichiara. Tutto bene perché Umberto e Bobo si son parlati, li hanno visti assieme, e finalmente il vecchio Bossi ha capito che non è il caso di insistere con la sua ricandidatura a segretario della Lega Nord? Che la Lega del futuro non può che affidarsi a Maroni? Forse sì, o forse non è ancora un sì. E l’annuncio slitta a lunedì.

Tra due domeniche ci sono i ballottaggi, ma ai leghisti che vanno e vengono dalla sede sembrano di poco conto. Le amministrative, Verona a parte, sono andate male, punto. E adesso c’è da pensare al malato, alla Lega che va per congressi. Maroni non può ancora dire «tutto bene», perché con Bossi, e si è visto, c’è poco da fidarsi. In tre settimane si è dimesso da segretario, ha dato la sua benedizione a Bobo come successore e poi l’ha ritrattata ripresentando le sue voglie di padre e padrone della Lega. Non potrà finire che con una dichiarazione pubblica di Bossi. O con un documento firmato dal prossimo Consiglio Federale. Fissato per lunedì pomeriggio, appunto.

Non è una trattativa semplice, quella tra Bossi e Maroni. Bobo vorrebbe salvare il salvabile, evitare al vecchio amico nuove umiliazioni e altre amarezze. Ma chi tiene in vita quel che resta del Cerchio Magico sembra insistere su Bossi, sembra temere la fine, il brusco passaggio dalla nobiltà leghista alla miseria di una finale poco dignitoso. Basta sentire il senatore Giuseppe Leoni, che a «Panorama.it» dichiara intenzioni di bellicosa resistenza: «Se è vero che qualcuno vuole togliere Bossi dal simbolo della Lega allora si facessero un altro partito e con un altro simbolo. Io sono il detentore di un terzo del simbolo, gli altri due sono di Umberto e della moglie Manuela».

Il rischio, insomma, è che le due Leghe che ancora convivono, quella di Bossi e del Cerchio Magico da una parte, quella di Maroni e dei Flavio Tosi dall’altra, al congresso di fine giugno possano prendere due strade diverse. Difficile, ma ad oggi non impossibile. Leoni fa capire che la nuova Lega non può nascere senza il consenso di Bossi. E proprio su questo sta lavorando Maroni. Riuscire a convincere il vecchio Capo che alternative non ne esistono. Che la Lega è già un’altra. E che le inchieste non solo hanno azzerato la credibilità di Bossi e famiglia, ma sono appena all’inizio: anche ieri la segretaria amministrativa Nadia Dagrada ha passato il pomeriggio in una caserma della Finanza.

A lunedì, dunque. Per sapere se Bossi accetta il patto con Maroni, se farà il «Padre nobile», come gli ha consigliato Flavio Tosi da Verona. Ma prima bisognerà vedere se accetta, e cosa ne dicono il senatore Leoni, la moglie e la famiglia. Che a sera, quando Bossi rientra a casa, non mancheranno di ripetere quel che in questi anni di malattia Rosi Mauro ha sempre urlato a Pontida: «La Lega è Bossi, Bossi è la Lega». Per la famiglia nulla deve cambiare. Tanto che lunedì scorso, in attesa dei risultati della amministrative, in una stanza di via Bellerio erano alla prese con l’ultima richiesta da Gemonio. Uno stipendio della Lega per Riccardo, il primo figlio di Umberto.

fonte: http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/453859/

tags: Lega Nord, Roberto Maroni, Umberto Bossi, via Bellerio, La Stampa

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